Conservazione della Città di Firenze - C. di S. P. a cura di Lorenzo Pagnini
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'Taccuino'

Artemio Franchi, a prescindere dai 'Vandali in casa'

Giugno (FI) L’emendamento sullo stadio Artemio Franchi nella cornice del D.L. “Semplificazioni”parla molto di Matteo Renzi. Nel suo discorso di ringraziamento per l’elezione del 2013, il primo degli obbiettivi sarebbe stato la soppressione delle “Soprintendenze”, ritenute anche nel termine (addirittura) sorpassate e deleterie per lo sviluppo del Paese. Seguito a ruota da Maria Elena Boschi che asseverava la linea di smantellamento degli organi periferici. Tutto questo nella città dei Fiori dove il problema del rapporto con il passato non è prorpio l'ultimo degli argomenti di strategia politica e di turismo ecosostenibile. Questa linea renziana non è proprio congruente, non solo con il dettato cotituzionale, ma anche con il quadro normativo delle leggi sulla Conservazione, le più avanzate del mondo, come ricordava (in uno sforso di semplificazione) Salvatore Settis nel libro cult Italia spa, 'l'Assalto al patrimonio, del 2002 esiste una continuità di deregulation tra le giunte di Domenici e il giovane senatore di Rignano sull'Arno?.

'Canto alle rondini' rilettura dell'isolato, il dopo Michelucci

Maggio (FI) Una nuova piazza con contestuale riorganizzazione degli spazi pubblici della zona di via Pietrapiana. Il luogo è lo spazio dell'ex Canto alle rondni lagato alla storica spezieria di Mattei Palmieri, poi riprogettata in stile tra il 1918-19 dall'architetto Adolfo Coppedè con improbabili stlemi vernacolari trecenteschi. Coppedè commissionò anche una "Madonna" racchiusa da una mandorla formata da uno stormo di rondini in volo, perduta durante l'alluvione del 1966. Nel 1936, nell'ambito del progetto di 'risanamento' del quartiere di Santa Croce, la farmacia fu trasferita nella sede attuale. L''arredo progettato dal Coppedè fu riadattato ai nuovi locali, ripristinando prevalentemente i caratteri originali,in seguito ai danni provocati dall'alluvione del 1966.

Quando report si sveglia: nostre pubblicazioni scientifiche dal 2002, ma il gruppo 'per un'Altra città' si ripropone

(FI) Considerazioni sul recente servizio di report di rai 3 sulle vendite e privatizzazioni di edifici storici. Un lungo capitolo tutto da scrivere: su Firenze manca ancora molto materiale di studio di cui non hanno conoscenza gli attivisti del gruppo de Zordo. Per fare una puntata per la TV pubblica sarebbe prassi invitare tutti quelli che hanno pubblicato e fatto ricerche scientifiche sui palazzi Fiorentini. Molti capitoli sono ancora aperti per gli stessi studiosi. Questo osservatorio politico continua tuttavia a comportarsi come depositario sul capitolo privatizzazioni e alienazioni, hanno anche prodotto un osservatorio senza citare la bibliografia esistente. Lo stesso atteggiamento già visto nel 2005 quando fu fatta un interrogazione parlamentare (Italia Nostra) per palazzo Busini-Bardi: ogni parrocchia andava da sola senza collaborare in rete. La notizia era però partita dal nostro sito in contatto con il dipartimento di storia. Nessuno ha citato la fonte, nulla è cambiato in 15 anni. Questo non è giornalismo, leggere la bibliografia su privatization italian cultural heritage.

Campus universitario dei Giardini, il progetto mancato

Ottobre (FI) Il 'Campus dei Giardini' si consolida come prezioso spartito architettonico se messo un relazione all'offerta progettuale in Europa. Un tema che non ha mai trovato sbocchi nell'immaginario contemporaneo nonostante la ricca offera di Verde storico che la città dei Fiori ospita dall'Alto medioevo. Manca dunque dai concorsi di idee il tema del Giardino. Mentre ci si è occupati a lungo della rigenerazione del tessuto del centro storico (concorsi: le Murate, San Gallo e S. Orsola), la cintura dei Viali è rimasta al di fuori di un percorso progettuale di eccellenza che la città meriterebbe di affrontare anche all'interno dell'Ordine degli architetti. La stessa progettazione del più grande giardino privato rimasto disponibile, quello di palazzo Scala Gherardesca, da SMI a Four Season, ha messo una pietra definitiva sull'ipotesi di mettere in connessione gli spazi verdi nella zona della ex Porta Pinti

