Febbraio 2003 cessione di 36 edifici vincolati dello stato a cura di Alessandra Meyer
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Vincolati D. L. 490/99
Beni Venduti 2004
Beni Venduti 2005
 
Asta 25 feb. 2003
Firenze
Genova
via Balbi 40
Milano
Manifatura tabacchi
via C. del Naviglio n.5
Pisa-S.Giuliano
Palermo
palazzo via Wagner 2
Reggio Emilia
Roma
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Trieste
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Palazzo Correr
 
 
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Il caso

Ecco i tesori comprati dalla Carlyle di Maria Serena Palieri L'Unità 5/3/2003

" Due palazzi storici di Reggio Emilia, all'11 di via Cambiatori e al 6 di piazza del Monte, a Roma la bellissima villa Manzoni sulla via Cassia, il cui parco, nell'area di Tomba di Nerone, custodisce reperti archeologici d'epoca romana e a Genova, al 40 di via Balbi, un pezzo dell'ex hotel Colombia, che è l'edificio sul quale aveva messo da un pezzo gli occhi la Sovrintendenza, perché confina con le mura comprate dai proprietari privati, in epoca d'Ulivo, dal ministero per i Beni Culturali per farne la nuova Biblioteca del capoluogo ligure. Ecco i quattro edifici, parte del patrimonio storico-artistico del nostro Paese, vincolati in base al decreto legislativo 491 del '99, ma quanto a villa Manzoni anche in base alla legge Bottai del '39, venduti (o svenduti?) al fondo privato statunitense Carlyle all'asta del 25 febbraio scorso:..

Vendita all'incanto

La vendita all'incanto gestita dal Consorzio G6 per il ministero dell'Economia. Poi, ci sono gli altri trentadue immobili, sparsi per la penisola, a Milano e, nel suo hinterland, a Segrate, Cassina de'Pecchi, Basiglio, a Pordenone, Rimini, Latina, Pomezia, Ancona, Napoli, Bari, oltreché ancora nella capitale. Costo totale, per il ricco pacchetto, poco più di 230.000.000 di euro, un costo che coincide quasi al centesimo con il prezzo base d'asta, che era di 230.033.799 euro. Sono dati, questi, quali palazzi e a quale cifra, che abbiamo ricostruito con una ricerca piuttosto laboriosa e in parte deduttiva, ma che nella serata di ieri ci sono stati confermati dal ministero dell'Economia. Ma perché, trattandosi di patrimonio pubblico, ci si trova a dover procedere come Tom Ponzi? Perché, come denunciava lunedì nella sua interrogazione al governo l'ex-ministra ulivista dei Beni Culturali Giovanna Melandri, l'unica notizia arrivata - tramite agenzie di stampa al pubblico era chela Carlyle, colosso finanziario americano, aveva fatto shopping da noi.

Shopping in Italia

La Carlyle fa shopping nel bel paese, shopping immobiliare, ma non è l'unico: perché Carlyle, di cui sono stati azionisti tra gli altri alcuni parenti di Osama Bin Laden, e di cui fino a un anno e mezzo fa era consulente Bush padre, è in trattative sempre da noi per Fiat Avio, e in Francia per Vivendi. Ricostruiamo la vicenda che ha molti aspetti sconcertanti, primo fra tutti il ruolo che vi ricopre un altro ministro di questo governo, Letizia Moratti, dal 2001 membro dell'Advisory Board di Carlyle Group Europa. L'asta del 25 febbraio è la sesta organizzata dal Consorzio G6 (Pirelli & C.Real Estate Romeo Gestioni, Andersen, Intesa Bci, Romeo Immobiliare, Knight Frank) nell'ambito dell'operazione varata da Tremonti con la legge 351 del 25 settembre 2001. La legge 351 del 25 settembre 2001. E' la cosiddetta "Scip 1", l'operazione di cartolarizzazione d'una parte del patrimonio immobiliare pubblico. Operazione, insistono al ministero, varata già dal governo precedente: sì, ma la legge Tremonti prevede alcune mostruosità tutte sue, che nè il Consiglio di Stato nè il ministero dei Beni culturali possano esprimere pareri o apporre vincoli.

