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- Conservazione
Firenze :.
archivio zibaldone
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| Danteum
fiorentino |
| Settembre
2008 |
.Fig.
1 -
Firenze - Progetto per un Danteum fiorentino. Tavola compositiva
- Arch. C. Remorini - "Il
Danteum individua un percorso che è quello dell'uomo smarrito, mosso da
speranza d'altezza. La sequenza è limpida : un labirinto di pietra, impronta
del male, della parete afflitta dell'umanità, ; un doppio muro, scatola
dei libri rari, laboratorio della parola, suo rifugio, un verde costruito, a significare
che la via della conoscenza passa attraverso lo studio della natura. Tra le
dua città ( Inferno e Paradiso) sta il monte del purgatorio: è luogo
di penitenza ma anche luogo di esercizio di vita in comune e d'educazione alla
vera libertà. All'interno di questo emblematico limen sta il S. Gerolamo
di Antonello, imprigionato nell'aurea beatitudine della "ricerca paziente":
uomo taciturno, bibliotecario d'eccezzione, governa lo spazio della lettura e
ne pervade la caduta." |
| | | S.Maria
del Fiore |
| S.
Miniato |
| Ottobre 2007 |
.Fig.
1 -
Basilica di S. Miniato al Monte - Tav. Arch. Laura Bergonzoni -
"La
basilica romanica di S. Miniato al Monte afu
iniziata a Firenze nel 1018 per volontà del Vescovo Ildebrando, fu continuata
fino al 1207. La leggenda narra che la chiesa si erge sul preesistente Oratorio
fatto costruire da San Minato, primo evangelizzatore e martire cristiano fiorentino.
Si racconta che Miniato, dopo essere stato decapitato, raccolse la testa, la rimise
sul colle e andò a morire nella grotta sul monte alla Croci, sua dimora eremitica.
La facciata, in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è decorata con arcate
sulla cui sommità c’è un mosaico su fondo dorato che rappresenta Cristo in trono
benedicente fra la Madonna e San Miniato.La grande aquila in rame presente sul
frontone fa riferimento all’arte dei Calimala che amministrò i beni del convento
annesso alla Chiesa dal 1288" |
| | | S.Maria
del Fiore |
| Settembre
2007 |
.Fig.
1-Coro
di S.M. del Fiore - Tav. Arch. D. Fabbo - "Ma poi che io dal
lungo essilio in quale siamo noi Alberti invecchiati, qui fui in questa nostra
sopra l'altre ornatissima patria ridutto, compresi in molti ma prima in te, Filippo,
e in quel nostro amicissimo Donato scultore e in quegli altri Nencio e Luca e
Masaccio, essere a ogni lodata cosa ingegno da non posporli a qual si sia stato
antiquo e famoso in queste arti. Pertanto m'avidi in nostra industria e diligenza
non meno che in benificio della natura e de' tempi stare il potere acquistarsi
ogni laude di qual si sia virtù. Confessoti sì a quegli antiqui, avendo quale
aveano copia da chi imparare e imitarli...Chi mai sì duro o sì invido non lodasse
Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e' cieli, ampla da
coprire con sua ombra tutti e' popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di travamenti
o di copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi
tempi era incredibile potersi, così forse appresso gli antichi fu non saputo né
conosciuto? " Prologo De Pictura L.B.A. |
| | | S.M.
Angeli |
| Palazzo
Antinori |
| Maggio 2007 |
Fig.
1-Palazzo Antinori -pianta piano terra. La cronologia del palazzo è compresa
tra il 1461 ed il 1469. Si affaccia sulla piazzetta degli Antinori di fronte alla
Chiesa di S. Gaetano che sostituisce l'antica Chesa di S. Michele Barteldi che
nel XV secolo dava il nome allo slargo. L'edificio è circondato per due lati da
piccole vie: Via degli Antinori e Via del Trebbio; nella parte posteriore esiste
ancora il giardino circondato dal muro di cinta prospicente sul terzo lato Via
delle Belle Donne. Un'esempio di architettura civile quattrocentesca, nel cuore
della Firenze rinascimentale, vicino alla cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Il palazzo, destinato a Giovanni Boni, fu costruito da Giuliano da Maiano con
un piccolo cortile interno porticato, nel rispetto dei canoni geometrici e dell'equilibrata
armonia dell'architettura del tempo. Il palazzo, oggi di proprietà privata, passò
alla famiglia Antinori nel 1506, mantenendo questo nome. |
| | | S.M.
