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- Uscita
Nuovi Uffizi:
archivio
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| La
rivincita di Isozaki | | 10/11/2007 |
"Sarà
così come la vediamo nelle foto. Stesse proporzioni, illuminazione, altezza e
disegno del progetto originario del 1998. E´ la rivincita dell´architetto Arata
Isozaki. La Loggia per l´uscita degli Uffizi si farà e si farà com´era. Il progetto
esecutivo è stato consegnato alla soprintendenza ai monumenti di Palazzo Pitti
mercoledì scorso. «Avrò 90 giorni di tempo per fare le mie valutazioni - osserva
al soprintendente Paola Grifoni - quindi partiranno i lavori. Anzi, cercherò di
farle prima, ma di fatto avrò a mia disposizione i tre mesi previsti dalle norme».
Il progetto esecutivo delinea tutti i passaggi tecnici relativi alla realizzazione
della loggia che si differenzia dal primo disegno solo per «piccoli aggiustamenti
e definizioni progettuali» spiega poi Andrea Maffei, responsabile dello studio
Isozaki a Milano, che ha inviato le immagini della struttura del plastico aggiornato
al disegno finale. Anche l´altezza della copertura resta quella a suo tempo contestata:
23,6 metri dal livello di via Castellani. E restano identici anche i materiali:
la loggia sarà in acciaio rivestito di pietra serena extradura, stessi materiali
per le travi che conterranno lunghe liste di vetro per assicurare leggerezza e
trasparenza alla parte superiore. Inoltre è stata particolarmente curata l´illuminazione
della piazza: «Sarà molto soft e integrerà il nuovo intervento in tutto il contesto
- aggiunge Maffei - Abbiamo curato anche le luci per le statue che saranno collocate
sotto la loggia». Sculture antiche o nuove? Chissà. Ancora è prematuro parlarne.
Spetterà alla direzione della Galleria degli Uffizi decidere se esporre alcune
statue dalle antiche collezioni archeologiche dei Medici o affidare a nuova committenza
opere d´arte contemporanea. E gli aggiustamenti minimi della struttura cosa riguardano?
«Per rispettare i reperti archeologici del sottosuolo, i pilastri poggeranno su
una struttura che salvaguarda l´antico percorso delle mura - spiega Maffei - Ad
esempio, sotto la rampa di accesso ci sarà un cunicolo che permetterà ad esperti
e studiosi di scendere con delle scalette per visitare i reperti». Ora che il
progetto esecutivo è pronto e si prevede un iter tutto in discesa, quando inizieranno
i lavori? « A primavera del prossimo anno - assicura la soprintendente Grifoni
- contestualmente al secondo lotto del cantiere dei Nuovi uffizi. Con l´impresa
stiamo aggiustando il cronoprogramma dei lavori per permettere l´adeguamento degli
interventi nei sotterranei». Quindi se non ci saranno intoppi, la loggia potrà
essere pronta nel giro di due, massimo tre anni. E si chiuderà definitivamente
la lunga querelle ha accompagnato tutta la vicenda. Mara
Amorevoli - La Repubblica - 10/11/2007 |
| | | Nuovi
Uffizi, lavori via web | | 7/6/2007 |
"Il
sito Intenret presentato dalla soprintendente ai beni architettonici di Firenze,
Paola Grifoni. Sei cantieri verticali per triplicare gli spazi del museo sull'Arno
I cantieri dei Nuovi Uffizi da 49 milioni di euro, la cui progettazione è per
metà sponsorizzata da Benetton (1,5 miliardi) in accordo con il comune, sono da
ieri sul web. L'occhio della telecamere digitale documenterà su Internet,
in tempo reale, minuto per minuto, lo stato di avanzamento dei lavori di ampliamento,
attesi da oltre vent'anni, del museo più importante del mondo che nel 2011 avrà
quasi triplicato (da 5.400 a12 mila mq) gli spazi in riva all'Arno. E, conterà
la nuova uscita sul retro del Loggiato degli Uffizi, in piazza del Grano, dove
verrà realizzata la Loggia progettata da Arata Isozaki, vincitore del concorso
internazionale con il progetto, che è il contraltare della Loggia de' Lanzi, duramente
contestato anni fa da Vittorio Sgarbi, sottosegretario ai beni culturali nel primo
anno del governo Berlusconi. Progetto per il quale non sono state apportate modifiche
e la cui realizzazione non è più in discussione. La soprintendenza per i beni
architettonici e per il paesaggio delle province di Firenze, Pistoia e Prato,
diretta da Paola Grifoni sta per validare, entro giugno, il progetto definitivo
di Arata Izozaki per la Loggia di piazza del Grano sotto la quale si aprirà
la nuova uscita dei Nuovi Uffizi, nome che ha sostituito il vecchio progetto ´Gradi
Uffizi'. Poi, lo studio dell'architetto giapponese entro settembre dovrà presentare
il progetto esecutivo per l'opera che costerà circa 6,5 miliardi, metà dei
quali finanziati dal ministero dei beni culturali e il resto da trovare sul mercato
dei capitali privati. L'iniziativa del sito www. nuoviuffizi.it è stata presentata
ieri a Firenze dalla soprintendete Paola Grifoni, che, come responsabile del procedimento,
gestisce i lavori dei Nuovi Uffizi, divisi in sei cantieri verticali che lavorano
in contemporanea e la cui direzione è affidata a Giorgio Pappagallo. Il museo
non chiuderà mai per tutta la durata dei lavori, quattro anni e mezzo. I lavori,
partiti a giugno 2006, serviranno a realizzazione, in particolare, due corpi di
impianti con gli ascensori e due scaloni d'accesso collocati all'interno del museo
nelle due ali di levante e di ponente del Loggiato, in aree interne al museo ritenute
non di particolare pregio, secondo quanto ha raccontato la soprintendente Grifoni.
Inoltre, il progetto prevede la riorganizzazione musegrafica e museologica, con
il rifacimento di alcune sale, come quella del Botticelli secondo il progetto
di Natalini che introdurrà un miglior sistema di climatizzazione e di sicurezza.
In particolare, la sala sarà divisa in due per nascondere gli impianti e avrà
un controsoffitto semitrasparente. Avrà pareti azzurre, e il cotto del pavimento
sarà sostituito da marmo e pietra serena, come richiesto dalla precedente guida
della soprintendenza ma che ha suscitato un coro di no. In una città dove nulla
si può toccare senza suscitare polemiche a livello planetario, le critiche sono
arrivate preventive. E la soprintendenza risponde con Internet. ´Abbiamo deciso
di documentare tutti i lavori dei cantieri sul web perchè quello dei Nuovi Uffizi
è uno dei cantieri più importanti a livello europeo', ha spiegato Paola Grifoni
´e vogliamo dare conto dei criteri progettuali e di come procedono i lavori e
documentarne le varie fasi, soprattutto per il recupero delle pitture murarie'.
I Nuovi Uffizi si estenderanno nei locali dell'ex Magliabechiana, nel palazzo
dei Veleti, in via dei Castellani e nell'ex archivio di stato vuoto da vent'anni.
Gli interventi riguarderanno i collegamenti verticali per regolarizzare i flussi
dei visitatori, con le scale e i corpi ascensori, gli impianti di climatizzazione
e di sicurezza. Il progetto dei Nuovi Uffizi è dello studio Sinter e Chimenti,
con la consulenza delle parti progettuali nuove di Adolfo Natalini, e illuminazione
Piero Castiglioni. Gli scaloni vengono posizionati nell'area di San Pier Scheraggio.
Gli uffici della direzione e della soprintendenza verranno trasferiti liberando
altri spazi. La gara da 49 milioni è stata aggiudicata a marzo, con un ribasso
del 43,78%, al consorzio cooperative costruzioni, in cordata con Piacenti, Laura
Lucioli, P.T. Color, Rangoni, Cellini. Simonetta
Scarane ItaliaOggi - 6/6/2007 | | |
| OK
DI RUTELLI, SARÀ ULTIMATA NEL 2010 | |
29/3/2007 |
"Franco
Zeffìrelli la chiama "sgabellone". Vittorio Sgarbi "rete da materasso". Oriana
Fallaci minacciò addirittura di incatenarsi alle impalcature pur di impedirne
la costruzione. Perfino Mina è intervenuta per dire il suo no. Insomma la Loggia
progettata da Arata Isozaki per l'uscita degli Uffizi su piazza del Grano, "pensilina"
per chi la aborre, in otto anni di telenovela ha incassato contumelie da uno schieramento
composito quanto vasto di detrattori (e anche altrettanti consensi, a dir la verità).
Ora, dopo un infinito tira e molla, pare che il progetto andrà in porto -
entro il 2010, con sette anni di ritardo - visto il via libera dato dal ministro
Rutelli all'inizio dell'anno. E ovviamente il fronte del no ritorna in pista.
La storia inizia nel 1998, quando il comune di Firenze lancia la gara a inviti
che l'architetto giapponese si aggiudicherà nel marzo successivo. La firma del
contratto tra lo studiò Isozaki e il ministero dei Beni culturali, allora guidato
da Giovanna Melandri, è del febbraio 2001 con l'impegno a realizzare l'opera entro
il 2003: sette milioni di euro il compenso, con una penale del 25 per cento per
"incarico interrotto" che ancora non è chiaro chi dovrà pagare. Come si sa, Melandri
non potè verificare di persona la realizzazione della Loggia, visto che dopo pochi
mesi, causa tracollo elettorale, le successe Giuliano Urbani. E proprio il ministro
azzurro, dopo le incursioni del suo sottosegretario Sgarbi, bloccò il progetto
prendendo a pretesto alcuni ritrovamenti archeologici. Ora Rutelli rimette in
pista il progetto giapponese. Paolo Amato, senatore di Forza Italia e strenuo
oppositore della Loggia, già noto alle cronache per essersi incatenato per protestare
contro il volo a Tokyo dell'Annunciazione di Leonardo, ha rivolto un'interrogazione
proprio al ministro Rutelli: almeno chieda il parere del Consiglio superiore
dei Beni culturali, è il suo invito. L'organo diretto da Salvatore Settis,
infatti, finora ha osservato un rigoroso silenzio. La telenovela non è finita".
Francesco
Ingravaldo Cronache - L’Indipendente, 29-03-2007 |
| | | "No
a Isozaki, sentiamo la città" | |
24/3/2007 |
"No
a Isozaki, sentiamo la città" Un Forum tra i cittadini per ridiscutere la pensilina
di Isozaki, con la certezza, dicono, che verrebbe affossata. Riesplode la polemica
sul progetto dell'architetto giapponese con il gruppo consiliare di Forza Italia
che torna all'attacco criticando l'attuale amministrazione, quella responsabile
del concorso e il ministro per i Beni culturali Rutelli che avrebbe reinserito
la loggia nei lavori del primo lotto per i Nuovi Uffizi. "Non capisco - dice il
capogruppo Paolo Amato, che presenterà un'interrogazione al Senato - perché ilComitato
superiore per i Beni culturali e paesaggistici con a capo Salvatore Settis non
si esprima su questo progetto. Rutelli continua a prendere decisioni da solo,
noi politicamente, ci battere-mo:contro la realizzazione di questa bruttura" -
rincara Amato, chiedendo che possano esprimersi i cittadini, magari attravèrso
un Forum, certo che la pensilina finirebbe per essere bocciata. Contro il progetto
di Isozaki si schiera anche un altro consigliere di Forza Italia, Enrico Bosi,
ripercorrendo a ritroso la storia del concorso "molto discutibile, a inviti, a
cui parteciparono solo architetti che progettavano interni di musei e non esterni".
In Palazzo Vecchio Forza Italia presenterà una mozione affinché l'intero progetto
venga ridiscusso da capo, in modo da evitare, spiegano, "una pensilina della Stazione-bis,
diventata un raccogli sudicio e che infatti hanno deciso di smontare". Ale.
Bart. Corriere di Firenze - sabato 24 03 2007 |
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Dopo 6 anni di polemiche vince Isozaki |
| 21/3/2007 |
"Con
un ritardo di sei anni, rispetto all´approvazione del progetto preliminare firmato
nel 2001 dal soprintendente ai monumenti di allora, Mario Lolli Ghetti, i primi
di maggio sarà consegnato il progetto definitivo della struttura. «Che resta assolutamente
uguale a quella progettata a suo tempo» dichiara l´attuale soprintendente ai monumenti
Paola Grifoni. Fronte della copertura su via Castellani largo 29,95 metri e alto
23,61 metri, che si riduce sulla facciata dell´uscita degli Uffizi a 14,55 metri
di larghezza con un altezza di 19,50 metri. Una superficie irregolare, trapezoidale,
che si apre a raggiera verso l´ex cinema Capitol. Dal 1 febbraio di quest´anno
- data della ripresa dello studio per approntare gli ultimi passaggi del progetto
- negli uffici tecnici della soprintendenza si sono tenuti vari incontri tra i
funzionari e i responsabili italiani dell´architetto Isozaki per definire tutti
i particolari della loggia: verifiche di appoggio dei quattro pilastri e misure.
Si riparte, aspettando il progetto esecutivo, ultimo vero passaggio per avviare
la realizzazione della contestata struttura, vittima di rinvii e furiose polemiche
nella storia della città. E se il 2003 doveva essere la data di inaugurazione,
secondo il cronoprogramma dei Nuovi Uffizi presentato nel 2000 dall´allora ministro
dei Beni culturali Giovanna Melandri, quanto dovremo ancora aspettare per vedere
la loggia Isozaki pronta? «Stiamo lavorando non solo per definire gli ultimi particolari
della copertura, ma anche per inserire il cantiere e l´appalto in contemporanea
agli altri interventi degli Uffizi sul lato di piazza del Grano - precisa la soprintendente
Grifoni - In definitiva l´appuntamento per tutti i Nuovi Uffizi resta fissato
al 2010». La loggia non sarà quindi un lotto di lavori separato, ma contestuale
agli altri interventi per realizzare i collegamenti degli ascensori e delle scale
sul lato di levante della Galleria. Una razionalizzazione del cantiere che prevede
tra l´altro lo smontaggio della gru su piazza del Grano, per edificare i pilastri
di sostegno della copertura sulla rampa. Nessuna variante, o arretramento o riduzione
delle altezze: la struttura riprende il suo posto com´era stata ideata. Pensata
da Isozaki come il prolungamento ideale della Loggia dei Lanzi, un´ulteriore piazza
coperta, un passaggio di comunicazione, di transito dei visitatori in uscita dal
museo, di sosta per i fiorentini che ospiterà sotto al lucernario trasparente
alcune sculture antiche. Un pezzo di museo all´aperto come la Loggia dei Lanzi,
appunto. «Con l´unica novità di una soluzione tecnica per l´appoggio del pilastro
anteriore sul lato della Biblioteca Magliabechiana - aggiunge Grifoni - Nel sottosuolo
c´è un tratto dell´antica cerchia muraria, e stiamo pensando di far cadere il
pilastro su una sorta di sella o ponte metallico che scavalca il reperto, che
resterà così visibile con accesso attraverso un cavedio». Tutto qui. I famosi
reperti archeologici, ritenuti nel 2004 dal ministro dei Beni culturali Giuliano
Urbani, di «fondamentale importanza» per la storia della Firenze medievale, restano
schedati, fotografati e ben sepolti al loro posto sotto al selciato della piazza.
E non modificano in nulla le misure della loggia. E si archivia anche il polverone
mediatico scatenato da Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario del ministro Urbani
dal 2001 al 2002, che bocciò categoricamente la struttura a travi longitudinali
giudicandola a più riprese «un orrore», «una rete da materasso», «una scatola
di sardine». Una serie di note a cui l´architetto Arata Isozaki non ha mai risposto,
scegliendo un atteggiamento di silenziosa attesa che oggi sembra dargli ragione,
secondo la migliore tradizione orientale dell´osservare gli eventi con distacco.
Ed è con lo stesso diplomatico riserbo che non ha mai risposto allo stop definitivo
dato al suo progetto da Urbani a ottobre del 2004 con una lettera la sindaco Leonardo
Domenici, al soprintendente Antonio Valentino (nel dicembre del 2002, quando Sgarbi
infiammava la rivolta) che gli chiedeva di ridurre vistosamente le dimensioni
della loggia fino a farne una pensilina; non ha risposto al montare delle polemiche,
mostrandosi al contrario disponibile a trattare ma non a modificare il suo progetto.
