Conservazione delle case torri del XII e XIII sec. a Firenze a cura di Lorenzo Pagnini
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Le torri

Torre degli Infangati o 'Mangiatroie'

La torre attribuita agli Infangati in angolo tra piazza Signoria e via Vacchereccia (tav.) ancora esistente prima delle demolizioni del 1877. Famiglia nobile e antica discendente da un cavaliere romano di nome Sesto. Fu molto potente quando Firenze si divise tra Guelfi e Ghibellini, una parte aderì ai Guelfi e la maggior parte ai Ghibellini. Manga degli Infangati fu cospiratore contro il popolo e la parte Guelfa. Ebbero case e torri in piazza della Signoria e nella via di Vacchereccia.

Torre degli Scali, piazza S. Trinita

Famosa e ancora esistente la monumentale loggia omonima nel palazzo poi Buondelmonti. La famiglia discesa dal ceppo dei Barucci in consorteria con i Palermini, fu di parte Guelfa. Il loro palazzo in Borgo SS. Apostoli "tra la via che va in Terma e Borgo SS. Apostoli" passò nel XV secolo ai Buondelmonti. Ristrutturato nel XVI sec. incorporò il chiasso degli Scali.

Torre Guidi Buondelmonti

Il complesso di torri dei Guidi Buondelmonti in via e delle Terme ha subito, come molte altre torri delle città di Dante, numerose stratificazioni e rimaneggiamenti. Al loro interno sono stati ricavati degli appartamenti che a tutt'oggi risultano essere la destinazione finale dell'edificio.

Torre dei Boscoli nel palazzo del popolo

I Boscoli havevano Torre che dicesi quella del Campanile del Bargello. Nel 1254 il comune inizia l'acquisizione di case e Torri per la costruzione del palazzo di Capitano del popolo. Il nuovo palazzo pubblico venne appoggiato nel 1255 alla Torre dei Boscoli che per tutto il Trecento e il Quattrocento servì da prigione che fu detta la "Volognana" dal nome del suo primo occupante Geri da Volognano.

Torre degli Amidei: un discutibile "riuso"

Torre degli Amidei, celeberrima consorteria del Duecento, rivale dei Buondelmonti, rappresenta un interessante caso di riuso e conservazione delle case torri fiorentine. Pesanti rimaneggiamenti ne hanno già alterato la sua integrità architettonica.

sec. XII
La casa Torre

Fig. 1- Torre di 'Baracca', Sesto Fiorentino (FI). La Torre di Baracca, ricordata fin dal XIII secolo, conserva un interessante nucleo due-trecentesco in pietra alberese. La si può raggiungere a piedi partendo dalla Chiesa di San Bartolomeo. Durante il medioevo gli insediamenti abitativi furono creati soprattutto nelle zone collinari dove avevano vissuto gli Etruschi. Alcune case coloniche presentano ancora oggi i resti di antiche torri di difesa. Nella Piana, invece, vi erano alcuni nuclei abitativi, in pietra, attorno alla chiesa di San Martino. In pieno periodo feudale (1.000) si costruì il castello, con ben 12 torri del Vescovo di Firenze: Villa San Lorenzo, ancor oggi ne possiede una, mentre delle altre sono state ritrovate le fondamenta.
 
Stato di Conservazione
 

Elementi di conservazione sulle torri del sec. XII e XIII

L'unica Torre visitabile e conservata in maniera fruibile in tutta la città, se si eccettua la celeberrima Casa di Dante che è stata oggetto di un pesante intervento di ristrutturazione, è la 'Torre della Castagna'.

Casa di Dante Alighieri è' l'unica Casa Torre della città, organizzata come "museo" con una ricostruzione degli arredi, delle pareti affrescate, con una pianta ed una organizzazione degli spazi tali da restituirne un buono stato di conservazione.

