Conservazione delle case torri del XII e XIII sec. a Firenze a cura di Lorenzo Pagnini
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l casi del mese

Torre degli Acciaioli

La torre degli Acciaioli è stata accorpata nel successivo palazzo costruito nella stessa posizione in via Borgo SS. Apostoli. Dell'edifico originario è rimasta la sola facciata esterna, l'interno è stato per gran parte svuotato e adattato alle tipologie dei nuovi appartamenti ricavati nel sec. XIX.

Torre Guidi Buondelmonti

Il complesso di torri dei Guidi Buondelmonti in via e delle Terme ha subito, come molte altre torri delle città di Dante , numerose stratificazioni e rimaneggiamenti . Al loro interno sono stati ricavati degli appartamenti che a tutt'oggi risultano essere la destinazione finale dell'edificio.

Torri dei Ghiberti: un singolare falso storico

Il complesso delle Torri dei Ghiberti in via del Corso, angolo via S. Elisabetta, è stato oggetto di una singolare risistemazione a partire dalla fine del XIX sec. Sono state interamente "svuotate" al loro interno per far spazio a degli appartamenti privati. Di questa architettura è sopravvissuto solo parte dell'apparecchio murario dell'esterno che in buona parte è stato alterato anch'esso mediante falsi conci ridisegnati con malta cementizia. Attualmente il tutto risulta un semplice condominio residenziale mai vincolato secondo la legge n. 1089 del 1939.

Torre degli Amidei: un discutibile "riuso"

Torre degli Amidei. celeberrima consorteria del '200 rivale dei Buondelmonti, rappresenta un interessante caso di riuso e conservazione delle case torri fiorentine. Pesanti rimaneggiamenti ne hanno già alterato la sua integrità architettonica.

sec. XII
La casa Torre

Fig. 1- Torre di Baracca, Sesto Fiorentino (FI). La Torre di Baracca, ricordata fin dal XIII secolo, conserva un interessante nucleo due-trecentesco in pietra alberese. La si può raggiungere a piedi partendo dalla Chiesa di San Bartolomeo. Durante il medioevo gli insediamenti abitativi furono creati soprattutto nelle zone collinari dove avevano vissuto gli Etruschi. Alcune case coloniche presentano ancora oggi i resti di antiche torri di difesa. Nella Piana, invece, vi erano alcuni nuclei abitativi, in pietra, attorno alla chiesa di San Martino. In pieno periodo feudale (1.000) si costruì il castello, con ben 12 torri del Vescovo di Firenze: Villa San Lorenzo, ancor oggi ne possiede una, mentre delle altre sono state ritrovate le fondamenta..
 
Stato di Conservazione
 

Stato di conservazione delle torri del sec. XII e XIII

L'unica Torre visitabile e conservata in maniera fruibile in tutta la città , se si eccettua la celeberrima Casa di Dante che è stata oggetto di un pesante intervento di ristrutturazione è la Torre della Castagna.

E' l'unica Casa Torre della città di Dante, organizzata in maniera soddisfacente come "museo" con una ricostruzione degli arredi, delle pareti affrescate, con una pianta ed una organizzazione degli spazi tali da restituirne un buono stato di conservazione.

Questo è dovuto non tanto ad un particolare piano di recupero che lo stato e la soprintendenza hanno inseguito con metodo negli anni ma semplicemente perchè faceva parte delle proprietà di un antiquario, Elia Volpi, che lo acquistò nel 1906 e ne ha curato il restauro, l'allestimento degli interni e lo salvò da un inesorabile degrado, fino all'acquisito da parte dello stato nel 1950. A tutt'oggi questa singolare scuola museologica non ci sembra abbia fatto molta strada nella cultura delle conservazione nella città di Firenze. Nei programmi delle varie amministrazioni delle soprintendenza per i beni architettonici non sono mai stati messi in cantiere altri recuperi di palazzi civili del periodo ne tantomeno ci è sembrato di poter registrare a partire dagli anni settanta ( periodo in cui nasce in Italia il ministero per i benu culturali ) l'intenzione di investire seriamente con un programma di ricerca in questa direzione.

