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Laurenziana
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2006-07
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La
basilica romanica di S. Miniato al Monte a
fu iniziata a Firenze nel 1018 per volontà del Vescovo Ildebrando,
fu continuata fino al 1207. La leggenda narra che la chiesa si erge
sul preesistente Oratorio fatto costruire da San Minato, primo evangelizzatore
e martire cristiano fiorentino. Si racconta che Miniato, dopo essere
stato decapitato, raccolse la testa, la rimise sul colle e andò
a morire nella grotta sul monte alla Croci, sua dimora eremitica.
La facciata, in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è decorata
con arcate sulla cui sommità c’è un mosaico su fondo dorato che
rappresenta Cristo in trono benedicente fra la Madonna e San Miniato.La
grande aquila in rame presente sul
frontone fa riferimento all’arte dei Calimala che amministrò
i beni del convento annesso alla Chiesa dal 1288. L’interno è a
tre navate, il pavimento centrale è ad intarsio marmoreo decorato
con simboli dello Zodiaco. Sul presbiterio è posto un gruppo scultoreo
d’ispirazione classica; nella cripta, che si trova sotto il presbiterio,
sono conservate le spoglie di San Miniato. All’esterno della Chiesa
c’è il Palazzo del Vescovo, antica residenza estiva dei Vescovi
di Firenze, poi divenuto Convento, Ospedale e Casa dei Gesuiti.
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S.Miniato
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2006-07
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La
basilica romanica di S. Miniato al Monte a
fu iniziata a Firenze nel 1018 per volontà del Vescovo Ildebrando,
fu continuata fino al 1207. La leggenda narra che la chiesa si erge
sul preesistente Oratorio fatto costruire da San Minato, primo evangelizzatore
e martire cristiano fiorentino. Si racconta che Miniato, dopo essere
stato decapitato, raccolse la testa, la rimise sul colle e andò
a morire nella grotta sul monte alla Croci, sua dimora eremitica.
La facciata, in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è decorata
con arcate sulla cui sommità c’è un mosaico su fondo dorato che
rappresenta Cristo in trono benedicente fra la Madonna e San Miniato.La
grande aquila in rame presente sul
frontone fa riferimento all’arte dei Calimala che amministrò
i beni del convento annesso alla Chiesa dal 1288. L’interno è a
tre navate, il pavimento centrale è ad intarsio marmoreo decorato
con simboli dello Zodiaco. Sul presbiterio è posto un gruppo scultoreo
d’ispirazione classica; nella cripta, che si trova sotto il presbiterio,
sono conservate le spoglie di San Miniato. All’esterno della Chiesa
c’è il Palazzo del Vescovo, antica residenza estiva dei Vescovi
di Firenze, poi divenuto Convento, Ospedale e Casa dei Gesuiti.
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Pieve S. G. Battista a Castello (SI)
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2006-07
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S.
Maria Novella di Orciano (PU) Eretta nel
1492, su disegno dell’architetto Baccio Pontelli, S.M.N. è una delle
più belle costruzioni rinascimentali delle Marche. La chiesa sorge
all'interno del Castello anche se molto prossima alle mura, ben
visibile anche dall'esterno del borgo. L’ingresso della chiesa è
incorniciato e impreziosito da uno stupendo Portale in pietra scolpita
in basso rilievo. Tipologicamante a pianta centrale seppur non esattamente
quadrata, la chiesa è stupefacente soprattutto per lo spazio interno
dalla linee pure, segnalate dai ricorsi in arenaria e da uno straordinario
gioc o
di oculi, ciechi e aperti. Uno spazio dominato da Tiburio con cupola
e lanternino che si inserisce perfettamente nella tradizione quattrocentesca
delle chiese a pianta centrale iniziata da
Brunelleschi, Alberti, Michelozzo, Rossellino e incentivata proprio
da Sisto IV delle Rovere con il culto mariano. La facciata incompleta
ha paramento in mattoni con uno stupendo portale in pietra a tabernacolo
poggiante su colonne con alti piedistalli. La tradizione lo vuole
opera di Raffaello Sanzio ma si tratta di un riferimento non documentato.
Esso pare piuttosto opera delle mestranze operanti ad Urbino.
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Pieve S. G. Battista a Castello (SI)
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2001-2006
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Pieve
a Castello con Abbadia a Isola formava
uno dei due poli religiosi intorno a Monteriggioni (SI) appartenenti
alla diocesi di Volterra. La specifica posizione geografica del
sito della Pieve ha origine all'interno del percorso della via francigena.
La pieve è composta da una chiesa con pianta basilicale a tre navate,
successivamente trasformate e profondamente modificate per esigenze
legate al riuso -, tre absidi a tutto sesto ( di cui una è scomparsa
) -, un battistero a pianta ottagonale attaccato alla ex navata
sinistra, alla quale si accedeva tramite un arco ogivale ancora
esistente ed in buono stato di conserv azione,
e un chiostro che si allaccia all'abside centrale ed al lato nord
del battistero. Del chiostro sono rimasti esclusivamente i volumi
degli edifici successivamente ricavati dal quadrangolo originario.
Lo stato di conservazione del complesso è legato ai criteri del
recente progetto di riuso che ha interessato gran parte dei fabbricati
del'ex convento la diocesi di Volterra. La specifica posizione geografica
del sito della Pieve ha origine all'interno del percorso della via
francigena. La pieve è composta da una chiesa con pianta basilicale
a tre navate.
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