Finché il nuovo ministro Francesco Rutelli a novembre dello scorso anno non ha
dato una svolta decisiva alla vicenda, rimettendola in marcia.
"
MARA AMOREVOLI MERCOLEDÌ, 21 MARZO 2007 - LA REPUBBLICA - Firenze |
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Isozaki, la Loggia si farà | | 12/12/2006 |
"Isozaki,
via libera del Comune. Si farà la pensilina degli Uffizi. Il
progetto di Arata Isozaki per l'uscita dei Nuovi Uffizi si farà e l'architetto
Jean Nouvel è già stato convocato dall'assessore all'urbanistica Gianni Biagi,
come del resto i proprietari dell'area per riprendere il lavoro nell'area ex Fiat
di viale Belfiore. L'amministrazione comunale non è d'accordo sulla rescissione
del contratto e in ogni caso il Piano di recupero prevede che ogni modifica significativa
debba essere esaminata dal consiglio comunale. Il progetto deve essere realizzato
così com'è. L'assessore all'urbanistica Gianni Biagi non usa mezzi termini in
consiglio comunale a proposito della querelle aperta dai Verdi sulla fuga degli
architetti dalla città. «L'amministrazione — conclude — ha tutti gli strumenti
per intervenire a garanzia della realizzazione di quel progetto che, ci ha tenuto
a ricordarlo, «ha garantito poco meno di 7 milioni di euro alle casse del Comune
e 97 alloggi in affitto convenzionato e calmierato per 10 anni (alloggi in costruzione
in via Toscanini e disponibili dalla prossima estate)». Ma la novità resta Isozaki.
«Nei giorni scorsi si è svolta una riunione delle amministrazioni culturali toscane
e del ministero dei beni culturali alla quale ho rappresentato il Comune — ha
spiegato Biagi — e in questa seda è stato deciso di procedere con la progettazione
esecutiva prima e la realizzazione poi dell' uscita degli Uffizi in piazza Castellani
ideata da Arata Isozaki». Non solo, è stato deciso di dare corso immediato alla
redazione del progetto definitivo ed esecutivo del progetto Isozaki che dovrà
concludersi in circa sei mesi. «A questo punto — ha concluso l'assessore — aspettiamo
fiduciosi la ripresa del progetto esecutivo da parte dell'architetto giapponese».
Ci sono voluti nove anni per chiudere la lunga stagione di polemiche cui dette
il via l'allora sottosegretario ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi, A rallentare
ancora l'intera vicenda anche una campagna di scavi in piazza Castellani che ha
portato alla luce reperti archeologici, identificati come un probabile pezze della
prima cerchia delle mura. E sotto stallo era finito anche il progetto esecutivo
dei "Nuovi Uffizi" per la riorganizzazione e l'ampliamento del museo, a causa
della difficoltà del Ministero a reperire i fondi necessari. La svolta nel febbraio
2003 quando Domenici e il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani sottoscrissero
un accordo per sbloccare la situazione. Nell'aprile 2005 Isozaki, il ministero
e il Comune hanno siglato un accordo per una nuova ipotesi progettuale dell'uscita
dei Nuovi Uffizi «che comprenda e valorizzi il tessuto archeologico venuto alla
luce in seguito agli scavi. E, dopo la conferma da parte del vicepremier e ministro
ai beni culturali Francesco Rutelli in occasione della consegna dei lavori dei
Nuovi Uffizi nel giugno scorso, ora c'è anche il via libera alla progettazione
esecutiva dell'uscita da parte di Isozaki. "
Pa.K. La Nazione, 12/12/2006 | | |
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"passeggiata archeologica" | | 14/4/2005 |
"Passeggiata
pomeridiana tra gli scavi archeologici degli Uffizi per l'architetto giapponese
Arata Isozaki,che ieri ha esplorato«i rilevanti reperti» che—secondo la valutazione
del ministro Giuliano Urbani — impedirebbero la costruzione e realizzazione della
sua loggia di uscita dalla galleria. Silenzio e bocche sul tema «Loggia Isozaki»,
diplomaticamente cancellata dall'incontro di ieri: ora spunta un nuovo
progetto, il percorso archeologico Isozaki di cui si dovrà occupare
l'architetto per valorizzare le preesistenze archeologiche del complesso. Una
mossa tattica, forse, per aggirare i contrasti e ostacoli, evitando infruttuose
contrapposizioni. Insomma il ministro Urbani a febbraio aveva dichiarato che alla
luce dei ritrovamenti archeologici sotto Piazza del Grano, il progetto della loggia
non era più eseguibile, tuttavia invitava Isozaki a colla-borare ugualmente ai
Nuovi Uffizi. Ecco che l'architetto mostra la sua disponibilità tutta orientale,
accettando di visitare gli scavi per preparare un progetto di percorso archeologico
«eventualmente da integrare con la futura loggia» spiega il suo collaboratore
Andrea Maffei. Almeno questo è il risultato dell'incontro di ieri, a cui hanno
partecipato il direttore generale Roberto Cecchi, il direttore regionale Antonio
Paolucci, i soprintendenti archeologici Angelo Bottini e Carlotta Cianferoni,
quello ai monumenti Paola Grifoni, vari funzionari e l'assessore all'urbanistica
Gianni Biagi. Silenzioso, sorridente e in attento ascolto, Isozaki ha preso visione
dei reperti medievali sotto a San Pier Scheraggio, nella zona di Piazza del Grano
e sotto alla Biblioteca Magliabechiana. A fine sopralluogo è emerso un no comment
corale, fatta eccezione per un secco comunicato congiunto che annuncia che «è
emersa la volontà delle parti a lavorare per la valorizzazione di un nuovo percorso
che unisca il tessuto archeologico alla nuova uscita». Se la nuova uscita, poi,
sarà la loggia, si vedrà in futuro. Per ora l'architetto Isozaki si dichiara disponibile
a costituire un gruppo di lavoro, allargato ai responsabili della soprintendenza
e di Palazzo Vecchio, per progettare il nuovo itinerario che renda visitabili
i resti della città più antica emersa dagli scavi. «Ho visto cose che non conoscevo»
ha detto laconico Isozaki a fine passeggiata archeologica. Una specie di haiku
che racconta la sua diplomatica paziente determinazione. Il progetto della sua
loggia può attendere. Ora tocca ai reperti, alle arche sotto San Pier Scheraggio,
e ai resti delle abitazioni sotto la Magliabechiana. Diventano materia di un altro
progetto che, afferma l'assessore Biagi «dovrà però essere compatibile con la
realizzazione della loggia di uscita, anche se di quella non ne abbiamo parlato
affatto». Ieri, prima del sopralluogo, Isozaki ha incontrato il sindaco Leonardo
Domenici. i Mara
Amorevoli - L'Unita, 14/04/2005 | | |
| La
grande incognita della tettoia | | 2/4/2005 |
"Sono
passati più di cinque anni da quando Arata Isozaki vinse il concorso intemazionale
per l'uscita dei Nuovi Uffizi, ma ancora nessuno può dire se la maxi loggia in
acciaio e pietra progettata dal grande architetto giapponese per coprire piazza
Castellani sarà realizzata. Di sicuro, per adesso, c'è solo che l'opera - destinata
a lasciare un segno contemporaneo "forte" nel centro storico fiorentino - non
si farà com'era stata pensata e sviluppata. A sospenderne la realizzazione sono
state non tanto le proteste di esperti d'arte e di personaggi famosi, che pure
si erano levate a più riprese, quanto gli scavi archeologici in piazza Castellani,
che hanno portato alla luce reperti definiti dal ministro per i Beni culturali
Giuliano Urbani «di eccezionale rilevanza per la storia della città intorno alla
fine del primo millennio». E siccome uno dei pilastri portanti della loggia firmata
Isozaki andrebbe a poggiare direttamente sopra le nuove scoperte, il ministero
nei mesi scorsi ha bloccato il progetto fiorentino, suscitando le proteste del
Comune e il malumore dello stesso Isozaki. L'architetto non ha comunque rinunciato
all'incarico, e tra pochi giorni (il 13 aprile) farà un sopralluogo al cantiere
per decidere se è possibile rivedere il progetto iniziale, adattandolo alle scoperte
rivelate dagli scavi (e magari valorizzandole). La nuova soluzione dovrebbe essere
ipotizzata entro maggio. In ogni caso, i tempi si allungheranno a dismisura. E
pensare che l'architetto giapponese — dopo aver vinto il concorso intemazionale
bandito nel 1998 dalla Commissione per i Nuovi Uffizi istituita dal ministero
per i Beni culturali - aveva firmato in Palazzo Vecchio, il 21 febbraio 2001,
sia la convenzione col ministero che lo impegnava a completare il progetto esecutivo
della nuova uscita degli Uffizi entro un anno (la realizzazione era prevista entro
il 2003), sia l'accordo col Comune per la progettazione preliminare del restauro
di piazza Castellani. La nuova uscita del museo fiorentino (che sta per ampliare
e riorganizzare gli spazi espositivi) sarebbe dovuta costare circa sette milioni,
da pagare a metà tra Comune e ministero. Numeri e scadenze che oggi appaiono lontani,
superati dalle polemiche e dagli scavi. Se Isozaki non acconsentirà a rivedere
il suo progetto, la soluzione potrebbe essere un nuovo concorso internazionale
che contenga richieste diverse da quelle del primo bando." S.Pi.
Sole 24 Ore Rapporti 2/4/2005 | | |
| Urbani:
no a Isozaki ma collaboriamo | | 20/2/2005 |
"II
ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani ha ribadito lo stop al progetto del
Tare hi tetto giapponese Isozaki per costruire una pensilina di fronte
all'uscita della galleria degli Uffizi. La decisione irrevocabile del ministero
è stata confermata personalmente a Lucca durante l'evento di forte richiamo
per la presentazione ufficiale del progetto «@ccademia Giacomo Puccini» col coinvolgimento
del presidente del Senato Marcello Pera e del ministro per l'innovazione e le
tecnologie Lucio Stanca. Urbani si è scusato di essere ancora influenzato e di
avere adottato una specie di «scafandro» di vesti contro il freddo intenso che
ieri anche a Lucca si è fatto particolarmente sentire. Ha quindi presentato il
nuovo soprintendente di Lucca, Massa Carrara Luigi Ficacci ed era accompagnato
da Antonio Paolucci. Sull'ormai famosa pensilina Urbani è stato chiaro. «Non
abbiamo bloccato il progetto di Isozaki per ragioni soggettive — ha sottolineato
il ministro — ma per un obbligo doveroso di conservazione di ciò che è stato trovato
nel corso degli scavi fatti in piazza Castellani, e cioè antiche mura del periodo
della Firenze medievale». «Abbiamo fatto altri studi e ricerche — ha aggiunto
il ministro — e abbiamo rinvenuto un percorso medievale molto interessante
che si estende fino all'Arno, la conservazione poi riguarderà l'intere percorso.
Per questo abbiamo invitato l'architetto Isozaki a vedere di che si tratti,
gradiremmo molto una collaborazione di qualche tipo con lui e mi sembra giusto
mantenere un rapporto di civile collaborazione e vedere se è possibile trovare
l'occasione per una fattiva e concreta operatività». Una mano tesa quindi all'architetto
giapponese. Urbani ha aggiunto poi che alla Soprintendenza spetta solo il compito
conservativo, mentre la sistemazione di piazza Castellani dal punto di vista urbanistico
spetta al Comune. Il ministro è stato deciso a rispondere anche a domande successive
dei cronisti: non si torna indietro sulla linea di ""cancellazione del progetto
di Isozaki. Su questo è stato categorico. Poi in fretta Urbani ha raggiunto l'auto
blu per arrivare velocemente all'aeoroporto di Pisa dove l'attendeva un volo per
Roma. n La
Nazione - Firenze 20/2/2005 | | |
| Isozaki:
vedrò gli scavi | | 18/2/2005 |
"L'incontro
al ministero dei Beni culturali è servito. La vicenda Isozaki-Uffizi non è affatto
conclusa. Anzi. Si tratterà di seguirne gli sviluppi perché ieri a Roma l'incontro
ha fatto riaprire ancora di più il dialogo fra le parti. L'idea di organizzare
un faccia a faccia con il progettista giapponese della nuova uscita degli Uffizi,
era maturata nell'ultimo incontro romano, circa un mese fa, tra il ministro per
i beni culturali, Giulano Urbani, e il sindaco, Leonardo Domenici. Detto e quasi
fatto. Ieri così, a Roma, ci sarebbero dovuti essere sia Urbani che Domenici.
A far cambiare parte dei programmi ci ha pensato un'indisposizione del ministro.
Assente lui, anche Domenici ha rinunciato ad esserci. A parlare per oltre un'ora
e mezzo si sono così ritrovati il capo gabinetto del ministro, il direttore generale
del ministero, 1' architetto Roberto Cecchi, lo stesso Arata Isozaki in compagnia
dell'architetto Maffei, l'assessore all'urbanistica Gianni Biagi e un interprete.
Come detto, l'incontro è servito. Il ministero dei beni culturali ha fornito a
Isozaki gli studi e le relazioni messe a punto sugli scavi condotti in piazza
Castellani. L'architetto giapponese non solo li ha presi in considerazione, ma
se li è portati via. Ha detto che li studierà e che per verificare di persona
quanto sostengono, verrà a Firenze entro un mese. «Penso che questo sia un passo
avanti - è il primo commento dell'assessore all'urbanistica di Palazzo Vecchio,
Gianni Biagi - Come avevamo detto l'altra volta, nel precedente incontro, era
indispensabile mettere al corrente il progettista. A questo punto sarà lui che
valuterà la situazione». Si può aggiungere qualcosa di più? Pensare che Isozaki
sia ufficialmente disposto a rivedere il progetto della tanto contestata pensilina,
bocciata prima da Vittorio Sgarbi, poi da un fiume di polemiche contrapposte,
e infine congelata dal ministro Urbani? Difficile dirlo. Di certo ieri in serata
il ministero ha fatto sapere che il progetto Isozaki «non è più eseguibile». Quale?
L'assessore Biagi ha subito precisato che una posizione così netta non era stata
prospettata nella riunione del pomeriggio. Insomma, il braccio di ferro continua.
Benché probabilmente qualcosa si è smosso e, forse, lo stesso Isozaki potrebbe
aver preso in considerazione l'idea di correggere sostanzialmente il progetto,
per venire incontro agli sviluppi che il ministero ha maturato in seguito al ritrovamento
dei reperti archeologici nel sottosuolo di piazza Castellani. Era il 1998 quando
venne lanciato il concorso per disegnare la nuova uscita dei futuri Grandi Uffizi,
quel museo più ampio e riorganizzato in grado di svuotare almeno in parte gli
scantinati pieni di opere d'arte accatastate, per mancanza di spazi. Ma che si
pensava ad una diversa sistemazione degli Uffizi era una storia che risaliva addiritttura
agli anni '60 e alle prime idee lanciate da Giovanni Michelucci. Proprio la morte
di Michelucci nel '91 raffredò e impedì lo sviluppo di quei progetti più antichi.
Così, nel '98, la commissione per i Nuovi Uffizi pensò di affidare il tutto a
un concorso internazionale. Furono in sei a presentare i progetti: Con Arata Isozaki,
che sarebbe stato prescelto, Gae Aulenti, Mario Botta, Norman Foster, Vittorio
Gregotti, Hans Hollein. 11 21 febbraio del 2001, lo stesso Isozaki, designato
vincitore dalla commissione, firmava in Palazzo Vecchio la convenzione con il
ministero dei beni culturali. " La
Nazione - Firenze 18/2/2005 | | |
| C'è
un tesoro sotto gli Uffizi | | 18/2/2005 |
"Il
progetto dell'architetto Isozaki per gli Uffizi «non è più eseguibile». Dopo tante
polemiche i disegni per la nuova loggia degli Uffizi sembrano destinati a finire
definitivamente nel cassetto. Lo si è appreso dopo un incontro ieri a Roma tra
i tecnici del ministero, i rappresentanti del Comune di Firenze e lo stesso architetto
giapponese. «Alla luce dei ritrovamenti archeologici il progetto dell'architetto
Isozaki non è più eseguibile. - spiegano i collaboratori del ministro -Per quanto
riguarda la futura sistemazione di piazza Castellani e delle zone limitrofe, le
decisioni saranno assunte per le rispettive competenze dal Comune di Firenze e
dal Ministero». Durante l'incontro - si è appreso - i funzionari del ministero
hanno illustrato all'architetto giapponese relazioni e tavole che documentano
gli esiti delle indagini finora compiute e che sono a fondamento di quanto già
contenuto nella lettera che il Ministro Urbani aveva inviato al Sindaco Domenici
lo scorso 15 ottobre. L'architetto Isozaki, conclude la nota, «ha dato atto dell'importanza
dei ritrovamenti e ha preannunciato una sua visita agli scavi nella prossima primavera».
