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NOTIZIARIO BENI CULTURALI
Roma

Palazzo Poli

ROMA, OTTOBRE 2000

Riaperto al pubblico Palazzo Poli

Palazzo Poli, Roma Dopo un lungo intervento di restauro è stato recentemente riaperto al pubblico Palazzo Poli che ospita la sede dell'Istituto Nazionale per la Grafica. Conteso tra due nobili famiglie romane che a lungo ne hanno impedito il restauro, dal 1977 il Palazzo è stato sottoposto ad un intervento che ha portato tra l'altro al recupero degli intonaci e degli affreschi. Dal 30 Settembre e fino al 28 gennaio del 2001 Palazzo Poli - situato alle spalle di Fontana di Trevi, sulla quale si "affaccia" - ospita una mostra dedicata alla città di Roma, dal titolo: Roma veduta. Disegni e stampe panoramiche della città dal XV al XIX secolo. La mostra, curata dall'Istituto Nazionale per la Grafica e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, permette di scoprire, attraverso stampe e disegni antichi, il volto inedito di una Roma che non c'è più e di seguirne l'evoluzione urbanistica e i cambiamenti d'assetto interno. La mostra illustra inoltre come sia cambiata nel tempo la tecnica della raffigurazione di vedute. Il percorso espositivo è concluso da una Pianta di Roma che la Biblioteca Apostolica Vaticana ha realizzato in occasione del Grande Giubileo in collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Grafica.

ROMA, OTTOBRE 2000 In mostra le opere di Botticelli,

Antonio Filipepi, conoscioto con il soprannome di Botticelli, pittore della Divina Commedia L'Inferno dantesco nella rappresentazione di Botticelli Le Scuderie Papali al Quirinale ospitano la mostra "Sandro Botticelli. Pittore della Divina Commedia", in cui sono esposte 92 pergamene con i disegni eseguiti da Sandro Botticelli alla fine del Quattrocento per illustrare episodi della Divina Commedia di Dante. Le pergamene provengono in parte dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e in parte dal Kupferstichkabinett di Berlino che per la prima volta ne ha concesso l'esportazione. Presentati in prima mondiale a Berlino tra aprile e giugno 2000 i disegni ritornano in Italia dopo 500 anni. In seguito le pergamene saranno ospitate alla Royal Accademy di Londra per poi ritornare negli archivi che fino ad ora le hanno custodite. I disegni illustrano novanta dei cento canti della Divina Commedia a cui si aggiungono una rappresentazione del Cratere dell'Inferno e una raffigurazione di Lucifero. Oggi i disegni sono montati separatamente ma in origine erano sistemati in modo tale che l'intero poema si leggesse e si vedesse in sequenza, aprendo un unico rotolo. L'opera si presenta a diversi stati di finitura: solo il disegno della grande veduta dell'Inferno è completo. Accanto ai disegni sono in mostra anche alcuni importanti dipinti del Botticelli. La mostra include un percorso nell'arte rinascimentale fiorentina.

In primo piano

AL SENATO LA LEGGE SU "RESTAURO ITALIA" Gennaio 2001

Il 15 febbraio 2001 si terrà a Venezia presso l'Ateneo Veneto la presentazione alla città della Carta Cracovia 2000

5a Conferenza Internazionale sulla Conservazione ed il Restauro- Dicembre 2000

PIANO STRAORDINARIO SICUREZZA,1177 INTERVENTI BENI CULTURALI- Novembre 2000

IL TESTO UNICO DEI BENI CULTURALI APPROVATO DEFINITIVAMENTE- Ottobre 1999

APPROVATO IN VIA DEFINITIVA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL D.L. PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA ARCHITETTONICA E URBANISTICA- ottobre 1999

Concluso il restauro della facciata della Basilica di San Pietro- Settembre 1999

RESTAURI: 500 MILIONI PER VILLA MEDICEA DI CAREGGI A FIRENZE- Settembre 1999

La commissione Cultura della Camera riprende i lavori

CENTRI STORICI: IL COMMENTO DELLA MINISTRO MELANDRI- Settembre 1999

 

Beni culturali: Castel del Monte, Wwf denuncia 'cemento'

APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL TESTO UNICO SUI BENI CULTURALI E AMBIENTALI

COMITATO PER L’IMPRESA CULTURALE"

MINISTRI COSTA E VELTRONI RIUNISCONO GLI ARCHITETTI

OSSERVATORIO

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CENTRI STORICI: IL COMMENTO DELLA MINISTRO MELANDRI Roma, 10 settembre 1999...
In merito al dibattito sulla riapertura al traffico privato dei centri storici la Ministro per i beni e le attività culturali, on. Giovanna Melandri, ha così commentato: "Sono preoccupata dai termini che il dibattito sulla riapertura al traffico veicolare dei centri storici sta assumendo. Non è con contrapposizioni ideologiche che si può affrontare una questione che coinvolge la tutela e la salvaguardia di luoghi che rappresentano la memoria storica e l’identità delle città. In particolare sono preoccupata dal fatto che si possano dimenticare gli effetti ormai accertati dei principali inquinanti, oltre che sulla salute umana, sulla salute dei monumenti. I nostri tecnici dell’Istituto centrale del Restauro e la comunità scientifica internazionale di tutto il mondo hanno messo in evidenza orami da anni come alcune sostanze dovute al traffico veicolare alterino in modo irreversibile le opere d’arte, in particolare quelle in bronzo, in pietra e i dipinti murali. Tanto che nel il Cenacolo di Leonardo, per evitare di vanificare il restauro appena concluso, sono stati messi in opera sofisticati macchinari che hanno la funzione specifica di far depositare all’esterno le polveri e le particelle inquinanti. L’Istituto centrale per il restauro, nella Carta del rischio, ha messo a punto un metodo statistico per studiare la dinamica dei danni prodotti dall'inquinamento nei centri urbani quali la corrosione, lo sfarinamento dei marmi, i danni agli affreschi, la formazione di croste nere sulle superfici esterne. Certamente assommano a svariate decine di miliardi le spese che la comunità deve affrontare per porre rimedio a queste forme di degrado. L’amministrazione pubblica, non solo statale, ha il dovere di conservare il patrimonio culturale e, quindi, di restaurare ma ancor più di prevenire i rischi ed i danni al patrimonio. Un patrimonio che è anche ricchezza economica, come ben sanno gli operatori turistici. Penso sia opportuno affrontare questo dibattito in termini moderni e passare quindi all’analisi di quali siano le misure più efficaci per conciliare le esigenze di mobilità di milioni di persone con la tutela della loro salute ma anche con la conservazione di quell'immensa ricchezza custodita nei nostri centri storici"

