Conservazione della Città di Firenze - C. di S. P. a cura di Lorenzo Pagnini
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Castelfranco Città Nuova (PI)
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'Taccuino'

Rampe di Giuseppe Poggi, tornano i giochi d'acqua

Maggio (FI) Porta S. Niccolò, piazza Poggi, sul Lungarno Benvenuto Cellini, grazie alla Fondazione cassa di risparmio di Firenze è stato realizzato il Restauro e il recupero complessivo delle rampe insieme al repertorio poggiano (natura-artificio) di grotte e giochi d'acqua di fine Ottocento. Un vocabolario ricco di riferimenti al progetto di Firenze capitale del 1865 e alle forme che videro cambiare profondamente il centro e la viabilità fiorentina di quegli anni. Trasformazioni imperiose di fine secolo XIX che alterarono anche il profilo dell'Arno con la nascita dei Lungarni e molte soluzioni parigine in scala per la città dei Fiori.

Sgraffiti, pelle nobile delle dimore fiorentine

Aprile (FI) Decorazione parietale nota fin dall’epoca classica, poi ripresa e sviluppata dai maestri del Rinascimento italiano. La decorazione a sgraffito delle facciate dal sec. XV caratterizza molte fronti private dello spazio urbano: "Hanno i pittori un’altra specie di pittura, ch’è disegno e pittura insieme, e questo si domanda sgraffito e non serve ad altro che per ornamenti di facciate di case e palazzi, che più brevemente si conducono con questa spezie e reggono alle acque sicuramente. Perché tutti i lineamenti, invece di essere disegnati con carbone o con altra materia simile, sono tratteggiati con un ferro dalla mano del pittore.". Vasari G. ‘Le vite,

Palazzo Serristori Corsini 'olfattorio' fiorentino

Novembre (FI) Uno testo d'architettura controverso per attribuzione del periodo della 'repubblica piagnona' fiorentina (1494-1512), situato in Borgo S. Croce. Storicamente attribuito a Baccio d'Agnolo, recentemente la storiografia, forse più attenta al linguaggio degli Ordini, lo vuole opera di Giuliano da Sangallo. Tuttavia rimane la facciata dai 'nudi campi d'intonaco" tipicamente riferita al classicismo piagnone e luterano di fine Quattrocento, molto distante dal repertorio laurenziano del Sangallo. Il nuovo progetto di riuso prevede il palazzo fiorentino sede del brand Aquaflor e laboratorio di essenze..

Il palazzo attribuito a Matteo degli Scolari a nuova vita restituito

Settembre (FI) Il cambio di destinazione d'uso da ex cinema a residenza e stores commerciali ha regalato una nuova vita, dopo decenni di degrado, al palazzo invisibile, situato in Borgo degli Albizi a pochi passi da palazzo Non Finito Museo di storia naturale. I lavori di recupero, curati dall'Arch. Marco Sacco e Giraldi associati, hanno consentito anche la riapertura al pubblico del Cortile tardogotico con pilastri ottagonali in pietra forte. Il "palazzo fortezza" a tre porte in via de' Giraldi, angolo Borgo degli Albizi, conserva infatti al piano terra parte del prezioso cortile con colonne ottagonali in pietra forte e capitelli pseudocorinzi. Ancora controversa la datazione della dimora mercantile attribuita da Brenda Preyer al fratello dell'illustre condottiero Filippo Scolari; fine sec. XIV e primi del XV.

Il Palazzo dei Portinari ma anche di Jacopo Salviati

Maggio Firenze, (FI) sempre e comunque ai privati stranieri la salvezza e il futuro degli edifici storici fiorentini. Nel palazzo che fu in origine di Beatrice Portinari, musa di Dante Alighieri, sono previsti nuovi 40 appartamenti di lusso in consegna per il 2017. La  dimora dei Portinari-Salviati (o anche palazzo Cepparello) si trova nella centralissima via del Corso al n. 6. Ex sede di prestigio di Banca Toscana; una società taiwanese dovrebbe investire 35 milioni di euro per l'acquisto per farne appartamenti e negozi di lusso. Il vasto e articolato edifico storico ha attraverato varie proprietà: nel 1865, con Firenze capitale, fu anche sede del Ministero di Grazia e Giustizia, poi la gestione di Banca Toscana fino al 2007.