L'assessore all'urbanistica di Firenze Gianni Biagi dice che la non eseguibilità
del progetto Isozaki è una valutazione del ministero e che non se ne è discusso
durante l'incontro. La riunione si è svolta - dice Biagi - «in un clima costruttivo:
i rappresentanti del ministero hanno presentato a noi e ad Isozaki le nuove evenienze
archeologiche, l'architetto giapponese ha preso atto di ciò ed ha detto che farà
un sopralluogo a Firenze. Non si è parlato del vecchio progetto e di nessun nuovo
progetto». La vicenda della loggia -che rientra nel progetto dei Grandi Uffizi
in piedi da molti decenni - risale al 1999 quando il progetto di Isozaki risultò
vincitore di un concorso internazionale; ma l'idea dell'architetto giapponese
fu poi contestata prima dall'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi e quindi non
trovo d'accordo il ministro Giuliano Urbani e la sovrintendenza fiorentina. Poi
ulteriori scavi hanno messo in luce reperti romani e medievali ritenuti importanti
e la cui fruizione pare non essere compatibile col progetto Isozaki." Il
Tirreno - 18/2/2005 | |
|
| | | Il
vertice con Isozaki | | 17/2/2005 |
"L'incontro
è considerato molto riservato, se non segreto. Avverrà oggi al ministero dei Beni
Culturali a Roma. Riguarda la notissima vicenda dell'uscita dei Nuovi Uffizi,
con il famoso progetto dell'architetto Arata Isozaki bloccato dal governo negli
ultimi giorni dello scorso anno. Per la prima volta dopo le infinite polemiche
che ne erano seguite si ritroveranno a un tavolo il sindaco di Firenze Leonardo
Domenici (già ieri nella capitale in qualità di presidente dell'Anci per l'incontro
col ministro dell'Ambiente Altero Matteoli incentrato sull'allarme inquinamento),
il ministro dei beni Culturali Giuliano Urbani e l'architetto Isozaki. Si tratta
di un vertice a tre che ha del clamoroso e che potrebbe avere effetti a sorpresa
per la sorte dei Nuovi Uffizi e dell'uscita in piazza Castellani. Nella riunione
in programma per oggi al ministero si dovrebbero gettare le basi per sbloccare
la situazione dopo il no definitivo del governo a una soluzione - quella della
pensilina -ritenuta contrastante con la realtà storica e architettonica della
nostra città. L'ultimo colpo di scena si era avuto a dicembre, con la decisione
di non fare la pensilina agli Uffizi. La decisione era stata ribadita a metà gennaio
nell'incontro che si era tenuto al Ministero e che aveva visto d'accordo ministro
e sindaco di Firenze sulla questione dell'intervento di Isozaki. Urbani e Domenici
erano apparsi in sintonia sulla sorte della pensilina dopo che i ritrovamenti
archeologici nell'area avevano fatto rimandare il progetto. Sulla questione il
ministro Urbani aveva detto: «Siamo a conoscenza dei risultati che appaiono molto
interessanti, con nuovi studi che afferiscono a nuove aree e a nuovi progetti».
E aveva aggiunto: «Io ho apprezzato lo sforzo di un maestro come Isozaki ma quello
che sta venendo fuori vale molto e va tutelato. Questa degli scavi - aveva detto
ancora Urbani - e della loro sistemazione è una cosa delicatissima: si dovrà valorizzare
tutta l'area contigua tenendo ben presente i vari strati, rinascimentali e medievali».
Adesso la notizia dell'incontro di stamani al ministero, che potrebbe portare
significative novità (vista la presenza di Isozaki) su una vicenda che tutta Firenze
segue con grande passione. "
La Nazione cronaca Firenze, 17/02/2005 |
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| | | Uffizi
e Isozaki, la tentazione degli scavi | |
17/2/2005 |
"La
riunione è per oggi e al massimo dei livelli, il ministro Urbani, il sindaco di
Firenze Domenici, il progettista Arata Isozaki e il direttore generale Roberto
Cecchi affronteranno il problema dell'uscita su Piazza del Grano dei Nuovi Uffizi
che, entro breve, vedranno quasi raddoppiato il proprio spazio espositivo. Dunque
il grande portico a sbalzo progettato da Isozaki vincitore nel 1999 di un concorso
internazionale, quello sbalzo alto una trentina di metri e completamente fuori
scala rispetto all'ambiente attorno si farà? Dice Roberto Cecchi: «Lo studio e
la ricerca pagano. Il lavoro di approfondimento fatto in questi mesi per gli Uffizi,
oltre a quello condotto negli anni passati intorno a Piazza della Signoria, ci
permette di allargare le conoscenze sulla città di Firenze e sulle sue origini.
Tutto questo merita di essere reso disponibile per il grande pubblico, anche se
significherà riconsiderare quel che era già stato progettato per l'uscita della
Galleria. Ma avremo un percorso museale nuovo, inconsueto, da San Pier Scheraggio
fino alla Magliabechiana». Dunque un nuovo percorso, ma dove e attraverso che
cosa? Si è scavato sotto gli Uffizi dal 1999 al 2000, e in Piazza del Grano dal
2001 al 2004 e le scoperte sono state importanti. Cinque strati di edificato,
dal tempo romano all'oggi, in origine forse solo un porto, poi uno spazio organizzato,
abitato. Lo prova un grande muro di cui si sono trovati resti importanti, che
traversa proprio l'area del portico di Isozaki e che va dalla zona degli Uffizi
e della chiesa di San Pier Scheraggio alla Biblioteca Magliaibechiana, un muro
che rischia di far cambiare una parte della storia di Firenze. In questo stesso
spazio si è scoperto un sistema complesso, con resti di edifici medievali, scale,
pozzi, spazi delimitati, il tutto scandito proprio dal grande muro, spesso circa
un metro e 60, databile prima dell'età romanica e collocabile dopo il periodo
tardoantico, un muro che individua una cinta urbana finora non bene conosciuta
rispetto alle altre note, della Firenze romana oppure di fine XIII secolo. Ma
come collegare tutto questo alle scoperte anche recenti nella chiesa romanica
di San Pier Scheraggio, chiesa studiata e restaurata fin dal 1933-34 Piero Sampaolesi
che vi individuava due edifici, la chiesa consacrata nel 1068 e, sotto di essa,
un edificio databile fra VIII e IX secolo? La storia della chiesa romanica in
origine a tre navate e di dimensioni notevoli, è complessa; viene private agli
inizi del XV secolo della navata sinistra per allargare via della Ninna, nel XVI
secolo Vasari la ingloba nei suoi Uffizi abbattendone la facciata. Adesso si cerca
di procedere con lo scavo per meglio definire la chiesa più antica sottostante.
Proviamo a collegare le scoperte archeologiche di Angelo Bottini e di Monica Salvini,
quelle degli insediamenti alto e basso medievali, con la chiesa di San Pier Scheraggio
e con il grande muro che traversa tutto il sistema. Siamo fuori della cinta romana,
entro un abitato protetto forse già in età tardo-antica; le case, i pozzi, gli
spazi ritrovati lo testimoniano, sono la prova di una Firenze in forte crescita.
Ma allora, di fronte a queste scoperte, che fare? La dimensione archeologica di
questo spazio è imponente; inventare attraverso di essa un percorso, proporre
un continuum fra San Pier Scheraggio, il grande muro antico ritrovato e quanto
resta degli insediamenti attorno, è un compito irrinunciabile. Ha dichiarato il
ministro Urbani che il tessuto di Firenze è delicatissimo: dunque forse proprio
un grande e sensibile progettista come Isozaki potrà essere sedotto da una idea
nuova, disegnare, attraverso le pietre scavate dagli archeologi, una dimensione
diversa del tempo, un percorso storico di grande fascino e di delicatezza estrema.
Cosi dai Nuovi Uffizi si potrà uscire, certo, ma traversando spazi contenuti e
a scala umana, per rileggere la storia di una Firenze magari bizantina, poi carolingia,
romanica e ulteriore. Davvero, davvero quella uscita retoricamente monumentale
non si ha da fare. Fra l'altro distruggerebbe i reperti appena ritrovati. Impensabile." ARTURO
CARLO QUINTAVALLE - Corriere della Sera, 17/02/2005 |
| | | 08
Ottobre 2004 | "Come
se ne esce dalla loggia di Isozaki? Tenendo fede alla parola data». E' quanto
chiede Mario Primicerio, l'ex sindaco che fu tra i protagonisti del progetto per
l'uscita degli Uffizi. Primicerio, si ricorda come nacque l'idea? «Ci fu un'intesa
firmata dal ministro dei beni culturali, al tempo Veltroni, e vista l'importanza
dell'opera, venne deciso di lanciare un concorso di architettura: lo decise il
ministro ma, giustamente, decise di coinvolgere la città: il Comune fu incluso
nella commissione giudicatrice. Questo voleva dire anche inserire nel progetto
la riqualificazione della piazza Castellani». Perché l'idea della nuova uscita?
«Il percorso dei Grandi Uffizi era già stato deciso dalla commissione che studiava
la trasformazione del museo e veniva naturale prevedere l'uscita sul dietro. Il
fatto di lanciare il concorso di architettura voleva dire che, quando si parla
di Uffizi, si parla sempre di uno dei più grandi musei del mondo». Fu chiaro fin
dall'inizio che sarebbe stato un intervento di architettura contemporanea? «Furono
invitati grandi architetti perché le città storiche non sono mummie, ma corpi
viventi con un loro metabolismo». E com'è che si arrivò al progetto dì Isozaki?
«Incontrammo uno ad uno Gregotti, Isozaki, Botta e Foster, i grandi architetti
del mondo. Ci vedevamo agli Uffizi e loro ci presentavano le loro idee». E Isozaki
fu il prescelto. «Non dimentichiamoci che piazza Castellani è stata per decenni
una palizzata chiusa da un cantiere in cui non si lavorava. E che non si trattava
di un intervento in un deserto, c'era la rampa in cemento e quell'elemento doveva
essere integrato e valorizzato». Quale fu la prima impressione vedendo i progetti?
«Ricordo i commenti della gente che visitava la mostra allestita nella sala delle
reali Poste degli Uffizi: tutti ritenevano positivo che alcuni dei più grossi
nomi dell'architettura si fossero misurati su un tema così difficile: intervenire
a cuore aperto in una delle città più affascinanti del mondo. Nessuno si rammaricava
che Firenze potesse accogliere segni di architettura contemporanea in un luogo
storico come quello». Era presente in commissione al momento della decisione?
«Ero presente, non si è mai votato. Si è proceduto tutti d'accordo». Su cosa si
discusse? «Sui criteri di inserimento dell'opera nel contesto, del significato
dell'intervento e del valore estetico, più in generale anche del valore simbolico».
E piacque l'idea del richiamo della Loggia dei Lanzi? «Non richiamò nessuna particolare
polemica finché non è divenuta un'arma per attaccare questa amministrazione».
Fino cioè al sottosegretario Vittorio Sgarbi? «Diciamo fino a certe boutade fatte
più per gettare un sasso in piccionaia che per convinzione». Quanto politica c'è
nella discussione di oggi? «Al di là di ogni giudizio estetico, sul quale ognuno
ha diritto di esprimersi, è grave che un rappresentante istituzionale metta in
discussione il valore di una firma dei suoi predecessori. Se facciamo passare
il principio che un ministro, di fronte a qualcosa di già deliberato, possa dire
che non si fa più, domani può essere un sindaco che, di fronte ad una concessione
edilizia, può dire non mi piace annullando tutto. Mi sarei aspettato una presa
di posizione degli ordini professionali. Se questi tacciono, butteremo via soldi
pubblici e nessuno sarà sicuro di poter veder realizzato qualcosa dopo essere
stato incaricato del progetto. Una cosa mostruosa perché così facendo si getta
via la certezza del diritto». Secondo lei, Firenze rischia di perdere credibilità?
«Non Firenze, ma il ministro della cultura qualunque esso sia, di destra o di
sinistra. Immaginate che adesso venga fuori Urbani a dire che si deve realizzare
il progetto di Zevi per la stazione dell'Alta velocità (il cosiddetto squalo,
ndr) anziché quello di Foster. Farei la stessa protesta che faccio per Isozaki.
La pubblica amministrazione non può disattendere le regole, è la fonte delle regole».
Si è fatto un'idea di quello che accadrà? «Il sindaco si sta muovendo con la fermezza
necessaria, senza barricate. Ha scelto la strada giusta. Spero che alla fine la
ragionevolezza vincerà. Quella di tener fede alla propria parola». Isozaki,
Urbani mantenga la parola Massimo Vanni - Repubblica Firenze 8/10/2004 |
| | | 08
Ottobre 2004 |
"Gli
industriali fiorentini si schierano a favore del gruppo di docenti universitari,
intellettuali e professionisti, che ieri, in una lettera inviata al ministro dei
beni culturali Giuliano Urbani, hanno chiesto di arrivare in tempi rapidi alla
realizzazione dell'opera progettata da Arata Isozaki. «Assindustria -spiega -
non intende entrare nel merito del progetto, ma guarda con preoccupazione all'iter
procedurale della realizzazione della loggia che le recenti polemiche rischiano
di bloccare». «L’emorragia si può bloccare creando, in conformità con la protrazione
della scuola dell' obbligo, scuole e Facoltà di Mestieri ed Arti che riconoscano
titoli di diploma professionale o laurea breve e, a livello locale, rivedendo
la Legge n.58 della Regione Toscana». Loggia
Isozaki, l'ok degli industriali - Unità Firenze & Toscana 8/10/2004 |
| | | 03
Ottobre 2004 |
"Nuova
lettera del sindaco Domenici al ministro Urbani:"La città deve sapere cosa è stato
trovato" Un pozzo, un muraglione che potrebbe essere una delle porte della città
romana, un bastione del perduto castello d'Altafronte. Poi qualche cadavere altomedievale
e varie cassette di cocci di vasellame rotto e gettato nel fondo dei pozzo. E’
quello che sarebbe stato trovato negli scavi archeologici in piazza del Grano,
dietro le transenne di metallo arrugginito che delimitano il cantiere. Tutto qui?
