Palazzo
Poli, Roma Dopo un lungo intervento di restauro è stato recentemente riaperto
al pubblico Palazzo Poli che ospita la sede dell'Istituto Nazionale per la Grafica.
Conteso tra due nobili famiglie romane che a lungo ne hanno impedito il restauro,
dal 1977 il Palazzo è stato sottoposto ad un intervento che ha portato tra l'altro
al recupero degli intonaci e degli affreschi. Dal 30 Settembre e fino al 28 gennaio
del 2001 Palazzo Poli - situato alle spalle di Fontana di Trevi, sulla quale si
"affaccia" - ospita una mostra dedicata alla città di Roma, dal titolo: Roma veduta.
Disegni e stampe panoramiche della città dal XV al XIX secolo. La mostra, curata
dall'Istituto Nazionale per la Grafica e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana,
permette di scoprire, attraverso stampe e disegni antichi, il volto inedito di
una Roma che non c'è più e di seguirne l'evoluzione urbanistica e i cambiamenti
d'assetto interno. La mostra illustra inoltre come sia cambiata nel tempo la tecnica
della raffigurazione di vedute. Il percorso espositivo è concluso da una Pianta
di Roma che la Biblioteca Apostolica Vaticana ha realizzato in occasione del Grande
Giubileo in collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Grafica.
ROMA,
OTTOBRE 2000
In mostra le opere di Botticelli,
Antonio Filipepi, conoscioto con il soprannome di Botticelli, pittore della Divina
Commedia L'Inferno dantesco nella rappresentazione di Botticelli Le Scuderie Papali
al Quirinale ospitano la mostra "Sandro Botticelli. Pittore della Divina Commedia",
in cui sono esposte 92 pergamene con i disegni eseguiti da Sandro Botticelli alla
fine del Quattrocento per illustrare episodi della Divina Commedia di Dante. Le
pergamene provengono in parte dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e in parte
dal Kupferstichkabinett di Berlino che per la prima volta ne ha concesso l'esportazione.
Presentati in prima mondiale a Berlino tra aprile e giugno 2000 i disegni ritornano
in Italia dopo 500 anni. In seguito le pergamene saranno ospitate alla Royal Accademy
di Londra per poi ritornare negli archivi che fino ad ora le hanno custodite.
I disegni illustrano novanta dei cento canti della Divina Commedia a cui si aggiungono
una rappresentazione del Cratere dell'Inferno e una raffigurazione di Lucifero.
Oggi i disegni sono montati separatamente ma in origine erano sistemati in modo
tale che l'intero poema si leggesse e si vedesse in sequenza, aprendo un unico
rotolo. L'opera si presenta a diversi stati di finitura: solo il disegno della
grande veduta dell'Inferno è completo. Accanto ai disegni sono in mostra anche
alcuni importanti dipinti del Botticelli. La mostra include un percorso nell'arte
rinascimentale fiorentina.
CENTRI
STORICI: IL COMMENTO DELLA MINISTRO MELANDRI Roma,
10 settembre 1999...
In
merito al dibattito sulla riapertura al traffico privato dei centri storici la
Ministro per i beni e le attività culturali, on. Giovanna Melandri, ha
così commentato: "Sono preoccupata dai termini
che il dibattito sulla riapertura al traffico veicolare dei centri storici sta
assumendo. Non è con contrapposizioni ideologiche che si può affrontare
una questione che coinvolge la tutela e la salvaguardia di luoghi che rappresentano
la memoria storica e lidentità delle città. In particolare
sono preoccupata dal fatto che si possano dimenticare gli effetti ormai accertati
dei principali inquinanti, oltre che sulla salute umana, sulla salute dei monumenti.
I nostri tecnici dellIstituto centrale del Restauro e la comunità
scientifica internazionale di tutto il mondo hanno messo in evidenza orami da
anni come alcune sostanze dovute al traffico veicolare alterino in modo irreversibile
le opere darte, in particolare quelle in bronzo, in pietra e i dipinti murali.
Tanto che nel il Cenacolo di Leonardo, per evitare di vanificare il restauro appena
concluso, sono stati messi in opera sofisticati macchinari che hanno la funzione
specifica di far depositare allesterno le polveri e le particelle inquinanti.
LIstituto centrale per il restauro, nella Carta del rischio, ha messo a
punto un metodo statistico per studiare la dinamica dei danni prodotti dall'inquinamento
nei centri urbani quali la corrosione, lo sfarinamento dei marmi, i danni agli
affreschi, la formazione di croste nere sulle superfici esterne. Certamente assommano
a svariate decine di miliardi le spese che la comunità deve affrontare
per porre rimedio a queste forme di degrado. Lamministrazione pubblica,
non solo statale, ha il dovere di conservare il patrimonio culturale e, quindi,
di restaurare ma ancor più di prevenire i rischi ed i danni al patrimonio.
