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- Cascine
di Tavola:
archivio
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| Sequestro
del cantiere | | 16
luglio 2008 | | "La
vicenda di Cascine di Tavola, in territorio pratese, è tornata in questi giorni
alle cronache, dopo che la Procura ha posto il sequestro al cantiere che avrebbe
trasformato l’antico progetto laurenziano in un complesso di residenze turistiche
alberghiere. La storia di Cascine di Tavola risale alla seconda metà del Quattrocento,
quando Lorenzo de´ Medici acquistò assieme ad una villa un ampia area agricola
nei pressi di Poggio a Caiano, con l’intento di creare, accanto un vasto complesso
unitario, formato da un´estesa tenuta agricola, le Cascine, e da luoghi di svago
e di delizia all´interno e all´esterno di essa. Tra Tavola e Castelnuovo il progetto
prese quindi vita ed è quello che è giunto sino ai nostri giorni nella piana pratese:
una grande villa che somiglia più alle tradizionali cascine lombarde: a pianta
quadrangolare si svolge attorno una vasta corte interna ed è circondata da un
profondo fossato, un tempo pieno d’acqua. Una vicenda su cui Legambiente Prato
interviene da anni, e più precisamente da quando nel 2004 fu approvato il progetto,
che l’associazione aveva contestato perché in antitesi alla sua vocazione originaria,
prevedeva una forte frammentazione degli edifici. «Legambiente - dichiara Osvaldo
Chiappini, che per l’associazione pratese è il responsabile urbanistica - si era
pronunciata a favore di un recupero che non andasse a frazionare gli spazi, possibile,
forse, se il pubblico non poteva acquisire l´edificio, con un intervento di riconversione
alberghiera, che avrebbe potuto conservare spazi indivisi con la previsione di
hall, sale di ricevimento o sale congressi». Quello proposto invece è un progetto
che, non tenendo conto delle caratteristiche degli spazi, ha previsto una forte
frammentazione degli edifici e la destinazione d’uso a residenza turistico-alberghiera.
Un diffuso stratagemma attraverso il quale ottenute le autorizzazione alla realizzazione
di strutture ricettive frazionate in più unità immobiliari, vengono poi vendute
singolarmente con enormi speculazioni e spesso con vere e proprie truffe a danno
di cittadini poco (o per nulla) informati delle conseguenze. «Il complesso di
Cascine di Tavola – ha spiegato Franco Di Martino, presidente di Legambiente Prato
e membro della segreteria regionale di Legambiente - rappresenta un esempio unico
nel suo genere; questa unicità lo rende speciale e prezioso ed è per questo che
da subito ci siamo opposti ad un progetto che non ne rispettava la natura. Lasciamo
alla Magistratura l´onere di verificare eventuali responsabilità penali e ringraziamo
la Procura per aver colto la nostra segnalazione dando il via alle indagini e
per essersi da subito dichiarata disponibile a permettere opere di consolidamento
per la tutela della struttura durante il sequestro». Non altrettanto appare positivo
il giudizio verso altre istituzioni : «Nei luoghi deputati non è stata espressa
alcuna considerazione sulla qualità del progetto – conclude infatti Di Martino
- ed i pareri e la concessione hanno sorvolato volutamente questo aspetto. Stimolare
progetti migliori sta secondo noi fra i compiti di chi li giudica e ne decide
l’approvazione». Comunicato
- 16 luglio 2008 | | |
| Bloccato
lo smembramento | |
25
luglio 2004 | | "Ora
diventino luogo di cultura. Un progetto prevedeva di frazionarle in 60 villette.