Questo è dovuto non tanto ad un particolare piano di recupero che lo stato e la soprintendenza hanno inseguito con metodo negli anni ma semplicemente perchè faceva parte delle proprietà di un antiquario, Elia Volpi, che lo acquistò nel 1906 e ne ha curato il restauro, l'allestimento degli interni e lo salvò da un inesorabile degrado, fino all'acquisito da parte dello stato nel 1950. A tutt'oggi questa singolare scuola museologica non ci sembra abbia fatto molta strada nella cultura delle conservazione nella città di Firenze. Nei programmi delle varie amministrazioni delle soprintendenza per i beni architettonici non sono mai stati messi in cantiere altri recuperi di palazzi civili del periodo ne tantomeno ci è sembrato di poter registrare a partire dagli anni settanta ( periodo in cui nasce in Italia il ministero per i benu culturali ) l'intenzione di investire seriamente con un programma di ricerca in questa direzione.

Al momento non ci rimane altro che constatare che il resto dei Palazzi delle famiglie dunque, degli Spini, Acciaioli, Altoviti, Catellini, Da Cintoia, Peruzzi, Fagni. Talani, Alberti, Bezzoli-Martelli, Salviati, solo per citarne le più importanti, sono andati letteralmente scomparendo tra frazionamenti, ristrutturazioni, ampliamenti e varie forme di degrado, che ne hanno determinato lo stato attuale che si manifesta visibilmente come una progressiva scomparsa dal patrimonio dell'architettura civile della Firenze. del XIV sec.

 
Osservatorio

Fig. 2 - Confraternita del Bigallo, affresco. La loggia fa parte di un edificio medievale nato in origine per ospitare l'Arciconfraternita della Misericordia e costruito nel 1352-58 da Alberto Arnoldi, scultore e architetto attivo anche nel cantiere del Duomo e autore di vari bassorilievi del campanile. Questa loggia serviva in origine per esporre i bambini abbandonati, compito a cui era particolarmente dedita la Compagnia del Bigallo. Il nome, risale alla Compagnia Maggiore di Santa Maria del Bigallo che aveva cura dell'Ospedale per pellegrini e viandanti di Santa Maria a Fonteviva, detta appunto del Bigallo. L' affresco in figura del 1352 appartiene al particolare della Madonna della Misericordia. E' ben visibile nel'insieme la predominante verticalità delle torri racchiuse all'interno della cerchia muraria.

Excerpta

Torre degli Alighieri con Museo delle Casa di Dante Situata nel cuore del centro storico di Firenze nella zona più medioevale in Via Dante Alighieri. Il Museo Casa di Dante è sicuramente uno dei monumenti più discussi e rimaneggiati della città. E' stata oggetto di un pesante restauro in stile ai primi del sec XIX. Dante nacque qui nel 1265 e nell’adiacente chiesetta in Via S. Margherita sono sepolti i Portinari, la famiglia della tanto amata Beatrice. Nel Museo si trovano documenti e fotografie su Firenze al tempo del poeta e sono raccolte varie edizioni della Divina Commedia.

Casa Torre Pratali Pisa, ad archi ogivali gemelli. Prospetto su via Via Vernagalli. Le Case Torri pisane assomigliavano più a torri difensive e di avvistamento che a vere case. Spiccavano nel panorama della città per significare l'importanza della famiglia che le aveva costruite. Vennero edificate in prossimità della via commerciale più importante per quel tempo: l'Arno. Erano costruite in pietra verrucana: le pietre erano squadrate a mano e portate dal monte della Verruca fino a Pisa attraverso il fosso del mulino che sfociava nell'Arno. Nella casa torre le stanze erano una sopra l'altra e comunicavano tra loro per mezzo di una scala a pioli in legno, infissa nella parete. Erano buie perché le finestre inizialmente erano piccole feritoie chiuse da sporti di legno, per rientrare c'erano due aperture: una più grande da cui passavano le merci, ed una più piccola da cui entravano le persone (il Passetto).

Casa Torre Gallicani, Pisa prospetto su via delle Belle Torri n. 9. La Cucina in questa tipologia era in alto per permettere al fumo di uscire liberamente all'esterno. Nel tempo le Case Torri subiscono dei cambiamenti: nel 1100 divennero più spaziose, merlate con balconi in legno all'esterno, le finestre divennero più grandi ed a arco tondo. I pisani concorrebano per avere la casa più alta, così il vescovo Daiberto diede l'ordine di sbassare le case e in segno di pace far scomparire i merli. (prospetti delle torri pisane tratte dal vol. Toscana, La cultura delle città, G. fanelli, F. Trevisonno.)

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