ROMA, 26 LUGLIO 1999

Di 302 beni dismessi dal ministero della Difesa, ne e' stato alienato uno solo, con un introito di quattro miliardi rispetto ai 1.400 preventivati. Lo ha detto ipresidente della commissione Difesa della Camera, on. Valdo Spini, che ha sottoposto la questione al ministro per i Beni e le attivita' culturali, Giovanna Melandri, appositamente invitata ad una audizione. Si tratta di beni immobili del ministero della Difesa, su cui si e' pronunciato il ministero per i Beni e le attivita' culturali, allo scopo di classificarli secondo il loro valore storico-artistico. Il risultato e' stato comunicato dallo stesso ministro Melandri: 163 sono stati dichiarati ''non di interesse artistico''; 31 sono formalmente tutelati ai sensi della legge 1089 del 1939; 39 sono stati valutati di interesse storico- artistico; e per i 39 rimanenti e' necessario un supplemento di istruttoria. Dall' elenco fornito dal ministro risulta che si tratta di ex caserme, fari, poligoni di tiro, ex depositi di esplosivi e capannoni. Tra quelli tutelati ai sensi della legge 1089 sono: il faro di Ischia, la caserma Palestro di Ferrara, il palazzo ducale di Sassuolo, l' ex ospedale militare di Piacenza, il palazzo San Michele di Bari, l' ex Forte Marghera e la ex polveriera Lazzaretto Nuo vo di Venezia

RECENSIONI

AL SENATO LA LEGGE SU "RESTAURO ITALIA"
 
ROMA Gennaio 2001....................
 
Dopo l'avvenuta approvazione alla Camera, la proposta di legge ''Restauro Italia'' e' in discussione al senato in riunioni congiunte delle commissioni istruzione e Territorio. Hanno riferito i relatori Ferdinando Pappalardo (DSU) per la prima e Angelo Staniscia (DSU) per la seconda, e si e' aperta la discussione generale. Si tratta di una legge che prevede una ''programmazione pluriennale degli interventi di tutela e lo sviluppo di itinerari e aree di rilevanza storico'culturale e ambientale'', che prende le mosse dalla legge del 1997, con la quale - con i fondi del Giubileo - sono stati finanziati vari interventi di recupero di monumenti, edifici ed altri manufatti di valore storico-artistico, ma - come ha rilevato il sen. Staniscia - ''va ben al di la' di quanto previsto da quel provvedimento''. Infatti - ha aggiunto - le problematiche del ripristino e del recupero dei beni culturali, che in passato venivano tenute a se' stanti, in quanto interventi squisitamente culturali, vengono viste ora nel contesto territoriale, urbanistico e ambientale, sicche' gli interventi di restauro sono ora inquadrati come interventi sul territorio. Con la nuova legge si rendono possibili interventi giubilari fuori del Lazio, a suo tempo richiesti e non finanziati dalla legge del 1997 per la indisponibilita' di sufficienti risorse finanziarie (solo 1.200 interventi furono possibili, contro 7.000 domande). A questi ultimi sara' riservato il finanziamento nel primo anno di attuazione del programma triennale; a decorrere dal secondo anno di applicazione della legge sono ammesse al finanziamento nuove proposte di intervento. Le proposte di intervento sono finanziate al 50 per cento dell'importo richiesto o comunque ritenuto ammissibile. Viene istituito, per l'attuazione degli interventi previsti dalla legge, un apposito fondo denominato ''Restauro Italia-programmazione pluriennale per la promozione di iniziative di sviluppo socio-economico nei settori dell'accoglienza, della ricettivita', del restauro e per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e ambientale''. A tale scopo e' autorizzata una spesa di 15 miliardi per l'anno 2000, nonche' limiti di impegno quindicennali di 8 miliardi per l'anno 2001 e di un miliardo per l'anno 2002.
 
VENEZIA, 15 febbraio 2001 Il 15 febbraio 2001 si terrà a Venezia presso l'Ateneo Veneto la presentazione alla città della Carta Cracovia 2000
 
Saranno presenti: il soprintendente ai Beni Architettonici, Roberto Cecchi, il rettore dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Marino Folin e Manfred Wedhorn, docente di Restuaro dell'Università di Vienna e chairman di una delle sezioni della conferenza. Coordinerà l'incontro Giuseppe Cristinelli, vice-presidente del Comitato Cracovia 2000. La Carta Cracovia 2000 sarà oggetto di incontri e dibattiti tra febbraio e marzo 2001 a: Salamanca Firenze Udine Trieste
 
5a Conferenza Internazionale sulla Conservazione ed il Restauro, 30 novembre, 2 dicembre 2000, Firenze
 
Il Dipartimento di Studi sul Medioevo e il Rinascimento dell'Università degli Studi di Firenze, ed i Forum Internazionale per l'Arte e per la Cultura dell'Istituto Pertini, con il patrocinio dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, del Ministero dell'Ambiente, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, della Regione Toscana e del Comune di Firenze, organizzano la 5a Conferenza Internazionale sulla Conservazione ed il Restauro (Sessioni conclusive), che si svolgerà dal 30 novembre al 2 dicembre 2000, a Firenze.
 
