LIMEN,
Comune di Fano Politiche Sociali,C.I.R.S.S.-Centro
Italiano per la ricerca sociale e sanitaria L.R. 30/98 "Interventi
a favore della famiglia" CONVEGNO SICUREZZA DOMESTICA
"verso una strategia golbale di prevenzione"
- FANO, venerdi 24 marzo 2000 Sala della Concordia. Hanno partecipato:
Adriana
Mollaroli Carlo
Bracci Marco
Cuzzupoli Stefania
Tiberi Sergio
D'Errico Massimo
Agostini Elisa
Cingolani Milvia
Flora Andrea
Tavazza. Coordina
Davide
Guidi, direttore di Limen. La legislazione italiana in materia
di prevenzione e sicurezza del lavoro ha raggiunto con il Decreto
legislativo n. 626/94 e successive modificazioni, il punto di
massima evoluzione.Tale Decreto, recependo alcune importanti
direttive comunitarie, si rivolge, in maniera esclusiva, ad
attori che appartengono all'universo del cosiddetto lavoro "produttivo".
La
lettura delle statistiche ufficiali evidenzia tuttavia un dato allarmante
sulle cause di incidenti e di morti: una grossa fetta di eventi accidentali
si consumano negli ambienti domestici - luoghi non contemplati dal D.
Lgs. 626/94 - e riguarda in particolare i soggetti "non produttivi"
e con ridotta funzionalità ovvero bambini ed anziani (per quanto attiene
alla realtà fanese, sulla base dei dati elaborati dal Comune di Fano
nel 1999, ben il 25% delle famiglie residenti ha un minore sotto i 14
anni, e circa il 28% della popolazione generale ha dai 60 anni in su).
Per avere un'idea della dimensione della strage silenziosa che ogni
giorno si compie all'interno delle mura domestiche, ma che di rado finisce
sulle pagine dei giornali, si pensi che secondo l'ultima indagine Istat
disponibile (risalente al 1993) oltre il 4% della popolazione va incontro
ad infortuni domestici, con un incremento del 20% rispetto agli anni
80. Si tratta di una percentuale molto più alta rispetto agli incidenti
stradali o sul lavoro; in termini assoluti, più di 8.000 persone all'anno
muoiono in Italia tra le mura domestiche
Excertpa
Il
fenomeno immigratorio, che riguarda ormai centinaia di migliaia
di uomini e donne che vivono nel nostro Paese o che vi affluiscono quotidianamente,
è tema con il quale chiunque si occupi della gestione di politiche locali
(rappresentanti pubblici ed istituzionali, attori del Terzo Settore,
ecc.) deve necessariamente confrontarsi. Con il duplice obiettivo, fra
gli altri, sia di governare le politiche di inserimento dei nuovi arrivati,
sia di favorire quelle di accoglienza da parte dei cittadini autoctoni,
nel tentativo di garantire ai primi uguaglianza nell'esercizio dei diritti
e differenza nell'esercizio delle culture di appartenenza, ed ai secondi
consapevolezza, sicurezza, tutela dei propri diritti e delle proprie
abitudini. Il presente volume, "Cittadinanza attiva ed integrazione
multiculturale. Un percorso di analisi civica a Fano", descrive il percorso
che Comune di Fano ed Associazione Limen hanno promosso, nell'ambito
di un progetto finalizzato all'individuazione di linee guida utili ad
indirizzare per i prossimi anni le politiche pubbliche della cittadinanza
nell'ambito dell'integrazione multiculturale. Partendo da una ricerca
territoriale, che ha permesso di indagare ed evidenziare i principali
aspetti che caratterizzano il mondo dell'immigrazione a Fano, e che
ha visto il forte coinvolgimento, nella fase progettuale ed attuativa,
delle Associazioni di immigrati non comunitari presenti in città.
Riferimenti
Novità
Come
prima puntata della nuova rubrica di Limen "Osservatorio Web"
abbiamo scelto come argomento il rapporto casa - immigrato. Il
tema non è, ovviamente, casuale e non corriamo il rischio di sbagliare
affermando che nel nostro paese la questione dell'accesso all'abitazione
è per gli immigrati il problema principale da risolvere
Ricerche
Cittadinanza
attiva e integrazione multiculturale"Questo è il titolo
della ricerca sociale condotta dal Comune di Fano ( Ps) con la supervisione
scientifica di Limen, associazione che si occupa di ricerche ed interventi
scocio-ambientali, e con la collaborazione delle associazioni di immigrati
non comunitari presenti a livello locale (Associazione dei Camerunesi
in Italia, Associazione Socio-Culturale degli Immigrati Congolesi, Associazione
dei Lavoratori Senegalesi, Associazione Marrakech, Associazione Multietnica).
I primi risultati sono stati presentati in un convegno aperto alla cittadinanza,
tenutosi lo scorso 12 Dicembre, presso la Sala della Concordia del comune.