E" questo che blocca la nuova uscita della Galleria degli Uffìzi? La domanda se
l'è posta anche il sindaco che ieri ha preso carta e penna e, per la seconda volta
in pochi giorni, ha scritto al ministro Urbani. Che ancora non ha risposto neppure
alla prima lettera. Leonardo Domenici chiede di rendere pubblica al più presto
la relazione conclusiva sudi scavi archeologici in piazza del Grano. «Da quanto
è emerso fino ad oggi — commenta l'assessore all'urbanistica Ciurmi Bia-gi — il
valore dei reperti, seppur interessante, non è certo tale da pregiudicare la realizzazione
dell'opera di Isozaki: e l'architetto comunque si era già detto disponibile a
una piccola modifica del progetto per salvaguardare l'integrità della parte più
pregevole dei ritrovamenti. Se le anticipazioni di autorevoli esperii corrispondono
al vero, l'alibi degli scavi non regge più». Una settimana fa il sindaco aveva
chiesto al ministro certezze: «Una chiara espressione in merito alla realizzazione
dell'opera». Ma Giuliano Urbani non ha ancora dato alcuna risposta sulla decisione
del governo riguardo alla nuova uscita degli Uffizi e al progetto dell'architetto
giapponese Arata Isozaki. Così Domenici ha scritto di nuovo al ministro per conoscere
gli esiti della campagna della soprintendenza ai beni archeologici nell'area in
cui è prevista la realizzazione della Loggia. Esiti dai quali, come sostenuto
dallo stesso Urbani nelle scorse settimane, dipenderebbe il futuro del progetto
vincitore del concorso internazionale per l'uscita della galleria. La zona sud-est
della città romana è oggi ben delineata grazie agli scavi fatti nel sottosuolo
di Palazzo Vecchio dove ci sono le strutture del teatro e sotto la la torre della
Pagliazza. in piazza Sam'Eli-sabetta, dove si vedono le vestigi a di un impianto
termale, mentre nella cantina di in un palazzo in vi a Calimaruzza c'è la porta
meridionale. Riusciranno i mattoni di Flo-rentia a fermare il cemento armato di
Isozaki? La
Loggia frana sugli scavi - LA NAZIONE 3 ottobre 2004 |
| | | 01
Ottobre 2004 | "Egregio
ministro Urbani, vorremmo dimostrarle la nostra approvazione per la realizzazione
del progetto dell'architetto giapponese Arata Isozaki per la nuova uscita del
museo degli Uffizi». Inizia così l'appello di un gruppo di intellettuali al ministro
per i Beni Culturali, Giuliano Urbani, a favore della loggia di Isozaki. Fra i
firmatari Alberto Asor Rosa, Zubin Mehta, Adolfo Natalini, Giancarlo Pettena,
Achille Bonito Oliva, Stefano Passigli, Giorgio Van Straten, Enzo Siciliano, Sergio
Risaliti e Fabrizio Rossi Prodi. Loggia
Isozaki, appello degli intellettuali - Unità Firenze & Toscana 1/10/2004 |
| | | 27
settembre 2004 | | "Massimo
Cacciari non ha dubbi: l'architettura e la cultura nel caso Isozaki hanno ceduto
il passo alla politica. Anzi alla cattiva politica. Per il filosofo, deputato
dal 76 all'83, sindaco di Venezia dal '93 al 2000, oggi deputato europeo e consigliere
regionale, è ormai solo «la guerra volgare che un governo di destra sta facendo
a una città guidata dal centrosinistra. La vicenda specifica del progetto
lsozaki non c'entra nulla con i problemi generali relativi agli interventi architettonici
e artistici: se ci fosse la volontà la questione si risolverebbe in due minuti».
Difficile dargli torto ripensando alla famosa telefonata del ministro Urbani che
annunciava informalmente allo stupefatto sindaco Domenici l'annullamento del progetto
vincitore del concorso internazionale per la risistemazione dell'uscita degli
Uffizi su piazza del Grano. E, prima, andranno rammentate le imboscate di Sgarbi
quand'era sottosegretario ai beni culturali, così come l'uso strumentale che del
progetto sta insistentemente facendo la destra nazionale e locale. In merito alla
vicenda Isozaki il soprintendente Paolucci ha ribadito l'assoluta autonomia di
giudizio e scelta operativa degli intellettuali in materia di cultura rispetto
alle opinioni popolari... «I sondaggi che si dice siano stati fatti sulla bontà
dell'intervento di Isozaki sono risibili: un'opera d'arte non può esser sottoposta
a referendum. È però evidente che, quando il committente è pubblico, deve tener
conto delle correnti fondamentali della sua opinione pubblica. Se fossi stato
Lorenzo il Magnifico mai e poi mai avrei rifatto la Fenice dov'era e com'era,
avrei cercato piuttosto di creare una nuova opera. Ma avevo di fronte una città
che voleva la Fenice dov'era e com'era. È di volta in volta che bisogna decidere,
è assurdo dire che è il popolo a valutare la qualità di un'opera, altrettanto
lo è dire che sono gli intellettuali a stabilire per conto proprio che cosa fare».
In che modo allora si può ripensare il passato visto che in Italia, a Firenze
in particolare, gli interventi nel segno del contemporaneo sono destinati a suscitare
ogni volta timori e risse? «È sempre stato così e continuerà ad esserlo. In Italia
c'è un concentrato di passato di tale pregnanza e di tale prepotente presenza
che è più difficile che negli Stati Uniti, dove ogni trenta o quarant'anni si
rifanno le case, o in qualunque altro paese europeo. Ma è comunque un problema
che si pone ogni volta e ovunque ci sia una concentrazione di passato di simile
valenza: ogni intervento, ogni innovazione va ripensata alla luce di ciò che è
stato. Anche se ci fosse chi vuole abbattere tutto oggi non gli sarebbe consentito.
Brunelleschi ha traumatizzato i suoi contemporanei, Alberti buttava giù le chiese
gotiche: questo non è più possibile. La mia esperienza è ricchissima da questo
punto di vista: ricordo lavori interrotti o protratti per anni per scavi archeologici
al profano del tutto indifferenti. Se un paese vive della propria memoria non
si può stabilire "questo vale quest'altro no" se non con larga approssimazione.
Dovrebbero essere il buonsenso, la pragmaticità, la capacità di relazione fra
le autorità, Comune e Soprintendenze, fra Soprintendenze e Ministero, a dettar
legge. Non ci possono essere regole astratte e universali». Qual è la sua opinione
in merito alla vicenda Isozaki? «È una follia di Urbani che fa a pugni con ogni
principio autonomistico e federalistico, una delle tante prepotenze dilettantesche
e odiose di un governo di destra in guerra con una città di centrosinistra.
Ma le due questioni, ripeto, sono scisse:a differenza dei secoli dal Cinquecento
al Settecento oggi non è più possibile demolire nulla, questo ha degli aspetti
a volte positivi a volte negativi. Ma il progetto Isozaki, ecco l'equivoco, non
butta giù nulla, e se non si può più demolire si possono però fare delle cose
nuove: questo sì che dovrebbe essere non solo possibile ma anche auspicabile».
Cacciari
e il caso Isozaki "Una guerra a Firenze" Paolo Russo - La Repubblica, Firenze,
27/9/2004 | | | | |
| 23
settembre 2004 |
"Per
il momento i fiorentini possono dormire sonni tranquilli.
Allo stato attuale delle cose, la Loggia Isozaki è poco più che un miraggio. Irrealizzabile
almeno fino al 2010, data in cui dovrebbero concludersi i lavori per l'ampliamento
della superficie museale della Galleria degli Uffizi. Per cui, prima di pensare
alla parte esterna del prestigioso museo, occorrerà concludere gli interventi
interni. Questo, in sintesi - e secondo quanto ci ha riferito telefonicamente
il presidente della commissione cultura del Comune, Dario Nardella - il succo
dell'audizione della soprintendente ai Beni del Territorio, Paola Grifoni, che
si è svolta ieri in Palazzo Vecchio. Svoltosi in un clima di cordialità
e collaborazione, l'incontro tra la Grifoni e i componenti della commissione aveva
l'obiettivo di fare il punto sulla doverosa cronologia degli appuntamenti che
si farà via via sempre più serrata. L'ampliamento degli Uffizi, compreso nel primo
lotto di interventi, prevede lo stanziamento di circa 48 milioni di euro: si tratta
di una cifra enorme, che presuppone lavori che andranno avanti per anni. Molti
anni. Forse più del previsto. «I tempi non sono prevedibili - ha detto Nardella
- ma credo che andremo ben oltre il 2008/2009 per l'esaurimento del primo lotto».
Il che comporta uno slittamento, di fatto, dell'inizio della realizzazione della
Loggia Isozaki, almeno al 2010. Con buona pace di chi aveva fretta di risolvere
la questione, mentre aumentano di giorno in giorno le manifestazioni di dissenso
verso la copertura definita dai più troppo invasiva, troppo grande e perfino inutile.
Anche perché si tratta di un vezzo e non di un'opera essenziale. C'è invece tutto
il tempo per ripensarla e valutare bene - come del resto ha sottolineato lo stesso
ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani - se sia veramente
il caso o meno di dare il via alla costruzione della copertura all'uscita degli
Uffizi. Come ci disse qualche giorno fa la soprintendente Grifoni, se poi non
ci dovessero essere i soldi per la realizzazione della Loggia, questi mancherebbero
anche per altre due opere previste nel secondo lotto (per il quale occorrerebbero
7/8 milioni di euro) : e cioè il ristorante all'interno del cortile delle Regie
Poste e la cosiddetta Statuaria, l'area della galleria destinata ad accogliere
le statue. Se il programma verrà rispettato, entro la fine di ottobre la gara
per il primo lotto sarà bandita e, se non ci saranno ricorsi (che la Grifoni vorrebbe
accuratamente evitare) nelle prime settimane del nuovo anno i lavori all'interno
degli Uffizi potrebbe realmente prendere il via. La soprintendente, nella medesima
intervista, auspicò che chi si fosse occupato del primo lotto, intervenisse anche
per il secondo, ma probabilmente questo non sarà possibile. L'inizio dei lavori
per la realizzazione dei Grandi Uffizi, sarà necessariamente preceduta anche dalla
copertura dell'area di piazza Castellani interessata agli scavi archeologici.
Quel che si sa - secondo quanto riportato nella relazione che qualche giorno fa
il soprintendente Angelo Bottini ha spedito al direttore generale dei Beni
culturali, Roberto Cecchi, è che da Palazzo vecchio alla Biblioteca Magliabechiana
c'è senz'altro un muro risalente all'epoca medievale, in corrispondenza del luogo
dove dovrebbe essere posato il pilone meridionale di sostegno della Loggia.
Secondo Bottini,quindi, il progetto della copertura dovrebbe essere adattato alle
nuove condizioni. Non solo: se la stessa area archeologica, magari più in profondità,
custodisce altri reperti, non lo sapremo mai perché nel frattempo sono terminati
i fondi destinati ai lavori di scavo. Tuttavia è presumibile che, se i lavori
partiranno a gennaio, l'area archeologica verrà richiusa quanto prima. Forse già
nelle prossime settimane. Intanto stamani la stessa commissione cultura ascolterà
l'architetto Maffei, che difende gli interessi di Isozaki in Italia, e l'assessore
all'urbanistica, Gianni Biagi. Infine oggi sarà in città anche il direttore generale
Cecchi, il quale non sarà ascoltato dalla commissione di Palazzo Vecchio, ma non
è escluso che effettui un ulteriore sopralluogo nell'area archeologica, inevitabilmente
foriero di novità. Loggia
Isozaki: tutto slitta al 2010 - MARCO FERRI Giornale della Toscana, 23 settembre
2004 | | | |
23
settembre 2004 | | "Un
documento promosso dal presidente diessino della commissione cultura Dario Nardella,
nel quale si parla della loggia di Isozaki come di un «caso grave, è stato
sottoscritto anche dal sindaco di Ferrara Gaetano Sateriale e da un gruppo di
assessori alla cultura: Gianni Battaglia di Ragusa, Eristeo Banali di Mantova
e Alberto Cassani di Ravenna. «Il ministero per i beni culturali versa in una
situazione finanziaria allarmante ma a questo si affianca l'incapacità
di gestire i processi di valorizzazione dei patrimoni in sintonia con le esigenze
della realtà locali—si legge nel documento a firma congiunta — mentre la stagione
delle riforme dell'inizio del 2004 è cominciata all'insegna della disorganicità
e dell'incoerenza, visto che si sono appesantite le strutture centrali e periferiche
(i direttori generali) e allo stesso tempo il nuovo codice dei beni culturali
rischia di inaugurare una stagione di svendita incontrollata del patrimonio».
La loggia di Isozaki all'uscita degli Uffizi che il ministro Urbani ha detto di
non voler più realizzare, si legge ancora nel documento firmato da Nardella e
dagli amministratori di Ferrara, Ragusa, Mantova e Ravenna, «è un esempio emblematico
di questa situazione». «Se confermata, la decisione di Urbani lascerebbe i
cantieri per molti anni di fronte all'uscita degli Uffizi, un caso grave che espone
l'immagine del patrimonio italiano alla critica dell'opinione pubblica mondiale»,
si legge ancora nel documento. Che, oltre alla loggia dell'architetto giapponese,
elenca anche i casi di Mantova e di Ravenna, dove le amministrazioni hanno inaugurato
da tempo un braccio di ferro col ministero. «Se a Mantova si denuncia lo stallo
dell'accordo di programma per il recupero della Biblioteca Teresiana e per il
completamento del museo di San Sebastiano — dice il documento — a Ravenna il Comune
chiede che il ministero entri nella Fondazione per il parco archeologico di Classe».
Il documento promosso da Nardella, che porta anche la firma della parlamentare
Chiara Acciarini della commissione cultura del Senato, si conclude con la denuncia
dell'assenza «di un progetto politico di tutela e gestione del patrimonio culturale»,
che si somma «all'incapacità del ministero di organizzare una quotidiana azione
di cooperazione tra i vari livelli istituzionali». Mentre invece, si dice anche,
«la situazione di crisi che abbiamo di fronte richiederebbe un cambio radicale
delle politiche culturali del governo». PALAZZO
Vecchio annuncia battaglia per la Loggia di Isozaki. - La Repubblica, 23 settembre
2004 |
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18
settembre 2004 | | "Non
piace proprio a nessuno il progetto della loggia di Isozaki all'uscita dei Nuovi
Uffizi. A sottolinearlo è il soprintendente al Polo museale fiorentino,
Antonio Paolucci, in occasione della cerimonia di presentazione delle "Giornate
europee del patrimonio". «Non piace al ministro. Giuliano Urbani, a personaggi
come Vittorio Sgarbi, Franco Zeffirelli, Oriana Fallaci, e nemmeno alla gente
comune, ma ci sono dei contratti da rispettare -spiega Paolucci- perciò il problema
diventa squisitamente politico». «Bisognerà che venga ridiscussa la posizione
di Urbani -aggiunge- che è di netta chiusura e, immagino, difficilmente praticabile».
«Il problema -ribadisce il soprintendente- è dello sgradimento della loggia da
parte di personaggi oggettivamente importanti come Sgarbi, Fallaci e ZefBrelli
e del fatto che il popolo, la cosiddetta gente comune, sia il popolo di destra
sia quello di sinistra, molto probabilmente non ama questa soluzione architettonica».
«Troveremo un punto di accordo -assicura- ma non stravolgendo il progetto di Isozaki,
perché un grande architetto non è disposto a modificare il suo progetto se non
entro limiti molto ragionevoli». Anche se «esistono contratti da rispettare -fa
notare Paolucci- il ministro lo sa bene, lo disse anche lui ripetendo in più occasioni
la formula latina "pacta sunt servanda"». Firenze,
la loggia di Isozaki non convince né vip né cittadini - Secolo d'Italia |
| | | 17
settembre 2004 |
"Giuliano
Urbani questa sera non sarà a Firenze e nemmeno stavolta il sindaco potrà incontrare
il ministro della cultura per chiedergli lumi sulla Loggia di Isozaki. L'opera
dell'architetto giapponese che ha vinto il concorso internazionale per la nuova
uscita della Galleria degli Uffizi forse non si farà per mancanza di soldi. La
sua Loggia, nuova rispetto a quella dei Lanzi che orna l'ingresso della Galleria
e della quale Isozaki riproduce le proporzioni, ha diviso la città per schieramenti.
Mentre la sinistra sostiene la scelta, Forza Italia parla di «occasione unica
per ripensare il progetto» e invita il Comune a «spendere in un'altra opera monumentale»
il milione e mezzo di euro che il ministero dovrà rendere." Loggia.
Urbani non arriva. Proposta di Forza Italia «Su un'altra opera i soldi di Isozaki»
- LA NAZIONE - cronaca Firenze | | |
| 17
settembre 2004 |
"Per
sopraggiunti, e improrogabili impegni parlamentari, il ministro per i Beni
e le Attività culturali, Giuliano Urbani, oggi non sarà a Firenze. E’ quindi
rimandato il previsto incontro con i vertici di Palazzo Vecchio, a quasi una settimana
dal suo pronunciamento contro la realizzazione della Loggia di Isozaki, all'uscita
degli Uffizi. Intanto la macchina organizzativa per la realizzazione dei Nuovi
Uffizi (che entro il 2007 raddoppierà la superficie espositiva del museo fiorentino
potenziandone anche le infrastrutture e i servizi), gira a pieno regime. Una conferma
è arrivata da Paola Grifoni, la Soprintendente reggente per i Beni di Territorio,
che ieri si trovava a Roma proprio per discutere delle questioni amministrative
connesse. Su di lei giravano delle voci che la volevano critica nei confronti
del ministro che avrebbe agito così per mancanza di fondi per realizzare la Loggia.