Un patrimonio che è anche ricchezza economica, come ben sanno gli operatori
turistici. Penso sia opportuno affrontare questo dibattito in termini moderni
e passare quindi allanalisi di quali siano le misure più efficaci
per conciliare le esigenze di mobilità di milioni di persone con la tutela
della loro salute ma anche con la conservazione di quell'immensa ricchezza custodita
nei nostri centri storici"
ROMA,
26 LUGLIO 1999
Di
302 beni dismessi dal ministero della Difesa, ne e' stato alienato uno solo, con
un introito di quattro miliardi rispetto ai 1.400 preventivati. Lo ha detto ipresidente
della commissione Difesa della Camera, on. Valdo Spini, che ha sottoposto la questione
al ministro per i Beni e le attivita' culturali, Giovanna Melandri, appositamente
invitata ad una audizione. Si tratta di beni immobili del ministero della Difesa,
su cui si e' pronunciato il ministero per i Beni e le attivita' culturali, allo
scopo di classificarli secondo il loro valore storico-artistico. Il risultato
e' stato comunicato dallo stesso ministro Melandri: 163 sono stati dichiarati
''non di interesse artistico''; 31 sono formalmente tutelati ai sensi della legge
1089 del 1939; 39 sono stati valutati di interesse storico- artistico; e per i
39 rimanenti e' necessario un supplemento di istruttoria. Dall' elenco fornito
dal ministro risulta che si tratta di ex caserme, fari, poligoni di tiro, ex depositi
di esplosivi e capannoni. Tra quelli tutelati ai sensi della legge 1089 sono:
il faro di Ischia, la caserma Palestro di Ferrara, il palazzo ducale di Sassuolo,
l' ex ospedale militare di Piacenza, il palazzo San Michele di Bari, l' ex Forte
Marghera e la ex polveriera Lazzaretto Nuo vo
di Venezia
RECENSIONI
AL
SENATO LA LEGGE SU "RESTAURO ITALIA"
ROMA
Gennaio 2001....................
Dopo
l'avvenuta approvazione alla Camera, la proposta di legge ''Restauro Italia''
e' in discussione al senato in riunioni congiunte delle commissioni istruzione
e Territorio. Hanno riferito i relatori Ferdinando Pappalardo (DSU) per la prima
e Angelo Staniscia (DSU) per la seconda, e si e' aperta la discussione generale.
Si tratta di una legge che prevede una ''programmazione pluriennale degli interventi
di tutela e lo sviluppo di itinerari e aree di rilevanza storico'culturale e ambientale'',
che prende le mosse dalla legge del 1997, con la quale - con i fondi del Giubileo
- sono stati finanziati vari interventi di recupero di monumenti, edifici ed altri
manufatti di valore storico-artistico, ma - come ha rilevato il sen. Staniscia
- ''va ben al di la' di quanto previsto da quel provvedimento''. Infatti - ha
aggiunto - le problematiche del ripristino e del recupero dei beni culturali,
che in passato venivano tenute a se' stanti, in quanto interventi squisitamente
culturali, vengono viste ora nel contesto territoriale, urbanistico e ambientale,
sicche' gli interventi di restauro sono ora inquadrati come interventi sul territorio.
Con la nuova legge si rendono possibili interventi giubilari fuori del Lazio,
a suo tempo richiesti e non finanziati dalla legge del 1997 per la indisponibilita'
di sufficienti risorse finanziarie (solo 1.200 interventi furono possibili, contro
7.000 domande). A questi ultimi sara' riservato il finanziamento nel primo anno
di attuazione del programma triennale; a decorrere dal secondo anno di applicazione
della legge sono ammesse al finanziamento nuove proposte di intervento. Le proposte
di intervento sono finanziate al 50 per cento dell'importo richiesto o comunque
ritenuto ammissibile. Viene istituito, per l'attuazione degli interventi previsti
dalla legge, un apposito fondo denominato ''Restauro Italia-programmazione pluriennale
per la promozione di iniziative di sviluppo socio-economico nei settori dell'accoglienza,
della ricettivita', del restauro e per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale
e ambientale''. A tale scopo e' autorizzata una spesa di 15 miliardi per l'anno
2000, nonche' limiti di impegno quindicennali di 8 miliardi per l'anno 2001 e
di un miliardo per l'anno 2002.
VENEZIA,
15 febbraio 2001 Il 15 febbraio 2001 si terrà a Venezia presso l'Ateneo
Veneto la presentazione alla città della Carta
Cracovia 2000
Saranno
presenti: il soprintendente ai Beni Architettonici, Roberto Cecchi, il rettore
dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Marino Folin e Manfred
Wedhorn, docente di Restuaro dell'Università di Vienna e chairman di una
delle sezioni della conferenza. Coordinerà l'incontro Giuseppe Cristinelli,
vice-presidente del Comitato Cracovia 2000. La Carta Cracovia 2000 sarà
oggetto di incontri e dibattiti tra febbraio e marzo 2001 a: Salamanca Firenze
Udine Trieste
5a
Conferenza Internazionale sulla Conservazione ed il Restauro, 30 novembre, 2 dicembre
2000, Firenze
Il
Dipartimento di Studi sul Medioevo e il Rinascimento dell'Università degli
Studi di Firenze, ed i Forum Internazionale per l'Arte e per la Cultura dell'Istituto
Pertini, con il patrocinio dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica,
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell'Università
e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, del Ministero dell'Ambiente, della
Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, della Regione Toscana e del
Comune di Firenze, organizzano la 5a Conferenza Internazionale sulla Conservazione
ed il Restauro (Sessioni conclusive), che si svolgerà dal 30 novembre al
2 dicembre 2000, a Firenze.
