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Pieve di 'Corazzano' -
S.Miniato (FI | secc. VIII-IX
Novembre 2010

"Pieve protoromanica di Corazzano

La frazione di Corazzano appartiene al Comune di San Miniato da cui dista 9 chilometri, in provincia di Pisa, in Toscana, nota per l'antica Pieve di San Giovanni, che un tempo dava il nome alla località. La Pieve di S. Giovanni Battista è situata sulla destra del torrente Egola, lungo la strada per Montaione, Già edificata nel VIII - IX secolo in prossimità della via francigena, l'attuale edificio risale al XII secolo. Dal 1491 la Pieve fu incorporata nel capitolo della Metropolitana di Firenze e poi i suoi beni passarono sotto il patronato fiorentino.

"Corazzano (già Quaratiana) in Val d'Evola. Casolare con antica pieve (S. Giovanni) nella Coni. Giurisdizione Dioc. e circa 5 miglia a ovest di Sanminiato. Esiste sulla ripa destra della fiumana Evola lungo la strada provinciale che da Sanminiato guida a Muntajone. È in Corazzano una delle più vetuste pievi della Diocesi di Lucca, della quale si riscontrano memorie sino dal secolo Vili. Nel luogo di Corazzano (Quaratiana) risiedeva nell'anno 793 un gastaldo per conto del vescovo e della mensa di S. Martino di Lucca. I beni e tributi di questa pieve nei primi secoli dopo il mille furono in gran parte concessi dai vescovi lucchesi ai conti della Gherardesca, cui appartenevano quei conti Ugo e Tedice, il primo avo, e il secondo genitore di un' altro Ugo giuniore, il quale ultimo conte, nel 1109 ai 18 selt., promise di rilasciare libere a Rangcrio vescovo di Lucca le decime che percepiva nel piviere di Qua alzana.. La pieve di Corazzano nel secolo XI era matrice delle seguenti dodici chiese: S. Vito di Colle-galli e S. Michele al Coltello; S. Paulo di Collegalli; S. Giusto di Monte-Odori ; S. Lucia di Cusignano»; SS. Pietro e Paolo di Valconevisi (Balconevisi); SS. Cristofano e Jacopo di Scopeto ; S. Jacopo di Colle; S. Andrea di Cor liana; S. Germano di Mariolo ; S. Lorenzo di Casate ; S. Gregorio e S. Michele di Caselle. Allorché il piviere di Corazzano fu assegnato alla diocesi di Sanininiato (anno 1622) le filiali dello stesso piviere erano ridotte a sole 5 tuttora esistenti, cioè: 1. S. Pietro di Balconevisi con l'annesso di S. Jacopo di Scopeto; 2. SS. Vito e Modesto di Collegalli; 3. S. Andrea di Cornano; 4. S.Lucia di Casigliano ; 5. S. Germano di Moriolo. La pieve di Corazzano é da gran tempo di padronato del capitolo della Metropolitana di Firenze; ond'è che molti di quei canonici ottennero in benefizio cotesta chiesa plebana Essa conta 1 o 5 abitanti. " Emanuele Repetti, DIZIONARIO GEOGRAFICO FISICO STORICO DELLA TOSCANA, Firenze, 1833

"Questa pieve protoromanica in laterizio, dichiarata monumento nazionale nel 1899, è menzionata in un documento già dal 892 d.C. , probabilmente l'edifico in origine era in pietra alberese, du cui i resti nella parte basamentale del campanile e abside, successivamente a seguito delle ricostruzioni a causa di eventi sisimci fu riorganizzata e riedificata in cotto alla fine del XII. L'attuale edificio è a croce latina con un'unica navata ad aula absidata. Presenta una facciata incorniciata da due lesene angolari e ravvivata dall'inserimento di alcuni reperti in marmo e di un frammento di epigrafe di età romana. Il portale è sormontato da un arco a tutto sesto. Sul lato sinistro si alza il massiccio campanile con coronamento merlato. All'interno si conservano un pulpito in legno del XVI secolo, e un fonte battesimale, proveniente dall'antica chiesa di Barbinaia; sulla parete destra rimangono tracce di un affresco trecentesco raffigurante la Madonna con Bambino, attribuito alla scuola del pittore Cenni di Francesco di ser Cenni."