Italia Nostra chiede l'apertura delle Cascine di Tavola ai cittadini. Le Cascine
di Lorenzo il Magnifico sono salve. Anche se bisognerà aspettare fino al 10
settembre per avere la certezza che questo storico complesso cinquecentesco
non venga snaturato da progetti irresponsabili. In quella data si riunirà la conferenza
dei servizi composta dal Comune di Prato e dalla Soprintendenza ai Beni architettonici,
a cui saranno invitate le associazioni ambientaliste. L'assessore all'urbanistica,
Stefano Ciuffo, ha assicurato che "fino ad allora non sarà rilasciato alcun
atto autorizzativo". Italia Nostra, protagonista insieme a Legambiente della
mobilitazione che ha impedito la costruzione di 60 villette a schiera là dove
il Magnifico aveva costruito le sue cascine, esprime piena soddisfazione: "Siamo
contenti del risultato ottenuto dai nostri appelli in difesa di un bene di tale
importanza- dice Gaia Pallottino, Segretario Generale di Italia Nostra - adesso
ci batteremo perché sia approvato un progetto di recupero delle Cascine che mantenga
una forte valenza culturale, puntando all'apertura del luogo ai cittadini". Italia
Nostra, considerato il valore architettonico e storico dell'edificio, chiede che
le Cascine vengano utilizzate come luogo di incontro con il passato, ad esempio
come museo della civiltà contadina, e s'impegna a collaborare in tal senso nelle
prossime consultazioni. Comunicato
Italia Nostra - 25 luglio 2004 | | |
| Ambientalisti
contro lo scempio | |
6
luglio 2004 | | "Sessanta
appartamenti sorgeranno nelle Cascine di Tavola, un edificio che risale al
1477 e che Lorenzo de' Medici fece costruire come modello di un'azienda agricola
innovativa. Il Magnifico vi avrebbe sperimentato impianti di coltivazione, allevato
animali esotici, fra cui giraffe e daini, e allestito una rete di canali che tagliano
a scacchiera la tenuta. Sessanta appartamenti, uno a fianco all'altro, cento
metri quadri su tre piani, un soggiorno e una cucina, le camere da letto e in
alto la mansarda. Una residenza nel parco alla cui estremità svetta la Villa
di Poggio a Caiano, la dimora progettata da Giuliano da Sangallo - ora Museo nazionale
-, che Lorenzo immaginò sovrastasse la valle del fiume Ombrane, locus amoenus
per i suoi divertimenti, per la caccia e per contemplare. Per più di cinque secoli
questo assetto paesaggistico ha resistito. Ora l'Agrifina, la società che una
ventina di anni fa ha acquistato la tenuta (due-centocinquanta ettari), dopo aver
ceduto altri appezzamenti, ha preparato un progetto di "recupero", ma prevede
di svuotare le Cascine, di costruire gli appartamenti e di attrezzare campi da
tennis, parcheggi, negozi, un ristorante e i cosiddetti "centri benessere", palestre,
saune e fitness. Niente più paesaggio agrario, ma residenze di lusso. La vicenda
è alle battute finali. La Soprintendenza di Firenze ha dato parere favorevole
al progetto, dopo aver imposto un vincolo nel 1998. E nei giorni scorsi è giunto
il sì della Commissione edilizia del Comune di Prato. E' un sì condizionato.
La proprietà deve ridurre il numero degli appartamenti e chi li compra si impegna
a non apportare modifiche. Il progetto, quindi, deve essere aggiustato. Ma queste
prescrizioni non convincono le associazioni di tutela, Legambiente, Wwf e Italia
Nostra, che polemizzano duramente con l'amministrazione comunale (centrosinistra),
ma anche con la Soprintendenza: "Avvieremo un'azione legale e diffonderemo un
appello", promette Franco Di Martino di Legambiente. L'edificio compare quasi
all'improvviso, al termine di un lungo viale fiancheggiato dai pini. A sinistra
della strada sterrata c'è un campo da golf, seguito da una grande estensione che
l'Agrifina ha ceduto al Comune di Prato - diventerà un parco pubblico - e da un
maneggio. A destra brilla il verde di una coltivazione di mais. La fattoria è
circondata da una rete con cartelli che ingiungono di non attraversarla, minacciando
chi lo facesse con la silhouette di un cane. Al centro della facciata campeggia
un arco, sormontato da uno stemma, al di là del quale si scorge il cortile. Lorenzo
de' Medici volle che la Cascina, sorta ancor prima della villa in cui avrebbe
risieduto, coniugasse la funzionalità della costruzione rurale con la visione
principesca della vita in campagna di cui erano tessute la sua cultura e il suo
stile politico. Entrambe le attitudini Lorenzo le ereditava dal nonno Cosimo:
le sperimentazioni nell'allevamento degli animali e nelle colture come uno dei
fondamenti sui quali erigere il proprio potere. L'architettura era la disciplina
che avrebbe realizzato i suoi intenti. Sullo sfondo le tesi di Vitruvio, ma molto
più prossimi erano per lui i trattati rinascimentali e le teorie di Francesco
di Giorgio. La Cascina segnò un punto di passaggio nell'architettura rurale toscana.
Al centro del cortile sorgeva una piscina, nella quale si dice venissero allevati
i gamberi. Intorno si stendeva l'edificio, composto da due corpi, uno a forma
di "U", l'altro su una linea retta. Un quadrilatero, insomma. Su tre lati sorgevano
le stalle per le mucche, sull'altro i laboratori per il formaggio, le "caciaie",
quindici magazzini e le abitazioni per il fattore e per alcune famiglie di contadini.