«Non ho mai detto niente di simile. Sarebbe stata una leggerezza ha detto la Grifoni
così come sono certa che prima si deve pensare all'interno degli Uffizi e poi
alle opere esterne. Anche perché, se mancassero i soldi per la Loggia, verrebbero
meno anche quelli per la "Statuaria" (altra area della galleria adibita all'accoglimento
delle statue, ndr) e per il ristorante. Invece stiamo preparando il bando per
il primo lotto, che dovrebbe scadere alla fine di ottobre, sì da permettere l'inizio
dei lavori entro gennaio. Poi faremo il bando per il secondo lotto, comprendente
anche la Loggia. E chi vince la gara per il primo, sarebbe meglio che si occupasse
anche del secondo. E poi ci vuol calma" ha concluso la soprintendente "perché
sono state diffuse troppe voci allarmistiche». GIORNALE
DELLA TOSCANA - 17/9/04 | | | |
17
settembre 2004 | "A
tempo s'era capito che il progetto di Arata Isozaki per
la nuova uscita degli Uffizi a molti non andava a genio. E s'era anche
capito che si stava tergiversando oltre ogni limite di decenza. Qualsiasi pretesto
era ed è buono a farne procrastinare l'esecuzione: a principiare dai reperti archeologici
riportati alla vista. Reperti di rilevanza presumibilmente affine a quelli scoperti
qualche anno fa sotto via del Proconsolo e poi preclusi agli occhi col riassetto
stradale; e non di meno capaci, quelli degli Uffizi — a differenza dei loro gemelli,
di nuovo sepolti pochi metri più su —, d'intralciare l'avvio dei lavori (a detta
naturalmente di chi trova convenienza a dirlo). Mentre si temporeggia e si rinvia
(per poi forse non farne di nulla), già si staglia la facciata dell'edificio dirimpettaio;
sul quale non mi pare si sia discusso granché, quantunque incomba sul quel medesimo
contesto in cui — si è sentenziato — l'architettura d'Isozaki sarebbe fuori scala;
tanto che perfino se n'era minacciata, da parte di chi autorevolmente poteva dir
la sua, una cospicua sbassatura; ch'è verisimilmente all'origine della definizione,
ormai popolare, di «pensilina» (definizione che si sentirà sulla bocca di chi
la disprezza). Ma sarà a tutti ovvio che se quella «loggia» (perché questo è il
titolo che le pertiene) venisse dimezzata in altezza, più che d'una «pensilina»,
assumerebbe le sembianze d'una tettoia da chiostra condominiale. Nessuno d'altronde
avrà scordato che quello scombinato slargo di fianco all' ala di levante degli
Uffizi, si è offerto alla vista per anni con l'aria dimessa che hanno i luoghi
dove sboccano le evacuazioni di sicurezza dei cinema di prima categoria; che son
belli davanti, ma trasandati e maleodoranti di piscio, dietro. Né l'aspetto è
troppo cambiato ora ch'è finito il maquillage, in chiave postrazionalista, della
facciata del vecchio Capitol. Su quello spiazzo, dunque, la nuova uscita degli
Uffizi sarebbe fuori scala? Se qualcosa fuori scala c'è, credo sia la statura
di noialtri uomini: troppo piccina per la città dove si vive. Le questioni sollevate
dall'uscita d'Isozaki non sono affatto legate alle relazioni dimensionali fra
l'inserto moderno e l'architettura circostante, bensì al suo stesso linguaggio;
ch'è linguaggio contemporaneo; e dunque di per sé osteggiato, perché ostico, se
non addirittura incomprensibile, ai più. Tutto ciò ch'è nuovo turba (ahimè soprattutto
a Firenze). Stavolta però l'amministrazione cittadina, da cui vengono segnali
positivi d'una svolta, pare risoluta a tener duro nella difesa d'un progetto ch'è
non solo innovativo, ma — quel che più conta — anche di qualità; progetto ch'è
peraltro risultato vincitore — non sarà male rammentarlo almeno a chi seguita
a dar valore all'etica — in un concorso internazionale, il cui esito è stato ufficialmente
ratificato dagli enti preposti a pronunciarsi in questa materia. Volesse il cielo
fosse sempre questo, dalle nostre parti, il tenore delle scelte in materia d'aggiornamento
sul contemporaneo. E volesse il cielo che per gl'inserti architettonici di riguardo
si scegliesse sempre la via dei concorsi. Con
Isozaki innovazione e qualità - Antonio Natali la Repubblica, Firenze, 20/9/2004
| | | | 17
settembre 2004 | "Nei
giorni scorsi si è diffusa la notizia che il ministro dei beni culturali, Giuliano
Urbani, aveva bocciato il già lungamente dibattuto progetto dell’architetto giapponese
Arata Isozaki per realizzare una nuova pensilina di copertura per l'uscita della
galleria fiorentina degli Uffizi. I lavori sono sospesi da quando hanno portato
alla luce alcuni resti archeologici, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici li
vorrebbe concludere al più presto. Ma molti si oppongono, tra questi il regista
Zeffirelli che paragona la pensilina a uno “sgabello". Il direttore del Polo museale
fiorentino, Antonio Paolucci, cerca di smorzare la polemica: c'è ancora possibilità
di intesa, ha sostenuto. Il ministero sembra confermarlo: «II progetto è ancora
in fase di ulteriore valutazione», riferisce una nota. Uffizi:
continua la polemica su Isozaki - Avvenire 18-SET-2004 |
| | | 17
settembre 2004 |
"Non
sono i risultati degli scavi dietro agli Uffizi a bloccare la loggia di Isozaki.
«Se il ministro Giuliano Urbani non vuole farla, non stia a scomodare l'archeologia»
dice Riccardo Francovich, docente di archeologia medievale a Siena e consulente
nominato dal ministero per gli scavi in Piazza del Grano. La novità è questa:
la relazione tecnica del soprintendente archeologico Angelo Bottini, ricevuta
dalla direzione generale del ministero il 2 settembre, non contiene nessuna particolare
rivelazione che possa essere usata a sfavore del progetto. Anzi, se mai è vero
il contrario. «Gli scavi — prosegue Francovich — non hanno evidenziato nessun
ostacolo, perché non ci sono resti monumentali, siamo fuori dalle mura romane,
e il luogo in cui cade il pilastro della loggia è probabilmente l'alveo del fiume
Scheraggio e non presenta alcun carattere di interesse». Anche il docente ha ricevuto
la relazione di fine scavi firmata dal soprintendente archeologico Angelo Bottini.
«E' una documentazione delle quote della città antica, un lavoro tecnico e basta
che va sovrapposto al progetto della loggia Isozaki e, insisto, questo cade su
un'area di nessun valore monumentale». Francovich è l'unico a parlarne. Il soprintendente
Bottini glissa con diplomazia. «E' un documento interno, ne devo discutere con
il direttore generale Roberto Cecchi. Posso solo anticipare che non contiene giudizi
e posizioni rigide, ma solo considerazioni sull'esito degli scavi, ai fini dell'uso
dell'area per l'apertura del cantiere dei Nuovi Uffizi». L'incontro con Cecchi
è fissato per giovedì prossimo. E forse da lì uscirà qualche chiarimento che motivi
il passo indietro del ministro Urbani alla realizzazione della loggia comunicato
per telefono al sindaco Domenici. Una decisione che lascia ancora perplesso il
soprintendente Antonio Paolucci. «Non sono riuscito al parlare con il ministro,
devo capire cosa è successo. Ma non mi pare che la sua sia una ritrattazione,
se mai è un'isteria che fa sperare ancora - dice Paolucci- Ma sarei grato al
ministro se dicesse la loggia non mi piace, ma c'è stato un regolare concorso,
siamo in uno Stato di diritto, quindi si faccia, poiché pacta sunt servanda,
come appunto disse lo stesso ministro». Alla resa dei conti il soprintendente
resta possibilista. E si rammarica che la vicenda sia diventata una querelle politica.
«Già, perché alla fine delle polemiche fomentate da Sgarbi, realizzare la loggia
era di sinistra, invece non farla di destra. Quando la questione ha preso questa
piega, ho capito che si complicava una situazione già complessa». E trasecola
anche la soprintendente ai monumenti Paola Grifoni: «Giovedì ci sarà l'incontro
con Cecchi. Solo allora sapremo cosa succede di cose già definite con chiarezza.
Come l'apertura dei cantieri sopra alla zona degli scavi e il rinvio della realizzazione
della loggia alla seconda fase». Anche il sindaco Leonardo Domenici vuol saperne
di più. E conta di incontrare Urbani quanto prima per capire meglio quali sono
le intenzioni del ministero. «Una situazione preoccupante», è stato rilevato anche
dalla commissione cultura del Consiglio guidata da Dario Nardella, che ha deciso
di invitare a Palazzo il soprintendente Paola Grifoni, l'architetto Maffei collaboratore
italiano di Isozaki e il direttore generale del ministero Roberto Cecchi. Mara
Amorevoli Repubblica Firenze 17/9/2004 |
| | | 17
settembre 2004 | | "Audizioni
alla commissione cultura del Comune di Firenze del soprintendente Paola Grifoni,
dell'architetto Andrea Maffei, assistente in Italia di Arata Isozaki, e del direttore
generale del Ministero dei beni culturali, Roberto Cecchi. La decisione è stata
presa ieri in una riunione della commissione, convocata dopo l'annuncio del ministro
Giuliano Urbani di ripensare la realizzazione della nuova uscita degli Uffizi.
«Allo stato attuale - ha affermato il presidente Nardella - sono ignote le reali
intenzioni del ministro». Il
Messaggero 17/9/2004 | | | | |
| 16
settembre 2004 | | "II
nuovo ingresso del Museo degli Uffizi in piazza Castellani non si farà più.
Ovvero:non verrà realizzato il progetto firmato dall'architetto giapponese
Arata Isozaki, che aveva vinto alla fine del 1998 il concorso internazionale
di idee bandito dal Comune di Firenze e dalle soprintendenze nell'aprile di quell'anno.
La parola fine è arrivata ieri durante una telefonata informale tra il ministro
per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, e il sindaco di Firenze,
Leonardo Domenici. Urbani era atteso alla mostra «Beauti-ful Minds - Premi Nobel,
un secolo di creatività» ma poi ha dovuto cancellare l'impegno. E così i due hanno
parlato del cantiere Isozaki, fermo ormai dal settembre 2001, al centro di durissime
polemiche per il discusso tipo di intervento che propone in un contesto urbanistico
molto delicato una loggia in travi di acciaio rivestito di pietra serena, lucernari
in policarbonato trasparente. «Ma lo sai bene che tanto non si farà mai» avrebbe
detto Urbani, E Domenici: «E allora, che facciamo col cantiere?». Concluso lo
scambio di idee, Domenici ha deciso di rendere pubblica la posizione del ministro
e arrivare a un chiarimento. Urbani, che non ha mai nascosto la sua freddezza
per l'impresa, ha replicato con un comunicato: «Gli accertamenti concordati anche
con il Comune sono finiti alcuni giorni fa. La relazione del sovrintendente archeologico
è pervenuta alla direzione generale in data 2 settembre. Da questo momento è iniziata
la valutazione tecnica complessiva sulla soluzione prospettata da Isozaki di piazza
Castellani, che sarà conclusa in tempi ragionevoli». E il ministro ha aggiunto:
«Noi facciamo il nostro mestiere per gli aspetti della tutela, il Comune faccia
il suo per gli aspetti che gli competono. Quanto all'uscita attuale di piazza
Castellani, non è né indegna né indecorosa. Invece il progetto di raddoppio degli
spazi espositivi degli Uffizi, che è la vera grande novità che tutto il mondo
si aspetta, si realizzerà nella sua interezza secondo tempi e modi già definiti.
È infatti in corso la pubblicazione del bando di gara e contiamo di terminare
i lavori a fine 2006». Fin qui Urbani che chiama in causa la relazione del soprintendente
archeologico toscano, Angelo Bottini. Stando alle indiscrezioni, il suo studio
avvertirebbe: cari signori, gli accertamenti nel cantiere di piazza Castellani
mi costringono a segnalare l'importanza di altre analisi di quell'area, il progetto
così eom'è appare irrealizzabile. Essendo un parere squisitamente tecnico, nessun
atto d'imperio centrale del ministero può annullarlo. Molto irritata e piena di
interrogativi sul futuro la reazione del sindaco di Firenze. Il quale ribatte:
«Questa non è una questione politica, ideologica o di natura estetica. La piazza
è sottosopra dal 2001, è un cantiere a ciclo aperto che rischia di diventare eterno.
A questo punto il ministero deve dirci cosa intende farne, e con chiarezza. Stiamo
parlando dell'ingresso degli Uffizi, non di un piccolo museo di periferia. La
relazione del soprintendente archeologico? Per la verità, avevo avuto qui in città,
sempre nell'ambiente dei soprintendenti, informazioni ben diverse e meno allarmanti
sull'importanza dei reperti archeologici individuati in quella parte della piazza».
Un altro punto sembra, per ora, opporre Urbani a Domenici che, fino a ieri, avevano
ostentato un buon rapporto nonostante la diversità di posizioni politiche (un
ministro di centro destra, un sindaco dell'Ulivo). Urbani vedrebbe con favore
un progetto Isozaki bis, compatibile con le esigenze individuate dal soprintendente
archeologico. Contesta Domenici: «Forse al ministero sottovalutano l'intera questione.
Isozaki potrebbe trascinarci tutti in una lunga e difficile vertenza legale, anche
perché ha già realizzato il progetto preliminare. Un Isozaki bis? Qualcuno dimentica
che siamo in presenza di un concorso internazionale vinto da "un" progetto, quello
di cui parliamo. I concorrenti sconfitti nel 1998 avrebbero tutti i diritti di
chiedere la convocazione di un altro confronto internazionale». C'è infine un
altro giallo. Stando a chi è vicino a Urbani, ministro e sindaco avrebbero concordato
addirittura nel febbraio 2003 — in un incontro alla Fondazione Spadolini sul prestito
di 2,8 miliardi di vecchie lire accordato da Palazzo Vecchio al ministero proprio
per avviare il progetto esecutivo dei Grandi Uffizi — di rinviare al dopo elezioni
per Palazzo Vecchio, per un «accordo tra gentiluomini», la discussione su Isozaki
dando quasi per scontata la cancellazione del progetto. Ribattono con durezza
i collaboratori del sindaco: non è assolutamente vero, perché mai poi Domenici
avrebbe accettato di battersi durante le elezioni col candidato del centrodestra,
l'ex soprintendente Domenico Valentino, il peggior nemico della loggia della discordia?
E Isozaki? Per ora non ha ricevuto avvisi formali. Andrea Maffei, assistente per
l'Italia dell'urbanista giapponese, si limita a dichiarare: «Non possiamo basarci
su voci, faremo commenti solo dopo una comunicazione ufficiale che, peraltro,
noi non abbiamo ancora ricevuto. Stiamo aspettando la fine degli scavi archeologici
nell'area che sembrano terminati proprio in queste settimane. Solo dopo questi
risultati il ministero, così, era inteso, ci avrebbe detto come intendeva procedere».
Paolo
Conti- Corriere della Sera, 16 settembre 2004 | | |
| | | 5
settembre 2004 | | "Salgono
i costì dei Nuovi Uffìzi e manca la copertura finanziaria per la pensilina
di Isozaki, che slitta ad un secondo lotto e appalto dei lavori. La stesura
del progetto esecutivo per il raddoppio della Galleria è già pronto: sono in corso
le verifiche per il bando di appalto, ma tre interventi verrebbero stralciati:
oltre alla Loggia Isozaki, saltano ad un secondo tempo la realizzazione
del ristorante -caffetteria alle Reali Poste e l'allestimento delle Sale delle
sculture. Palazzo Vecchio chiede il rispetto dei programmi e degli accordi
sottoscritti con il ministro Urbani: «II progetto Isozaki è contestuale a quello
generale di tutta la Galleria e deve far parte dello stesso bando il ministro
deve rispettare i patti» sottolinea l'assessore Biagi. Ieri si è chiusa la campagna
di scavi archeologici, e presto Piazza del Grano ospiterà il cantiere per i lavori
delle scale e degli ascensori dei nuovi collegamenti tra le ali degli Uffizi."