Zibaldone
Firenze 'Museo della Città'

Palazzo Capponi delle Rovinate; il rilievo 3d. DIDA (dipartimento di architettura) dell'Università di Firenze ha dedicato un approndimento di Restauro per il palazzo attribuito anche a Lorenzo di Bicci insieme al ciclo di affreschi in Lucia de Magnoli. Disponibile il rilievo digitale anche del palazzo Capponi (delle Rovinate) in via de Bardi, dimora storica di pregio di attribuzione brunelleschiana. Il nuovo edificio di Niccolò da Uzzano, terminato certamente al 1426,"mostrava i segni di una nuova sensibilità architettonica": novità importanti erano presenti a partire dal primo episodio di regolarità e centralità della pianta con cortile a colonne ottagonali con capitelli a foglie d'acqua.

Lo spezzatino della brunellschiana villa Rusciano La villa umanistica' di Rusciano a Gavinana, del Quattrocento fiorentino, di attribuzione brunelleschiana, è in vendita da parte del Comune di Firenze all'interno del piano alienazioni della giunta Renzi, con l'intenzione di frazionarla e cederla a privati con uso turistico-ricettivo. Una destinazione d'uso e un operazione progettuale notoriamente non compatibili con il carattere storico-artistico dell'edificio. I cittadini del Quartiere 3 stanno manifestando un forte dissenso verso la vendita le scelte dell'amministrazione comunale. L'immobile va escluso dalle alienazioni per una strategia di recupero e valorizzazione completamente diversa.

Cafaggiolo non più visitabile come castello mediceo, tra Il progetto di Cafaggiolo si presenta come caso giuridico di dubbia costituzionalità in riferimento anche alla sentenza n. 6873 della Cassazione (ristrutturazione di palazzo Tornabuoni) che ha riportato le trasformazioni edlizie all'interno di un 'ambito costituzionale. Il nuovo progetto (di iniziativa privata) per il sito Unesco di Cafaggiolo prevede, anche all'interno dell'area di vincolo diretto, 36 suite complete di reception, ristorante-bar, SPA-fitness, sale per eventi e riunioni, Il dubbio che si tratti non di una struttura turistica ma di una mega-speculazione immobiliare sta nei dati di progetto,

Gennaio 2008 - Palazzo Tornabuoni - Residence extra lusso. La sede storica della Banca Commerciale Italiana avrà una nuova destinazione d'uso: 36 lussuosi appartamenti nel cuore del centro storico secondo il progetto di Fingen e Kitebrok. Al piano terra è prevista una galleria con con boutique di Bulgari e Bottega Veneta. L'edificio progettato da Michelozzo alla metà del XV per i Tornabuoni ai primi del Seicento pervenne alla famiglia Corsi. Successivamente, durante l'allargamento di via Tornabuoni, (1857-67) l'architetto Telemaco Buonaiuti tagliò via una considerevole fetta del palazzo michelozziano progettando un nuovissimo fronte in stile Neoquattrocento. La Loggetta Tornaquinci fu quindi spostata sul lato opposto del palazzo dove si trova tuttora.

La dimora di città di Matteo Scolari: il cambio di destinazione d'uso. Borgo degli Albizi, Palazzo Tornaquinci della Stufa, attribuito da Brenda Preyer a Matteo Scolari finanziatore della Rotonda di S. Maria degli Angeli, è in ristrutturazione con il cambio di destinazione d'uso da cinema (Ex Corso) a nuovi appartamenti. Il "palazzo fortezza" a tre porte in via de' Giraldi, angolo Borgo degli Albizi, conserva al piano terra parte del prezioso cortile con colonne ottagonali in pietra forte e capitelli pseudocorinzi. Un'architettura di prima grandezza del proto rinascimento fiorentino, databile dal 1380 ai primi del Quattrocento, risulta insieme al palazzo degli Alessandri uno dei primi edifici privati a tre porte del sec. XIV.

Il restauro non conservativo di palazzo Busini-Bardi. Un intervento molto discutibile il risultato del restauro del palazzo di attribuzione brunelleschiana che affaccia su via de' Benci. Il palazzo di proprietà della Bardi Srl è oggetto di una radicale ristrutturazione finalizzata a ricavare ben ventuno appartamenti privati attorno allo splendido cortile rinascimentale. All'edificio storico, di valore riconosciuto da generazioni di studiosi, viene riservata la sorte di una palazzina residenziale con una prassi di riuso dettata dalle esigente del privato.

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