PIANO STRAORDINARIO SICUREZZA,1177 INTERVENTI BENI CULTURALI
 

ROMA, 24 NOVEMBRE 2000.....................

 

Il piano straordinario degli interventi che per il Ministero per i beni-attivita' culturali ha predisposto per la sicurezza del patrimonio, consentira' la realizzazione di 1177 interventi sui beni archeologici, architettonici, artistici e storici, archivistici e librai, per un totale di 159 miliardi finanziati dalla legge 237 del '99. Questi interventi,realizzati dalle sovrintendenze con il coordinamento delle Direzioni generali, si aggiungono - e' detto in un comunicato del Ministero - agli altri interventi, gia' previsti dal piano di utilizzo, e finanziati dalla legge 293 del 1999 per 176 miliardi. L'iniziativa e' stata illustrata da Gianpaolo D'Andrea, sottosegretario ai Beni-attivita' culturali, intervenendo a Milano, al convegno su 'Sicurezza nelle citta'. Dati, esperienze e impatto economico'. ''Si sta compiendo un grande sforzo - ha detto - per la sicurezza del patrimonio nazionale: passare dalla fase di gestione delle emergenze all'affermazione di una cultura della sicurezza che ha come elemento portante la prevenzione. Il Piano della per si affianca al potenziamento del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio artistico''. ''Finalmente questo Ministero dispone di una strategia definita, articolata ed operativa che consentira' - ha concluso - di elevare notevolmente lo standard di sicurezza del patrimonio culturale, statale e non, e di interagire positivamente, anche attraverso contributi e incentivi fiscali con le iniziative messe a punto dai privati per la sicurezza del patrimonio di loro proprieta'''. Una quota del piano e' riservata, oltre agli interventi necessari per la protezione di alcuni siti e istituzioni, alla realizzazione di un censimento delle rilevazioni delle esigenze in materia di sicurezza, ed alla dotazione di sensori collegati a centrali di sintesi dei dati ed a unita' del pronto intervento in caso di emergenza, il cui costo sara' di 51 miliardi e l'organizzazione a cura del Servizio tecnico per la Sicurezza del Patrimonio culturale. Il progetto e' realizzato anche nell'ambito del piano di riutilizzo di una quota di lavoratori socialmente utili attualmente impegnati presso il Ministero Beni-attivita' culturali...Roma 24 novembre 2000...

 

.IL TESTO UNICO DEI BENI CULTURALI APPROVATO DEFINITIVAMENTE ....

Roma, 22 ottobre 1999............................. .........

.............

Rendere più semplice il rapporto con i cittadini e le attività delle amministrazioni pubbliche, ma anche aggiornare e rendere moderna la legislazione in materia di beni culturali e ambientali. Questi gli obiettivi del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri questa mattina. Il nuovo testo unico coordina la legislazione precedente, in particolare le due leggi fondamentali di tutela che risalgono al 1939, e, tra l’altro, inserisce nel corpo normativo le leggi sugli archivi, la legge Ronchey e la legge Veltroni. Il testo snellisce il corpus legislativo, armonizzando ed in parte abrogando decine di leggi diverse delle oltre 900 prese in esame, e innova l’ambito normativo, ad iniziare dall’allargamento della definizione di "bene culturale". D’ora in poi la tutela viene estesa anche alle fotografie, agli audiovisivi, agli spartiti musicali e agli strumenti scientifici e tecnici. Un’estensione che potrà in futuro valere anche per altri beni individuati come "testimonianza avente valore di civiltà" . Ma al tradizionale concetto di tutela e conservazione, si affianca in modo organico nel nuovo testo anche la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale, campo nel quale viene riconosciuto un forte ruolo delle regioni e degli enti locali, secondo i principi della leale collaborazione fra istituzioni. Il provvedimento, che entrerà in vigore dopo la promulgazione del Presidente della Repubblica e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, raccoglie in due titoli e 166 articoli tutta la legislazione sul patrimonio culturale e paesaggistico elaborata negli ultimi sessant’anni. Oltre all’armonizzazione legislativa, il testo unico snellisce le procedure amministrative, rendendo più semplice la vita ai cittadini. I proprietari di immobili di interesse storico-artistico che vogliano avviare lavori di restauro, ad esempio, dovranno richiedere una sola autorizzazione alla Soprintendenza, anziché aspettare il complesso esame da parte degli organi centrali del Ministero. Questa autorizzazione avrà valore, poi, per essere ammessi a tutte le procedure semplificate previste dalla legislazione urbanistica e varrà come titolo certo per usufruire dei contributi e delle agevolazioni fiscali previste dalla legge, senza dover presentare ulteriori domande. Tempi certi, poi, e procedure trasparenti in materia di vincoli, prelazioni, autorizzazioni renderanno meno complesso il rapporto fra cittadini ed amministrazione. Forte semplificazione anche per i commercianti di opere d’arte che, a parità di controllo sulla loro attività, avranno meno adempimenti amministrativi. "L’Italia ha da oggi uno strumento fondamentale che innova e rende moderna la legislazione in materia di beni culturali e di paesaggio, aggiornandone i concetti chiave – ha dichiarato la Ministro per i beni e le attività culturali, on. Giovanna Melandri -. E’ un passaggio fondamentale che si affianca alla riorganizzazione del Ministero e che mostra come la tutela integrata dalla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale del paese possa costituire il perno di una politica a tutto tondo del Governo , in grado di creare processi di sviluppo e nuova occupazione. Sono particolarmente lieta che questo testo unico sia il primo provvedimento del genere, in questa legislatura, ad arrivare in porto. D’ora in poi, al posto dei 50 precedenti, ci sarà un solo testo di riferimento, in materia di beni culturali e paesaggio ".

