Flussi migratori e cittadinanza
attiva: modelli e visioni
1 )L'Italia nel contesto delle migrazioni internazionali.
Uno sguardo d'insieme Di Francesco Carchedi
2 )
Tra innovazione e partecipazione: l'analisi civica Di
Pier Paolo Inserra
Parte
seconda
Analisi civica e territorio:
la situazione di Fano
3 )Il processo di attivazione dell'analisi civica: alcuni
approfondimenti legati al contesto Di Pier Paolo Inserra
4
)Territorio e risorse Di
Davide Guidi e Alessandro Buccioletti
5
) Alcuni dati generali sul fenomeno immigrazione a Fano Di
Pier Paolo Inserra
6
) Storie e culture Di Davide Guidi
Parte
terza
Progettualità ed azioni
7
) L'accoglienza possibile Di Davide Guidi e Cristina
Fori
8
) Cittadini immigrati e salute Di Carlo Bracci
9
) Politiche locali ed integrazione Di Pier Paolo Inserra
Autori
del volume
Riferimenti
bibliografici
D
e s c r i z i o n e d e l v o l u m e
Per
una nuova gestione delle politiche pubbliche sull'immigrazione. ..
Il fenomeno
immigratorio, che riguarda ormai centinaia di migliaia di uomini e donne che vivono
nel nostro Paese o che vi affluiscono quotidianamente, è tema con il quale chiunque
si occupi della gestione di politiche locali (rappresentanti pubblici ed istituzionali,
attori del Terzo Settore, ecc.) deve necessariamente confrontarsi. Con il duplice
obiettivo, fra gli altri, sia di governare le politiche di inserimento dei nuovi
arrivati, sia di favorire quelle di accoglienza da parte dei cittadini autoctoni,
nel tentativo di garantire ai primi uguaglianza nell'esercizio dei diritti e differenza
nell'esercizio delle culture di appartenenza, ed ai secondi consapevolezza, sicurezza,
tutela dei propri diritti e delle proprie abitudini. Il presente volume, "Cittadinanza
attiva ed integrazione multiculturale. Un percorso di analisi civica a Fano",
descrive il percorso che Comune di Fano ed Associazione Limen hanno promosso,
nell'ambito di un progetto finalizzato all'individuazione di linee guida utili
ad indirizzare per i prossimi anni le politiche pubbliche della cittadinanza nell'ambito
dell'integrazione multiculturale. Partendo da una ricerca territoriale, che ha
permesso di indagare ed evidenziare i principali aspetti che caratterizzano il
mondo dell'immigrazione a Fano, e che ha visto il forte coinvolgimento, nella
fase progettuale ed attuativa, delle Associazioni di immigrati non comunitari
presenti in città. Riteniamo utili esperienze di ricerca promosse a livello locale,
perché in grado di fornire indicazioni contestualizzate e realistiche sui fenomeni
oggetto di indagine. La possibilità di sperimentare inoltre modelli di ricerca-azione
nuovi, fa sì che realtà come quella di Fano possano essere considerate a pieno
titolo territori privilegiati di intervento oltre che di gestione delle politiche
di welfare. Nel nostro caso, abbiamo tentato un primo passo nella direzione dell'analisi
civica, quale strumento di lettura dei bisogni della cittadinanza centrato sul
coinvolgimento e sulla partecipazione attiva della collettività, per l'individuazione
e la gestione di politiche pubbliche riguardanti l'immigrazione. Speriamo, infine,
che l'attivazione di percorsi come quello di Fano e la diffusione delle conoscenze
su esperienze locali come la nostra, possano contribuire al dibattito relativo
alle nuove forme di cittadinanza, premessa indispensabile per legittimare scelte
stabili di partecipazione e democrazia.
Cittadinanza
attiva e integrazione multiculturale un percorso di analisi civica a Fano.........................................