Angeli |
| Febbraio
2007 |
Fig.
1- Rotonda
di S. Maria degli Angeli - "Nel 1433 Brunelleschi è a Roma per un ulteriore
studio dell'antichità classica, in special modo i suoi interessi si diressero
verso lo studio degli edifici a pianta centrale. Tornato a Firenze tra il 1434
e il 1436 lavorò alla rotonda di Santa Maria degli Angeli su commissione
dell'Arte di Calimala, il progetto brunelleschiano, che si rifa ai modelli classici
a pianta centrale, prevedeva una pinta ottagonale all’interno, circondata da una
corona di cappelle comunicanti tra loro che moltiplicavano a sedici il numero
dei lati all'esterno, i lavori vennero bloccati dopo tre anni di lavori e non
proseguito oltre la parte inferiore delle murature. Il resto dell'edificio è stato
realizzato tra il 1934 e il 1940, secondo un progetto attribuito al Brunelleschi.
In architettura alla fine del Quattrocento, venne riproposto il modello della
chiesa a pianta centrale, sperimentato nella rotonda degli Angeli da Brunelleschi.
Esempi celebri di questa tipologia sono S. Maria delle Carceri a Prato e S. Biagio
a Montepulciano."
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| | | Palazzo
Busini Bardi |
| Marzo 2006 |
Fig.
1- Palazzo
Busini Bardi via de' Benci, Firenze. "Prima di raggiungere i costrutti
formali vitruviani che saranno protagonisti del secolo XVI con Raffaello e Baccio
D'Agnolo la nascita del palazzo rinascimentale fiorentino muove da una progressiva
metamorfosi che vede i suoi prodromi nella conquista della misura razionale e
delle caratteristiche proporzionali degli edifici. Insieme a questo metodo brunelleschiano
dalle valenze universali e metafisiche e all'interno dell'humus delle cultura
umanistica saranno ritrovati progressivamente, lo spirito del testo di Vitruviano
e gli elementi lessicali dell'autorità degli Antichi dai quali fiorisce per prima
la fondazione della pianta centrale del palazzo privato. Su questa figura si eserciteranno
solo archi su colonne che fecero scuola come maniera fiorentina fino alla rielaborazione
dell'eredità brunelleschiana che vedrà la luce con Giuliano da Sangallo che per
primo seppe ritrovare con rigore filologico le sonorità romane. Prima di allora
il testo della nuova architettura degli edifici privati sarà imbrigliata all'interno
del muro bugnato, sia esso medio, grosso a disegno o a graffito, dalla grandi
connotazione espressive e materiche ma lontano dalla morfologia della Roma classica." |
| | | Palazzo
Busini Bardi |
| Novembre
2002 | I
palazzi del primo '400 a Firenze: Pianta
del piano terra di palazzo Busini-Bardi, via de' Benci angolo via dei Vegellai.
I grandi palazzi privati
nel
rinascimento fiorentino compaiono al pari degli edifici religiosi e pubblici più
rappresentativi.
Palazzo Busini-Bardi ( in via de' Benci, costruito intorno al 1415- 1430
ca. ) rappresenta un importante premessa architettonica del rinascimento dell'arch.
civile fiorentina. Il suo stato di conservazione rientra nella statistica del
resto del repertorio dell'architettura civile: degrado dei materiali sul fronte,
negazione dello spazio antistante la facciata, l'edifico risulta non aperto al
pubblico. |
| | | Chiesa
di S. Lorenzo |
| Aprile 2002
| Mecenati
americani per tre restauri a Firenze
Ottobre 2001.Un
intervento complessivo su Palazzo Vecchio, il rifacimento dell' abside della basilica
di Santa Maria Novella, il Meccanotessile. La richiesta e' dell' assessore allo
sviluppo economico Francesco Colonna che ha presentato i programmi dell' amministrazione
comunale a Washington, nel corso dell' annuale assemblea del NIAF (National Italian
American Fondation). Colonna fa parte di una delegazione organizzata dalla Fondazione
Rcs che comprende anche rappresentanti della soprintendenza di Pompei e della
Federazione italiana dell' ambiente, rappresentata da Bona Frescobaldi. L' assessore
ha illustrato i dettagli dei progetti sia con materiale cartaceo che attravers |
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