Roma, 22 ottobre 1999

 

 

APPROVATO IN VIA DEFINITIVA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL DISEGNO DI LEGGE PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA ARCHITETTONICA E URBANISTICA

Roma, 15 ottobre 1999 ..........................................
 

Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni, il disegno di legge per la promozione della cultura architettonica ed urbanistica. Il disegno di legge, elaborato dopo un lungo lavoro di confronto con architetti, urbanisti, rappresentanti degli ordini professionali, di associazioni, di Istituti ed esponenti del mondo universitario e professionale, era stato varato in via preliminare il 25 giugno scorso. Nel testo attuale, verrà quindi inviato al Parlamento per il successivo iter. Diverse sono le misure previste dal provvedimento. Il disegno di legge in primo luogo individua nel concorso di idee o di progettazione, lo strumento più idoneo a garantire la più ampia partecipazione dei progettisti, e l’affermazione della qualità della progettazione attraverso la selezione dei progetti migliori; questo strumento è finalizzato anche ad attuare il principio di trasparenza nell’affidamento degli incarichi. Il Ministero vincola se stesso a ricorrervi per le opere di rilevante interesse architettonico destinate ad attività culturali di propria competenza. Si prevede la possibilità per il Ministero di curare direttamente, per conto di altre amministrazioni che ne facciano richiesta e in loro favore, lo svolgimento del concorso di progettazione per le opere architettoniche di maggiore importanza. Come ulteriore strumento di promozione della qualità architettonica e urbanistica, il disegno legislativo prevede il riconoscimento delle opere e dei progetti di particolare rilevanza, riconoscimento connesso alla previsione di incentivi economici sia per la conservazione e il restauro che per la realizzazione di nuovi interventi. I meccanismi di determinazione dell’importanza delle opere sono individuati, da un lato, nelle previsioni già vigenti in materia di tutela del diritto d’autore, opportunamente ampliate, dall’altro lato, nel conferimento di un "riconoscimento" annuale da parte di un’apposita commissione, non permanente, formata da eminenti personalità della cultura. Nel merito va evidenziato come il progetto di legge preveda che il riconoscimento venga attribuito per diverse categorie d’intervento ed assegnato a progetti architettonici o urbanistici riguardanti sia la realizzazione di nuove opere che interventi di recupero urbano e di riqualificazione paesaggistico-ambientale Nel quadro delle misure previste dal disegno di legge, volto a promuovere e ad accrescere la qualità della produzione architettonica, si inserisce la legge n. 717 del 1949, opportunamente modificata, relativa alla riserva del 2% dell’importo della spesa degli interventi pubblici per la realizzazione delle opere d’arte. L’obiettivo è quello rilanciare la norma esistente, che non ha avuto finora una applicazione soddisfacente per problemi legati sia al meccanismo volto ad imporre la realizzazione dell’opera d’arte, incentrato solo sulla non collaudabilità dell’opera, sia al sistema di affidamento dell’esecuzione dell’opera, assicurandone l’effettiva applicabilità attraverso la previsione di alcune misure cogenti sia in fase di approvazione del progetto che di collaudo finale. In relazione alla qualità architettonica. E’ significativa la previsione che già in fase progettuale debba essere individuata la localizzazione e la tipologia dell’opera d’arte. Altro settore su cui fondare il rilancio della qualità architettonica e urbanistica è individuato nel campo della formazione universitaria, scolastica e professionale sulle problematiche attinenti l’architettura, l’urbanistica e paesaggio, soprattutto nelle loro interrelazioni, Di particolare importanza è, inoltre, la previsione della costituzione di un Centro nazionale di documentazione degli archivi di architettura e urbanistica, nel quale verranno raccolti e conservati i materiali documentali relativi all’architettura e all’urbanistica moderna e contemporanea; si tratta di un rilevantissimo patrimonio culturale di cui si rischia la dispersione e il deterioramento. Infine il disegno di legge vuole lanciare un messaggio significativo in tema di qualità dell’architettura e del suo legame con la salvaguardia del paesaggio, superando, se possibile, un concetto passivo di tutela ed aprendo la strada alla collaborazione con le regioni e gli enti locali nella individuazione, nella pianificazione paesistica , di misure ed azioni volte, nell’interesse di tutti, a garantire uno sviluppo compatibile con i valori del territorio. Roma, 15 ottobre 1999

 

CONCLUSO IL RESTAURO DELLA FACCIATA DELLA BASILICA DI SAN PIETRO.................................................................

 

ROMA, 30 SETTEMBRE 1999............................

Il 30 settembre è stato inaugurato il restauro della seicentesca facciata della Basilica di San Pietro realizzata da Carlo Maderno tra il 1607 e il 1612. Dopo un lavoro durato oltre due anni, condotto da un'équipe di studiosi guidata da Sandro Benedetti, e approfondite ricerche d'archivio e indagini scientifiche, si potrà avere una nuova visione della facciata, restituita ai colori originali dell'architettura di Carlo Maderno.