PIANO
STRAORDINARIO SICUREZZA,1177 INTERVENTI BENI CULTURALI
ROMA,
24 NOVEMBRE 2000.....................
Il
piano straordinario degli interventi che per il Ministero per i beni-attivita'
culturali ha predisposto per la sicurezza del patrimonio, consentira' la realizzazione
di 1177 interventi sui beni archeologici, architettonici, artistici e storici,
archivistici e librai, per un totale di 159 miliardi finanziati dalla legge 237
del '99. Questi interventi,realizzati dalle sovrintendenze con il coordinamento
delle Direzioni generali, si aggiungono - e' detto in un comunicato del Ministero
- agli altri interventi, gia' previsti dal piano di utilizzo, e finanziati dalla
legge 293 del 1999 per 176 miliardi. L'iniziativa e' stata illustrata da Gianpaolo
D'Andrea, sottosegretario ai Beni-attivita' culturali, intervenendo a Milano,
al convegno su 'Sicurezza nelle citta'. Dati, esperienze e impatto economico'.
''Si sta compiendo un grande sforzo - ha detto - per la sicurezza del patrimonio
nazionale: passare dalla fase di gestione delle emergenze all'affermazione di
una cultura della sicurezza che ha come elemento portante la prevenzione. Il Piano
della per si affianca al potenziamento del Comando
dei Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico''. ''Finalmente questo
Ministero dispone di una strategia definita, articolata ed operativa che consentira'
- ha concluso - di elevare notevolmente lo standard di sicurezza del patrimonio
culturale, statale e non, e di interagire positivamente, anche attraverso contributi
e incentivi fiscali con le iniziative messe a punto dai privati per la sicurezza
del patrimonio di loro proprieta'''. Una quota del piano e' riservata, oltre agli
interventi necessari per la protezione di alcuni siti e istituzioni, alla realizzazione
di un censimento delle rilevazioni delle esigenze in materia di sicurezza, ed
alla dotazione di sensori collegati a centrali di sintesi dei dati ed a unita'
del pronto intervento in caso di emergenza, il cui costo sara' di 51 miliardi
e l'organizzazione a cura del Servizio tecnico per la Sicurezza del Patrimonio
culturale. Il progetto e' realizzato anche nell'ambito del piano di riutilizzo
di una quota di lavoratori socialmente utili attualmente impegnati presso il Ministero
Beni-attivita' culturali...Roma
24 novembre 2000...
.ILTESTO UNICO DEI BENI CULTURALI APPROVATO DEFINITIVAMENTE ....
Roma,
22 ottobre 1999............................. .........
.............
Rendere
più semplice il rapporto con i cittadini e le attività delle amministrazioni pubbliche,
ma anche aggiornare e rendere moderna la legislazione in materia di beni culturali
e ambientali. Questi gli obiettivi del Testo Unico delle disposizioni legislative
in materia di beni culturali e ambientali, approvato definitivamente dal Consiglio
dei Ministri questa mattina. Il nuovo testo unico coordina la legislazione precedente,
in particolare le due leggi fondamentali di tutela che risalgono al 1939, e, tra
l’altro, inserisce nel corpo normativo le leggi sugli archivi, la legge Ronchey
e la legge Veltroni. Il testo snellisce il corpus legislativo, armonizzando ed
in parte abrogando decine di leggi diverse delle oltre 900 prese in esame, e innova
l’ambito normativo, ad iniziare dall’allargamento della definizione di "bene culturale".
D’ora in poi la tutela viene estesa anche alle fotografie, agli audiovisivi, agli
spartiti musicali e agli strumenti scientifici e tecnici. Un’estensione che potrà
in futuro valere anche per altri beni individuati come "testimonianza avente valore
di civiltà" . Ma al tradizionale concetto di tutela e conservazione, si affianca
in modo organico nel nuovo testo anche la valorizzazione e la promozione del patrimonio
culturale, campo nel quale viene riconosciuto un forte ruolo delle regioni e degli
enti locali, secondo i principi della leale collaborazione fra istituzioni. Il
provvedimento, che entrerà in vigore dopo la promulgazione del Presidente della
Repubblica e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, raccoglie in due titoli
e 166 articoli tutta la legislazione sul patrimonio culturale e paesaggistico
elaborata negli ultimi sessant’anni. Oltre all’armonizzazione legislativa, il
testo unico snellisce le procedure amministrative, rendendo più semplice la vita
ai cittadini. I proprietari di immobili di interesse storico-artistico che vogliano
avviare lavori di restauro, ad esempio, dovranno richiedere una sola autorizzazione
alla Soprintendenza, anziché aspettare il complesso esame da parte degli organi
centrali del Ministero. Questa autorizzazione avrà valore, poi, per essere ammessi
a tutte le procedure semplificate previste dalla legislazione urbanistica e varrà
come titolo certo per usufruire dei contributi e delle agevolazioni fiscali previste
dalla legge, senza dover presentare ulteriori domande. Tempi certi, poi, e procedure
trasparenti in materia di vincoli, prelazioni, autorizzazioni renderanno meno
complesso il rapporto fra cittadini ed amministrazione. Forte semplificazione
anche per i commercianti di opere d’arte che, a parità di controllo sulla loro
attività, avranno meno adempimenti amministrativi. "L’Italia ha da oggi uno strumento
fondamentale che innova e rende moderna la legislazione in materia di beni culturali
e di paesaggio, aggiornandone i concetti chiave – ha dichiarato la Ministro per
i beni e le attività culturali, on. Giovanna Melandri -. E’ un passaggio fondamentale
che si affianca alla riorganizzazione del Ministero e che mostra come la tutela
integrata dalla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale del paese
possa costituire il perno di una politica a tutto tondo del Governo , in grado
di creare processi di sviluppo e nuova occupazione. Sono particolarmente lieta
che questo testo unico sia il primo provvedimento del genere, in questa legislatura,
ad arrivare in porto. D’ora in poi, al posto dei 50 precedenti, ci sarà un solo
testo di riferimento, in materia di beni culturali e paesaggio ".