"Mancano
fondi, slitta la Loggia Isozaki NUOVI Uffizi, buco nei finanziamenti. A conti
fatti, in base al progetto esecutivo appena completato, mancano almeno 10 milioni
di euro. I costi sono più alti di quanto previsto dal programma presentato
dal ministro Giuliano Urbani e dal direttore generale del ministero Roberto Cecchi
il 24 febbraio di quest'anno, allora calcolati intorno alla cifra complessiva
di 60 milioni di euro. Uno scarto che costringe i tecnici a stralciare alcuni
interventi fondamentali dall'intero disegno: passano in seconda battuta, e
quindi ad un successivo appalto, la nuova uscita con la Loggia disegnata dall'architetto
giapponese Arata Isozaki, l'ampliamento del nuovo ristorante-caffetteria previsto
alle Reali Poste e l'allestimento nell'ala di ponente delle sale delle sculture.
Tagli e dilazione dei tempi per il completamento di questi tre progetti preoccupano
non poco Palazzo Vecchio, che ha anticipato i fondi (con l'accordo Property-Benetton-ministero)
per pagare il progetto esecutivo, purché fosse contestuale alla realizzazione
della Loggia Isozaki. «Ho avuto conferma dai funzionari della soprintendenza dello
stralcio della Loggia Isozaki dal piano complessivo della galleria a causa dell'aumento
dei costi - spiega Gianni Biagi, assessore all'urbanistica di Palazzo Vecchio.
Già il 10 agosto ho scritto una lettera al direttore Roberto Cecchi chiedendo
chiarimenti su tutta l'operazione Nuovi Uffizi. Premesso che il Comune ancora
non ha ricevuto il progetto o altra comunicazione pur essendo parte in causa come
proprietario di alcune aree, faremo pressioni perché il progetto della Loggia
rientri in quello complessivo e non sai oggetto di un secondo lotto di lavori
o bando». Biagi parte all'attacco. E sottolinea poi con ferrea determinazione
che «la richiesta è già contenuta negli accordi sottoscritti dal sindaco Domenici
e dal ministro Urbani, si tratta di un impegno preciso che il ministro e il
governo devono rispettare». E precisa: «Ci sta bene che la Loggia venga
fatta per ultima, ma va messo in gara tutto il progetto complessivo, compresa
la nuova copertura di Isozaki. Siamo stati leali, abbiamo fatto la nostra
parte nell'interesse generale della città anticipando i fondi per la progettazione,
ora tocca a loro rispettare gli accordi». Palazzo Vecchio preme, ma in soprintendenza
viene confermato lo stralcio dei tre progetti e il loro rinvio ad un secondo
tempo, con un altro bando e appalto in attesa di reperire i 10 milioni di euro
mancanti. Il progetto dei Nuovi Uffizi è quindi ai blocchi di partenza, ma
perde alcuni pezzi. Tutta colpa dei ritardi, dei costi lievitati in anni di polemiche
e rinvii dal cronoprogramma del maggio 2000 presentato dall'allora ministro dei
Beni culturali Giovanna Melandri, che prevedeva la fine dei lavori a Natale 2004,
ora slittata a oltre il 2007. Intanto ieri si sono chiusi gli scavi archeologici
e la campagna di saggi in Piazza dei Grano, e si annuncia imminente il bando di
gara per i lavori strutturali nell'edificio vasariano, con la realizzazione del
blocco di scale e ascensori che collegherà le due ali della galleria. Un appalto
faraonico, pari a circa 60 milioni di euro, la cui bozza è ora in visione all'avvocatura
di Stato, vista la cifra ingente mai toccata finora da programmi di lavori pubblici.
Fatte le verifiche e completato il bando, verrà ricoperta l'aera degli scavi e
nella piazza, che in futuro dovrebbe ospitare la Loggia Isozaki, sarà aperto invece
il cantiere per l'esecuzione dei nuovi collegamenti verticali degli Uffizi. Tutte
le verifiche e decisioni verranno prese la prossima settimana negli incontri previsti
con il direttore Cecchi e i tecnici della soprintendenza. «Entro il 15 settembre
sarà tutto deciso» dicono in soprintendenza. Una settimana calda, in cui Palazzo
Vecchio cercherà di far rispettare gli accordi stilati con il ministro. «Il direttore
Cecchi dovrà prima o poi rispondere alla mia lettera - aggiunge l'assessore Biagi-
Ci dovrà rendere conto dello stato del progetto generale, loggia compresa per
la cui realizzazione Palazzo Vecchio ha stanziato a suo tempo la metà della cifra,
pari a 6 miliardi e mezzo di vecchie lire». REPUBBLICA
Firenze 5 SET 2004 | | | |
13
maggio 2004 | | "L'architetto
giapponese Arata Isozaki farà il progetto esecutivo dell'uscita dei Grandi
Uffizi nonostante l'indicazione ministeriale dell'agosto 2003 -ancora attiva -
che stabiliva di interrompere la progettazione fino alla conclusione delle indagini
archeologiche in corso in piazza Castellani. L'intenzione di andare avanti ugualmente
con il progetto, nonostante lo stop ministeriale, è stata comunicata da Isozaki
con una lettera inviata dal suo studio di Tokio al Ministero italiano per i beni
culturali, alla Soprintendenza al polo museale fiorentino, alla Soprintendenza
regionale per la Toscana e al Comune di Firenze. Isozaki fa leva sul fatto che
un altro progettista, sempre coinvolto nei progetti per i Grandi Uffizi, «è stato
incaricato - come scrive 1' architetto giapponese - anche della progettazione
esecutiva della rampa e delle fondazioni delle quattro colonne della loggia, come
da progetto Isozaki». «Ne consegue - prosegue Isozaki - il venir meno della causa
che vi aveva a suo tempo indotto a richiederci la sospensione delle attività poiché,
se così non fosse, non potrebbe il progettista da voi incaricato eseguire la progettazione
esecutiva della rampa» Uffizi,
Isozaki non si ferma - Avvenire 13/5/2004 | | |
| | | 13
maggio 2004 | | "E
venne il tempo delle carte bollate. «Abbiamo ricevuto il materiale inviato da
Arata Isozaki e lo abbiamo già passato all'avvocato. Adesso stiamo studiando come
rispondere». La lapidaria «sentenza» arriva dal ministero per i Beni culturali,
dopo la comparsa di una lettera - non proprio d'amore -spedita dall'architetto
giapponese. Una missiva in cui Isozaki assicura che «farà il progetto esecutivo
dell'uscita dei Grandi Uffizi nonostante l'indicazione ministeriale» (datata
agosto 2003 ma ancora attiva), che stabiliva di interrompere la progettazione
fino alla conclusione delle indagini archeologiche in corso in piazza Castellani.
L'intenzione di andare avanti ugualmente con il progetto, nonostante lo stop ministeriale,
è stata comunicata dall'architetto con una lettera inviata dal suo studio di Tokio
al ministero italiano per i Beni culturali, alla soprintendenza al Polo museale
fiorentino e a quella Regionale per la Toscana, ma anche al Comune di Firenze.
Isozaki ha fatto leva sul fatto che un altro progettista, sempre coinvolto nei
lavori per i Grandi Uffizi, «è stato incaricato — a dire dell'architetto — anche
della progettazione esecutiva della rampa e delle fondazioni delle quattro colonne
della loggia, come da progetto Isozaki». «Ne consegue — prosegue la lettera —
il venir meno della causa che vi aveva a suo tempo indotto a richiederci la sospensione
delle attività, poiche, se così non fosse, non potrebbe il progettista da voi
incaricato eseguire la progettazione esecutiva della rampa». Isozaki ha quindi
motivato la sua decisione di procedere comunque nella progettazione, aggiungendo
in italiano un po' farraginoso, «che per quanto detto e accertata l'insussistenza
di qualsivoglia ragione ostativa al prosieguo delle attività di progettazione
vi comunichiamo che procederemo nell'espletamento degli incarichi affidatici,
tenuto conto dell'intervenuta approvazione a suo tempo del progetto preliminare».
Il progetto di Isozaki, nella stesura preliminare, prevedeva un ampio e alto loggiato
prospiciente via de' Castellani (oggi piazza del Grano) e fu per questo fonte
di aspre polemiche nel recente passato, sia con i comitati cittadini, che con
personaggi pubblici, fra cui il critico d'arte Vittorio Sgarbi, all'epoca sottosegretario
ai Beni culturali, ancora ben deciso su quello che «non» si dovrebbe fare... E'
stato il ritrovamento di un muro medievale durante gli scavi nella piazza retrostante
gli Uffizi a far interrompere la progettazione, in quanto, proprio in quel punto,
avrebbe dovuto poggiare uno dei piloni su cui poggia la grande loggia ideata dal
giapponese. «Gli accertamenti sono tutt'ora in corso e andranno avanti fino a
giugno, come deciso con il ministero che ha una convenzione con il professor Riccardo
Francovich — interviene il soprintendente archeologico Angelo Bottini — Per quanto
riguarda il contenuto della lettera di Isozaki, non mi risulta ci siano altri
architetti incaricati di realizzare l'uscita». Della stessa opinione anche il
soprintendente regionale, Mario Augusto Lolli Ghetti: «Isozaki sta prendendo una
posizione sbagliata — spiega — Forse è stato male informato... Sono ancora in
corso le indagini archeologiche e, da quanto so, non è stato incaricato nessun
altro architetto». Letizia
Cini La Nazione 13/5/2004 | | | |
11
maggio 2004 | | "Arata
Isozaki ha rotto gli indugi e in vista della fine della progettazione esecutiva
per i nuovi Uffizi ha scritto al ministro Urbani, alla sovrintendenza e a Palazzo
Vecchio per dire che non attenderà l'esito dei rilievi archeologici di piazza
Castellani per redarre il progetto definitivo della pensilina. Un vero e proprio
ultimatum, comunicato negli ultimi giorni di aprile da Tokio, che arriva come
un fulmine a ciel sereno e che rischia di complicare ancora di più una vicenda
che vede il Comune a fianco dell'architetto giapponese e sovrintendenza e ministero
frenare in attesa di capire come dovrà essere modificato il progetto per permetterne
la convivenza con la storia di Firenze. La lettera, datata 28 aprile, ha come
oggetto la nuova uscita degli Uffizi su piazza Castellani e Isozaki afferma chiaramente
di non sentirsi più legato alla lettera del ministero dell'agosto 2003 con il
quale lo si inviata a sospendere ogni progettazione. «In riferimento alla nota
del primo agosto -scrive Arata Isozaki - con la quale dichiaravate che "per quanto
concerne la progettazione definitiva i tempi contrattuali decorreranno a partire
dalla conclusione della nuova campagna di scavi prevista per piazza Castellani,
la cui tempistica è in corso di definizione", con la conseguenza che "il progetto
dovrà necessariamente tenere conto di quanto dovesse emergere dalle indagini archeologiche",
prendiamo atto che è stato affidato l'incarico anche della progettazione esecuti-
va della rampa e delle fondazioni delle quattro colonne della loggia, come da
progetto Isozaki. Ne consegue - aggiunge l'architetto giapponese - il venir meno
della causa che vi aveva a suo tempo indotto a chiederci la sospensione delle
attività». Da qui la conclusione di Isozaki, il suo ritenersi libero dalla richiesta
di rispettare le conclusioni degli esperti del ministero e della sovrintendenza.
«Per quanto detto - conclude perentoriamente la missiva - e accertata l'insussistenza
di qualsivoglia ragione ostativa al prosieguo delle attività di progettazione,
vi comunichiamo che procederemo nell'espletamento degli incarichi affidatici».
Per Isozaki dunque non è necessario il parere di Roma per sapere quanto dovrà
arretrare i piloni anteriori della pensilina, né di quanto dovrà essere abbassata
per mantenere le proporzioni. Deciderà da solo che aspetto dare a piazza Castellani,
approfittando del fatto che Urbani ha rispettato alla lettera il calendario di
interventi per arrivare ai Nuovi Uffizi e dell'ipotesi di allargare la rampa di
piazza Castellani per permettere un miglior flusso del pubblico in uscita dalla
galleria ed un aspetto più uniforme alla piazza. L'architetto ha deciso di forzare
i tempi nonostante che il progetto esecutivo per la galleria, e anche per la piazza,
sarà pronto entro giugno e la frase sul rispetto dei tempi contrattuali fa intravedere
il rischio che Isozaki metta tutta la questione in mano agli avvocati in ogni
caso. Toccherà a Roma e alla sovrintendenza fiorentina rispondere al nuovo diktat.
Mauro
Bonciani il Giornale - Toscana 11/05/2004
| | | | |
| 3
aprile 2004 | | "Respinta
di misura
una mozione dei consiglieri provinciali di An Nistri,
Massai, Giorgetti e Sensi sulla pensilina di Isozaki ed il riassetto
dell' uscita pensata per il progetto dei «Grandi Uffizi» (15 voti contro 11)
. Enrico Nistri ha motivato la mozione, anche a nome degli estensori,
col fatto che «il progetto è severamente contestato da più parti perché di dubbio
valore estetico. Intervento architettonico eccessivo, inutile, costoso e devastante
— ha continuato Nistri — perché piazza del Grano ha una sua dignità e una sua
tradizione con un aspetto dimesso. Inoltre si trova a pochi metri dal palazzo
del potere per eccellenza: Palazzo Vecchio al quale non si può accostare questo
intervento con gli occhi a mandorla che tutti, intimamente, criticano. Anche quelli
della maggioranza in consiglio provinciale che però, bocciando la mozione, non
hanno voluto prendere una posizione contraria a quella assunta dalla giunta comunale».
LA NAZIONE
cronaca Firenze 03-APR-2004 | | | | |
| 29
gennaio 2004 | | "Il
progetto sull'ampliamento della Galleria degli Uffizi
ha una storia lunga. Lunga 50 anni... Un'operazione costosa (per sostenere il
progetto Nuovi Uffizi i fondi stanziati dal ministero sono stati oltre 98 miliardi
di vecchie lire, 13 dei quali già spesi, provenienti in buona parte dal Lotto),
che ha richiesto la collaborazione e un accordo tra il Comune di Firenze e il
ministero per i Beni culturali. Accordo firmato nel febbraio dello scorso anno.
Deus ex rnachina dell'operazione, per Giuliano Urbani, il gruppo Benetton, «che
ha messo risorse e competenze tecniche capaci di consentire l'accelerazione finale
alla stesura del progetto esecutivo nei cinque mesi previsti», assicurò il ministro
durante una visita a Firenze nel luglio dello scorso anno. Ci siamo: ai primi
di marzo verrà inaugurata con grandi fasti l'uscita degli Uffizi, quella su piazza
Castellani. «Proprio in bocca al megastore Benetton», sospira il soprintendente
speciale per il Polo museale fiorentino Antonio Paolucci. «D'altronde la logica
è ormai questa — tuona — L'autorità spetta a chi mette i soldi». E per quanto
riguarda il contestatissimo progetto dall'architetto Arata Isozaki? «Si farà —
riprende l'ex ministro — Magari più bassa rispetto al progetto originario, ma
si farà. La questione non inficia la nascita della nuova uscita». «Fra le novità
— anticipa ancora Antonio Paolucci — la possibilità di accedere al book-shop direttamente
da piazza Castellani, senza dover per forza entrare in Galleria». Spinta propulsiva
ai lavori giunti ormai al termine in piazza del Grano, l'ingresso economico del
gruppo Benetton, che vede nei visitatori in uscita dagli Uffizi una sicura fonte
di guadagno: non a caso il percorso interno del museo è stato variato proprio
per consentire che il pubblico esca da subito su piazza Castellani, nonostante
i lavori all'interno del museo siano ben lontani dal termine... Eppure sono passati
ben 18 mesi da quando il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, si augurava
«di attraversare entro il Natale del 2006 la nuova uscita degli Uffizi, dopo aver
fatto il percorso completo della Galleria, finalmente raddoppiata negli spazi
e nei servizi». Fra il primo di settembre 2003 e il 31 gennaio 2004 doveva essere
realizzato il «nuovo» progetto esecutivo, che dovrebbe poi essere appaltato entro
la primavera 2004. Condizione essenziale per consentire il via dei lavori veri
e propri, che richiederanno un periodo compreso fra i 30 e i 36 mesi effettivi.
Ieri, nuovo sopralluogo del direttore generale per i Beni architettonici e il
paesaggio, Roberto Cecchi."
Letizia Cini La Nazione - cronaca di Firenze 29/01/2004 |
| | | | | 10
ottobre 2003 | | "La
palude di piazza Castellani.