Tutti edifici vincolati

Gli altri edifici ceduti al gruppo di real estate statunitense di cui per qualche tempo è stata advisor per l'Europa anche l'attuale ministro Letizia Moratti? Un palazzo umbertino in via XX settembre 27/b a poca distanza dagli uffici dello stesso Tremonti, anch'esso ex proprietà di un ente pubblico, ma anche molti modernissimi palazzi d'uffici: un edificio di oltre 8 mila metri quadrati in via Tovaglieri 411, al Prenestino, un altro di oltre 5 mila e 500 all'Eur, in via Chianesi, e un palazzo di quasi 9 mila metri quadrati tutto vetri fumé e alluminio anodizzato in via dei Berio, a Tor Tre Teste e ancora, non distante, in via Staderini, 5 mila 500 metri quadrati moderni e di uffici sfitti. E le vendite continuano. "Nessuno contesta che lo Stato possa vendere una parte dei propri beni (cosa che infatti si è sempre fatta), ma quella parte del patrimonio pubblico che è di riconosciuto valore storico-artistico era sempre stata inalienabile. Quella legge, al contrario, per la prima volta nella storia italiana abbatteva a cannonate la barriera fra demanio pubblico e demanio artistico rendendo tutti i beni dello Stato disponibili ai meccanismi della cartolarizzazione e della vendita.

S.Gimignano

L'appello a salvaguardia dell'ex carcere sottoscritto da famose personalità del mondo della cultura come, appunto, lo storico Franco Cardini e il sovrintendente regionale ai poli museali ed ex ministro, Antonio Paolucci: "Il che fare del convento appassiona e divide da molti anni - spiega il sovrintendente Paolucci - si era pensato di farne un albergo, la posizione del Comune è invece ostile. Ecco, io vorrei la migliore valorizzazione monumentale di questo bene. Vorrei che vivesse, che fosse reso utile, funzionante, tutelato e custodito. È il problema drammatico che noi sovrintendenti dobbiamo affrontare tutti i giorni con chiese dismesse, contrade abbandonate e con quartieri storici non più abitati. Anche l'Unesco è pronta a mobilitarsi e gli ambientalisti daranno vita ad una campagna internazionale coinvolgendo intellettuali e artisti per strappare l'ex convento dalle grinfie del demanio. Anche l'Unesco è pronta a mobilitarsi e gli ambientalisti daranno vita ad una campagna internazionale coinvolgendo intellettuali e artisti per strappare l'ex convento dalle grinfie del demanio. "Può scegliere di non scegliere lasciando ad infinitum il complesso di San Gimignano come è adesso, cioè proprietà formale dello Stato però non affidato a nessuno.

Scempi d'autore
Beni in vendita feb. 2003

Fig. 1 - Convento di S. Domenico S. Gimignano veduta aerea. Il complesso religioso risalente al XIII sec., ex carcere di sicurezza, versava da tempo in condizioni di degrado senza che nessun piano di recupero fosse stato in grado di avviare il riuso della struttura. Nell'anno 2003 il programma del Ministero degli Interni, proprietario della struttura, prevede la vendita a privati e la costruzione di un albergo a cinque stelle con parcheggi auto sottoterra.

Fig. 2 - Villa Manzoni Roma del 1920 su area archeologica romana, tomba di Nerone. Veduta generale del sito. Fu costruita negli anni venti dall'architetto Brasini per i Conti Manzoni sui ruderi di un'antica villa romana. L'intera area lungo la via Cassia costituisce un intero sito archeologico di inestimabile valore storico architettonico. Prezzo Euro 230.033.799

Fig. 3 - Palazzo Artelli Trieste del 1904. Veduta da via dell'Università. Palazzo solenne dall'architettura ispirata al Seicento veneziano che prende il nome dal committente Filippo Artelli che nel 1904 ne affidò l'esecuzione agli architetti Giorgio Polli per la parte esterna e Antonio Bruni per gli interni. Uno straordinario testo architettonico che appartiene alla storia delle città. Prezzo: Euro 890.889.