Roma,
22 ottobre 1999
APPROVATO
IN VIA DEFINITIVA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL DISEGNO DI LEGGE PER LA PROMOZIONE
DELLA CULTURA ARCHITETTONICA E URBANISTICA
Roma,
15 ottobre 1999 ..........................................
Questa
mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, dopo il parere
della Conferenza Stato-Regioni, il disegno di legge per la promozione della
cultura architettonica ed urbanistica. Il disegno di legge, elaborato dopo
un lungo lavoro di confronto con architetti, urbanisti, rappresentanti degli ordini
professionali, di associazioni, di Istituti ed esponenti del mondo universitario
e professionale, era stato varato in via preliminare il 25 giugno scorso. Nel
testo attuale, verrà quindi inviato al Parlamento per il successivo iter. Diverse
sono le misure previste dal provvedimento. Il disegno di legge in primo luogo
individua nel concorso di idee o di progettazione, lo
strumento più idoneo a garantire la più ampia partecipazione dei progettisti,
e l’affermazione della qualità della progettazione attraverso la selezione dei
progetti migliori; questo strumento è finalizzato anche ad attuare
il principio di trasparenza nell’affidamento degli incarichi. Il Ministero vincola
se stesso a ricorrervi per le opere di rilevante interesse architettonico destinate
ad attività culturali di propria competenza. Si prevede la possibilità per il
Ministero di curare direttamente, per conto di altre amministrazioni che ne facciano
richiesta e in loro favore, lo svolgimento del concorso di progettazione per le
opere architettoniche di maggiore importanza. Come ulteriore strumento di promozione
della qualità architettonica e urbanistica, il disegno legislativo prevede
il riconoscimento delle opere e dei progetti di particolare rilevanza, riconoscimento
connesso alla previsione di incentivi economici sia per la conservazione e il
restauro che per la realizzazione di nuovi interventi. I meccanismi di determinazione
dell’importanza delle opere sono individuati, da un lato, nelle previsioni già
vigenti in materia di tutela del diritto d’autore, opportunamente ampliate, dall’altro
lato, nel conferimento di un "riconoscimento" annuale da parte di un’apposita
commissione, non permanente, formata da eminenti personalità della cultura. Nel
merito va evidenziato come il progetto di legge preveda che il riconoscimento
venga attribuito per diverse categorie d’intervento ed assegnato a progetti architettonici
o urbanistici riguardanti sia la realizzazione di nuove opere che interventi di
recupero urbano e di riqualificazione paesaggistico-ambientale Nel quadro delle
misure previste dal disegno di legge, volto a promuovere e ad accrescere la qualità
della produzione architettonica, si inserisce la legge n. 717 del 1949, opportunamente
modificata, relativa alla riserva del 2% dell’importo della spesa degli interventi
pubblici per la realizzazione delle opere d’arte. L’obiettivo è quello rilanciare
la norma esistente, che non ha avuto finora una applicazione soddisfacente per
problemi legati sia al meccanismo volto ad imporre la realizzazione dell’opera
d’arte, incentrato solo sulla non collaudabilità dell’opera, sia al sistema di
affidamento dell’esecuzione dell’opera, assicurandone l’effettiva applicabilità
attraverso la previsione di alcune misure cogenti sia in fase di approvazione
del progetto che di collaudo finale. In relazione alla qualità architettonica.
E’ significativa la previsione che già in fase progettuale debba essere individuata
la localizzazione e la tipologia dell’opera d’arte. Altro settore su cui fondare
il rilancio della qualità architettonica e urbanistica è individuato nel campo
della formazione universitaria, scolastica e professionale sulle problematiche
attinenti l’architettura, l’urbanistica e paesaggio, soprattutto nelle loro
interrelazioni, Di particolare importanza è, inoltre, la previsione della costituzione
di un Centro nazionale di documentazione degli archivi di architettura e urbanistica,
nel quale verranno raccolti e conservati i materiali documentali relativi all’architettura
e all’urbanistica moderna e contemporanea; si tratta di un rilevantissimo
patrimonio culturale di cui si rischia la dispersione e il deterioramento. Infine
il disegno di legge vuole lanciare un messaggio significativo in tema di qualità
dell’architettura e del suo legame con la salvaguardia del paesaggio, superando,
se possibile, un concetto passivo di tutela ed aprendo la strada alla collaborazione
con le regioni e gli enti locali nella individuazione, nella pianificazione paesistica
, di misure ed azioni volte, nell’interesse di tutti, a garantire uno sviluppo
compatibile con i valori del territorio. Roma, 15 ottobre 1999
CONCLUSO
IL RESTAURO DELLA FACCIATA DELLA BASILICA DI SAN PIETRO.................................................................