Un passaggio obbligato, tra l'altro annunciato e firmato dal ministro Giuliano
Urbani e dal direttore Cecchi l'8 luglio a Firenze. Quel giorno, fu anche data
l'autorizzazione a procedere con il progetto definitivo all'architetto Isozaki,
in attesa dei risultati dei nuovi scavi. Indagini queste ancora ferme, mentre
si lavora a ritmi serrati al progetto esecutivo dei Nuovi Uffizi e alla rampa
di uscita, privilegiando così la parte tecnico-commerciale. Cosa succede? In soprintendenza,
bocche cucite. Ma regna lo sconcerto e c'è chi lamenta «una progettazione affrettata
che privilegia l'aspetto politico dell'accordo, a scapito dell'importanza storico-culturale
dell'intervento in un edificio di altissimo valore». Chi parla invece è Gianni
Biagi, assessore all'urbanistica di Palazzo Vecchio: «Noi abbiamo dato soldi tramite
l'accordo con Benetton. Il direttore Cecchi continua a mandarmi lettere sugli
scavi da proseguire in piazza, mi parla di contatti col professor Francovich dell'università
di Siena. Ma intanto non è stato dato l'incarico a nessuno. Sono molto preoccupato:
noi la nostra parte la stiamo facendo, la pavimentazione della piazza sta per
finire. Idem l'illuminazione. Se non succede nulla sul fronte Isozaki,
quanto prima chiederemo che ci rendano i soldi. C'è una situazione di confusione
generale. Qualche anno fa Casabella mise il dito nella piaga, scrivendo un articolo
polemico su "Chi progetta i Nuovi Uffizi?" E' il caso di chiederselo di
nuovo. Per trasparenza nei confronti dei cittadini». Apre il fuoco anche Riccardo
Francovich, docente di archeologia medievale a Siena, chiamato dalla soprintendenza
come consulente: «Ho la netta impressione che si sia presa a pretesto l'archeologia
per bloccare Isozaki. E ora si vorrebbe scavare sotto San Piero Scheraggio,
la chiesa più antica della città dove si facevano le assemblee prima che esistesse
Palazzo Vecchio, per far posto ai nuovi corpi delle scale. Credo che il progetto
preveda la distruzione di un muro fondamentale. Gli Uffizi sono un monumento eccezionale
e qui c'è un non governo. Ed è una vergogna che piazza Castellani, dove i lavori
potevano essere ripresi a marzo, sia lì immobile. Non si può procedere a frammenti
di indagini rendendo un colabrodo una zona monumentale. C'è una mancanza sconcertante
di serietà, di elaborazione e consegna di dati raccolti, l'ho detto a soprintendenti
e funzionar! Ho trovato consensi e apprezzamenti. Ma se si tocca San Piero
Scheraggio, lì si blocca tutto davvero. Altro che i quattro avanzi di mura
sotto piazza Castellani. Siamo in una situazione davvero critica. Benetton preme
"Entro fine ottobre devono iniziare i lavori alla rampa di uscita". Ho chiesto
un incontro con Cecchi, perché dovrei essere il consulente ma non mi danno nessuna
operatività». Il summit tra tutti i soprintendenti e il direttore Cecchi, uno
dei tanti incontri tecnici a cadenza quindicinale dell'équipe Nuovi Uffizi, è
in programma proprio oggi. In discussione, tra le altre questioni, c'è anche la
consulenza dell'architetto Adolfo Natalini per la nuova scala che dovrebbe
sbucare in San Piero Scheraggio. «E’ vero, dal ministero hanno richiesto la
mia disponibilità per una consulenza» dichiara Natalini che altro non dice. Consulenza
richiesta prima ancora «a titolo gratuito» a Isokazi, che avendo invece preteso
una parcella, è finita in nulla di fatto, come racconta da Tokyo l'architetto.
Che con calma tutta orientale precisa anche di avere ricevuto un lettera il primo
agosto dal direttore Cocchi che blocca appunto la redazione del progetto definito
della loggia «in attesa della nuova campagna di scavi in piazza Castellani la
cui tempistica è in corso di definizione». «Quindi restiamo in attesa - aggiunge
il suo collaboratore Andrea Maffei -. Ma intanto la nostra parcella aumenta: abbiamo
fatto molti viaggi al ministero per definire il progetto, che non subirà particolari
mutamenti rispetto al disegno originario». Insomma, avanti tutta per onorare tempi
e contratto con Benetton («Entro fine ottobre devono iniziare i lavori per la
rampa di uscita" ripete Gianni Cibin consigliere delegato Property-Benetton),
mentre sfuma nell'indefinito il progetto Isozaki concordato con Palazzo Vecchio.
Mara
Amorevoli La Repubblica – Firenze, 10/10/03 | | |
| 9
luglio 2003 | | | | Nuovi
Uffizi, ancora attesa: Saranno
pronti nel 2006. Nuovi Uffizi, progetto vecchio trasferito in realtà
virtuale e tempi di realizzazione spostati al 2006. La visita di ieri del ministro
Giuliano Urbani a Firenze, salutata dal soprintendente Antonio Paolucci come «un'accelerazione
politica necessaria» ufficializza il solito e noto progetto della nuova galleria,
ne stabilisce i tempi di completamento. Ma non aggiunge nulla di nuovo — se non
altra attesa a quanto i fiorentini aspettano da alcuni decenni. Ad eccezione della
videoanimazione di alcune sale, e della notizia data dal ministro sull'autonomia
del polo museale fiorentino, «destinato all'estinzione per far posto da una Fondazione
che ve drà la collaborazione tra Stato e governi territoriali locali, con partecipazione
dei privati». Come e quando «avverrà questo passaggio, non è dato sapere. Anche
se il sindaco Domenici, intervenuto all'incontro con molti dei suoi assessori,
alla presenza di tutti i soprintendenti e funzionari e del direttore generale
del ministro Roberto Cecchi, sottolinea «l'importanza dello stretto rapporto di
collaborazione con il sistema delle autonomie locali». Tanto più che la vera accelerazione
ai Nuovi Uffizi l'ha data proprio Palazzo Vecchio, con l'accordo che ha permesso
alla società del gruppo Benetton di approntare il progetto esecutivo degli Uffizi.
«Piano che sarà concluso entro il 31 gennaio 2004—spiega Cecchi — E a fine
febbraio, sarà aperta l'uscita provvisoria su piazza Castellani». Quanto al
progetto Isozaki, si farà, assicura Urbani. Ma alla fine degli scavi
archeologici, il prossimo settembre 2003. Mara
Amorevoli la Repubblica - cronaca Firenze 9/7/2003 | | |
| 9
luglio 2003 | | | | Inaugurazione
nel 2006
«Siamo alla fine di un percorso durato cinquant'anni»; così proclama il soprintendente
Antonio Paolucci mentre sta per introdurre l'annunzio che il ministro dei Beni
culturali, Giuliano Urbani, è venuto a dare proprio dentro gli Uffizi, nella storica
Biblioteca Magliabechiana. Sorridente e soddisfatto, Urbani riprende ufficialmente
un dialogo iniziato nello scorso febbraio, quando il sindaco di Firenze Leonardo
Domenici gli chiedeva di chiarire «presente e futuro» della galleria più famosa
e più frequentata del mondo. II dialogo si è chiuso con questa promessa: il
ministero si impegna a concludere formalmente, secondo quanto impone la legge
Merloni, i vari gradi dei progetti esecutivi senza i quali, anche se non mancano
idee, disegni e fondi, non si può portare avanti la sistemazione definitiva di
interni ed esterni dell'edificio vasariano, compresa la famosa uscita secondaria
che deve avvalersi della pensilina progettata dal giapponese Arata Isozaki. Ieri,
dunque, Giuliano Urbani ha portato i progetti notevolmente progrediti, a cura
dell'architetto ministeriale Roberto Cecchi. Inoltre ha potuto sbandierare lo
straordinario accordo concluso con il Comune di Firenze. Grazie ad esso alle somme
giacenti da anni per il finanziamento dei lavori, circa cinquanta milioni di euro,
si aggiungono i circa sette milioni di euro che il municipio aveva ottenuto dal
Gruppo Benetton, per concedere — in sostanza — il permesso di trasformazione in
centro acquisti e ristorante, del vecchio cinema Capitol fronteggiante il retro
Uffizi, in piazza Castellani. Questi soldi ora il Comune li passa ufficialmente
al ministero purché si finisca tutta la faccenda. Una collaborazione fra Benetton,
ministero e uffici locali renderà possibile entro pochi mesi lo studio archeologico
e i giochi ingegneristici, che permetteranno, tra l'altro, la nascita del
«portico Isozaki» senza danni per i reperti medioevali del terreno. Frattanto,
dice il ministro, entro febbraio «si aprono i cantieri per il progetto definitivo
di quei Nuovi Uffizi che nel 2006 sarà possibile inaugurare». Un filmato proiettato
rafforza l'ottimismo di funzionari e uomini politici. Si vede più o meno come
saranno sistemate le sale, come sarà valorizzato per esposizione e studi quel
primo piano della Galleria che ora è inutilizzato. Il ministro inoltre elargisce
particolari notizie felici al sindaco Leonardo Domenici che molto gradisce, dicendo
che rafforzerà il rapporto con gli enti locali, e anche al soprintendente Paolucci,
annunciando che le Soprintendenze speciali come la sua saranno trasformate in
fondazioni con molta autonomia. Tutti contenti, dunque? Questo non è certo. Non
tanto per una possibile incredulità verso l'ottimismo dell'onorevole Urbani, quanto
per quel famoso «portico Isozaki» che conta ancora, in tutto il mondo, agguerrite
schiere di oppositori, capeggiate da un fiorentino celebre come il regista Franco
Zeffirelli. Wanda
Lattes Corriere della Sera 9/7/2003 | | |
| 28
Febbraio 2003 | | I
lavori
per la realizzazione dei Nuovi Uffizi partiranno entro l' anno. Lo hanno detto
il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani ed il sindaco Leonardo Domenici
incontrando la stampa dopo l' incontro a porte chiuse, durato circa un' ora, avuto
in serata nella sede della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia. Assieme a loro
erano presenti il direttore generale per i beni architettonici del ministero Roberto
Cecchi e gli assessori comunali all' urbanistica Gianni Biagi e alla cultura Simone
Siliani. Il ministro e Cecchi contano di ''aprire il cantiere entro la fine dell'
anno'' ed hanno spiegato che sono disponibili i 34 milioni di euro gia' stanziati
da tempo. Contestualmente, hanno aggiunto, va avanti anche la rielaborazione del
progetto della nuova uscita disegnato da Arata Isozaki, secondo le modifiche che
si sono rese necessarie dopo la scoperta dei reperti archeologici nel sottosuolo
della piazza. Ministro e Domenici, nella sua qualita' di presidente dell' Anci,
''hanno confermato il loro interesse a dare attuazione all' art. 150 del decreto
legislativo 112/98 per il trasferimento di musei statali alle autonomie locali,
attraverso gli strumenti concertativi stabiliti dal decreto stesso''. ''E' stato
un accordo - ha commentato il sindaco - che in primo luogo fa l' interesse della
citta' e che e' il risultato di uno spirito collaborativo manifestato da tutti.
Mi auguro che i tempi previsti siano rispettati per l' intero complesso delle
opere, compresa la nuova uscita'' | | | |
28
Febbraio 2003 | | Accordo
di massima per la realizzazione del progetto esecutivo dei nuovi Uffizi, compresa
la nuova uscita del museo su piazza Castellani, progettata da Arata Isozaki, cosi'
come rielaborata anche sulla base di quanto dovesse emergere dalla ulteriore campagna
di scavi archeologici prevista sull' area della piazza e finalizzata ad indagare
le preesistenze altomedievali. L'accordo e' stato raggiunto questa sera, nel corso
di un incontro avvenuto alla Fondazione Spadolini, tra il sindaco di Firenze Leonardo
Domenici e il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. ''Il progetto esecutivo
complessivo - precisa una nota diffusa al termine dell' incontro - sara' redatto
dal ministero nell' arco di circa cinque mesi, avvalendosi delle risorse gia'
messe a disposizione dell' amministrazione comunale dalla societa' del gruppo
Benetton, che sta restaurando l'ex cinema Capitol in piazza Castellani, e acquisendo
anche collaborazioni esterne all' amministrazione dei Beni culturali. Il ministero
si impegna a garantire le ulteriori risorse necessarie per la realizzazione dell'
intero complesso delle opere. Ministro e sindaco hanno concordato di costituire
un gruppo di lavoro per verificare la possibilita' e le modalita' di costruzione
di una fondazione partecipata da governo, Comune, Regione e altri soggetti, per
la gestione della Galleria degli Uffizi sul modello di quanto gia' realizzato
per Museo Egizio di Torino e per il Museo delle Navi antiche a Pisa''. |
| | | 27
Febbraio 2003 | | | | ''Va
benissimo come idea'' la possibilita' di una Fondazione per la gestione dei
Nuovi Uffizi: lo ha detto il ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani
parlando con i giornalisti oggi a Firenze e riferendosi alla proposta di legge
del senatore Stefano Passigli. ''Essa si inserisce - ha detto Urbani - nell' ambito
di fondazioni che stiamo gia' realizzando tra Stato, Regioni ed Enti locali per
la valorizzazione di opere particolarmente importanti e di grande interesse culturale
ed artistico''. Il ministro ha citato come esempi il Museo egizio di Torino e
quello per le navi antiche a Pisa.( | | |
| 27
Febbraio 2003 | | ''Siamo
davvero preoccupati per il futuro dei Nuovi Uffizi, ma intendo ribadire al ministro
per i beni e le attivita' culturali Giuliano Urbani la nostra volonta' di collaborare
per trovare una soluzione positiva alla vicenda''. Lo ha detto il sindaco di Firenze
Leonardo Domenici, parlando con i giornalisti a margine della seconda Conferenza
nazionale degli assessori alla cultura e al turismo, e riferendosi all' incontro
col ministro in programma domani a Firenze. Gia' il 21 febbraio Domenici aveva
espresso ''viva preoccupazione'' in una lettera inviata ad Urbani nella quale
chiedeva un incontro urgente per parlare della questione della nuova uscita del
museo e, piu' in generale, del progetto complessivo di ampliamento della galleria.
Urbani sara' domani alla Fondazione Spadolini, sui colli fiorentini, per partecipare
alla celebrazione del 28/o anniversario della prima legge di tutela e organizzazione
dei beni culturali che porta il nome dello statista scomparso (lege numero 44
del 1975). Successivamente e' previsto l' incontro col sindaco. |
| | | 20
Febbraio 2003 | | E'
a rischio la realizzazione dei Nuovi Uffizi. ''Se i tempi sono davvero quelli
indicati dal ministero per i beni culturali, non ce la facciamo di certo'' a presentare
in tempo utile il progetto esecutivo complessivo. Lo ha detto ai giornalisti il
soprintendente ai beni architettonici Domenico Antonio Valentino riferendosi a
quanto apparso sulle pagine toscane di Repubblica in cui viene ipotizzato che,
senza questo progetto, entro aprile verranno persi i 34 milioni di euro destinati
a questo scopo. ''Credo che si stia montando una cosa che non ha senso - ha aggiunto
Valentino - perche' non penso che il ministero per i beni e le attivita' culturali
lasci andare via questi soldi. Comunque, dovete sentire il direttore generale
del ministero Roberto Cecchi, delegato per il progetto Nuovi Uffizi, che rientra
dalla Cina lunedi' prossimo''. ''Non c' e' nessun rischio - e' il pensiero del
soprintendente al polo museale fiorentino Antonio Paolucci - e sappiamo bene che
questi soldi vanno utilizzati. Il soprintendente Valentino, che ha l' incarico
di farlo, sta portando avanti il progetto e sono assolutamente tranquillo: entro
aprile sara' tutto risolto'' |
| | | 08
Febbraio 2003 | |
"Finiremo per andare
in tribunale se il Governo non ci dara' risposte sul progetto della nuova uscita
degli Uffizi e sugli altri interventi legati all' ampliamento del museo''. Lo
ha detto il sindaco di Firenze Leonardo Domenici durante una riunione di maggioranza.
''Noi siamo pronti - ha aggiunto Domenici - abbiamo finito o stiamo completando
gli interventi di nostra competenza. Siamo preoccupati per le non risposte del
Governo. L' interrogativo e' sull' uscita e il Governo deve darci risposte''.
