Conservazione palazzo Artelli via dell'Università n.5 Trieste a cura di Alessandra Meyer
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Regioni
Mappa 1
Friuli
Trieste
Palazzi 1900
Palazzo Artelli
 
Scheda
Proprietà
S.C.I.P.
Superficie mq
1411 mq
Data asta
25 feb 2003
Vincolo
Vincolato ai sensi del D. Lgs. 490/99
Prezzo
Euro 890.889
 
Bibliografia
 
info@limen.org
 

 

Scheda

Proprietà : S.C.I.P. / Superficie mq 1411 / Data asta 25 feb 2003 / Vincolo: Vincolato ai sensi del D. Lgs. 490/99 / Prezzo: Euro 890.889 / Fonte: Pirelli Commercial Agency

Palazzo Artelli, ubicato nell'attuale via dell'Università al civico numero 5. Palazzo solenne dall'architettura ispirata al Seicento veneziano che prende il nome dal committente Filippo Artelli che nel 1904 ne affidò l'esecuzione agli architetti Giorgio Polli per la parte esterna e Antonio Bruni per gli interni. Edificio che Maria Walcher nel suo intervento nel volume commemorativo dei 70 anni dell'Ateneo triestino definisce: "...vero unicum nella storia dell'arte triestina dell'epoca, sia dal punto di vista architettonico che da quello pittorico e scultoreo". Il pianterreno è in arenaria, i due piani superiori in pietra bianca d'Istria; attraverso un'elegante scalinata in legno si accedeva a diverse sale precedute da un atrio di cui la prima è la citata Sala Romana rivestita di lastre di marmo, decorata da statue e dal soffitto a mo' di planetario. In detta sala si svolgevano gli esami di laurea avendo l'Università ottenuto l'immobile in affitto dagli ultimi proprietari. Una sede lasciata, purtroppo da anni, al totale degrado.Nel settembre dello stesso anno il Presidente informa il Consiglio Direttivo che la proprietà di palazzo Artelli passa all'INAIL

Il caso

Italia in vendita arriva la lista: pubblicata la prima tranche del censimento del patrimonio statale da qui saranno scelti quelli da privatizzare isole, palazzi e litorali. La Gazzetta Ufficiale indica per ogni bene il valore 'storico' in euro e (La repubblica del 21/08/2002)

"Isole, spiagge, interi paesi, borghi, contrade, quartieri, palazzi, carceri. Per ciascuno di questi beni, un indirizzo catastale e un prezzo. La prima parte del censimento generale del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato è sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto scorso: ottocento pagine in cui l' agenzia del Demanio traccia una prima lista dalla quale saranno scelti i beni che lo Stato può mettere in vendita. Isola di Pianosa? 8 milioni di euro. Una spiaggia dell' Elba? Poco meno di cinque milioni. Compaiono anche i primi pezzi pregiati del patrimonio. Pregiati per modo di dire, perché Villa Jovis, residenza dell' imperatore Tiberio a Capri, vale per lo Stato appena 90 mila euro. Per fortuna, spiegano al Demanio, non tutti i beni presenti nell' elenco possono finire davvero sul mercato. Per il momento siamo solo all' inventario generale. E anche le valutazioni non sono realistiche, ma ricalcolate sulla base di vecchi valori catastali aggiornati tramite gli indici Istat. Questo, dicono ancora i responsabili del Demanio, fa sì che molti beni compaiano con una valutazione che può essere fino a dieci volte inferiore al reale valore di mercato. Spetterà comunque al ministro Tremonti scegliere quali dei beni censiti potranno essere utilizzati per le operazioni di valorizzazione o di vendita tramite cartolarizzazione. Entreranno cioè in scena le società che anticipano allo Stato i soldi ricavabili dalla privatizzazione, emettendo sul mercato prestiti obbligazionari garantiti dagli stessi beni in vendita. In attesa che Tremonti faccia le sue scelte, entro la fine dell' anno usciranno altri di questi cataloghi, compreso l' elenco dei beni demaniali storicoartistici.