 

RESTAURI: 500 MILIONI PER VILLA MEDICEA DI CAREGGI A FIRENZE

 

FIRENZE, 20 SETTEMBRE 1999..........................

Cinquecento milioni da spendere entro quest'anno per fermare il degrado della villa medicea di Careggi a Firenze. Il finanziamento e' stato assicurato dal ministro per i Beni e attivita' culturali, Giovanna Melandri, all'on. Valdo Spini che aveva chiesto interventi concreti per la villa. Qui l'11 aprile 1492 si e' spento Lorenzo il Magnifico. Dopo essere stato convitto per infermiere, attualmente e' sede degli uffici amministrativi dell'Azienda ospedaliera di Careggi. Spini da tempo insiste perche' venga trovata una soluzione alternativa per gli uffici, restituendo quel complesso storico e artistico a una destinazione che lo valorizzi nella stupenda area tra Firenze e Sesto proiettata verso l'altra villa medicea di Cafaggiolo nel Mugello. Secondo Spini, Firenze ha bisogno di decongestionare il piccolo centro storico allargando verso la periferia i motivi d' interesse per cui tutti nel mondo desiderano almeno una volta visitare la citta' toscana.

 

 
La commissione Cultura della Camera riprende i lavori
ROMA, 13 SETTEMBRE 1999.............................
 
La commissione Cultura della Camera riprendera' i lavori, dopo le feste estive, domani 14. All' ordine del giorno il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali; la riforma delle accademie di belle arti e di altri istituti (gia' approvata dal Senato); la disciplina dell' attivita' musicale; il recupero del patrimonio storico della prima guerra mondiale; la disciplina dell' attivita' archeologica subacquea; la legge sugli interventi straordinari per i beni culturali; il Museo del cinema di Torino. Al Senato la commissione istruzione e Cultura riprendera' i lavori il 15 settembre. Si occupera' anch' essa del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali, su cui dovra' esprimere il parere
 
 
CENTRI STORICI: IL COMMENTO DELLA MINISTRO MELANDRI
Roma, 10 settembre 1999.........................
In merito al dibattito sulla riapertura al traffico privato dei centri storici la Ministro per i beni e le attività culturali, on. Giovanna Melandri, ha così commentato: "Sono preoccupata dai termini che il dibattito sulla riapertura al traffico veicolare dei centri storici sta assumendo. Non è con contrapposizioni ideologiche che si può affrontare una questione che coinvolge la tutela e la salvaguardia di luoghi che rappresentano la memoria storica e l’identità delle città. In particolare sono preoccupata dal fatto che si possano dimenticare gli effetti ormai accertati dei principali inquinanti, oltre che sulla salute umana, sulla salute dei monumenti. I nostri tecnici dell’Istituto centrale del Restauro e la comunità scientifica internazionale di tutto il mondo hanno messo in evidenza orami da anni come alcune sostanze dovute al traffico veicolare alterino in modo irreversibile le opere d’arte, in particolare quelle in bronzo, in pietra e i dipinti murali. Tanto che nel il Cenacolo di Leonardo, per evitare di vanificare il restauro appena concluso, sono stati messi in opera sofisticati macchinari che hanno la funzione specifica di far depositare all’esterno le polveri e le particelle inquinanti. L’Istituto centrale per il restauro, nella Carta del rischio, ha messo a punto un metodo statistico per studiare la dinamica dei danni prodotti dall'inquinamento nei centri urbani quali la corrosione, lo sfarinamento dei marmi, i danni agli affreschi, la formazione di croste nere sulle superfici esterne. Certamente assommano a svariate decine di miliardi le spese che la comunità deve affrontare per porre rimedio a queste forme di degrado. L’amministrazione pubblica, non solo statale, ha il dovere di conservare il patrimonio culturale e, quindi, di restaurare ma ancor più di prevenire i rischi ed i danni al patrimonio. Un patrimonio che è anche ricchezza economica, come ben sanno gli operatori turistici. Penso sia opportuno affrontare questo dibattito in termini moderni e passare quindi all’analisi di quali siano le misure più efficaci per conciliare le esigenze di mobilità di milioni di persone con la tutela della loro salute ma anche con la conservazione di quell'immensa ricchezza custodita nei nostri centri storici".
 
Roma, 10 settembre 1999..........................

 

 
ROMA, 26 LUGLIO
 
Sono state presentate al Senato le proposte di legge: ''Istituzione degli enti regionali per la conservazione, il restauro e la valorizzazione delle ville e dei parchi annessi, vincolati ai sensi della legge 1 giugno 1939, n.1089, e agevolazioni fiscali per i proprietari'' (Mario Crescenzio, DSU)
 
''Istituzione di una giornata nazionale in memoria di Alessandro Volta come simbolo significativo del contributo italiano alla Rivoluzione Industriale'' (Sergio Travaglia F.I.)
 
Alla Camera sono state presentate le proposte di legge: ''Disciplina della tutela del diritto d' autore e riorganizzazione della Societa' italiana autori e editori (Giovanna Grignaffini, DSU)
 
''Istituzione del museo nazionale dell' emigrazione (Domenico Bova, DSU)
 
''Istituzione della Galleria nazionale di Basilicata con sedi in Materia e in Palazzo San Gervasio'' (Giuseppe Molinari, PDU
 
ANDRIA (BARI), 26 LUGLIO- .....................................
 