ROMA, 30 SETTEMBRE 1999............................
Il 30 settembre è
stato inaugurato il restauro della seicentesca facciata della Basilica di San
Pietro realizzata da Carlo Maderno tra il 1607 e il 1612. Dopo un lavoro durato
oltre due anni, condotto da un'équipe di studiosi guidata da Sandro Benedetti,
e approfondite ricerche d'archivio e indagini scientifiche, si potrà avere una
nuova visione della facciata, restituita ai colori originali dell'architettura
di Carlo Maderno.
RESTAURI:
500 MILIONI PER VILLA MEDICEA DI CAREGGI A FIRENZE
FIRENZE,
20 SETTEMBRE 1999..........................
Cinquecento
milioni da spendere entro quest'anno per fermare il degrado della villa medicea
di Careggi a Firenze. Il finanziamento e' stato assicurato dal ministro per i
Beni e attivita' culturali, Giovanna Melandri, all'on. Valdo Spini che aveva chiesto
interventi concreti per la villa. Qui l'11 aprile 1492 si e' spento Lorenzo il
Magnifico. Dopo essere stato convitto per infermiere, attualmente e' sede degli
uffici amministrativi dell'Azienda ospedaliera di Careggi. Spini da tempo insiste
perche' venga trovata una soluzione alternativa per gli uffici, restituendo quel
complesso storico e artistico a una destinazione che lo valorizzi nella stupenda
area tra Firenze e Sesto proiettata verso l'altra villa medicea di Cafaggiolo
nel Mugello. Secondo Spini, Firenze ha bisogno di decongestionare il piccolo centro
storico allargando verso la periferia i motivi d' interesse per cui tutti nel
mondo desiderano almeno una volta visitare la citta' toscana.
La
commissione Cultura della Camera riprende i lavori
ROMA, 13 SETTEMBRE 1999.............................
La
commissione Cultura della Camera riprendera' i lavori, dopo le feste estive, domani
14. All' ordine del giorno il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia
di beni culturali; la riforma delle accademie di belle arti e di altri istituti
(gia' approvata dal Senato); la disciplina dell' attivita' musicale; il recupero
del patrimonio storico della prima guerra mondiale; la disciplina dell' attivita'
archeologica subacquea; la legge sugli interventi straordinari per i beni culturali;
il Museo del cinema di Torino. Al Senato la commissione istruzione e Cultura riprendera'
i lavori il 15 settembre. Si occupera' anch' essa del Testo unico delle disposizioni
legislative in materia di beni culturali, su cui dovra' esprimere il parere
CENTRI
STORICI: IL COMMENTO DELLA MINISTRO MELANDRI
Roma,
10 settembre 1999.........................
In merito al dibattito
sulla riapertura al traffico privato dei centri storici la Ministro per i beni
e le attività culturali, on. Giovanna Melandri, ha così commentato:
"Sono preoccupata dai termini che il dibattito sulla
riapertura al traffico veicolare dei centri storici sta assumendo. Non è
con contrapposizioni ideologiche che si può affrontare una questione che
coinvolge la tutela e la salvaguardia di luoghi che rappresentano la memoria storica
e lidentità delle città. In particolare sono preoccupata dal
fatto che si possano dimenticare gli effetti ormai accertati dei principali inquinanti,
oltre che sulla salute umana, sulla salute dei monumenti. I nostri tecnici dellIstituto
centrale del Restauro e la comunità scientifica internazionale di tutto
il mondo hanno messo in evidenza orami da anni come alcune sostanze dovute al
traffico veicolare alterino in modo irreversibile le opere darte, in particolare
quelle in bronzo, in pietra e i dipinti murali. Tanto che nel il Cenacolo di Leonardo,
per evitare di vanificare il restauro appena concluso, sono stati messi in opera
sofisticati macchinari che hanno la funzione specifica di far depositare allesterno
le polveri e le particelle inquinanti. LIstituto centrale per il restauro,
nella Carta del rischio, ha messo a punto un metodo statistico per studiare la
dinamica dei danni prodotti dall'inquinamento nei centri urbani quali la corrosione,
lo sfarinamento dei marmi, i danni agli affreschi, la formazione di croste nere
sulle superfici esterne. Certamente assommano a svariate decine di miliardi le
spese che la comunità deve affrontare per porre rimedio a queste forme
di degrado. Lamministrazione pubblica, non solo statale, ha il dovere di
conservare il patrimonio culturale e, quindi, di restaurare ma ancor più
di prevenire i rischi ed i danni al patrimonio. Un patrimonio che è anche
ricchezza economica, come ben sanno gli operatori turistici. Penso sia opportuno
affrontare questo dibattito in termini moderni e passare quindi allanalisi
di quali siano le misure più efficaci per conciliare le esigenze di mobilità
di milioni di persone con la tutela della loro salute ma anche con la conservazione
di quell'immensa ricchezza custodita nei nostri centri storici".