Stile "seicento veneziano"
Palazzo Artelli 1904-5

Fig. 1 - Palazzo Artelli veduta da via dell'Università. Palazzo solenne dall'architettura ispirata al Seicento veneziano che prende il nome dal committente Filippo Artelli che nel 1904 ne affidò l'esecuzione agli architetti Giorgio Polli per la parte esterna e Antonio Bruni per gli interni. Prezzo: Euro 890.889

Fig. 2 - Palazzo Artelli, fronte laterale rispetto all'ingresso si via dell'Università con la 'serliana' centrale .

Fig. 3 - Palazzo Artelli, scorcio verso l'alto dello spigolo di sinistra.la soluzione d'angolo con le colonne scanalate

Fig. 4 - Palazzo Artelli, dettaglio dell'ingresso principale su via dell'Università

Cessione di 36 immobili dello stato al fondo privato statunitense Carlyle

febbraio 2003 VENDITA IMMOBILI DELLO STATO: CESSIONE 36 IMMOBILI DELLO STATO A FONDO PRIVATO:Villa Manzoni a Roma, la Manifattura Tabacchi di Firenze e l'Archivio di Stato di Bari alcuni degli edifici più importanti. Interrogazione parlamentare dell'on. Giovanna Melandri (DS) "In merito alla notizia riportata questa mattina dell'avvenuta cessione di 36 immobili di proprietà del Ministero dell'Economia al fondo privato statunitense Carlyle, il Governo dovrebbe fornire maggiori spiegazioni. Di quali immobili si tratta? A che condizioni sono stati ceduti e per quale valore? Vi sono tra di essi beni di valore storico - artistico? E' opportuno ed urgente che il Governo renda noti i particolari di questa operazione. In caso contrario si rafforzano i dubbi sorti intorno alle cartolarizzazioni volute da Tremonti ed alla costituzione di Patrimonio Spa. Da mesi, infatti, malgrado le richieste, l'attività di cartolarizzazione procede senza trasparenza. Roma, 3 Marzo 2003

Cosilinum

Vendesi città della Magna Grecia in multiproprietà

Febbraio 2003 Cosilinum, a Padula in provincia di Salerno, è in vedita con 999 quote a 1000 euro ciascuna. Un intero sito archeologico nel cuore della Lucania con Torre Quadrata, e circostante terreno di mq.43.000 è in vendita a privati ed enti pubblici interessati. La città risale al IV secolo a.c. mancano a tuttoggi un' adeguata campagna di scavo e fonti letterarie di studio.

Abrusso in vendita

''Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 6 agosto di quest’anno è stato messo in vendita il sito archeologico di Alba Fucens. Anfiteatro, terme, foro, basilica, santuario, mosaici, colonne e strade lastricate: tutta l’antica città romana si può acquistare ad appena 40.615 euro (78 milioni delle vecchie lire), un vero prezzo di saldo. “Questo progetto è un’offesa per tutti noi. – afferma Mario Parlati, sindaco di Massa d’Albe - Alba Fucens deve restare di proprietà degli italiani affinché possa continuare ad essere quel fondamentale polo turistico e culturale del nostro territorio. Alba è visitata ogni anno da 70.000 turisti, è il sito archeologico più importante della regione, che ha già restituito un inestimabile patrimonio artistico, anche se portato alla luce solo in parte. Questo gioiello deve essere valorizzato, molto più di quanto non lo sia adesso, ma certo non venduto. Per la Marsica, a cui il terremoto del ’15 ha portato via quasi tutto il patrimonio storico, Alba costituisce anche un irrinunciabile pezzo della nostra memoria. Ho scritto anche al Presidente Ciampi – continua Parlati - e se proprio sarà necessario, piuttosto la comprerò io Alba Fucens per regalarla al mio comune. Chiedo agli abruzzesi di contribuire a questa battaglia di civiltà partecipando alla manifestazione del 14 dicembre.” Il sito archeologico di Alba Fucens è solo il caso emblematico ed il più rappresentativo di un grande patrimonio pubblico regionale che è stato posto in vendita. In 51 comuni abruzzesi il governo vuole liberarsi di ogni sorta di beni demaniali, 147 fra edifici e terreni.

 

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