Il Wwf denuncia in una nota
che con l'approvazione da parte del consiglio comunale di Andria
di un progetto che prevede un 'centro di accoglienza' per
turisti e un parcheggio a Castel del Monte, viene ''scritta
un'altra pagina nera della storia dell'urbanistica e della
gestione del territorio''.
Il consiglio e' stato investito della questione dall'
amministrazione comunale di centrosinistra che ''non ha ritenuto
di ascoltare alcuno''. L'amministrazione ha portato in consiglio
''alla chetichella'', un progetto espressione di quella
''cultura della cazzuola e della betoniera'' da anni adottata
nella Murgia che circonda il piu' famoso castello di Federico II.
Castel del Monte - sottolinea il Wwf - e' bene culturale di
eccezionale valore storico, artistico e paesaggistico: per
questo, insieme a 'Italia nostra', chiede l' intervento del
ministro per i Beni e le attivita' culturali, Giovanna Melandri.

 

ROMA, 26 LUGLIO ..................................
 
- Ormai prive dell'architrave, le venti
colonne erano fuori asse, soggette ad una notevole rotazione e
presentavano profonde lesioni diagonali: anche il ''coraggioso'
intervento ottocentesco del Valadier non garantiva piu'
condizioni di sicurezza. ''Valadier non poteva sollevare le
colonne - ha detto Roberto Marnetto, l'ingegnere strutturista
della Tis che ha lavorato con Carlo Baggio della Terza
universita' - le ha puntellate, scalpellate, reintegrate, ha
messo cerchiature e zeppe di ferro (che abbiamo sostituito con
cunei in ottone): il nostro intervento e' leggibile e
rimovibile: 30 cerchiature in titano e, in alcune colonne,
tubolari in acciaio che seguono le scanalature dei fusti, un
'costo' che il tempio ha dovuto pagare per una maggiore tutela''.

 

 
AREZZO, 26 LUGLIO - Si chiama 'Museum' ed e' il primo
Salone italiano dei prodotti e dei servizi per l' arte e la
cultura che si terra' dal 12 al 15 maggio 2000 ad Arezzo nel
Centro affari e convegni. L' iniziativa e' promossa dagli enti
locali e dalle Camere di commercio di Arezzo e Siena e dalla Regione Toscana.
'Museum', che intende diventare un appuntamento annuale,
avra' cinque sezioni: istituzioni (musei e luoghi d'arte che
illustrano le loro collezioni); merchandising museale
(produttori e rivenditori di oggetti ispirati ad opere d'arte;
editori, multimedia ed organizzatori di msotre; allestimento
tecnico, forniture e servizi (ditte specializzate in
allestimenti, assicurazione dei beni, sicurezza, pulizia,
eccetera; conservazione del petrimonio.
Il Salone avra' un corollario di eventi culturali in varie
localita' della Toscana sui temi del merchandising e
illustreranno le iniziative delle citta' d'arte toscane in tema
di restauro, ritrovamenti recenti e nuovi allestimenti: dagli
affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo, Santa Maria della
Scala a Siena, alle navi romane emerse a Pisa San Rossore, al
museo archeologico di Grosseto.
L' iniziativa vuole coinvolgere non solo gli specialisti del
settore, ma gli operatori della distribuzione e i tour operator.
 

 

 

ROMA, 28 GIU - ...................................-..............

 

Il Consiglio dei Ministri conclude in questa settimana l'esame con approvazione dello schema di disegno di legge sulla promozione della cultura architettonica ed urbanistica presentato dal ministro per i Beni e le attivita' culturali Giovanna Melandri. L'esame e' cominciato il 25, ma non e' stato concluso per l'assenza di alcuni ministri 'concertanti', fra cui in particolare quello delle Finanze, Visco. Il ddl prevede in primo luogo uso del concorso di progettazione o di idee perche' la qualita' si persegue con la qualita' del progetto, ed e' anche strumento di valorizzazione della professione e di crescita dei giovani progettisti (sono state gia' individuate occasioni come la seconda sede del Teatro stabile, la bilioteca della terza universita' e la Casa dello studente tutti e tre a Roma). L'incentivazione del sistema sara' anche finanziaria nei confronti della committenza pubblica e privata, per nuove costruzioni, recupero e ristrutturazione. Il ministero si vincolera', per tutti gli interventi di competenza, e quindi per gli edifici destinati ad attivita' culturali, a ricorrere sempre al concorso di progettazione. E su richiesta di amministrazioni committenti, potra' curare direttamente, in loro favore, lo svolgimento del concorso di progettazione per le opere di maggiore importanza

 

Ancora, riconoscimento delle opere e dei progetti di architettura contemporanea di particolare rilevanza, connesso a incentivi economici, soprattutto per la conservazione, ma anche la realizzazione del nuovo. Saranno ampliate le norme di dichiarazione di importante carattere artistico, anche attraverso un riconoscimento annuale ad enti pubblici o privati che abbiano commissionato, ideato o realizzato opere di particolare qualita' architettonica o urbanistica, per opere nuove o interventi di restauro, recupero urbano o di riqualificazione paesaggistico-ambientale. Sono previsti anche contributi per manutenzione e restauro, ed altre forme di ricoscimento, come l'obbligo di rendere pubblici i nomi del progettista e del committente dell'opera. Il Ddl interverra' anche sulla riserva del 2% (costo costruzione) per opere d'arte negli edifici pubblici. Sara' previsto un sistema che garantisca, sin dall' approvazione del progetto, la futura disponibilita' di fondi per l'opera d'arte e si procedera' ad una profonda revisione dei meccanismi di affidamento degli incarichi agli artisti. Gia' nel progetto dovra essere compiutamente individuata la localizzazione e la tipologia dell'opera d'arte. .