Il testo del presente
volume è stato pensato come divulgativo, non specialistico, che possa permettere
agli operatori del settore ed ai cittadini interessati di acquisire informazioni
utili, concrete, sul mondo dell'immigrazione fanese; informazioni inerenti alle
possibili metodologie di azione oltre che alle caratteristiche ed alle risorse
presenti sul territorio. E' suddiviso in tre sezioni principali che favoriscono
più letture dell'esperienza. La prima parte, "Flussi migratori e cittadinanza
attiva: modelli e visioni", di carattere introduttivo, si prefigge due obiettivi
fondamentali. Fornire una visione di ampio respiro sui flussi migratori che caratterizzano
il fenomeno immigrazione in questi anni, a livello europeo, nazionale e locale,
ed offrire al lettore alcune indicazioni di base sulla metodologia e sui significati
dell'analisi civica, collocandola all'interno della riflessione ancora giovane
in Italia sulla cittadinanza attiva. Nella seconda parte del libro, intitolata
"Analisi civica e territorio: la situazione di Fano", vengono descritti i risultati
della ricerca "Quali diritti per quali bisogni: vita da immigrati a Fano", con
una sezione dedicata a testimonianze dirette. L'ultima parte, infine, "Progettualità
ed azioni", propone alcune riflessioni, collegate all'impostazione generale data
al progetto ed ai bisogni raccolti in fase di indagine che, ci auguriamo, possano
contribuire ad orientare le politiche locali riguardanti l'immigrazione nei prossimi
anni.
Il
fenomeno dell'immigrazione in Italia di cittadini provenienti da paesi extra-comunitari
sta subendo alcuni cambiamenti significativi rispetto agli anni'70 - primi anni'90.
In quegli anni, l'immigrazione era prevalentemente maschile e proveniva soprattutto
da paesi africani e (in parte minore) dall'Asia e dall'America Latina. Oggi assistiamo
invece ad un consistente flusso migrato-rio finalizzato a ricongiungimenti familiari
ed è in grande crescita l'immigrazione da paesi europei, con particolare riferimento
all'ex-Jugoslavia ed ai paesi dell'ex-blocco sovietico. Il primo aspetto è da
considerarsi positivo, perché la presenza di coniuge e figli consente sicuramente
un migliore inserimento nel nostro paese da parte dei cittadini immigrati e facilita
la costruzione di rapporti di amicizia e conoscenza con i cittadini italiani.
L'immigrazione dall'Europa dell'Est è, invece, un fenomeno complesso, provocato
sia dalla guerra nella ex-Jugoslavia sia dalla fi-ne di un sistema politico-economico
sulle cui ceneri si sono sviluppate grandi sacche di miseria e disperazione. Quasi
sempre, gli immigrati trovano lavoro in Italia in quei settori ormai abbandonati
dagli italiani o perché poco redditizi o perché molto faticosi ed in-salubri.
Non è vero, dunque, che ci sia un conflitto fra immigrati e disoccupati in Italia;
c'è semmai una difficoltà a saper cogliere in positivo l'opportunità di una presenza
che porta con sé usi, costumi, culture e religioni diverse. Accanto a questi aspetti,
c'è il problema dell'immigrazione clandestina, collegata spesso a fenomeni di
delinquenza organizzata, di riduzione in schiavitù nella prostituzione, di traffico
di armi e droga. Un atteggiamento di grande di-sponibilità ed accoglienza verso
chi, disperato nel proprio paese a causa della guerra, della fame o della miseria,
cerca nel nostro paese condizioni di vita più umane per sé e per la propria famiglia,
favorisce la regolarizzazione di chi vuole vivere onestamente nei nostri territori
e fa terra bruciata attorno a chi vuole arricchirsi sfruttando la disperazione
della povera gente. Opporsi per-tanto alla regolarizzazione, anche fosse di qualche
centinaio di migliaia di persone (l'Italia è agli ultimi posti in Europa quanto
a percentuale di immigrati sul proprio territorio), non fa che esasperare il fenomeno
dell'immigrazione ille-gale. Se, dunque, si deve avere un atteggiamento positivo
verso l'immigrazione di necessità (non dimenticando mai, però, che occorre adoperarsi
politicamente a tutti i livelli per fare in modo che nessuno sia più costretto
ad emigrare dal proprio paese a causa della guerra, della fame e della miseria),
occorre anche saper affrontare in tempo i problemi e le difficoltà che gli immigrati
incontrano arrivando in Italia, soprattutto casa e lavoro, affinché i bisogni
sociali non sod-disfatti non degenerino in conflitti che poi non risultano facilmente
gestibili, provocando reazioni negative e di rigetto da parte della popolazione
locale nei confronti degli immigrati stessi. Da qui nasce l'esigenza di monitorare
costantemente il fenomeno migratorio, conoscendolo nei suoi aspetti sociali, per
individuare in tempo le azioni e gli interventi da realizzare. La ricerca di Limen
risponde a queste esigenze e per tale motivo, quando è stata proposta all'interno
della Consulta comunale sull'immigrazione, ha trovato positiva accoglienza sia
da parte dell'amministrazione comunale sia da parte delle associazioni degli immigrati
e del volontariato sociale. Il Comune di Fano è da tempo impegnato a dare risposte
ai bisogni sociali dei cittadini immigrati ed a valorizzare la presenza nel nostro
territorio di culture diverse. Per quanto riguarda il primo aspetto, va sottolineato
che è attivo da qualche anno il Centro di primo ascolto, recentemente potenziato,
che ha una media di 830 visite/anno (relative a circa 230 persone/anno di cui
la metà nuo-ve). Il Centro svolge attività di sostegno per quanti hanno problemi
di casa, lavoro, pratiche varie (AUSL, case popolari, documenti, etc.). L'altro
importante servizio è quello di pronta accoglienza in convenzione con l'Associazione
Volontari nella Solidarietà, che offre la disponibilità di alcuni posti per vitto
ed alloggio per qualche settimana a favore di chi arriva a Fano e deve ancora
ambientarsi (oltre 2000 pasti distribuiti e circa 750 pernottamenti ogni anno).