Zibaldone
Firenze 'Museo della Città'

Palazzo Capponi delle Rovinate; il rilievo 3d. DIDA (dipartimento di architettura) dell'Università di Firenze ha dedicato un approndimento di Restauro per il palazzo attribuito anche a Lorenzo di Bicci insieme al ciclo di affreschi in Lucia de Magnoli. Disponibile il rilievo digitale anche del palazzo Capponi (delle Rovinate) in via de Bardi, dimora storica di pregio di attribuzione brunelleschiana. Il nuovo edificio di Niccolò da Uzzano, terminato certamente al 1426,"mostrava i segni di una nuova sensibilità architettonica": novità importanti erano presenti a partire dal primo episodio di regolarità e centralità della pianta con cortile a colonne ottagonali con capitelli a foglie d'acqua.

Italia Nostra ferma la variante urbanistica sul centro storico. Accolto il ricorso di Italia Nostra al Consiglio di Stato in merito alla variante urbanistca del 2018 del comune che consentiva la ristrutturazione e cambio di destinazione d'uso per edifici di valore storico. Il centro va tutelato, possibili solo restauri conservativi. E' stata riconosciuta pienamente l'identità culturale degli edifici vincolati. Questa ordinanza segue la sentenza della Cassazione n. 6873 del 14 febbraio 2017 e l'inopportuna integrazione del D.P.R. 380 del 2001, (D.L. 96/2017) che ha sancito la fine del Restauro architettonico.

Lo spezzatino della brunelleschiana villa Rusciano La villa umanistica' di Rusciano a Gavinana, del Quattrocento fiorentino, di attribuzione brunelleschiana, è in vendita da parte del Comune di Firenze all'interno del piano alienazioni della giunta Renzi, con l'intenzione di frazionarla e cederla a privati con uso turistico-ricettivo. Una destinazione d'uso e un operazione progettuale notoriamente non compatibili con il carattere storico-artistico dell'edificio. I cittadini del Quartiere 3 stanno manifestando un forte dissenso verso la vendita le scelte dell'amministrazione comunale.

Cafaggiolo non più visitabile come castello mediceo. Il progetto di Cafaggiolo si presenta come caso giuridico di dubbia costituzionalità in riferimento anche alla sentenza n. 6873 della Cassazione (ristrutturazione di palazzo Tornabuoni) che ha riportato le trasformazioni edlizie all'interno di un 'ambito costituzionale. Il nuovo progetto (di iniziativa privata) prevede unità immobiliari anche all'interno dell'area di vincolo diretto, con reception, ristorante-bar, SPA-fitness, sale per eventi e riunioni, Il dubbio che si tratti non di una struttura turistica ma di una speculazione immobiliare sta nei dati di progetto.

Student hotel, rivisitazione funzionale della facies del Poggi

Effimera rivisitazione funzionale in chiave ludica della facies poggiana, spartito architettonico della Firenze capitale che fungeva da quinta scenica della direttrice dei Viali. ll progetto scaturisce da un investimento immobiliare dedicato all'ex palazzo 'del Sonno', ex palazzo delle Ferrovie, di fronte alla Fortezza da Basso - polo espositivo - e a pochi minuti da S. Maria Novella. La start-up olandese, attiva nel settore dell’hospitality dal 2012, ha aperto la sua prima struttura in Italia nella cornice poggiana di Firenze. Il progetto di ristruturazione ha ricavato 390 camere, dedicate per il 57% agli studenti e per il 43% forestieria, offerta è rivolta ad una clientela giovane, dinamica e cosmopolita.

Il palazzo attribuito a Matteo Scolari. Il cambio di destinazione d'uso da ex cinema a residenza e stores commerciali ha regalato una nuova vita, dopo decenni di degrado, al palazzo invisibile, situato in Borgo degli Albizi a pochi passi da palazzo Non Finito Museo di storia naturale. I lavori di recupero, curati dall'Arch. Marco Sacco e Giraldi associati, hanno consentito anche la riapertura al pubblico del Cortile tardogotico con pilastri ottagonali in pietra forte. Il "palazzo fortezza" a tre porte in via de' Giraldi, angolo Borgo degli Albizi, conserva infatti al piano terra parte del prezioso cortile con colonne ottagonali in pietra forte e capitelli pseudocorinzi. Ancora controversa la datazione della dimora mercantile attribuita da Brenda Preyer al fratello dell'illustre condottiero Filippo Scolari; fine sec. XIV e primi del XV.

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