Roma, 10 settembre 1999..........................
ROMA,
26 LUGLIO
Sono state presentate
al Senato le proposte di legge: ''Istituzione degli enti
regionali per la conservazione, il restauro e la valorizzazione delle ville e
dei parchi annessi, vincolati ai sensi della legge 1 giugno 1939, n.1089, e agevolazioni
fiscali per i proprietari'' (Mario Crescenzio,
DSU)
''Istituzione
di una giornata nazionale in memoria di Alessandro Volta come simbolo significativo
del contributo italiano alla Rivoluzione Industriale'' (Sergio Travaglia F.I.)
Alla
Camera sono state presentate le proposte di legge: ''Disciplina della tutela del
diritto d' autore e riorganizzazione della Societa' italiana autori e editori
(Giovanna Grignaffini, DSU)
''Istituzione
del museo nazionale dell' emigrazione (Domenico Bova, DSU)
''Istituzione
della Galleria nazionale di Basilicata con sedi in Materia e in Palazzo San Gervasio''
(Giuseppe Molinari, PDU
Il
Consiglio dei Ministri conclude in questa settimana l'esame con approvazione dello
schema di disegno di legge sulla promozione della cultura
architettonica ed urbanistica presentato dal ministro per i Beni e le attivita'
culturali Giovanna Melandri. L'esame e' cominciato il 25, ma non e' stato concluso
per l'assenza di alcuni ministri 'concertanti', fra cui in particolare quello
delle Finanze, Visco. Il ddl prevede in primo luogo uso
del concorso di progettazione o di idee perche' la
qualita' si persegue con la qualita' del progetto, ed e' anche strumento
di valorizzazione della professione e di crescita dei giovani progettisti (sono
state gia' individuate occasioni come la seconda sede del Teatro stabile, la bilioteca
della terza universita' e la Casa dello studente tutti e tre a Roma). L'incentivazione
del sistema sara' anche finanziaria nei confronti della committenza pubblica e
privata, per nuove costruzioni, recupero e ristrutturazione. Il ministero si vincolera',
per tutti gli interventi di competenza, e quindi per gli edifici destinati ad
attivita' culturali, a ricorrere sempre al concorso di progettazione.
E su richiesta di amministrazioni committenti, potra' curare direttamente, in
loro favore, lo svolgimento del concorso di progettazione per le opere di maggiore
importanza
Ancora,
riconoscimento delle opere e dei progetti di architettura contemporanea di particolare
rilevanza, connesso a incentivi economici, soprattutto
per la conservazione, ma anche la realizzazione del nuovo. Saranno ampliate le
norme di dichiarazione di importante carattere artistico, anche attraverso un
riconoscimento annuale ad enti pubblici o privati che abbiano commissionato, ideato
o realizzato opere di particolare qualita' architettonica o urbanistica, per opere
nuove o interventi di restauro, recupero urbano o di riqualificazione paesaggistico-ambientale.
Sono previsti anche contributi per manutenzione e restauro, ed altre forme di
ricoscimento, come l'obbligo di rendere pubblici i nomi
del progettista e del committente dell'opera. Il Ddl interverra' anche
sulla riserva del 2% (costo costruzione) per opere d'arte negli edifici pubblici.
Sara' previsto un sistema che garantisca, sin dall' approvazione del progetto,
la futura disponibilita' di fondi per l'opera d'arte e si procedera' ad una profonda
revisione dei meccanismi di affidamento degli incarichi agli artisti. Gia' nel
progetto dovra essere compiutamente individuata la localizzazione e la tipologia
dell'opera d'arte. .
APPROVATO
DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL TESTO UNICO SUI BENI CULTURALI E AMBIENTALI
..
