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Palazzo Lenzi - Quaratesi
'Firenze' sec XV
Giugno 2013
. 2 - 1

Palazzo dei fratelli Lenzi, forme michelozziane del tardo Quattrocento: un Cortile nascosto, praticamente sconosciuto

"Un attribuzione ancora aperta quella che riguarda il progettista del palazzo denominato Lenzi-Quaratesi, che affaccia sulla parte nord di piazza Ognissanti, verso 'il Prato' a Firenze. Denominato anche "palazzo degli enigmi" per le vicissitudini storiografiche che ne hanno lasciata aperta la paternità progettuale. Dimora del tardo Quattrocento fiorentino, (intorno al 1470) appena all'inizio del periodo laurenziano con un repertorio formale ancora saporosamente medievale o 'tardo gotico' con la posizione di spigolo e il sonoro e ingombrante utilizzo degli sporti sul Borgo di Ognissanti. La facciata ad intonaco e le monofore "a nastro" lo caratterizzano come palazzo della media borghesia fiorentina, distinguibile rispetto ai ricercati edifici con cortile monumentale e facciate interamente rivestite in pietra forte. Le trasformazioni di fine secolo XIX hanno caratterizzato le ricostruzioni storiografiche dell'Ottocento: dal graffito alle nuove aperture sul lato sud della piazza. In questa fase si attribuiscono la maggior parte delle alterazioni e imitazioni 'di maniera' della facciata quattrocentesca. Profondamente alterato il prospetto verso Ponte alla Carraia con l'apertura di nuovi portali in stile e modulazioni della parte basamentale. Un Palazzo monumentale ma moderatamente 'medievale' nel suo impianto volumetrico e negli impaginati di facciata. Un edificio con una posizione esclusiva perchè adiacente alla Chiesa di Ognissanti, collocazione invocata e mai realizzata da tanti progetti privati dei grandi banchieri fiorentini del sec. XV. Per le caratteristiche dimensionali del vasto lotto e per la sua posizione centrale affacciata sull'Arno, domina l'intera piazza e la scala urbana del quartiere.

(L.b.c.)

"Il palazzo risale alla fine del Quattrocento (per quanto una tradizione ancora sostenuta da Federico Fantozzi lo volesse opera di Filippo Brunelleschi per i Busini), ed è stato più volte rimaneggiato tra Settecento e Ottocento, fino ad assumere la configurazione odierna dove tuttavia è soprattutto esaltato il suo carattere rinascimentale, indipendentemente dal periodo in cui sono state realizzate le varie porzioni e i loro decori. Già dei Buini (cognome a lungo confuso con quello dei Busini generando l'equivoco sulla presunta paternità Brunelleschiana), il palazzo divenne proprietà dei Quaratesi nel 1763 e, nell'Ottocento, adibito ad albergo (Locanda di Russia). Acquistato negli ultimi decenni del secolo dalla famiglia Pisani, fu dall'antiquario Luigi Pisani restaurato su progetto dell'architetto Luigi Del Moro (1885) e trasformato in galleria antiquaria, con una radicale ridistribuzione degli spazi interni. Nel 1908 diventò sede dell'Istituto Francese dell'Università di Grenoble, che promosse ulteriori lavori, soprattutto per adattare gli interni alla nuova funzione."

Testo tratto da 'Repertorio delle Architetture civili di Firenze' - C.Paolini.

"Nel 1950, con l'acquisto da parte del governo francese, le facciate sono state nuovamente interessate da restauri nel 1950 e nel 1965. Il piano terreno è in particolare quello più compromesso dai lavori ottocenteschi, dato che risulterebbe originale solo il portone centrale del fronte sulla piazza, mentre tutti gli altri accessi, compreso quello su borgo d'Ognissanti, sono stati aperti replicando la forma e le proporzioni del modello (un'immagine dell'edificio prima di questi interventi ci è restituita dalla nitida incisione di Giuseppe Zocchi del 1744). Anche il caratteristico fronte su Borgo d'Ognissanti, caratterizzato da sporti comunque esistenti in antico e poi demoliti, sarebbe stato ricostruito durante i restauri ottocenteschi. Più difficili da individuare gli interventi ai piani superiori, assolutamente plausibili nel susseguirsi di semplici finestre arcuate (centinate), che spartiscono armoniosamente lo spazio tra pieni e vuoti. Per quanto concerne i graffiti a lungo questi sono stati ricondotti al primo Cinquecento e attribuiti ad Andrea Feltrini, per quanto sia facilmente sostenibile come i fronti presentino un'architettura fin dall'origine pensata per una decorazione di questo tipo. In tempi recenti e in modo convincente la decorazione è stata invece retrodatata al 1494, ipotizzandone una commissione da parte di Lorenzo Lenzi (Pecchioli).

Testo tratto da 'Repertorio delle Architetture civili di Firenze' - C.Paolini

"Anche per quanto riguarda questa recensione vi è tuttavia il problema di ciò che attualmente si conserva di materia originale: già molto rovinati nel Settecento furono infatti coperti da una stesura di intonaco e riportati alla luce in uno stato di estrema frammentazione nel 1887, al tempo della proprietà Pisani. Sulla base delle più ampie porzioni conservate nella zona del sotto gronda e in prossimità delle cantonate, Pietro Baldancoli provvide a ricreare l'intero impianto decorativo, con "portentosa esattezza" secondo Guido Carocci, ma necessariamente con integrazioni tali da far considerare ciò che attualmente vediamo come opera del tutto ottocentesca, seppure riproducente un disegno presumibilmente originale. Da segnalare come sotto l'attuale lavoro, svelato da alcune cadute dell'intonaco ottocentesco."

Testo tratto da' Repertorio delle Architetture civili di Firenze' - C.Paolini

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