Si sta realizzando, inoltre, una migliore accoglienza abitativa sia favorendo
la ricerca della casa sia individuando strutture di accoglienza con spazi personali
e spazi comuni. Vengono poi svolti corsi di formazione profes-sionale di termoidraulica
e saldatura per fornire migliori opportunità di lavoro agli immigrati. Altra esigenza
molto sentita ed appena realizzata, è quella di una sede per le associazioni degli
immigrati, luogo dove incontrarsi, conoscersi e farsi conoscere, dare le prime
indicazioni ai nuovi arrivati. Sta poi per essere prodotto un opuscolo informativo
in più lingue che costituirà il vademe-cum del cittadino immigrato a Fano. Sul
fronte della valorizzazione culturale della presenza a Fano di cittadini im-migrati,
invece, si pensi ad iniziative quali le attività interculturali nelle scuole per
favorire la conoscenza ed il superamento dei pregiudizi nei bambini e nei giovani,
i corsi di lingua italiana per gli immigrati, l'inserimento delle associa-zioni
degli immigrati nelle iniziative locali (Movimentazioni), la promozione di iniziative
di conoscenza e sostegno (Chiama l'Africa, Commercio equo e solidale). Questo
coinvolgimento di tanti soggetti (l'ente locale, le associazioni degli immigrati,
le associazioni del volontariato sociale, le scuole, le cooperative, i cittadini
in genere) va nella direzione di quella "cittadinanza attiva" che è il riferimento
culturale delle politiche sociali a Fano negli ultimi anni. L'integrazione fra
tutti questi soggetti è la migliore garanzia per una politica dell'accoglienza
e della valorizzazione che sempre più deve caratterizzare le politiche sociali.
Per questo i ringraziamenti vanno a Limen, che ha ideato e realizzato questa preziosa
ricerca che costituirà la base delle future iniziative nel settore degli immigrati
a Fano. Vanno ringraziate anche tutte le associazioni degli immigrati che hanno
collaborato alla realizzazione della ricerca contattando tante persone e coinvolgendosi
in modo attivo e positivo. Un ringraziamento anche alle as-sociazioni del volontariato
sociale che sono presenti nella Consulta sull'immigrazione e che svolgono un prezioso
lavoro di sostegno e di media-zione fra i cittadini immigrati ed i cittadini fanesi.
Un ringraziamento, infine, all'Ufficio Politiche giovanili del Comune di Fano,
che ha le competenze sull'immigrazione, ed alle operatrici dell'Ufficio Stra-nieri
del Comune di Fano, gestito tramite cooperativa sociale: sono questi due soggetti
che hanno coordinato l'iniziativa calandola nella realtà di Fano.
Luciano Benini Assessore
alle Politiche Sociali e Giovanili Comune di Fano 1995-1999 .......................................................................................................