Per il sindaco di Firenze ''gli Uffizi sono una questione da risolvere e il Governo
deve dirci che cosa succede''. Tra le situazioni del museo da definire, il sindaco
ha indicato anche la cosiddetta ''Stecca Ovest'', il braccio piu' lungo della
Galleria, che a detta di Domenici ''sembra uscita da una guerra'', a causa della
trascuratezza in cui si trova da tempo." |
| | | 14
novembre 2002 | | Sara'
arretrato il fronte della pensilina che, secondo il progetto dell' architetto
giapponese Arata Isozaki, coprira' l' uscita di piazza Castellani dalla Galleria
degli Uffizi. L' accordo e' stato raggiunto nel corso di una riunione alla quale
hanno partecipato, tra gli altri, l' assessore all' urbanistica del Comune di
Firenze, Gianni Biagi, il soprintendente al polo museale fiorentino, Antonio Paolucci,
il soprintendente ai beni architettonici Domenico Valentino. E' stato inoltre
deciso di proseguire la ricerca di eventuali reperti archeologici sotto piazza
Castellani per la parte che non e' stata ancora sottoposta a saggi. Spettera'
a Isozaki, nella sua piena autonomia artistica, definire di quanto il fronte della
pensilina dovrà' essere arretrato. Il progetto resta invece invariato per
quanto riguarda l' altezza della struttura. L' adeguamento del progetto, secondo
quanto ha detto l' assessore Biagio, dovrebbe essere pronto già' tra circa quindici
giorni. Il problema dell' arretramento si era posto dopo che gli scavi attualmente
in corso avevano portato alla luce quello che viene identificato come un probabile
pezzo della prima cerchia delle mura. Si tratta di un elemento importante dal
punto di vista della documentazione del passato di Firenze, una sorta di matrice
della citta' medievale. I pilastri portanti della pensilina di isolai, come era
stata progettata in un primo tempo, rischiavano quindi di appoggiare sulle antiche
mura. Con l' arretramento del fronte della pensilina i reperti archeologici saranno
inseriti all'interno del percorso museale dei Nuovi Uffizi. |
| | | 26
Luglio 2002 | |
L'
uscita dei nuovi uffizi è stata bloccata I
reperti medievali scoperti nella zona interessata al loggiato sono infatti cosi'
importanti che il soprintendente Domenico Antonio Valentino ha deciso che non
potranno essere demoliti. Il fatto e' stato ora ufficializzato da Valentino dopo
un sopralluogo compiuto assieme ai soprintendenti al polo museale Antonio Paolucci
e regionale Mario Lolli Ghetti.
Mi
fa piacere apprendere della disponibilita' di Isozaki a rivedere questa parte
del progetto'': e' il commento del soprintendente Domenico Antonio Valentino
alla lettera inviata dall' architetto giapponese. ''Gli scavi sul retro degli
Uffizi - afferma il soprintendente - andranno comunque avanti secondo le indicazioni
dei tecnici e credo che termineranno a fine agosto. Poi attendero' i rilievi della
soprintendenza archeologica che inoltrero' a Isozaki. Credo pero' che non ci siano
reperti demolibili e non demolibili ma, a mio parere, sono tutti non demolibili.
Una volta concluso questo iter attendero' la proposta di Isozaki'. Arata
Isozaki e' disposto a modificare il progetto della nuova uscita degli Uffizi relativamente
alle fondazioni. Lo afferma lo studio dell' architetto giapponese in una nota
in cui si dichiara che ''in seguito alla comunicazione del soprintendente Domenico
Antonio Valentino sul ritrovamento di reperti archeologici nell'area di piazza
Castellani, lo studio Arata Isozaki & Associates valutera' modifiche al progetto
dei vani interrati e delle fondazioni della loggia in funzione di un loro rispetto''.
Proprio ieri infatti Valentino aveva annunciato di non voler demolire i reperti
rinvenuti, una decisione che di fatto blocca tutto il progetto. ''Il soprintendente
- prosegue infatti il comunicato - ci ha semplicemente comunicato di aver trovato
tali reperti (solo sul lato sinistro dell'area e quindi non in tutta l'area) e
che li ritiene non demolibili. Il progetto delle fondazioni e dei vani interrati
della loggia di Isozaki verra' modificato in funzione degli stessi, senza alcun
impedimento alla realizzazione del progetto''. ''Abbiamo inviato oggi - conclude
lo studio Isozaki - richiesta scritta a Valentino dei rilievi di questi ritrovamenti,
in cui siano specificati quelli demolibili e non demolibili e valuteremo una nuova
soluzione di fondazione. Viste le ampie tecnologie oggi disponibili, confidiamo
di trovare soluzioni accettabili dal soprintendente''. La lettera e' stata inviata
per conoscenza al ministro Giuliano Urbani, all' assessore comunale all' urbanistica
Gianni Biagi e ai soprintendenti Antonio Paolucci e Mario Lolli Ghetti. Frattanto
l' amministrazione comunale ha precisato che ''la questione non e' chiusa''. ''Mi
sembra poco corretto dal punto di vista istituzionale - dichiarano gli assessori
Biagi e alla cultura Simone Siliani - che il soprintendente Valentino scriva al
progettista e non anche all' Amministrazione comunale che e' cofinanziatrice dell'intervento
oltre che proprietaria del terreno su cui si sta realizzando l'opera. Inoltre
il soprintendente Valentino non ha scritto neanche al soprintendente regionale
Mario Lolli Ghetti e al soprintendente al polo museale Antonio Paolucci che sono
i diretti fruitori dell'uscita dei Nuovi Uffizi''. ''Da quanto e' dato sapere
(per adesso l'Amministrazione comunale non e' in possesso di nessuna informazione
ufficiale) - afferma Palazzo Vecchio - le caratteristiche dei reperti rinvenuti
sono abbastanza omogenee sia a quelli gia' demoliti sia a quelli trovati in piazza
Castellani durante i lavori di sistemazione della piazza. Per questi ultimi c'
e' gia' il parere positivo alla demolizione della soprintendenza ai beni archeologici.
Chiederemo direttamente al ministro Giuliano Urbani e al comitato di settore presso
il Ministero dei beni e attivita' culturali un pronunciamento in merito alla questione.
L'Amministrazione comunale - concludono gli assessori Biagi e Siliani - convochera'
lo studio di Arata Isozaki e il soprintendente Valentino per discutere della questione
in sede ufficiale. |
| | | 25
Luglio 2002 | | Si
blocca definitivamente il progetto della nuova uscita degli Uffizi firmato da
Arata Isozaki. I reperti medievali scoperti nella zona interessata al loggiato
sono infatti cosi' importanti che il soprintendente Domenico Antonio Valentino
ha deciso che non potranno essere demoliti. ''L' ho scritto in una lettera
inviata stamani al ministro per i beni culturali Giuliano Urbani - conferma Valentino
- e per me la questione e' chiusa. Ora la parola definitiva spettera' al ministro.
Attendo, per scrupolo, di ricevere la seconda e ultima relazione tecnica del soprintendente
ai beni archeologici della Toscana Angelo Bottini (i reperti di eta' medievale
sono anch' essi di mia competenza), ma la decisione e' gia' stata presa''. Lo
stesso ministro, il 19 luglio scorso, intervenendo al Caffe' della Versiliana
aveva detto che questa scoperta avrebbe potuto bloccare i lavori; il fatto e'
stato ora ufficializzato da Valentino dopo un sopralluogo compiuto assieme ai
soprintendenti al polo museale Antonio Paolucci e regionale Mario Lolli Ghetti.
''I miei due colleghi - ha precisato Valentino - sarebbero invece favorevoli alla
demolizione dei reperti che sono stati scoperti in una zona che, nel progetto
di Isozaki, prevede la realizzazione di due piani sotterranei destinati a magazzini,
depositi e garage. Se Isozaki volesse cambiare il progetto potremo riparlarne''.
Proprio il maestro giapponese ha inviato nei giorni scorsi a Valentino un suo
testo in cui ribadisce la volonta' di ''non abbassare la pensilina'', come da
lui gia' annunciato nella conferenza stampa tenuta in Palazzo Vecchio il 25 giugno
scorso. I reperti riaffiorati risalgono alla citta' medievale e all' antico cimitero
di San Pier Scheraggio, tanto che sono stati scoperti resti di due scheletri.
Un giudizio negativo verso il progetto e' stato espresso negli ultimi tempi, oltre
a Sgarbi, anche dallo stesso Urbani (che ha precisato di parlare ''come cittadino''),
Oriana Fallaci, Franco Zeffirelli e, pochi giorni fa, da Mina. |
| | | 21
Luglio 2002 | | I
reperti archeologici potrebbero bloccare il progetto Isozaki. I
lavori
della tettoia per l'uscita dei Nuovi Uffizi, progettata dall'architetto giapponese
Arata Isozaki, potrebbero fermarsi se i reperti trovati nella piazza Castellani
si rivelassero da tutelare. La notizia è stata data ieri sera dal ministro
per i Beni culturali, Giuliano Urbani, intervenuto al dibattito al Caffè della
Versiliana, a Marina di Pietrasanta, condotto da Cesara Buonamici e Romano Battaglia.
«Un problema non piccolo è emerso nei gironi scorsi nella piazza - ha spiegato
il ministro - . Procedendo con i lavori di sondaggio sono emersi reperti archeologici
che non sappiamo se siano gli stessi di piazza della Signoria. Quando avremo il
progetto esecutivo, come il contratto prevede, potremo fare le due cose che si
fanno in questi casi: si va avanti; oppure ci si ferma. E' chiaro che se i reperti
si dimostrassero di un valore tale da richiedere la loro tutela, ci si ferma».
Parlando col pubblico, Urbani ha confessato che, «come cittadino», non ama il
progetto di Isozaki. «Non mi piace assolutamente - ha detto - Lo ritengo un atto
di provincialismo incomprensibile. Ma come ministro dico che dobbiamo rispettare
il contratto che abbiamo, perchè non è un paese serio quel paese che straccia
i contratti». Il ministro ha anche ricordato che è in attesa di un progetto esecutivo
da Isozaki: «Il contratto prevede che il progettista ci consegni, dialogando col
sovrintendente ai monumenti, un progetto esecutivo. Finira abbiamo visto solo
documenti cartacei». s |
| | | | | 10
Aprile 2002 | | Incontro
con il ministro Giuliano Urbani, il sottosegretario Vittorio Sgarbi, presenti
oltre allo stesso Paolucci, anche i soprintendenti Mario Lolli Ghetti e Domenico
Valentino. Paolucci, che prima di esprimersi ha preferito attendere di ricevere
la lettera del ministro sul risultato della riunione, si e' quindi detto soddisfatto
del risultato ottenuto...i |
| | |
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| Aprile
2002 | | FIRENZE,
10 APR - ''Riunione, lunga, polemica, scintillante, ma il risultato e' stato buono''.
Cosi' il soprintendente al polo museale Antonio Paolucci, ha commentato l' esito
dell' incontro con il ministro Giuliano Urbani, il sottosegretario Vittorio Sgarbi,
presenti oltre allo stesso Paolucci, anche i soprintendenti Mario Lolli Ghetti
e Domenico Valentino. Paolucci, che prima di esprimersi ha preferito attendere
di ricevere la lettera del ministro sul risultato della riunione, si e' quindi
detto soddisfatto: ''Mi pare - ha osservato - che sia una lettera incoraggiante.
Forse sono necessarie rettifiche ma il progetto va avanti, data la situazione
non possiamo che essere contenti''. Stamani, Paolucci aveva fatto rilevare, tra
l' altro, che un progetto come quello di Arata Isozaki non puo' essere sottoposto
a referendum. ''Se nel 1937 - aveva osservato - i fiorentini avessero fatto un
referendum sulla stazione avremmo avuto un' opera in stile assiro-babilonese oppure
rinascimentale, mentre fortunatamente abbiamo quella di Michelucci''. Soddisfazione
per l' esito della riunione e' stata espressa anche dall' amministrazione comunale
fiorentina. ''Prendo atto con soddisfazione di quanto affermato dal ministro -
ha detto l' assessore all' urbanistica Gianni Biagi - se ci saranno da fare delle
modifiche siamo d' accordo, basta che questo non si trasformi in una forma surrettizia
per non fare l' opera'' |
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3 Aprile 2002 | | ISOZAKI
NON CAMBIA PROGETTO, IMPASSE CON SGARBI TOKYO, Il tono e' tranquillo e rispettoso
ma l'architetto giapponese Arata Isozaki non nasconde la ''sorpresa'' per l' ''impuntatura''
del sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi, che sta bloccando l'inizio
dei lavori per la costruzione della nuova uscita della Galleria degli Uffizi di
Firenze, che gli e' stato assegnato. ''Ci siamo sentiti piu' volte con il sovrintendente
speciale per il polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, e con il comune di
Firenze e la decisione e' stata di andare avanti con il progetto originario, del
quale sono entusiasti - ha detto oggi all'Ansa Isozaki, a margine di un convegno
a Tokyo sulla ''filosofia della citta''' al quale ha partecipato insieme all'ex
sindaco di Venezia Massimo Cacciari - ma Sgarbi continua a dire che cosi' non
va e occorrono modifiche''. Il risultato e' che i lavori di realizzazione del
progetto, per il quale e' stato firmato nel febbraio del 2001 un regolare contratto
tra lo studio Isozaki e la citta' di Firenze, dopo la vittoria dell'architetto
nipponico in una gara internazionale, non sono mai partiti, nonostante dovessero
cominciare entro 60 giorni dalla firma. ''La situazione e' molto chiara, purtroppo
- ha spiegato l' architetto italiano Andrea Maffei che lavora nello studio Isozaki
a Tokyo - Il veto di una sola persona sta bloccando tutto. Poco meno di due mesi
fa il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani si era recato a Firenze per
discutere del problema con Paolucci e con il sindaco di Firenze Leonardo Dominici
e aveva promesso una risposta definitiva entro 15 giorni. E' trascorso piu' di
un mese e non e' ancora arrivato nulla, nonostante i solleciti''. Di certo la
'querelle' innescata da Sgarbi sta dilatando i tempi di attuazione del progetto
della nuova uscita per il Museo degli Uffizi, che dovrebbe raddoppiare gli spazi
espositivi in base ad una risistemazione dell'edificio del Vasari decisa dal precedente
governo di centrosinistra e dall'allora ministro dei beni culturali Giovanna Melandri.
L'inaugurazione dell'uscita era prevista nel settembre 2003. ''Una data ormai
impossibile - ha detto Maffei - E noi
continuiamo ad aspettare'' |
| | | | |
Ottobre
2001 | | Uscita
Nuovi Uffizi: ISOZAKI farà personalmente per Sgarbi nuovi progetti alternativi
alla discutibile versione vincitrice del concorso. Già
proprio per Vittorio Sgarbi. Ne siamo orgogliosi: Arata
Isozaki, l'architetto che ha vinto il concorso internazionale per la nuova uscita
degli Uffizi, portera' in Italia ad ottobre tre progetti alternativi. Ci muove
a doverosa compassione un simile gesto di deontologia professionale che l'architetto
pluridecorato dal soprintendente Lolli Ghetti durante il concorso ad inviti per
l'uscita dei nuovi Uffizi riesca a mettere in discussione tutto l'apparato ufficiale
che si è costruito intorno a lui solo per un personale interessamento del
sottosegretario Sgarbi.....La cultura architettonica in Italia che fine
ha fatto ? |
|
|
| | | Marzo
2001 |
Va
avanti il progetto di ristrutturazione della zona di piazza Castellani, dove già
sono in corso i lavori per la ristrutturazione dell'ex cinema Capitol. il Comune
consegnerà ufficialmente alla soprintendenza ai Beni ambientali l'area dove sarà
realizzata la nuova uscita degli Uffizi, progettata dall'architetto Arata
Isozaki. Si tratta di una zona di circa 500 metri quadri che ospitava un parcheggio
per una sessantina di motorini: sarà chiusa e transennata, prima per effettuare
le rilevazioni topografiche indispensabili alla redazione del progetto esecutivo,
poi per i lavori preparatori. Nell'area nascerà la nuova uscita della galleria
degli Uffizi
Isozaki
ha progettato una grande loggia in acciaio rivestito di pietra serena, con
una copertura di travi longitudinali e lucernari trasparenti. Inoltre l'architetto
giapponese curerà anche il nuovo aspetto della piazza, realizzando il progetto
preliminare e sovrintendendo ai lavori per il restauro dell'area fra via dei Leoni,
via dei Neri e l'ex Capitol.
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