L'attività agricola è durata per secoli. Ai primi del Novecento lo Stato, che
era entrato in possesso della Cascina dopo l'Unità, ereditandola dal Granducato
toscano, la concesse all'Opera nazionale combattenti. E a confermare l'uso zootecnico
dell'edificio, ad esso venne annessa nel 1927 un'altra stalla. La vicenda riapre
la polemica sull'uso o il riuso dell'antico. I quesiti incalzano: è giusto
che per salvare dal degrado un edificio pregiato, che certo andrebbe recuperato,
lo si trasformi radicalmente invece di restaurarlo bene e basta, svuotandolo e
assegnandogli tutt'altro destino rispetto a quello sempre coltivato? Esistono
sufficienti competenze tecniche e culturali, oppure chi detta legge è la proprietà
e il suo fisiologico desiderio di valorizzazione irnmobiliare? FlorianaFacchinetti
è l'architetto della Soprintendenza che ha seguito e poi approvato il progetto:
"Molte parti dell'edificio stanno crollando", spiega, "o si fa qualcosa o deperisce
tutto. Quel progetto è in linea con un piano di recupero approvato dal Comune
tanti anni fa e non ho accertato alcuna incompatibilità tra gli appartamenti e
un corretto restauro delle Cascine. Ho chiesto e ottenuto una serie di modifiche
e un rispetto assoluto di materiali e tecniche costruttive". Ma le rassicurazioni
della Soprintendenza non convincono Maria Rita Cecchini, architetto e militante
di Legambiente: il progetto delle Cascine, dice, prevede "di abbassare le quote
dei solai, di scavare il piano terra, di trasformare finestre in porte-finestre"
(ogni appartamento, infatti, deve avere il suo ingresso autonomo/in omaggio al
tipo dell'abitazione monofamiliare). E ancora: "Prospetti secondari vengono trasformati
in prospetti principali, si conservano particolari del tutto estranei, come le
persiane, e alcune logge vengono tamponate". Inoltre, la sistemazione esterna
"non tiene in alcun conto il disegno che il territorio circostante ha assunto
nei secoli, ma si limita a suddividere l'area fra parcheggi e aree variamente
pavimentate". In conclusione, secondo Cecchini, "questo progetto non è sostanziato
da uno sforzo intellettuale", bensì animato da un solo intento: "Come adatto meglio
questa struttura alla miglior appetibilità degli appartamenti?". Francesco
Erbani - La Repubblica 8-7-04 | | |
| Esposto
di Italia Nostra | |
6
luglio 2004 | | "Un
esposto di Italia Nostra alla Procura. E ' partito ieri per denunciare la frammentazione
e ristrutturazione delle Cascine dì Tavola, complesso rurale con edifici agrari
fatti costruire da Lorenzo il Magnifico nel 1477 (prima ancora della vicina Villa
medicea di Poggio a Caiano) aldilà del fiume Ombrone. L'area risulta vincolata
dal '94 e in parte appartiene al Comune di Prato che ha acquistato 31 ettari per
realizzarvi un parco pubblico. I restanti 20 ettari sono invece di proprietà della
società Agrifina che, secondo un progetto di recupero di una quindicina di anni
fa - riveduto, corretto e infine approvato dall'amministrazione e dalla soprintendenza
nel '98 e quindi 2004- dovrebbe realizzare nell'antico corpo laurenziano delle
Cascine una settantina di appartamenti, oltre ad un albergo-residence in un edificio
del 1920. «E' un attentato ad un complesso storico e architettonico unico, si
stravolge un luogo laurenziano per eccellenza che comprende anche !a vicina Villa
di Poggio a Caiano» accusa Italia Nostra. Un progetto correggibile, invece, secondo
il parere del neoassesore all'urbanistica di Prato Stefano Ciuoffo: «La Commissione
edilizia ha previsto già uri piano di ristrutturazione, a cui si sono aggiunte
prescrizioni da discutere con la proprietà Agrifìna, per ridurre il numero di
abitazioni e mantenere l'unitarietà degli spazi esterni». L'incontro tra le parti
in causa è previsto nei prossimi giorni. " Repubblica,
6 luglio 2004 | | | |
Legambiente |
| 5
luglio 2004 | | "Appartamenti
di lusso con giardino, parcheggi e viottoli tutt’intorno. A dirla così sembrerebbe
tutto a posto. Invece il complesso in oggetto fa parte di un’estesa tenuta agricola
di Lorenzo Dè Medici: ‘Le Cascine di Tavola’. Una costruzione laurenziana
della seconda metà del ‘400, “minacciata da un nuovo progetto di speculazione
edilizia”, sostiene Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente.