Fig. 4 - Palazzo a S. Giuliano Terme, residenza termale dei Granduchi di Toscana veduta del 1700. Dopo il 1935 gli edifici del complesso subirono un processo di trasformazione strutturale che, di fatto, devastò la meravigliosa architettura degli Arch. Ruggeri e Pellegrini salvaguardando dallo scempio solo le facciate esterne, progettate nel 1744. Sulla destra della stampa si vedono i padiglioni termali situati nel sito dell'attuale edificio fascista in vendita che ne ha inglobato alcune tracce superstiti con importanti affreschi ricoperti, trabeazioni e un teatro. Prezzo: Euro 464.812

Fig. 5 - Palazzo Busetti, Reggio Emilia, del 1671. Veduta complessiva, l'edificio affaccia su piazza C. Battisti di fronte al palazzo del Capitano del Popolo (sulla destra con merlature ghibelline). Piazza Cesare Battisti, detta anche "del Monte" è uno slargo della Via Emilia, decumano della città romana. Prezzo: Euro 6.344.674.

Fig 6 - Palazzo Cassoli, Reggio Emilia, sec. XVII. Fronte principale su strada con l'ingresso. La facciata è ricca di decorazioni e stucchi del manierismo emiliano. Il fronte urbano inserito in una strada curvilinea spicca rispetto alle altre facciate. Prezzo: Euro 1.179.459.

Fig 7 - Ex Hotel Colombia via Balbi 40 Salita S. Giovanni di 16100 Genova di fine sec. XX. Veduta del fronte su via Balbi. La via è stata progettata e aperta tra il 1602 e il 1620 dalla famiglia Balbi per ottimizzare la transitabilità del Porto. Qui si trova il Palazzo dell'Università, già collegio dei Gesuiti nella prima metà del Seicento, opera di Bartolomeo Bianco. Di particolare interesse storico artistico é Palazzo Reale al n° che accoglie oggi la Galleria di palazzo Reale. Nel 1677 fu ereditato da Eugenio Durazzo, che lo convertì in un imponente edificio in stile barocco, simile ai palazzi romani. e Prezzo: Euro 6.765.068.

Fig. 8 - Il palazzo umbertino in via XX Settembre 27/b 00187 Roma. del 1881. L'edificio è di tipo contiguo, delimitato da edifici per 3 lati e non fa parte di un complesso immobiliare. L'ubicazione è centrale e caratterizzata dalla presenza di numerose attività quali istituti bancari, finanziari, assicurativi, primarie società multinazionali, studi di affermati professionisti, negozi e abitazioni. Nelle vicinanze vi sono uffici del Comune di Roma, le sedi di Ministeri, l'Università Statale, il Provveditorato agli Studi, il Teatro Lirico. L'immobile è stato costruito nel 1881 Prezzo Euro: 230.033.799.

Fig. 9- Manifattura tabacchi di Firenze. complesso costruito nelle Firenze fascista dal 1932-1940 con un monumentale stile novecento alternato da citazioni razionaliste come il Cinema Puccini sull'angolo con via Giuseppe Tartini. L'area è costituita da 6 ettari, 15 fabbricati di cui alcuni di 6 piani che ricoprono circa la metà della superficie per un totale di oltre mezzo milione di metri cubi : la ex-Manifattura Tabacchi in piazza Puccini è una piccola città.

La legge SCIP(po)

Cessione di 36 immobili dello stato al fondo privato statunitense Carlyle: i primi approvigionamenti delle legge "scippo"

La legge "SCIPPO" o S.C.I.P. che sta per Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici s.r.l. è la 351 del 25 settembre 2001. E' la cosiddetta "Scip 1", l'operazione di cartolarizzazione d'una parte del patrimonio immobiliare pubblico. Operazione, insistono al ministero, varata già dal governo precedente: sì, ma la legge Tremonti prevede alcune mostruosità tutte sue, che nè il Consiglio di Stato nè il ministero dei Beni culturali possano esprimere pareri o apporre vincoli, per esempio, che i vincoli, se esistenti, non hanno alcun effetto sulla vendita e che, una volta venduto al privato, il bene storico-artistico prosegua allegramente la sua strada e possa essere rivenduto a chicchessia quando si voglia. Gli elenchi dei palazzi, dicono ancora al ministero dell'Economia, sono quelli allestiti già dal centrosinistra col cosiddetto decreto Salvi: sì, ma una cosa è compilare, una cosa è vendere. E gli immobili, con Scip, si vendono non isolatamente ma rigorosamente a blocchi: palazzine d'appartamenti e palazzi antichi, tutto insieme.

