| Conservazione
della città di
Pavia a
cura di
Andrea
Maricelli | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Architetture | Il Broletto | Castello Visconteo | Le torri | Le piazze | Criteri
di conservazione | | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Chiesa di S. Michele, processi di degrado dell'arenaria Esisteva già nel 661 e venne ricostruita nella prima metà del secolo XII dopo il terribile terremoto. E' la piu' antica delle chiese romaniche pavesi e per secoli vi sono stati incoronati re e imperatori ( nel 1155 Federico Barbarossa ). La facciata, in arenaria bionda, è decorata con bassorilievi ma denuncia il peso degli anni e dell'aggressione degli agenti atmosferici. La pianta della basilica è a croce latina con transetto trasversale, e con loggette che adornano l'abside. Uno stile architettonico romanico-longobardo, rifatto, tuttavia, nel 1117, che presenta una facciata a capanna in arenaria con una galleria ad arcatelle nella parte superiore e sculture disposte in fasce orizzontali in quelle inferiori.
Il Broletto antico palazzo comunale Ottobre 2002 Antico palazzo comunale (sede civica sino al 1375) con fronte a due ordini di logge. Il palazzo ha l'impianto consueto dei broletti lombardi a blocco rettangolare. Resti del palazzo del 1235 sono inglobati nel muro di fondo della loggetta. XII-XIII secolo con facciata in cotto a due ordini di logge e portico interno.
Il Castello Visconteo di Galeazzo II Agosto 2002 Iniziato nel 1360 da Galeazzo II Visconti è a pianta quadrata con quattro torrioni, di cui due soli permangono intatti. Fu commissionato, dopo la conquista della città, dal duca di Milano Galeazzo II Circondato da un profondo fossato e protetto da rivellini e ponti levatoi, ha un bel cortile porticato con il loggiato traforato da quadrifore. Dal 1950 il castello ospita i Musei Civici.
Le torri di via Luigi Porta Aprile 2002 Sono una caratteristica di Pavia che ne aveva piu' di 150: sono rimaste integre le tre di Piazza Leonardo da Vinci, le due di Via Luigi Porta, quella di Piazza Borromeo; le altre che sussistono sono mozzate od incorporate in case di abitazione. . Gli spazi liberi della piazza vengono concessi per ospitare discutibili capannoni di plastica per l'estate fiorentina.
Torri di Piazza Leonardo da Vinci Agosto 2002 Poche torri sono oggi rimaste di quella “Pavia delle cento torri” che Petrarca descriveva a Boccaccio, in quanto furono “amputate” dalla guerra tra guelfi e ghibellini: i vincitori “mozzavano” quella degli avversari come metafora della sconfitta. La funzione delle torri pavesi non è molto chiara, la mancanza di aperture e decorazioni le fa ritenere "punti d'avvistamento" più che edifici "da difesa": gli spazi interni sono troppo ridotti perché potessero rendere agevoli l'accesso ai soldati e alle macchine belliche. Alcuni storici pensano che venissero erette a simboleggiare il potere delle famiglie che gareggiavano nel realizzare la torre più alta. La torre del Maino, ad esempio, con i suoi 51metri di altezza era racchiusa dalle mura perimetrali del giardino annesso all'omonimo palazzo. |
Fig. 2- Piazza S. Pietro in Ciel D'oro. Nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro sono ricche le testimonianze legate alla fioritura dell'architettura romanica nel XII secolo. La chiesa è stata consacrata nel 1132 ed è uno degli esempi migliori di chiesa romanica del pavese. La facciata ripete nella forma(anche se più raccolta)quella di S.Michele e al suo interno,sopra l'altare maggiore vi è l'arca di S.Agostino(in stile gotico),tutta in marmo ricca di statue e di rilievi,eseguita da scultori lombardi influenzati dall'arte toscana.cantata da Dante per le sue sepolture eccellenti, ammantata di cotto e di arenaria, che si affaccia su un sagrato in ciottoli di fiume.
Fig. 3- Castello visconteo veduta. Superbo e imponente edificio realizzato tra il 1360 e il 1365 da Galeazzo II Visconti, il castello rivestì il ruolo di residenza privata più che di fortificazione difensiva. Sembra che venne edificato nel luogo in cui si trovava un’imponente rocca voluta da Matteo Visconti. Oggi sono visibili solo tre lati: il quarto venne distrutto nel corso di una battaglia nella prima metà del ‘500. Esempio magnifico di armonia rinascimentale è caratterizzato dall’utilizzo del modulo quadrato nei torrioni angolari, nelle stanze e nelle campiture esterne. Degno di nota il cortile interno, con un portico sostenuto da colonne in pietra, che in primavera e in estate fa da cornice ad eventi teatrali e musicali.