“Il piano è sciatto - continua Ferrante - e non tiene conto in alcun modo delle
particolarità storiche e architettoniche, stravolgendone completamente l’importanza
culturale. Inoltre nelle tavole grafiche non c’è alcun accenno ai materiali utilizzati,
del loro impiego, del loro stato di conservazione, non si vedono le finiture,
le pavimentazioni, i particolari costruttivi. Insomma è tutto volto a sfruttare
al meglio lo spazio per la commerciabilità degli appartamenti: ancora una volta
passa l’idea miope che la quantità sia meglio della qualità”. Legambiente dunque
ritiene il progetto illegittimo, soprattutto in base al Dl n.490/99 che stabilisce
con l’art. 21 come i ‘beni culturali’ non possano essere adibiti ad usi non compatibili
con il loro carattere storico ed artistico. “Un disegno, questo - conclude
il direttore di Legambiente - che va assolutamente fermato e rifatto affinché
non si perda una parte importante del nostro patrimonio culturale. Ecco un esempio:
una volta venduti gli appartamenti come si controlleranno i desideri di 70 proprietari
diversi per le trasformazioni future? Perché, poi, non è stato possibile esaminare
il parere della Sovrintendenza?”. In realtà il problema fondamentale è quello
della destinazione d’uso residenziale, ‘incompatibile’ con la cascina, e quindi
inaccettabile. Insomma l’associazione ambientalista si prepara ad annuciare battaglia Legambiente:
“Un progetto sciatto, stravolge l'architettura” 5 luglio 2004. |
| | | Allarme
di Italia Nostra | |
27
giugno 2004 | | "Allarme
di Italia Nostra: ruspe in agguato contro le Cascine di Lorenzo il Magnifico Ruspe
in agguato alle Cascine di Poggio a Caiano (Cascine di Tavola), fatte costruire
da Lorenzo il Magnifico come fattoria a complemento della famosissima Villa disegnata
dal Sangallo. Italia Nostra denuncia all’opinione pubblica la gravissima situazione
che dimostra totale disprezzo per un “pezzo” di così alto valore del patrimonio
storico e culturale. Si prevede infatti che la commissione edilizia del comune
di Prato voti in questi giorni l’approvazione al piano di “recupero” che trasformerà
la Cascine – di proprietà dell’immobiliare Agrifina - in una sessantina di appartamenti
, stravolgendo completamente il complesso mediceo. “Stiamo studiando la situazione
dal punto di vista legale- ha dichiarato la segretaria generale Gaia Pallottino-
cercheremo in ogni modo di contrastare questo progetto”. La costruzione ha pianta
quadrangolare e si svolge attorno una vasta corte interna. E' circondata da un
profondo fossato pieno d'acqua e da alti muri, che ai quattro vertici, in pianta,
prendono la forma di altrettanti bastioni e in alzato formano quattro torrette
angolari. Sui tre lati della costruzione trovano posto le stalle, sul lato dov'è
il portale d'accesso si trovano le stanze per fabbricare burro e cacio e gli appartamenti
del cascinaio, degli stallieri e dei lavoranti. Al centro del cortile, un grande
vivaio d'acqua limpida ospitava i pesci e serviva ad abbeverare il bestiame. Il
consiglio comunale aveva votato il piano di recupero nel 1988, ma la soprintendenza
territoriale lo aveva bloccato fino al ’97, quando poi – non si riesce a immaginare
perché all’improvviso dovrebbe essere cambiato l’interesse della collettività
verso un bene di così palese interesse storico e artistico– ha dato il via libera.
Pochissime voci si sono levate finora per protestare contro questo scempio (tra
le poche, quella del presidente di Legambiente Prato, Franco Di Martino). Italia
Nostra Comunicazione Nanni Riccobono 3296195061 Lorenzo Misuraca 0684406323/ 3389691517
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| Allarme
di Italia Nostra | |
giugno
2004 | | "Allarme
di Italia Nostra: ruspe in agguato contro le Cascine di Lorenzo il Magnifico "Magnifiche
ruspe in agguato alle Cascine di Poggio a Caiano (Cascine di Tavola), fatte
costruire da Lorenzo il Magnifico come fattoria a complemento della famosissima
Villa disegnata dal Sangallo. Al
centro del cortile dell'edificio campeggia ancora un grande vivaio d'acqua limpida
che ospitava i pesci e serviva ad abbeverare il bestiame. Italia
Nostra denuncia all’opinione pubblica la gravissima situazione che dimostra
totale disprezzo per un “pezzo” di così alto valore del patrimonio storico e culturale.
Si prevede infatti che la commissione edilizia del comune di Prato voti in questi
giorni l’approvazione al piano di “recupero” che trasformerà la Cascine
– di proprietà dell’immobiliare Agrifina - in una sessantina di appartamenti,
stravolgendo completamente il complesso mediceo. Il consiglio comunale aveva
votato il piano di recupero nel 1988, ma la soprintendenza territoriale lo aveva
bloccato fino al ’97, quando poi – non si riesce a immaginare perché all’improvviso
dovrebbe essere cambiato l’interesse della collettività verso un bene di così
palese interesse storico e artistico– ha dato il via libera. Pochissime voci si
sono levate finora per protestare contro questo scempio."
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