Excerpta
Partendo
da una prima conoscenza sulla situazione della sicurezza domestica a
Fano attraverso alcune interviste a testimoni privilegiati, si è iniziata
la pianificazione di un intervento sistematico per le fasce di popolazione
a rischio grazie ad un workshop aperto ad interlocutori locali che a
vario titolo si occupano del problema. Nell'ambito del progetto sono
stati presentati, inoltre, uno studio di fattibilità che ha verificato
l'esistenza di risorse (a livello locale, regionale ed europeo, oltreché
private), utili all'attuazione di ulteriori interventi sul campo, ed
un percorso formativo sperimentale per i target previsti dal progetto
(anziani e coppie giovani con bambini).
Riteniamo
utili esperienze di ricerca promosse a livello locale, perché in grado
di fornire indicazioni contestualizzate e realistiche sui fenomeni oggetto
di indagine. La possibilità di sperimentare inoltre modelli di ricerca-azione
nuovi, fa sì che realtà come quella di Fano possano essere considerate
a pieno titolo territori privilegiati di intervento oltre che di gestione
delle politiche di welfare. Nel nostro caso, abbiamo tentato un primo
passo nella direzione dell'analisi civica, quale strumento di lettura
dei bisogni della cittadinanza centrato sul coinvolgimento e sulla partecipazione
attiva della collettività, per l'individuazione e la gestione di politiche
pubbliche riguardanti l'immigrazione. Speriamo, infine, che l'attivazione
di percorsi come quello di Fano e la diffusione delle conoscenze su
esperienze locali come la nostra, possano contribuire al dibattito relativo
alle nuove forme di cittadinanza, premessa indispensabile per legittimare
scelte stabili di partecipazione e democrazia.
Programma
di servizi
Il
settore nasce da esperienze maturate da un gruppo di operatori con
consolidate professionalità nell'ambito del privato sociale
e delle organizzazioni di volontariato.Dai punti di vista teorico
e metodologico,l'associazione fa riferimento al paradigma della
ricerca-intervento, che prevede oltre alla implementazione di servizi
sul territorio, anche attività continue di indagine ed analisi
della
realtà e dei fenomeni socioambientali e culturali.
Limen"
è un termine latino che significa "soglia", "ingresso", ma anche
"confine". Metaforicamente, indica la doppia valenza dell'associazione,
che si propone di prevenire e contrastare i processi di emarginazione
sociale e di degrado del patrimonio ambientale e culturale, operando
per la diffusione di una cultura e di stili di vita ecosostenibili
e di alta qualità sociale .
La
legislazione italiana in materia di prevenzione
e sicurezza del lavoro ha raggiunto con il Decreto legislativo
n. 626/94 e successive modificazioni, il punto di massima evoluzione.
Tale Decreto, recependo alcune importanti direttive comunitarie,
si rivolge, in maniera esclusiva, ad attori che appartengono all'universo
del cosiddetto lavoro "produttivo", vale a dire a soggetti attivi
del mercato del lavoro. La lettura delle statistiche ufficiali evidenzia
tuttavia un dato allarmante sulle cause di incidenti e di morti:
una grossa fetta di eventi accidentali si consumano negli ambienti
domestici - luoghi non contemplati dal D. Lgs. 626/94 - e riguarda
in particolare i soggetti "non produttivi" e con ridotta funzionalità
ovvero bambini ed anziani (per quanto attiene alla realtà fanese,
sulla base dei dati elaborati dal Comune di Fano nel 1999, ben il
25% delle famiglie residenti ha un minore sotto i 14 anni, e circa
il 28% della popolazione generale ha dai 60 anni in su).
PUBBLICAZIONI
Cittadinanza
attiva e integrazione multiculturale: Un
percorso di analisi civica a Fano(PU)
Descrizione
generale del volume
."Il
testo del presente volume è stato pensato come divulgativo,
non specialistico, che possa permettere agli operatori del settore
ed ai cittadini interessati di acquisire informazioni utili, concrete,
sul mondo dell'immigrazione fanese; informazioni inerenti alle
possibili metodologie di azione oltre che alle caratteristiche
ed alle risorse presenti sul territorio. E' suddiviso in tre sezioni
principali che favoriscono più letture dell'esperienza
"
La
prima parte,"Flussi
migratori e cittadinanza attiva: modelli e visioni",
di carattere introduttivo, si prefigge due obiettivi fondamentali:
fornire una visione di ampio respiro sui flussi migratori che
caratterizzano il fenomeno immigrazione in questi anni, a livello
europeo, nazionale e locale, ed offrire al lettore alcune indicazioni
di base sulla metodologia e sui significati dell'analisi civica,
collocandola all'interno della riflessione ancora giovane in Italia
sulla cittadinanza attiva.
Nella
seconda parte del libro, intitolata "Analisi
civica e territorio: la situazione di Fano",
vengono descritti i risultati della ricerca "Quali diritti
per quali bisogni: vita da immigrati a Fano", con una
sezione dedicata a testimonianze dirette.
L'ultima
parte, infine, "Progettualità
ed azioni", propone alcune riflessioni, collegate
all'impostazione generale data al progetto ed ai bisogni raccolti
in fase di indagine che, ci auguriamo, possano contribuire ad
orientare le politiche locali riguardanti l'immigrazione nei prossimi
anni.