Fig. 4- Palazzo Mezzabarba veduta. Percorrendo da Piazza della Vittoria Corso Mazzini si giunge in Piazza del Municipio dove sulla sinistra sorge il palazzo. Eretto tra il 1726 ed il 1733, Tra i più begli esempi di barocchetto lombardo, il palazzo presenta una facciata la cui esuberanza decorativa fu degnamente paragonata da Cesare Angelini a "una sonata di Mozart, a un minuetto di Boccherini". Caratterizzato da una ricercata assimetria, ogni elemento richiama il periodo in cui il palazzo venne costruito, il primo Settecento, quando le parole d'ordine dell'architettura erano "stupire" e "mostrare"fu progettato dall’architetto Veneroni per la famiglia Mezzabarba che la scelse come residenza. |
Piazza del Duomo: Alla piazza sono legati i lavori al Duomo iniziati nel tardo ‘400 per finire diversi secoli dopo. Cenni storici La piazza è dominata dall’imponente statua in bronzo, soprannominata “Statua del Reggisole”, che molto probabilmente raffigura l’imperatore Teodorico in sella al suo cavallo. Quella che si ammira oggi è una copia, l’originale, fu distrutta alla fine del ‘700 poiché ritenuta un emblema di tirrania. Proprio di fronte al Duomo, sorge il Palazzo Vescovile risalente alla seconda metà del ‘500 e realizzato dall’architetto Pellegrino Ribaldi. Il palazzo, dal prospetto severo, è piuttosto imponente e caratterizzato da un vasto portico con colonne; il marmoreo portale di ingresso è riccamente decorato.
Piazza della Vittoria: Piccolo gioiello urbanistico realizzato sotto la signoria di Gian Galeazzo Sforza, dove, in epoca romana, sorgeva il foro, e poco distante dall’intersezione delle due principali strade della città. Tutto intorno alla piazza si affacciano numerosi edifici che con i secoli hanno subito delle trasformazioni, ancora originale, invece, il portico che ha mantenuto intatto tutto il suo splendore. La pavimentazione, originariamente in cotto, è stata sostituita dai ciottoli del fiume Ticino.
Basilica di S. Teodoro. San Teodoro sorge nella parte più antica della città a metà strada tra piazza della Vittoria, l’antico foro romano, ed il Ticino. Prima dedicata a Santa Agnese, poi, in occasione della sua beatificazione intorno all’anno 1000, al Vescovo Teodoro morto nel 778, ospitandone il corpo. L’ubicazione della chiesa, non lontano dal Ticino, decretò San Teodoro protettore dei pescatori e di tutti coloro che lavoravano con e sul fiume
Cortile Università. E'' una delle piu' antiche d'Italia. Un editto di Lotario dell' 825 istitui' una scuola di studi superiori, ma l'attuale universita', fu fondata da Carlo IV nel 1361e confermata nel 1389 da Bonifacio IX; dopo un periodo di decadenza nel'600 lo Studio Pavese rifiori' con Maria Teresa che nel 1771 lo porto' al massimo splendore. Gli architetti Piermarini e Pollach disegnarono e costruirono l'attuale edificio.
Castello di Mirabello Ubicato a nord della periferia di Pavia, in direzione San Genesio. Collegato al Castello Visconteo dal “corso”, l’attuale Vigentina. Di datazione incerta, stimata verso la fine del 1300.Risale all’epoca di Galeazzo II Visconti, o ai primi anni del governo del figlio Gian Galezzo. Utilizzato più come luogo di svago che come fortilizio, il castello era residenza del “Capitano del Parco” (sorvegliante dell’antico Parco Visconteo) in cui i duchi accoglievano i loro ospiti per le battute di caccia. In buona parte demolito nel 1857.
Castello Sforzesco di Vigevano. venne riedificato a partire dal 1341.Nel 1341, venne edificata, nella porzione orientale del borgo fortificato, la rocca vecchia, e nel 1345 il “Maschio”, ossia il castello vero e proprio. A collegare le due costruzioni, il Visconti ordinò nel 1347 anche la costruzione della famosa Strada Coperta che, lunga 164 metri e di 15 metri sopraelevata dal piano stradale, permetteva ai Duchi di entrare e uscire dal borgo senza essere visti. Intorno al 1360 venne innalzata anche la “Falconiera”. Tra il 1473 e il 1494, l’impronta del Bramante trasformò la rocca guerresca in splendida corte rinascimentale. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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