Lavorare
oggi nelle comunità vuol dire, a nostro avviso, porre attenzione a due esigenze
tra le altre. Prima di tutto, garantire standard qualitativi di intervento soddisfacenti
per il cittadino che fruisce di servizi alla persona. In secondo luogo, rimettere
in discussione la quasi obsoleta espressione "privato-sociale", propendendo per
una più estesa concezione di servizio di pubblica utilità. Tale concezione, dovrebbe
portare ad un coinvolgimento paritetico tra ente locale, servizio sanitario nazionale
e terzo settore, ai fini di una fattiva integrazione tra soggetti programmatori,
gestori e fruitori di politiche di welfare. Sarebbe pretenzioso sostenere che
l'esperienza che ci accingiamo a raccontare in questo libro soddisfi pienamente
le due esigenze appena descritte. Ma va di certo nella direzione di promuovere
e rendere visibile una modalità ben precisa di gestione delle politiche sociali
locali. Oltre tutto, e lo diciamo consapevoli di essere in apparenza tacciabili
di autore-ferenzialità, il valore dello scrivere, del riflettere su un percorso,
non sempre è collegabile ad esclusive necessità di diffusione allargata di saperi.
A volte è un'occasione, nobile e rischiosa allo stesso tempo, per chi scrive di
rielaborare quanto fatto. Ma alla luce del sole, utilizzando quale canale privilegiato
di co-municazione la pagina ed i suoi contenuti. In questo modo chi legge percepisce
il ronzio di fondo, e l'operatore che scrive riconosce errori e limiti collegati
all'esperienza raccontata, oltre che la portata ed il valore di alcuni contenuti
e passaggi. In un'ottica dialogica, entrambi gli aspetti (ed entrambi i soggetti)
sono necessari per una riflessione attendibile su modelli di intervento specifici
ed innovativi. Questi stessi modelli giustificano e danno peso a tutto un filone
della ricerca sociale che si pone nell'ottica di superare facili accademismi di
maniera, proponendosi come strumento reale di cambiamento sociale e culturale.
In che modo ? Diventando un mezzo di espressione civile e democratica, di lettura
ed identificazione dei bisogni individuali e collettivi, di individuazione e soluzio-ne
di possibili strategie di azione. Scendiamo ancor più nello specifico e partiamo
da una constatazione evidente. A Fano, per lungimiranza o per semplice volontà
da parte degli attori sociali interessati, è emerso negli ultimi tempi un bisogno:
quello di affrontare il fenomeno immigrazione in maniera esauriente e concreta,
cercando prima di tutto di comprendere al meglio le specificità e le caratteristiche
che questo stesso fenomeno va assumendo sul territorio. Si tratta di un passaggio
in appa-renza semplice, di una necessità ineluttabile. Non si può prescindere,
infatti, da un'analisi dei bisogni sistematica se l'obiettivo è quello di decodificarli
indivi-duando strategie di presa in carico contestualizzabili e coerenti. Eppure,
troppo spesso questo passaggio non viene considerato: ecco perché deve risaltare
in positivo il progetto promosso dalla comunità di Fano, senza però nasconderci,
ad onor del vero, un dato di fatto. La decisione di leggere il pianeta immigra-zione
nella nostra cittadina, è stata facilitata da una forte vicinanza culturale tra
tutti gli attori che hanno gestito poi l'intero processo di sviluppo dell'intervento:
l'amministrazione locale, il terzo settore, le associazioni di immigrati e la
cittadinanza nelle sue molteplici espressioni (pur come agente indiretto di promozione).
Il tutto si è tradotto nella realizzazione di una ricerca, "Quali diritti per
quali bisogni: vita da immigrati a Fano", svolta da Limen nell'arco del 1998,
e finalizzata a fornire una fotografia della situazione immi-grazione a livello
territoriale. Il presupposto condiviso, l'assioma di fondo, è stato quello di
volere comprendere il ruolo della comunità locale rispetto alle politiche di accoglienza
ed in-tegrazione, in un'ottica di governance. Di gestione cioè condivisa e partecipata
delle politiche pubbliche riguardanti l'integrazione. A questo proposito, la ricerca
realizzata non va considerata il prodotto meccanicistico di un'interazione biunivoca
tra committenza (il Comune di Fano) ed organizzazione attuatrice (Limen), come
tradizionalmente accade. Le riflessioni emerse dalla ricerca so-no state il frutto
di una prima e fattiva integrazione, il nostro peccato originale si spera, tra
ente locale, cittadini immigrati, terzo settore fanese e cittadinanza. A questi
soggetti vanno poi aggiunti in veste di protagonisti altri attori (i sin-dacati,
la prefettura, il commissariato, le organizzazioni di volontariato laico e cattolico,
etc.), che tutt'oggi contribuiscono a dare vitalità e consistenza alla rete di
risorse che caratterizzano il nostro territorio. La stessa ricerca diventa così
una delle azioni promosse e gestite dalla cittadinanza attiva, collocandosi da
un punto di vista modellistico e metodologico all'interno del filone ben più vasto
di interventi che vanno sotto il nome di analisi civica (di cui si parlerà diffusamente
nelle pagine seguenti). Tale impostazione, oltre alla fase di lettura ed analisi
dei bisogni, contempla passaggi al-trettanto importanti e strategici per il raggiungimento
dell'obiettivo prefissato. Nel caso in questione: una prima valutazione dei servizi
esistenti, l'individuazione e la programmazione di politiche di accoglienza e
di integrazione adeguate, la partecipazione diretta di tutti i principali protagonisti
del pianeta immigrazione cittadino. Pertanto, la caratteristica principale della
presente pubblicazione, è quella di favorire, in virtù della complessa articolazione
del progetto specifico, una riflessione che presuppone più livelli di lettura.