 

APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL TESTO UNICO SUI BENI CULTURALI E AMBIENTALI ..

 

Roma 15 gennaio 1999

Questa mattina è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo che contiene il Testo unico sui beni culturali e ambientali. Il provvedimento licenziato oggi dovrà essere ora esaminato dalle Commissioni parlamentari, dal Consiglio di Stato e dalla Conferenza Stato-regioni, per tornare al Consiglio dei Ministri in approvazione definitiva entro il prossimo mese di aprile. Il testo è composto di 162 articoli e di un allegato ed è ripartito in due titoli: il primo dedicato ai beni culturali e l’altro ai beni ambientali. L’articolazione realizza finalmente una sistemazione organica e razionale dell’intera materia. Il Testo unico completa l’opera di riforma del settore iniziata con il decreto legislativo 112 di ripartizione delle funzioni fra Sato, Regioni ed enti locali e con il decreto legislativo 368 del ‘98 , che ha istituito il Ministero per i beni e le attività culturali. Il provvedimento arriva dopo sessanta anni dalle due leggi fondamentali di tutela ( la legge 1089 sulla tutela dei beni culturali e la 1497 sulla tutela del paesaggio) e coordina, semplificando, tutta la normativa vigente razionalizzando la legislazione in materia. Questa operazione, che ha richiesto un notevole lavoro di preparazione, riordina e elabora in modo sistematico le norme esistenti, attraverso un aggiornamento e coordinamento innovativo, che tiene conto e si conforma ai principi fondamentali della legislazione emanata successivamente, soprattutto per quel che riguarda le forme dell’azione amministrativa. Il provvedimento adegua pienamente, quindi, i procedimenti ministeriali ai principi di trasparenza dell’attività amministrativa, introdotti dalla legge 241 del ‘90, con soluzioni che garantiscono la partecipazione dei soggetti interessati, salvaguardando allo stesso tempo, le esigenze di efficace tutela dei beni culturali e ambientali. Ne deriva quindi un’azione amministrativa più rapida ed efficace, in linea con gli istituti giuridici più recentemente introdotti nell’ordinamento giuridico (ad es. conferenza di servizi, accordi di programma, "sportello unico"). Ad esempio: l’esecuzione di lavori di restauro su immobili vincolati, oggi soggetta a distinti procedimenti (autorizzazione del progetto, ammissione ai contributi statali ed alle agevolazioni fiscali), spesso adottati da organi differenti (Sovrintendenze ed Uffici centrali del Ministero) attraverso procedure lunghe e complesse, potrà ora essere approvata con un unico provvedimento dal Soprintendente competente. O, ancora, le procedure urbanistiche semplificate che sono finora escluse per gli interventi su beni culturali vincolati, potranno essere applicate alla sola condizione che la Soprintendenza abbia approvato il progetto di restauro. Il testo unico prevede, inoltre, norme in materia di commercio interno dei beni culturali (con disposizioni di semplificazione degli obblighi posti a carico dei commercianti d’arte) e recepisce le norme comunitarie sulla circolazione internazionale dei beni culturali. Di particolare rilievo il recepimento nel testo Unico delle più recenti disposizioni in tema di valorizzazione e fruizione dei beni culturali (fra cui, ad esempio, la legge 4 del 1993, altrimenti nota come legge Ronchey e la legge 352 del 1997, altrimenti nota come legge Veltroni). I fondamentali temi della valorizzazione e della fruizione sono affrontati anche nel recepimento dei principi di cooperazione fra il Ministero, le Regioni e gli enti locali, previsti dal decreto legslativo 112 del 1998. Di particolare interesse anche la sistemazione che è stata data ad alcune categorie di beni, che sono oggetto solo di alcune norme di tutela culturale (ad esempio, gli audiovisivi con oltre 25 anni, gli studi d’artista, i mezzi di trasporto con oltre 75 anni) che, pur mantenendo una disciplina distinta dagli altri beni culturali, sono per la prima volta presi in considerazione nell’ambito di un testo normativo organico. La normativa che disciplina gli archivi ed i documenti dello Stato, degli enti pubblici e dei privati, finora autonoma, viene uniformata a quella più generale dei beni culturali (con ulteriore semplificazione ed armonizzazione delle procedure tra i diversi settori di azione del Ministero). Per i beni ambientali si è operato un generale ammodernamento della normativa vigente e la piena integrazione tra le due leggi fondamentali in materia ( la già citata 1497 del ‘39 e la legge 431 del 1985 più nota come legge Galasso). Sul fronte delle sanzioni penali e amministrative, pur in presenza di criteri di delega oggettivamente ristretti, si è operato, in particolare, nel senso di meglio adeguare le norme ai principi costituzionali posti a garanzia del cittadino attraverso una chiara formulazione ed individuazione dei comportamenti illeciti, spesso non adeguatamente descritti nella legislazione vigente. L’entrata in vigore del testo unico, al termine dell’iter di approvazione oggi iniziato, realizzerà uno dei più importanti interventi legislativi nel settore della cultura in Italia, attualizzando una disciplina normativa risalente, nella sua parte più rilevante, al 1939.

 

Roma 15 gennaio 1999

 

INSEDIATO OGGI IL "COMITATO PER L’IMPRESA CULTURALE" .............................................................

