Conservazione delle Città toscane a cura di Alessandra Meyer
| S. Miniato | Fucecchio | Montopoli | Firenze | Prato | Volterra | Castelfranco di S. |

 

FESTARCH - borghi e centri storici
Palazzo Grifoni S. Miniato (PI)
Castelfranco Città Nuova 2011
Villa di Rusciano - Firenze
Romanico in laterizio
Montopoli Valdarno
Cerca in Limen

Carte del restauro
Nuovo Codice BB.CC.
Legislazione
Visibilità
 
Toscana
Città
Toscana
Prato
Pienza
S.Gimignano
Pietrasanta
Siena
Arezzo
 
Tutela del patrimonio
Progettazione
Multimedia
 

 

 

Le città

S. Miniato, la città del laterizio

Luglio 2010. La città degli Svevi, arroccata in un sistema di crinale, ricca di tipologie; dalla fortificazione di Federico II con il palazzo dei Vicari, alle dimore rinascimentali. Il ricco repertorio del laterizio del romanico diventa scuola nel Cinquecento con il monumentale palazzo di Ugolino Grifoni che rappresenta un unicuum per il tema dell'edilizia privata: capolavoro dell'architettura civile del Cinquecento in Toscana, mirabile sincretismo tra i materiali tradizionali del del Valdarno Inferiore e i modelli del palazzo rinascimentale fiorentino.

Firenze: il degrado diffuso

Il caso del centro storico di Firenze rappresenta un discutibile esempio di conservazione del patrimonio architettonico. Scarsa sensibilità verso molte delle sue tipologie architettoniche. "Nulla poteva far pensare che una città definibile come la "Capitale dell'occidente cristiano" potesse versare in condizioni di conservazione cosi scadenti da rassomigliare ad una rumorosa, nevrotizzante periferia metropolitana."

Fucecchio, ancora degrado

Fucecchio, un importante centro storico ancora caratterizzato da rilevanti forme di degrado, dall'inguardabile progetto di recupero di Piazza Montanelli, ai parcheggi, alla cartellonistica al generale recupero dei palazzi piu importanti. L'origine e il primo sviluppo di Fucecchio sono strettamente connessi alla presenza della via Francigena o strada Romea, la più importante direttrice stradale della Toscana medievale. Da Lucca e Altopascio superava l'Arno per dirigersi verso Siena.

S. Gimignano città delle torri

La città conserva quasi intatta l’originale fisionomia urbanistica ed architettonica trecentesca. La sua storia è strettamente connessa all’ubicazione su di un asse stradale di primaria importanza nei secoli tra il IX ed il XII: la Via Romea o Franchigena In questa direttrice, che anticamente collegava Roma con i Paesi d’Oltralpe, e, confluisce la Via Pisana..

Pietrasanta

La morfologia di Pietrasanta è caratterizzata dai rapporti tra la Rocca e il borgo basso che presenta la configurazione a scacchiera omogenea delle città di colonizzazione, sorta secondo un piano preciso intorno al XIII secolo..Il borgo è situato sulla pianura e metà sul rovescio della montagna.

Sec. XIII
'Città comunali'

Fig. 1 - Carta storica delle città comunali della Toscana nel XIV secolo - Touring Club Italiano. Firenze, Pisa, Lucca, Siena, Pistoia, Arezzo e Prato; queste citta' costituirono, almeno sin verso la meta' del XIV secolo, un complesso del tutto eccezionale in Italia e in Europa. Alle loro rilevanti dimensioni si accompagnarono infatti una notevole longevita' delle istituzioni comunali.
 
La Toscana
 

Le città della Toscana

"Nessuna regione europea, se non forse la Fiandra" osservava recentemente lo storico Giovanni cherubini, "può essere definita, nel Basso Medioevo, una terra di città altrettanto legittimamente della Toscana" Ma la Toscana del periodo in cui si determina l'impianto fondamentale su cui si basa ancor oggi il sistema urbano delle vaste aree d'europa, si distingue non soltanto per la quantità dei sui centri di livello urbano, ma più ancora per il livello qualitativo delle sue strutture.

In nessuna ragione d'Europa si possono trovare in uno spazio ristretto, individualità come Firenze, Siena, Lucca, Pisa o S. Gimignano; nessun altro esempio di città fra loro vicine presenta altrettanti monumenti e strutture tipologiche riassuntivi di individualità differenziate come la Cupola del Brunelleschi la Piazza del Duomo di Pisa, il Campo di Siena, le torri di S. Gimignano..." Cosi scrive Giovanni Fanelli nell'introduzione del suo testo "Toscana, la cultura delle città" edito da Cantini, un breve omaggio introduttivo per segnalare la singolarità del patrimonio architettonico della Toscana che accoglie delle città più volte segnalate dall'Unesco come "patrimonio dell'umanità". Lo stato di conservazione di importanti centri storici a partire Firenze, ma anche Prato, Lucca, S. Gimignano è purtroppo non ottimale. Numerosi edifici di rlevante valore storico e architettonico risultano non aperti al pubblico e se aperti sono visitabili solo in parte e con criteri di accessibilità e fruibilità del bene il più delle volte scadenti e discutibili. La tipologia della casa torre e del palazzo trecentesco che rappresento un tratto caratteristico del linguaggio della scala urbana delle città comunali toscane non rientrano in un organico piano di recupero storico e sono del tutto trascurate come organizzazioni determinanti e rilevanti dell'abitare e leggere la città. Mancano quindi adeguati interventi di restauro che recuperino nella loro completezza il repertorio delle tipologie architettoniche che le varie città hanno progettato. Il caso di Firenze (vedremo il caso specifico nella pagina dedicata) è un visibile esempio di pessima conservazione di quello straordinario e unico serbatoio di forme che la Signoria di Firenze ha prodotto."

