Limen Beni Culturali - Progettazione architettonica a cura di Lorenzo Pagnini
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l casi del mese

Fanno acqua le architetture del mito Frank Gehry

Novembre 2007 Boston: vacilla il mito di Frank Gerhy, mammasantissima del decostruttivismo americano. Contro la grande icona del'architettura contemporanea si è schierato il Mit di Cambridge, una delle più prestigiose università del mondo con una vera e propria causa legale per "gravi errori di progettazione e costruzione". Il Massachusetts Institute of Technology aveva affidato nel 1998 all'architetto americano il progetto del 'Ray and Maria Stata Center', un complesso accademico di circa 40mila metri quadrati. Inaugurato nel 2004 come una delle nuovissime meraviglie dell'architettura moderna dopo un anno aveva già problemi, di massicce infiltrazioni d'acqua. Il mito di Gerhy si sta polverizzando da solo attraverso il tempo.

Tra il vecchio e il nuovo; la polemica contro il secentismo

Giugno 2007 Milano: l'infondatezza del vecchio e l'aleatorietà del nuovo. Con questa parole Casabella riporta l'esegesi dei quattro edifici paradigmatici, lettura dell'intramontabile nodo gordiano tra l'equazione modernista e storicista. Una collazione che ricorda la nuova Arcadia: "Le decisioni riguardanti la conservazione del patrimonio culturale sono risultato di giudizi variabili e contingenti". "Aufklarung, il museo, la storia, la metafora," sono lingua morta per un pensiero che non sa rilevare nemmeno l'esistenza della "Cultura della Conservazione italiana."

Casa T.P. Hardy Racine

F. L. Wright all'Ara Pacis Augustae

Agosto 2006 Roma: Sponsorizzato da Banca di Roma, Monte dei Paschi di Siena e Banca Nazionale del Lavoro, il progetto dell'Arch. Richard Meier intende a risolvere sia i problemi architettonici che le minacce ambientali. La composizione fa centro sull'Ara Pacis e sulle Res gestae con volumi secondari a nord e sud che ripropongono una contaminazione del vocabolario wrightiano un manierismo dell'opera di F. L. Wright: dalla scomposizione quadridimensionale, alle strutture in aggetto con cusci e membrane

Riferimenti
Casa Ottaviani

Fig. 1- Casa Ottaviani Norcia, Arch. Mario Ridolfi. "Mario Ridolfi ha rappresentato nella cultura architettonica del novecento una figura laterale eppure fortissima: punto di riferimento delle generazioni più giovani, considerato “inattuale” da buona parte della cultura ufficiale dell'epoca, Ridolfi è stato uno dei protagonisti attivi della ricostruzione postbellica. Autore del Manuale dell'Architetto, che della ricostruzione divenne il testo, progettista di numerosi quartieri INA CASA, oscillanti in contesto romano fra il neorealismo popolare del Tiburtino e l'inquieta monumentalità suburbana delle torri di viale Etiopia Ridolfi ricoprì anche dal '47 al '52 il ruolo di consigliere al Comune di Roma come militante del PCI.
 
I luoghi dell'architettura
 

Architettura e città storiche

La strategia del progetto scaturisce dalla necessità, a nostro avviso culturale e politica, di dare la giusta visibilità ad una parte del patrimonio culturale italiano rimasto al di fuori di un approfondito piano di investimento a fini conoscitivi e soprattutto divulgativi, quale oggetto di tutela e valorizzazione culturale trasmissibile non solo in merito a pubblicazioni specialistiche ma anche come materiale di conoscenza capace di informare e sensibilizzare un vasto pubblico.

Il cuore del progetto prevede proprio, anche nel significato di mostra virtuale l'utilizzo di tecniche multimediali capaci di svolgere appieno la funzione di trasmissibiltà del materiale; per facilità di lettura, consultazione, apprendimento e quindi divulgazione.

L'organizzazione e la diffusione della materia avverrà prevalentemente attraverso il disegno architettonico ma anche nella modalità dell'ipertesto e soprattutto tramite proiezioni tridimensionali adottando nei vari casi dell'esecutivo le seguenti tecniche: fotografie, filmati analogici e 3d, files 3d, animazioni CAD ,VRML, HTML

Osservatorio

Fig. 3- Vittorio De Feo, Chiesa Tor Vergata Roma - 2003, affresco. Dopo decenni di appassionata frequentazione dell'arte barocca,l'autore affronta la produzione di un organismo formale efficacemente leggibile.

Fig. 4- G. Leoncilli Massi, Piazza del mercato Bastia Umbra (Pg) - 1979-91. In un mondo dove tutto è già stato detto il nuovo va colto "nell'odore di stantio del non aver più nulla da dire". G.L. Massi

Archivio

Ingresso Area fieristica Berlino Il progetto di O. Mathias Ungers va a colmare le infrastrutture del settore meridionale dell'area fieristica. Realizza una monumentale hall semicircolare per consentire l'ingresso nella zona meridionale del quartiere espositivo. Che l'architettura di Ungers sia una trasposizione, senza intermediazioni, di teorie concettuali precise è evidente in tutta l'opera del progettista tedesco, anche se talvolta sono state operate interessanti e ricercate digressioni.

Baas, Jordi Badia obitorio municipale Barcellona. L'obitorio realizzato a Terrassa dallo studio Baas coniuga alcune alternative; anche se il parallelepipedo bianco e silenzioso sembra evitare, quasi sul punto di intraprendere il viaggio dalla terra al cielo. L'equipe di Baas ha esplorato il lato più luminoso del tema funerario nel progetto: il prisma puro di matrice corbuseriana si eleva su un dolce declivio. La fenditura nel suolo crea un efetto equivalente alla discesa nelle viscere della terra. (713)

Cino Zucchi: Edificio a Rio ponte vecchio Venezia. Lo studio Cino Zucchi Architetti ricerca nuove soluzioni spaziali per la vita contemporanea nel complesso e delicato contesto del paesaggio europeo. Il progetto collocato sull'angolo tra Rio di Ponte Piccolo e Rio della Pallada sostituisce una costruzione esistente di cui conserva la ciminiera. La sua stereometria e le sue caratteristiche architettoniche ricordano quelle dei palazzi veneziani sull'acqua.

Piazzale Cadorna a Milano; virtuosismo di Gae Aulenti. ll progetto di Gaetana Aulenti di riqualificazione e riuso di Piazzale Cadorna a Milano rappresenta un buon esempio di rilettura di uno spazio urbano. Una campitura volumetrico parietale, ipotiposi di un invitto registro cromatico, si propone come rilettura di un luogo urbano capace di dialogare con la forza iconica del vicinissimo Castello sforzesco.

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