 

Roma, 27 novembre 1998 Si è insediato questo pomeriggio, presso il ministero per i Beni e le attività culturali, il Comitato per l’impresa culturale presieduto dalla ministro Giovanna Melandri. Il comitato è composto da sedici membri di cui otto esponenti di imprese industriali, bancarie e assicurative – tra i quali il vicepresidente di Confindustria Carlo Callieri, il presidente del comitato cultura di Assolombarda Carlo Camerana e il direttore generale dell’Abi Giuseppe Zadra – e otto rappresentanti dei ministeri per i Beni e le attività culturali, di Grazia e giustizia, del Tesoro, delle Finanze e dell’Università e ricerca scientifica. La ministro Melandri, aprendo la seduta, ha affermato: "Il comitato avrà il compito di fornire suggerimenti e indicazioni normative per aprire una nuova stagione di partecipazione del mondo produttivo alla valorizzazione del patrimonio culturale". La ministro ha ricordato poi che l’art.10 della riforma consente oggi al ministero di partecipare ad associazioni, fondazioni e società con soggetti privati, anche mediante il conferimento in uso di beni culturali. "Occorre dunque definire nuovi strumenti giuridici – ha aggiunto la ministro – che consentano alla norma di operare con la massima efficacia". La ministro ha infine sottolineato la necessità di uno stretto coordinamento tra il comitato insediato oggi e quello incaricato di studiare una nuova disciplina per le alienazioni dei beni culturali. Il vicepresidente di Confindustria Carlo Callieri ha affermato che il comitato dovrà definire obbiettivi, politiche e strumenti per valorizzare il patrimonio culturale anche come generatore di ricchezza, per evitare che il nostro Paese perda posizioni nel settore dinamico del turismo culturale. Il presidente Carlo Camerana ha ricordato poi che il Manifesto per l’impresa culturale, siglato nel marzo scorso a Milano, conteneva già l’indicazione di istituire il comitato oggi insediato, per suggerire formule organizzative in grado di inserire maggiore imprenditorialità nel settore dei beni culturali. Il direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra, ha evidenziato l’interesse delle banche a nuovi strumenti di gestione del patrimonio e di migliore utilizzo dei beni culturali di proprietà degli istituti di credito.

 

Roma, 27 novembre 1998

 

MINISTRI COSTA E VELTRONI RIUNISCONO GLI ARCHITETTI

 
Roma 10 febbraio 1998 .............................................
 

Si è svolta questa mattina , presso il Ministero per i beni culturali ed ambientali, una riunione di lavoro cui hanno partecipato circa cento architetti, promossa dal Ministro per i beni culturali e ambientali, on. Walter Veltroni, e dal Ministro dei Lavori Pubblici, prof. Paolo Costa. Rappresentanti di associazioni di categoria e molti dei volti più noti dell’architettura e dell’urbanistica italiana hanno discusso alcune linee di lavoro presentate dai due Ministri, volte a riqualificare l’intervento architettonico nel nostro paese. Cinque i punti sottoposti alla riflessione dal ministro Veltroni che, nell’introduzione all’incontro, ha sottolineato come l’architettura costituisca uno degli aspetti fondamentali della cultura di un paese. Per questo, nella riforma del Ministero, sarà prevista esplicitamente un dipartimento che lavorerà sui temi dell’architettura e dell’arte contemporanea. Più in generale il Ministro ha illustrato i molti intrecci fra tutela del patrimonio e interventi sul territorio, a cominciare dal rapporto fra beni culturali e città storiche, contenuto nel disegno di legge presentato nei mesi scorsi, volto a creare concertazione e incentivi per gli enti locali che vogliano intervenire con specifici progetti di valorizzazione delle aree di pregio storico artistico delle loro città. Il secondo punto sottoposto alla riflessione è stata la necessità di rilanciare le attività di progettazione, per innalzare la qualità architettonica degli interventi legati all’architettura contemporanea o a grandi operazioni di recupero di spazi destinati alla cultura. Per innalzare la qualità media e favorire l’accesso di giovani professionisti lo strumento principale sarà , ed è il terzo punto, il ricorso più esteso ai concorsi di architettura. Il Ministro ha poi illustrato la necessità non più prorogabile di avere un Museo dell’architettura ed un Centro di documentazione degli archivi degli architetti italiani del ‘900, in grado di costituire uno strumento di formazione ma anche di conservazione di una produzione intellettuale altrimenti destinata a disperdersi o ad imboccare la strada di altri paesi. Infine l’on. Veltroni ha preso in esame la necessità di semplificare la normativa ma senza perdere l’obiettivo della trasparenza che si deve armonizzare ad una buona qualità nella progettazione ed esecuzione delle opere pubbliche e ha ricordato come il Ministero dei beni culturali si sia impegnato ad avere un maggiore ricorso esterno per la progettazione dei restauri che le ingenti risorse aggiuntive reperite renderanno disponibili nei prossimi anni. Il tema di una maggiore qualità nella realizzazione delle opere pubbliche è stato anche il perno centrale dell’intervento del Ministro Costa, che ha illustrato le iniziative tese a migliorare la professionalità e la qualità della committenza, le procedure di selezione dei progetti con particolare riferimento ai concorsi di architettura, il contenuto tecnico del progetto anche come strumento di guida alla realizzazione delle opere. Il Ministro Costa ha ribadito la necessità di ridurre il numero e riqualificare i soggetti committenti, nonché il bisogno di ridefinire le norme tecniche di riferimento sia per la definizione dei capitolati di gara di progettazione sia per la produzione dei progetti. Molti degli intervenuti nella discussione, hanno sottolineato l’importanza che per la prima volta i diretti interessati siano stati chiamati a discutere di "qualità" dell’architettura. Al termine della riunione è stata costituita una struttura di coordinamento che seguirà gli sviluppi futuri del lavoro sul tema.

 

Roma 10 febbraio 1998 .................................