Roma
15 gennaio 1999
Questa
mattina è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo
che contiene il Testo unico sui beni culturali e ambientali. Il provvedimento
licenziato oggi dovrà essere ora esaminato dalle Commissioni parlamentari, dal
Consiglio di Stato e dalla Conferenza Stato-regioni, per tornare al Consiglio
dei Ministri in approvazione definitiva entro il prossimo mese di aprile. Il testo
è composto di 162 articoli e di un allegato ed è ripartito in due titoli: il primo
dedicato ai beni culturali e l’altro ai beni ambientali. L’articolazione realizza
finalmente una sistemazione organica e razionale dell’intera materia. Il Testo
unico completa l’opera di riforma del settore iniziata con il decreto legislativo
112 di ripartizione delle funzioni fra Sato, Regioni ed enti locali e con il decreto
legislativo 368 del ‘98 , che ha istituito il Ministero per i beni e le attività
culturali. Il provvedimento arriva dopo sessanta anni dalle due leggi fondamentali
di tutela ( la legge 1089 sulla tutela dei beni culturali e la 1497 sulla tutela
del paesaggio) e coordina, semplificando, tutta la normativa vigente razionalizzando
la legislazione in materia. Questa operazione, che ha richiesto un notevole lavoro
di preparazione, riordina e elabora in modo sistematico le norme esistenti, attraverso
un aggiornamento e coordinamento innovativo, che tiene conto e si conforma ai
principi fondamentali della legislazione emanata successivamente, soprattutto
per quel che riguarda le forme dell’azione amministrativa. Il provvedimento adegua
pienamente, quindi, i procedimenti ministeriali ai principi di trasparenza dell’attività
amministrativa, introdotti dalla legge 241 del ‘90, con soluzioni che garantiscono
la partecipazione dei soggetti interessati, salvaguardando allo stesso tempo,
le esigenze di efficace tutela dei beni culturali e ambientali. Ne deriva quindi
un’azione amministrativa più rapida ed efficace, in linea con gli istituti giuridici
più recentemente introdotti nell’ordinamento giuridico (ad es. conferenza di servizi,
accordi di programma, "sportello unico"). Ad esempio: l’esecuzione di lavori di
restauro su immobili vincolati, oggi soggetta a distinti procedimenti (autorizzazione
del progetto, ammissione ai contributi statali ed alle agevolazioni fiscali),
spesso adottati da organi differenti (Sovrintendenze ed Uffici centrali del Ministero)
attraverso procedure lunghe e complesse, potrà ora essere approvata con un unico
provvedimento dal Soprintendente competente. O, ancora, le procedure urbanistiche
semplificate che sono finora escluse per gli interventi su beni culturali vincolati,
potranno essere applicate alla sola condizione che la Soprintendenza abbia approvato
il progetto di restauro. Il testo unico prevede, inoltre, norme in materia di
commercio interno dei beni culturali (con disposizioni di semplificazione degli
obblighi posti a carico dei commercianti d’arte) e recepisce le norme comunitarie
sulla circolazione internazionale dei beni culturali. Di particolare rilievo il
recepimento nel testo Unico delle più recenti disposizioni in tema di valorizzazione
e fruizione dei beni culturali (fra cui, ad esempio, la legge 4 del 1993, altrimenti
nota come legge Ronchey e la legge 352 del 1997, altrimenti nota come legge Veltroni).
I fondamentali temi della valorizzazione e della fruizione sono affrontati anche
nel recepimento dei principi di cooperazione fra il Ministero, le Regioni e gli
enti locali, previsti dal decreto legslativo 112 del 1998. Di particolare interesse
anche la sistemazione che è stata data ad alcune categorie di beni, che sono oggetto
solo di alcune norme di tutela culturale (ad esempio, gli audiovisivi con oltre
25 anni, gli studi d’artista, i mezzi di trasporto con oltre 75 anni) che, pur
mantenendo una disciplina distinta dagli altri beni culturali, sono per la prima
volta presi in considerazione nell’ambito di un testo normativo organico. La normativa
che disciplina gli archivi ed i documenti dello Stato, degli enti pubblici e dei
privati, finora autonoma, viene uniformata a quella più generale dei beni culturali
(con ulteriore semplificazione ed armonizzazione delle procedure tra i diversi
settori di azione del Ministero). Per i beni ambientali si è operato un generale
ammodernamento della normativa vigente e la piena integrazione tra le due leggi
fondamentali in materia ( la già citata 1497 del ‘39 e la legge 431 del 1985 più
nota come legge Galasso). Sul fronte delle sanzioni penali e amministrative, pur
in presenza di criteri di delega oggettivamente ristretti, si è operato, in particolare,
nel senso di meglio adeguare le norme ai principi costituzionali posti a garanzia
del cittadino attraverso una chiara formulazione ed individuazione dei comportamenti
illeciti, spesso non adeguatamente descritti nella legislazione vigente. L’entrata
in vigore del testo unico, al termine dell’iter di approvazione oggi iniziato,
realizzerà uno dei più importanti interventi legislativi nel settore della cultura
in Italia, attualizzando una disciplina normativa risalente, nella sua parte più
rilevante, al 1939.
Roma 15 gennaio 1999
INSEDIATO OGGI IL "COMITATO PER L’IMPRESA
CULTURALE" .............................................................
Roma,
27 novembre 1998 Si
è insediato questo pomeriggio, presso il ministero per i Beni e le attività culturali,
il Comitato per l’impresa culturale presieduto dalla ministro Giovanna Melandri.
Il comitato è composto da sedici membri di cui otto esponenti di imprese industriali,
bancarie e assicurative – tra i quali il vicepresidente di Confindustria Carlo
Callieri, il presidente del comitato cultura di Assolombarda Carlo Camerana e
il direttore generale dell’Abi Giuseppe Zadra – e otto rappresentanti dei ministeri
per i Beni e le attività culturali, di Grazia e giustizia, del Tesoro, delle Finanze
e dell’Università e ricerca scientifica. La ministro Melandri, aprendo la seduta,
ha affermato: "Il comitato avrà il compito di fornire suggerimenti e indicazioni
normative per aprire una nuova stagione di partecipazione del mondo produttivo
alla valorizzazione del patrimonio culturale". La ministro ha ricordato poi che
l’art.10 della riforma consente oggi al ministero di partecipare ad associazioni,
fondazioni e società con soggetti privati, anche mediante il conferimento in uso
di beni culturali. "Occorre dunque definire nuovi strumenti giuridici – ha aggiunto
la ministro – che consentano alla norma di operare con la massima efficacia".