Dalla elaborazione di un mo-dello innovativo di gestione delle politiche pubbliche,
scaturiscono, infatti, al-cune suggestioni, sicuramente parziali e limitate, ma
comunque collegabili alle esigenze del territorio, alle sue potenzialità ed ai
possibili sviluppi che esso può garantire rispetto al fenomeno oggetto di studio
e non solo. L'esigenza di utilizzare un approccio olistico, multidimensionale,
si riflette inoltre sulla stessa struttura del volume. Il linguaggio adoperato,
al di là degli obbligati sforzi di organicità, è un linguaggio frammentario, fatto
di livelli diversi di approfondimento e di prospettive di partenza differenziate.
Abbiamo preferito mantenere viva questa peculiarità della pubblicazione, evitando
eccessive omologazioni in fase di revisione del testo, per meglio rendere la di-namicità
che c'è dietro all'esperienza appena conclusa. Prima di finire, le ultime e doverose
informazioni sulla struttura generale del libro e su alcune parti specifiche.
Il volume è stato pensato come un testo di-vulgativo, non specialistico, che possa
permettere agli operatori del settore ed ai cittadini interessati di acquisire
informazioni utili, concrete, sul mondo dell'immigrazione fanese; informazioni
inerenti alle possibili metodologie di azione oltre che alle caratteristiche ed
alle risorse presenti sul territorio. E' suddiviso in tre sezioni principali che
favoriscono, come anticipato, più letture dell'esperienza. La prima parte, "Flussi
migratori e cittadinanza attiva: modelli e visioni", di carattere introduttivo,
si prefigge due obiettivi fondamentali. Fornire una visione di ampio respiro sui
flussi migratori che caratterizzano il fenomeno immigrazione in questi anni, a
livello europeo, nazionale e locale, ed offrire al lettore alcune indicazioni
di base sulla metodologia e sui significati dell'analisi civica, collocandola
all'interno della riflessione ancora giovane in Italia sulla cittadinanza attiva.
Nella seconda parte del libro, intitolata "Analisi civica e territorio: la situazione
di Fano", vengono descritti i risultati della ricerca "Quali diritti per quali
bisogni: vita da immigrati a Fano", con una sezione dedicata a testimonianze dirette.
L'ultima parte, infine, "Progettualità ed azioni", propone alcune riflessioni,
collegate all'impostazione generale data al progetto ed ai bisogni raccolti in
fase di indagine che, ci auguriamo, possano contribuire ad orientare le politi-che
locali riguardanti l'immigrazione nei prossimi anni. Per facilitare la lettura
ed evitare il rischio di dispersione, ogni sezione è intro-dotta da una sintesi
che ne descrive a grandi linee i contenuti: ciò dovrebbe contribuire ad evidenziare
un filo conduttore unico in grado di accompagnare il lettore dall'inizio alla
fine. In ultimo, un ringraziamento doveroso a quanti hanno contribuito alla pubbli-cazione
del presente volume. Le associazioni di immigrati con la loro storia, le loro
culture, la loro ricchezza. L'ente locale e gli esperti che ci hanno piacevolmente
aiutato a definire un percorso che riteniamo utile e stimolante. Tutta la comunità
civile che ha risposto da protagonista all'indagine. Ci congediamo con la consapevolezza
di avere vissuto un'esperienza intensa ed appagante. Pensando, al contempo, che
anche raccontare esperienze locali come la nostra può contribuire al dibattito
relativo alle nuove forme di cittadinanza, premessa fondante per legittimare scelte
stabili di partecipazione e di democrazia.
Pier Paolo Inserra Presidente di
Limen .........................................