Conservazione Firenze - approfondimenti - a cura di Lorenzo Pagnini
| Conservazione del patrimonio | Il degrado diffuso| Firenze città aperta |

 

 

 

 

 

 

Conservazione del patrimonio
La condizione del centro storico
Il degrado diffuso
1996-2003

"Nulla poteva far pensare che una città definibile come la "Capitale dell'occidente cristiano" potesse alla fine del XX secolo versare in condizioni di conservazione cosi scadenti da rassomigliare ad una rumorosa, nevrotizzante e sporca periferia metropolitana. Eppure è sufficiente armarsi di un buon paio di occhiali e semplicemente passeggiare all'interno della VI cerchia muraria della città per rendersi conto della povertà e dell'incuria che Firenze ha riservato al suo patrimonio architettonico. Basta percorrere le strade della città di Dante partendo da via dei Cerchi, dietro la gettonatissima Piazza della Signoria, incrociare via della Condotta e successivamente via dei Cimatori, proseguire per via Dante Alighieri per rendersi conto che, a parte la famosa Torre della Castagna, non esistono altre case torri visitabili e aperte al pubblico. Sono tutte chiuse o frammentate tra varie proprietà private che le hanno viste oggetto di scadenti ristrutturazioni ad opera dei privati e senza troppe cautele dettate da criteri di conservazione. Tutto il vocabolario architettonico delle case torri e dei palazzi del sec XIV è diventato per Firenze lingua morta e non è mai stato oggetto di interventi con fini di recupero. L'esempio delle Torre della Pagliazza, oggi sede di un Hotel, è l'eccezione che conferma la regola: l'intervento di recupero è stato finanziato e voluto per la trasformazione delle Torre in albergo. Senza scomodare le torri delle due famose consorterie che hanno dilaniato la Firenze del XIII sec; Buondelmonti e Amidei, che sono tutte chiuse e non accessibili al pubblico, Possiamo apprezzare ad occhio nudo una preoccupante situazione di degrado e di incuria del centro. Gli edifici del Trecento, di straordinario valore storico per il costituirsi del nuovo tipo di palazzo a Firenze e per il grande capitolo della borghesia mercantile, sono per gran parte in mano a privati, frazionati in numerose proprietà e non accessibili al pubblico. Molte di questa fabbriche sono state ristrutturate senza adeguate garanzie per la conservazione e senza l'applicazione dei criteri delle Carte del Restauro. Palazzo Mozzi, il primo dei palazzi che sorgeranno nel XIV sec. non è aperto al pubblico come "museo di se stesso". Palazzo Da Cintoia, definito dal Prof. Giovanni Fanelli "uno dei più interessanti palazzi medievali" è in uno stadio avanzato di degrado e a tutt'oggi chiuso e sede di abitazioni private, Palazzi Spini, uno splendido palazzo della Firenze del Trecento è interemente proprietà privata di Salvatore Ferragamo che ne fa uso per le sue esposizioni e negozi di vendita. Lo splendido Palazzo dei Catellini da Castiglione è in pessime condizioni di conservazione, e sede di un ristorante al piano terra mentre ai piani superiori sono alloggiati vari uffici. La situazione è diversa per tutti gli atri palazzi del trecento fiorentino. L'unico Palazzo accessibile in tutta la città è Palazzo Davizzi-Davanzati: ex proprietà di un antiquario, Elia Volpi, è stato venduto successivamente alla stato nel 1950 che ne ha ricavato il "Museo di Palazzo Davanzati". Per i palazzi Rinascimentali la situazione è paradossalmente la stessa: Palazzo Pitti, uno dei primi palazzi Rinascimentali di Firenze è oggi sede delle Soprintendenza ai beni storico architettonici, e se si eccettua la Galleria Palatina aperta al pubblica da Leopoldo II di Lorena, l'edificio non è visitabile come palazzo rinascimentale. Palazzo Medici in via Cavour, sede della prefettura, presenta il fronte esterno in un mediocre stato di conservazione; la pietra Forte con i residui carboniosi del traffico urbano è coperta di croste nere, e se si eccettua la Cappella privata dipinta da Benozzo Gozzoli, il palazzo non è visitabile. La situazione di Palazzo Medici e di tutta l'area rinascimentale intorno ad esso, di inestimabile prestigio storico ed artistico, è da 40 anni ormai tristemente nota : sin dagli anni '60, straordinari per la ricchezza propositiva della deregulation urbanistica, il palazzo è da sempre stato sottoposto a condizioni di conservazione e di abitabilità urbana a dir poco nevrotizzanti : tutto l'asse urbano trecentesco di via Cavour nonostante l'istituzione della Z.T.L. ( e leggi anche chiare quali l'art. 11, capo II della 1089 del 1\6\39 che prevede testualmente " ..le cose medesime non possono essere adibite ad usi non compatibili con il carattere storico od artistico, oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione, " ed ancora " il Ministro ha facoltà di provvedere direttamente alle opere necessarie per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento delle cose indicate negli articoli " ed anche " ..ha facoltà di imporre, per le cose di cui all'art.14, le provvidenze necessarie per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento ) è tuttora di fatto un invivibile spazio urbano sia per inquinamento acustico che atmosferico. Il piano del traffico della città di ogni amministrazione dal dopoguerra ad oggi non è mai riuscito a proporre una chiusura in favore di una ordinata isola pedonale ( senza peraltro produrre un giustificato motivo ). Il palazzo, che è deputato a sede della prefettura, è tuttora irriconoscibile e addirittura ignorato dagli stessi turisti per l'alto grado di invivibilità della zona: nessuno vuole o può ricordarsi invece che proprio questa architettura della città era il centro simbolico e rappresentativo del periodo rinascimentale; un intero quartiere della dinastia medicea oggi cosi' ridotto e valorizzato. Anche Palazzo Strozzi è un stato di degrado avanzato, è tutt'ora visibile il Cornicione del Cronaca pericolante con le transennature nelle tre porte di accesso per il pericolo di caduta calcinacci. Il palazzo è sede di mostre temporanee e non e visitabile come "museo di Palazzo Strozzi". Palazzo Antinori, allo stesso modo è in stato avanzato di degrado, e non visitabile eccettuato il cortile. Palazzo Gondi, presenta le stesse caratteristiche di degrado, e il cortile che è l'unica parte visitabile è usato da un fioraio che ne ha ricoperto integralmente le colonne e il loggiato con vegetazione ( infestante )."

 

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