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Palazzo e Torre - dei Donati
'Palazzo dei Donati'
Marzo 2013
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La Torre dei Donati e il palazzo degli Albizi del tardo Cinquecento

"Piazza San Piero Maggiore porta da sempre nelle sue prospettive una leggibile teoria di stratificazioni dei secoli, dalla città verticale delle torri alla stagione arnolfiana dei palazzi e si lega storicamente all'esuberante personalità di Corso Donati, con gli scontri di fazione tra Guelfi Bianchi e Neri, e il celeberrimo episodio di Calendimaggio in Santa Trinita. In particolare, tra i tanti tumulti che in quegli anni la città del priorato delle Arti e questo Sestiere assistevano quasi quotidianamente, è importante menzionare lo scontro finale del 1308 qui ambientato con i 'guastatori della Signoria', che portò alla morte del "Barone"(..), all'interno dell'insanabile rivalità Cerchi-Donati, specchio delle storiche polarità, mondo mercantile-aristocratico, spaccato della società fiorentina di fine Duecento che aveva da poco varato i rivoluzionari 'Ordinamenti di Giustizia'. Di Corso, citiamo la magniloquente descrizione dell'avversario politico Dino Compagni nella sua Cronica che ne racchiude lo spessore e la nomea costruita nell'immaginario dei fiorentini e dell'Italia contemporanea:

"cavaliere di grande valore, d'illustre famiglia, di bellissimo aspetto, saggio e forbito oratore, teso sempre a progetti grandiosi, amico dei principali potenti, famoso in tutta Italia (Compagni, III, p. 21)."

"Guelfo di parte Nera e qui 'residente' nell'omonima ex Consorteria, di lui rimangono dunque le torri collegate dal vasto e articolato palazzo dei Corbizzi, parzialmente visitabile solo al piano terra nel luogo del ristorante 'dei Ghibellini'. Entrambe conservano ancora una rilevante altezza e spiccano notevolmente rispetto al tessuto circostante, cosa facilmente apprezzabile dalla vista dell' Ex Canto alle Rondini (attuale piazza Salvemini). La torre sul lato di via dei Palmieri verso via dei Pandolfini è perfettamente visibile sin dal piano terra con i ricorsi di pietra forte e con il grande portale ogivale rimaneggiato che ospita attualmente un agenzia viaggi. Quella su Borgo degli Albizi invece, proprio perchè inglobata nel palazzo del Cinquecento, risulta visibile esclusivamente dalla piazza. Questo è l'edificio di fatto piu alto ed è stato oggetto di rilievo di un corso della prof.ssa Emma Mandelli della Facoltà di Architettura di Firenze che ci fornisce dati aggiornati sulla consistenza e lo stato di conservazione. Il prof. Giovanni Fanelli riporta la posizione di tutte le torri della Consorteria sull'asse di Borgo degli Albizi insieme a quella di via del Corso (più a ovest verso via dei Calzaioli) che immette sulla piazza omonima."

L.B.C.

"Già dei Corbizi e quindi dei Donati, la torre è nota e segnalata nella letteratura per essere stata nel 1308 luogo dell'ultimo tentativo di resistenza di Corso Donati contro i guastatori della Signoria, inviati a furor di popolo contro l'anziano capo dei Guelfi Neri, sospettato di volersi fare Signore della città con l'aiuto di Uguccione della Faggiola. Ancora dei Donati nel 1427, seguì successivamente le proprietà del vicino palazzo Medici (al n. 9, anche questo sorto su antiche proprietà dei Donati) e a questo annessa, passando agli Amadori, ai Finali e, nel 1688, alla famiglia de' Medici, mantenendosi nella sua discendenza fino al 1798. Tra gli anni venti e trenta del Novecento la torre fu interessata da un importante intervento di consolidamento e restauro (con rimozione degli intonaci, riapertura delle antiche luci, ripresa del paramento in pietra e apposizione di catene in ferro) sotto la direzione dell'ingegner Carlo Picchi. Grazie agli ulteriori restauri effettuati negli anni settanta, è ora questa una delle torri medioevali fiorentine più chiaramente leggibile nella sua struttura originaria, pur essendo affiancata da edifici più tardi. Sviluppata su sei livelli, presenta un portone con ghiera e tre finestre asimmetriche sul fronte principale, oltre alle consuete buche pontaie con mensole sottostanti".

Testo tratto da 'Repertorio delle Architetture civili di Firenze' - C.Paolini

"Si tenga presente che questa torre, tramite il palazzo Corbizi che si sviluppa a lato e posteriormente, è collegata con l'altra torre già dei Donati oggi inglobata nell'omonimo palazzo (si veda in Borgo degli Albizi 11). "La funzione di insula fortificata dell'isolato appartenente alla consorteria dei Donati è dimostrata, oltre che dalla presenza delle due torri, dall'estrema compattezza del fronte strada e, per inverso, dalla notevole articolazione dello spazio interno, segnato da numerose corti e passaggi di collegamento. La notevole potenza della famiglia guelfa dei Donati, giunta all'apice con la figura di Corso, trova il suo corrispettivo architettonico nella rilevante altezza delle due torri, di gran lunga emergenti dal tessuto circostante" (Elisabetta Pieri). Sul basso edificio che affianca la torre dal lato della piazza è un bando dei Capitani di Parte del 1639, già trascritto da Francesco Bigazzi. La torre appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale."

Testo tratto da' Repertorio delle Architetture civili di Firenze' - C.Paolini

     
     
     
     
     
     
 
     
   

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