"Da qui, l’ipotesi che il primo nucleo delle pievi romaniche trovi origine, anche per la sua posizione all’interno della morfologia collinare, in ambito dei pagus romani, ovvero in quelle unità amministrativo-territoriali rurali. Il luogo di questo piccolo centro (pieve di fabbrica), oggi è identificabile con il sito dove sussiste l’odierna Molino d’Egola, ai piedi del colle di Cigoli, in posizione pianeggiante. Attualmente l'edificio, in stato di abbandono, viene riutilizzato negli anni come abitazione. Fino agli anni '60 era presente anche il rudere delle torre campanaria, demolita a seguito di alcuni lavori edili. Nel 2005, scavi archeologici nei pressi dell'area delle pieve di San Saturnino hanno riconosciuto in alcuni reperti quello che rimane di due distinte abitazioni del piccolo villaggio di Fabbrica, la cui decadenza è databile intorno al XIV secolo". (Testo di Francesco Fiumalbi - Smartarc.)

"A chi attraversi, anche soltanto in passaggio affrettato il territorio corrispondente ai confini stabiliti per la diocesi di fondazione seicentesca, e cioè quella ampia porzione della regione compresa tra le valli dell'Arno e dei suoi principali affluenti - Era, Elsa, Egola - non può non risultare evidente un carattere un carattere che si mantiene costante lungo il percorso, sia nelle campagne che nei borghi. E cioè la fitta orditura di costruzioni in mattoni, che spiccano nelle varie tonalità vermiglie e rosate sul verde dell'ambiente naturale circostante. Il dato paesaggistico ha, come è comprensibile, caratteri propriamente storici, che sono riconducibili ad una tradizione costruttiva che si è venuta formando prevalentemente nella seconda metà del XII, si è sviluppata sino a raggiungere esiti altissimi nel corso del Duecento e del Trecento, e tuttavia si è mantenuta e protratta fino in epoca moderna, per dire per non dire fino ad oggi. La pratica edilizia in mattoni attraversa quindi la storia degli insediamenti del territorio, segnandolo profondamente. E il dato obiettivo è rintracciabile sia nelle prestigiose costruzioni ecclesiali che negli edifici civili, siano essi luoghi di rappresentanza pubblica che singole abitazioni"

(Il paesaggio storico dell'architettura in laterizi, in Tesori medievali nel territorio di S. Miniato, 1998, Pacini Editore)

Planimetria Pieve di Corrazzano (PI)

"Il romanico in laterizio: i bacini ceramici. Si deve alla Cristiani Testi l'aver esaminato per prima - e ormai trentanni fa - i caratteri dell'architettura e urbanistica del capoluogo, con un analisi attenta anche delle costruzioni religiose a suo avviso riconducibili al duomo di S. Genesio, comunque relate al panorama complessivo dell'edilizia sanminiatese: tesi peraltro già delineata con esempi pertinenti da Mario Salmi. Com'è noto la studiosa giungeva ad individuare il radicale lombardo per quel filone costituito in laterizi, e a rapportarlo cosi al gruppo di edifici disseminati lungo la via Francigena nel suo tratto meridionale propriamente valdelsano ...La nuova corrente locale dell'architettura in cotto stabilisce, in tutta la sua specificità (che prima era tutta cromatica), una cesura con la tradizione architettonica precedente, che faceva riferimento alle tradizioni degli antichissimi, prestigiosi edifici realizzati in pietra nelle città di Lucca e di Pisa e nei loro contadi. Le nuove tecnologie tecnico- costruttive si saldano in questo caso ad esiti formali nuovi per questo territorio, dando luogo a piante differenziate dalla precedenti: si tratta infatti quasi sempre di costruzioni di più ampie dimensioni rispetto alle precedenti, ad aula unica e monoabsidate, oppure di chiaro impianto basilicale"

(Il paesaggio storico dell'architettura in laterizi, in Tesori medievali nel territorio di S. Miniato, 1998, Pacini Editore)

Facciata della Pieve di Corrazzano (PI)

(Tavv. Pieve di Corazzano, Gucci Architetti associati)

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