.
Osservatorio

Fig. 2 - Cappella Brancacci Masaccio. I Palazzi raffigurati all'interno della Cappella nella Chiesa del Carmine a Firenze costituiscono degli straordinari testi descrittivi, preziose fonti del vedutismo rinascimentale. Come si può notare dalla raffigurazione dell'affresco, molti edifici sin dal sec. XIV erano in gran parte intonacati e costituivano il tipo di abitazione della media borghesia. L'uso della pietra a vista era legata a particolari esigenze di rappresentazione del commitente. Il Bugnato a piano terra o l'uso della pietra da taglio erano lavorazioni particolarmente costose e impegnative anche per la messa in opera ed erano appannaggio quasi esculsivo delle famiglie dell'alta borghesia fiorentina. .

Fig. 3 - Palazzo dei Cerchi - Firenze, planimetria dell'intero isolato, in rosso il perimetro del palazzo. L'edificio affaccia in via dei Cimatori e via della Condotta dietro piazza Signoria a poche decine di metri dalla casa di Dante. Il palazzo, costruito nelle Firenze del XIV sec., è il risultato dall'accorpamento di più case torri della famiglia. Lo spazio che separa via dei Cimatori da via della Condotta era sede della consorteria dei Cerchi dove la celebre casata ebbe case, logge e torri in tutta la zona.

Visitabile la Cappella privata di Giovanni Rucellai a Firenze. La riapertura della Cappella dei Rucellai in San Pancrazio rimane un grande evento mediatico per il turismo toscano. Al di la della 'notizia fiorentina' la riapertura di questo spazio ci porta alla rilettura delle sepolture dei grandi Mercanti fiorentini. Il tema della Cappella privata rappresentava un capitolo strategico all'interno della proprietà privata del ceto mercantile del Quattrocento. Un chiave di lettura di un epoca che va ben oltre la restituzione tridimensionale di un 'opera d'arte'. Firenze sul tema presenta una galleria di soluzioni formali che interessano le più grandi famiglie mercantili. Il riferimento alle analoghe architetture dei Medici sembra scontato soprattutto nella relazione: Cappella privata-Spazio sacro.

S. Michele in Borgo Pisa. La chiesa protoromanica, col monastero appartenuto ai monaci Benedettini e ai Camaldolesi, fu edificata verso il 1016 e più volte ristrutturata. La facciata ha la parte inferiore del XIII secolo, mentre quella superiore risale al XIV secolo. Il progetto dell'Arch. Massimo Carmassi,1985-2002, porta a termine un completamento dei ruderi esistenti sul lato nord e sud fa parte del dell'area e la costruzione ex-novo di un edifico lungo il lato est, in modo da ricucire la maglia urbana lacerata ed ottenere una nuova piazza.

Ruspe in agguato alle Cascine di Tavola di Poggio a Caiano. L'intero complesso fatto costruire da Lorenzo il Magnifico come fattoria a complemento della famosissima Villa disegnata dal Sangallo. Italia Nostra denuncia all’opinione pubblica la gravissima situazione che dimostra totale disprezzo per un “pezzo” di così alto valore del patrimonio storico e culturale. Si prevede infatti che la commissione edilizia del comune di Prato voti l’approvazione al piano di “recupero” che trasformerà la Cascine in appartamenti. "Piano di “recupero” che trasformerà la Cascine – di proprietà dell’immobiliare Agrifina - in una sessantina di appartamenti.

La vendita della Manifattura Tabacchi Firenze. L'intero complesso costituisce un importante contributo al razionalismo e novecentismo italiano degli anni '30. Il passaggio di proprietà risale al 27 dicembre 2002, giorno in cui l'Eti (la Spa pubblica creata per privatizzare e dismettere parte del patrimonio dei Monopoli di Stato) ha venduto una quarantina di grossi immobili - tra cui l'ex Manifattura - alla Finteca (altra Spa pubblica dell'ex gruppo Iri) per creare liquidità. Il decreto legge 282 del 24 dicembre 2002, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 301 è diventato Legge.

© 1999-2003 Limen A.P.S. - Via F. Marucelli 9 - Firenze (FI) - Tutti i diritti riservati
Contattaci - Disclaimer - Pubblicità