La ministro ha infine sottolineato la necessità di uno stretto coordinamento tra
il comitato insediato oggi e quello incaricato di studiare una nuova disciplina
per le alienazioni dei beni culturali. Il vicepresidente di Confindustria Carlo
Callieri ha affermato che il comitato dovrà definire obbiettivi, politiche e strumenti
per valorizzare il patrimonio culturale anche come generatore di ricchezza, per
evitare che il nostro Paese perda posizioni nel settore dinamico del turismo culturale.
Il presidente Carlo Camerana ha ricordato poi che il Manifesto per l’impresa culturale,
siglato nel marzo scorso a Milano, conteneva già l’indicazione di istituire il
comitato oggi insediato, per suggerire formule organizzative in grado di inserire
maggiore imprenditorialità nel settore dei beni culturali. Il direttore generale
dell’Abi, Giuseppe Zadra, ha evidenziato l’interesse delle banche a nuovi strumenti
di gestione del patrimonio e di migliore utilizzo dei beni culturali di proprietà
degli istituti di credito.
Roma,
27 novembre 1998
MINISTRI COSTA
E VELTRONI RIUNISCONO GLI ARCHITETTI
Roma 10 febbraio 1998 .............................................
Si
è svolta questa mattina , presso il Ministero per i beni culturali ed ambientali,
una riunione di lavoro cui hanno partecipato circa cento architetti, promossa
dal Ministro per i beni culturali e ambientali, on. Walter Veltroni, e dal Ministro
dei Lavori Pubblici, prof. Paolo Costa. Rappresentanti di associazioni di categoria
e molti dei volti più noti dell’architettura e dell’urbanistica italiana hanno
discusso alcune linee di lavoro presentate dai due Ministri, volte a riqualificare
l’intervento architettonico nel nostro paese. Cinque i punti sottoposti alla riflessione
dal ministro Veltroni che, nell’introduzione all’incontro, ha sottolineato come
l’architettura costituisca uno degli aspetti fondamentali della cultura di un
paese. Per questo, nella riforma del Ministero, sarà prevista esplicitamente un
dipartimento che lavorerà sui temi dell’architettura e dell’arte contemporanea.
Più in generale il Ministro ha illustrato i molti intrecci fra tutela del patrimonio
e interventi sul territorio, a cominciare dal rapporto fra beni culturali e città
storiche, contenuto nel disegno di legge presentato nei mesi scorsi, volto a creare
concertazione e incentivi per gli enti locali che vogliano intervenire con specifici
progetti di valorizzazione delle aree di pregio storico artistico delle loro città.
Il secondo punto sottoposto alla riflessione è stata la necessità di rilanciare
le attività di progettazione, per innalzare la qualità architettonica degli interventi
legati all’architettura contemporanea o a grandi operazioni di recupero di spazi
destinati alla cultura. Per innalzare la qualità media e favorire l’accesso di
giovani professionisti lo strumento principale sarà , ed è il terzo punto, il
ricorso più esteso ai concorsi di architettura. Il Ministro ha poi illustrato
la necessità non più prorogabile di avere un Museo dell’architettura ed un Centro
di documentazione degli archivi degli architetti italiani del ‘900, in grado di
costituire uno strumento di formazione ma anche di conservazione di una produzione
intellettuale altrimenti destinata a disperdersi o ad imboccare la strada di altri
paesi. Infine l’on. Veltroni ha preso in esame la necessità di semplificare la
normativa ma senza perdere l’obiettivo della trasparenza che si deve armonizzare
ad una buona qualità nella progettazione ed esecuzione delle opere pubbliche e
ha ricordato come il Ministero dei beni culturali si sia impegnato ad avere un
maggiore ricorso esterno per la progettazione dei restauri che le ingenti risorse
aggiuntive reperite renderanno disponibili nei prossimi anni. Il tema di una maggiore
qualità nella realizzazione delle opere pubbliche è stato anche il perno centrale
dell’intervento del Ministro Costa, che ha illustrato le iniziative tese a migliorare
la professionalità e la qualità della committenza, le procedure di selezione dei
progetti con particolare riferimento ai concorsi di architettura, il contenuto
tecnico del progetto anche come strumento di guida alla realizzazione delle opere.
Il Ministro Costa ha ribadito la necessità di ridurre il numero e riqualificare
i soggetti committenti, nonché il bisogno di ridefinire le norme tecniche di riferimento
sia per la definizione dei capitolati di gara di progettazione sia per la produzione
dei progetti. Molti degli intervenuti nella discussione, hanno sottolineato l’importanza
che per la prima volta i diretti interessati siano stati chiamati a discutere
di "qualità" dell’architettura. Al termine della riunione è stata costituita una
struttura di coordinamento che seguirà gli sviluppi futuri del lavoro sul tema.
Roma
10 febbraio 1998 .................................