Siamo all'inizio

Vendita all'incanto perfezionata in breve tempo, secondo la consueta filosofia del ministero dell'Economia di vendere immobili di proprietà dello Stato per "fare cassa" e a pochi mesi di distanza dall' altra mega-vendita di grandi alberghi e interi edifici in pieno Centro storico, in cui, si disse, il gruppo Caltagirone fu l'asso pigliatutto. Anche questa ultima tornata di aste è stata gestita dalla società Scip. società cartolarizzazione immobili pubblici e dal Consorzio privato G6 per conto del ministero e attuata, su Roma, lo scorso 25 febbraio, dal gruppo Romeo, che si occupa, tra l'altro, delle vendite all'incanto degli immobili di proprietà dello Stato nell'area Centro sud Italia. Dunque, cosa hanno comprato gli americani? Sui 14 diversi immobili all 'incanto nel lotto 2, i potenti acquisitori se ne sono comprati ben 11. Il pezzo più pregiato, è la favolosa, anche se fatiscente da anni, e vincolatissima, Villa Manzoni che era di proprietà dell'Inpdai, ma che fu commissionata nel '25 ad Armando Brasini, l'architetto maledetto, dai Conti Manzoni, eredi dell'autore dei Promessi Sposi. Edificio di tremila metri quadri e parco attiguo di 90 mila metri quadri sulla via Cassia, al civico 471, altezza Tomba di Nerone, che per anni ogni diverso sindaco romano e ministro dei Beni culturali si era impegnato ad acquisire come parco pubblico..

Facilità di vendita

Le leggi 351 del 25 settembre 2001 e 410 del 23 novembre 2001 prevedono che il passaggio dei beni al patrimonio vendibile si effettua mediante la sola formulazione degli elenchi ridimensionando i poteri di tutela delle Soprintendenze. La legge 351, art. 3 comma 17 dispone, infatti: "I trasferimenti di cui al comma 1 [e cioè il trasferimento delle proprietà immobiliari nelle liste Scip] e le successive rivendite non sono soggetti alle autorizzazioni previste dal decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 (la legge sulla tutela dei beni culturali)". Quindi non solo le proprietà, anche se vincolate, possono essere vendute senza alcun controllo, ma anche le successive rivendite non sono più sottoposte all'esercizio della tutela da parte del Ministero dei Beni culturali.

Palazzo Correr

Sull’ansa del Rio de la Maddalena, è ben visibile dal rio terà, Ca’ Correr, un edificio con un prospetto di disegno Cinquecentesco. Si presenta con un’elegante ed elaborata facciata rivestita di lastre di pietra d’Istria composta da due piani nobili più mezzanino, con grandi trifore centrali e coppie di monofore ai lati. La composizione è arricchita dalle raffinate sagomature delle colonnine, delle chiavi, delle cornici degli archi e di tutti i dettagli decorativi. di imposta degli archi; fra le monofore sono ben evidenziati i camini che caratterizzano la facciata. Sono proprio le monofore e il portale che testimoniano l’origine gotica dell’edificio.

"Tutela attiva "

"La tutela del Beni culturali deve esser concepita non in senso di passiva protezione ma in senso attivo e cioe' in funzione della cultura dei cittadini, deve rendere questo patrimonio fruibile a tutti''. ha detto il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi, al Quirinale premiando i benemeriti della cultura e dell'arte. Ciampi ha letto l'art. 9 della Costituzione sottolineando, appunto, l'impulso a promuovere i Beni culturali oltre che a conservarli in quanto patrimonio ''inalienabile'' dell'Italia e tratto essenziale dell'identita' nazionale. Ciampi: inalienabile il patrimonio artistico - La tutela deve essere concepita in funzione della cultura dei cittadini. La tutela del Beni culturali deve esser concepita non in senso di passiva protezione ma in senso attivo e cioè in funzione della cultura dei cittadini, deve rendere questo patrimonio fruibile a tutti". ha detto il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi, al Quirinale premiando i benemeriti della cultura e dell'arte. Ciampi ha letto l'art. 9 della Costituzione sottolineando, appunto, l'impulso a promuovere i Beni culturali oltre che a conservarli in quanto patrimonio "inalienabile" dell'Italia e tratto essenziale dell'identità nazionale. (KATAWEB ART 05 maggio 2003)

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