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Della Rovere
Degrado 2010
Il Borgo a fuso
 
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S. Maria Novella -
Pianta a 'Quincunx' | PU | sec XV
Maggio 2013
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La pianta centrale nell'Adriatico, la committenza di Giovanni della Rovere

"Eretta nel 1492, su disegno dell’architetto Baccio Pontelli, S.M.N. è una delle più belle costruzioni rinascimentali delle Marche. L’ingresso della chiesa è incorniciato da uno stupendo Portale in pietra scolpita in basso rilievo. Tipologicamante a 'pianta centrale' seppur non esattamente quadrata (..) la chiesa è staordinaria soprattutto per lo spazio interno. La costruzione ha una bassa facciata rettangolare con paramento in mattoni, posto in risalto da una fascia a riquadri sopra la quale si aprono tre oculi strombati (tondi) corrispondenti alle tre navate interne che sono divise da quattro colonne cilindriche di ordine architettonico tuscanico, sormontate da semplici capitelli sui quali poggiano gli architravi che sorreggono, sia la cupola emisferica a calotta su cui è posto un lanternino, sia il sistema di volte a crociera. Il portale in pietra rappresenta un vero unicum per livello progettuale dove il Pontelli supera il fasto dei portali del Palzzo Ducale di Urbino, costruito con un Ordine Corinzio con piedistallo e trabeazione secondo la grammatica del testo vitruviano. Le colonne sono all"Antica" con il fusto scanalato. Il manufatto pare opera delle meastranze di Urbino." (L.b.c.)

"La chiesa di S. M. Novella, a pianta centrale, venne edificata nel 1492 su progetto dell’architetto fiorentino Baccio Pontelli, per volere del giovane principe Giovanni Della Rovere nel tempo in cui, il piccolo ma strategico Castello di Orciano, entrò a far parte dei suoi possedimenti marchigiani, ottenuti nel 1474. Infatti, in quell’anno, cacciata da oltre un decennio, la potente signoria dei Malatesta e dopo una breve sottomissione alla signoria dei Piccolomini (1463-64), il Vicariato di Mondavio. con 24 castelli compreso quello di Orciano, ritornato al diretto dominio della Santa Sede, il nuovo Papa Sisto IV (Francesco Della Rovere), lo concesse in Feudo, insieme con la città di Senigallia, al proprio nipote Giovanni Della Rovere che sposò Giovanna figlia di Federico da Montefeltro Duca di Urbino. Giovanni Della Rovere, durante il periodo della sua signoria, dimostrò particolare interesse per l’architettura militare con la costruzione di poderose Rocche di cui si citano soltanto quella di Senigallia e quella di Mondavio."

(..)

"Un sguardo all’antico Castello, nella cui area si trova il già citato edificio, inglobato nella poderosa struttura della preesistente Torre Malatestiana. Disteso sul crinale di una collina, domina da lontano il panorama il Castello di Orciano a 267 metri sul livello del mare. Lievemente digradante da sud-ovest a nordest, è ormai un unico agglomerato con il vecchio borgo e i fabbricati più recenti. Il Castello, oggi Centro Storico, fu il primo nucleo abitativo di Orciano, e nonostante il trascorrere dei secoli, conserva la sua struttura originaria con gli stretti vicoli, le stradine selciate e con la robusta cinta muraria a scarpata, interrotta da due ingressi: a sud-ovest l’accesso principale in salita con la porta ad ampio arco che, insieme con la Torre civica coronata da cupolino e munita di orologio, fa da fondale alla vasta piazza Garibaldi; a nord-est e precisamente al termine della via che inizia subito dopo la porta ad arco e che è dedicata al nobile cultore orcianese Cosimo Betti (1727-1814), è ubicato l’accesso secondario."

(..)

"L'armonia delle linee architettoniche e dei colori all’interno della Chiesa poggiante su due eleganti e snelle colonne scanalate a capitelli corinzi, i quali, sorreggono l’architrave sopra il quale è collocato il frontone impreziosito da fregi in bassorilievo. Da notare che le suddette colonne distaccate dalla parete, poggiano a loro volta su due ampi piedistalli. La tradizione locale, vuole in Raffaello Sanzio di Urbino, il progettista o quanto meno l’ispiratore del portale; ma si tratta di un riferimento non documentato. Ma se il portale è così stupefacente, non da meno è lo spazio interno della Chiesa"

Testo tratto da Fondazione Carifano -la Chiesa di S. M. Novella

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