Al momento non ci rimane altro che constatare che il resto dei Palazzi delle famiglie dunque, degli Spini, Acciaioli, Altoviti, Catellini, Da Cintoia, Peruzzi, Fagni. Talani, Alberti, Bezzoli-Martelli, Salviati, solo per citarne le più importanti, sono andati letteralmente scomparendo tra frazionamenti, ristrutturazioni, ampliamenti e varie forme di degrado, che ne hanno determinato lo stato attuale che si manifesta visibilmente come una progressiva scomparsa dal patrimonio dell'architettura civile della Firenze. del XIV sec.

Osservatorio

Fig. 3- Confraternita del Bigallo, affresco. La loggia fa parte di un edificio medievale nato in origine per ospitare l'Arciconfraternita della Misericordia e costruito nel 1352-58 da Alberto Arnoldi, scultore e architetto attivo anche nel cantiere del Duomo e autore di vari bassorilievi del campanile. Questa loggia serviva in origine per esporre i bambini abbandonati, compito a cui era particolarmente dedita la Compagnia del Bigallo. Il nome, risale alla Compagnia Maggiore di Santa Maria del Bigallo che aveva cura dell'Ospedale per pellegrini e viandanti di Santa Maria a Fonteviva, detta appunto del Bigallo. L' affresco in figura del 1352 appartiene al particolare della Madonna della Misericordia. E' ben visibile nel'insieme la predominante verticalità delle torri racchiuse all'interno della cerchia muraria.

Excerpta

Torre degli Alighieri con Museo delle Casa di Dante Situata nel cuore del centro storico di Firenze nella zona più medioevale in Via Dante Alighieri. Il Museo Casa di Dante è sicuramente uno dei monumenti più discussi e rimaneggiati della città. E' stata oggetto di un pesante restauro in stile ai primi del sec XIX. Dante nacque qui nel 1265 e nell’adiacente chiesetta in Via S. Margherita sono sepolti i Portinari, la famiglia della tanto amata Beatrice. Nel Museo si trovano documenti e fotografie su Firenze al tempo del poeta e sono raccolte varie edizioni della Divina Commedia.

Casa Torre Pratali Pisa, ad archi ogivali gemelli. Prospetto su via Via Vernagalli. Le Case Torri pisane assomigliavano più a torri difensive e di avvistamento che a vere case. Spiccavano nel panorama della città per significare l'importanza della famiglia che le aveva costruite. Vennero edificate in prossimità della via commerciale più importante per quel tempo: l'Arno. Erano costruite in pietra verrucana: le pietre erano squadrate a mano e portate dal monte della Verruca fino a Pisa attraverso il fosso del mulino che sfociava nell'Arno. Nella casa torre le stanze erano una sopra l'altra e comunicavano tra loro per mezzo di una scala a pioli in legno, infissa nella parete. Erano buie perché le finestre inizialmente erano piccole feritoie chiuse da sporti di legno, per rientrare c'erano due aperture: una più grande da cui passavano le merci, ed una più piccola da cui entravano le persone (il Passetto).

Casa Torre Gallicani, Pisa prospetto su via delle Belle Torri n. 9. La Cucina in questa tipologia era in alto per permettere al fumo di uscire liberamente all'esterno. Nel tempo le Case Torri subiscono dei cambiamenti: nel 1100 divennero più spaziose, merlate con balconi in legno all'esterno, le finestre divennero più grandi ed a arco tondo. I pisani concorrebano per avere la casa più alta, così il vescovo Daiberto diede l'ordine di sbassare le case e in segno di pace far scomparire i merli. (prospetti delle torri pisane tratte dal vol. Toscana, La cultura delle città, G. fanelli, F. Trevisonno.)

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