Conservazione della città di Firenze - C. di S. P. a cura di Lorenzo Pagnini
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'Taccuino'

Lo 'spezzatino' della brunelleschiana Villa di Rusciano

Aprile 2012 La 'villa umanistica' di Rusciano a Gavinana, del Quattrocento fiorentino, di attribuzione brunelleschiana, è in vendita da parte del Comune di Firenze all'interno del piano alienazioni della giunta Renzi, con l'intenzione di frazionarla e cederla a privati con uso turistico-ricettivo. Una destinazione d'uso e un operazione progettuale notoriamente non compatibili con il carattere storico-artistico dell'edificio. I cittadini del Quartiere 3 stanno manifestando un forte dissenso verso la vendita le scelte dell'amministrazione comunale. L'immobile va escluso dalle alienazioni per una strategia di recupero e valorizzazione completamente diversa.

Anche le vecchie proprietà dei Vespucci agli inglesi

Febbraio 2012 L'Ospedale S. Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti, passa ai privati, come annunciato da tempo. Stiamo parlando del capitolo alienazioni del patrimonio immobiliare sanitario. I pezzi più pregiati del listino: in primis l'Ospedale San Giovanni di Dio (già venduto), parti consistenti del complesso ex psichiatrico di San Salvi, gli ex sanatori Banti e Luzzi, tutti brani importanti di città passati al mercato immobiliare con la stessa logica di vendita della patrimonio spa: alienare, monetizzare, vendere immobili senza criteri di selezione per gli edifici di pregio storico. Dopo palazzo dei fratelli Busini, Scala Gherardesca, il palazzo dei Cerchi, per fare i nomi dei più importanti, anche le vecchie proprietà dei Vespucci in Borgo Ognissanti passano al mercato europeo. Torna d'attualità il nodo gordiano della "destinazione d'uso compatibile"..

Il sequestro degli appartamenti Fingen di palazzo Tornabuoni Corsi

Gennaio 2011 La ristrutturazione di palazzo Tornabuoni-Corsi, che affaccia nel salotto buono della città, ripropone un importante speculazione immobiliare con cambio di destinazione d'uso all'interno di un palazzo dalle straordinarie caratteristiche storico-architettoniche. Arrivano a metà dicembre i sigilli su 27 appartamenti dei 36 ricavati dal gruppo Fratini-Fingen nell'edificio progettato a metà del '400 da Michelozzo di Bartolomeo. Dieci indagati per abuso edilizio con destinazione d'uso turistico alberghiera non consentita dal PRG. Il palazzo storico ha seguito la stessa sorte dei palazzi Busini-Bardi e Scala-Gherardesca con il più grande parco privato della Città dei Fiori.

L'isola pedonale al Canto de' Medici

Novembre 2010 Un oasi di silenzio nella città dei fiori, tra via Martelli e l'ex via Larga nel cuore della città rinascimentale, all'interno dello storico quartiere mediceo. Per il Canto de' Medici con il michelozziano palazzo fortezza di Cosimo, dopo 50 anni di traffico la decisione definitiva di costituire un isola pedonale in piazza Duomo e via Cavour. Nessuna amministrazione dal dopoguerra è stata in grado di completare la pedonalizzazione del centro contrastata dai commercianti fiorentini. Una scelta strategica che valorizza il patrimonio della città: Via Larga, l'attuale via Cavour, ritrova il Canto de' Medici, centro del rinascimento fiorentino, senza veicoli da tangenziale, con semafori, polveri sottili e rumori nevrotizzanti.

Il "taccuino romano" di Giuliano da Sangallo diventa un albergo a cinque stelle

Marzo 2004 La recente vendita di palazzo Scala della Gherardesca in Borgo Pinti da parte della Società di Metallurgia Italiana (SMI) ha avviato di fatto un delicato processo di ristrutturazione dell'edificio. Questo autentico capolavoro dell'architettura rinascimentale fiorentina rimasto sempre chiuso al pubblico con il passaggio di proprietà si avvia a trasformarsi in un albergo a cinque stelle. La catena alberghiera internazionale Four Seasons ha in gestione l'edificio ed ha avviato da un paio di anni un complesso progetto di riuso.

Canto de' Ricci

Antonio e Buono Businipalazzi di primo QuattrocentoPalazzo dei fratelli BusiniPalazzo degli AlessandriPalazzo di Niccolò da UzzanoNuova Piazza S. M. Novellapalazzo Bartolini, il nuovo Baccio d'AgnoloSacrestia di S. TrinitaPalazzo di Benedetto degli AlbertiVia TornabuoniGli AlbizziPalazzo fortezzaBusini wool merchantBorgo degli AlbiziBenedetto degli AlbertiSpedale degli InnocentiNiccolò Da UzzanoCrocere Spedale degli InnocentiVia de' Bardi

Fig. 1 - Firenze - Mosaico sulla città - Sacrestia di S. Trinita, Palazzo fortezza, palazzo Bartolini, muro in pietra forte, arme degli Albizzi, SS. Annunziata, portale palazzo di Antonio e Buono Busini, portale Benedetto degli Alberti, Borgo degli Albizzi, crocera Spedale degli Innocenti, schema planimetrico della chasa di Apollonio Lapi - "I suoi capitelli a "foglie d'acqua" sono eseguiti nello stile della cerchia di Michelozzo e possono datarsi tra il 1415 agli anni '50." - H. Saalman.
 
Il degrado diffuso
 

Elementi di conservazione sul centro storico

"Nulla poteva far pensare che una città definibile come la "Capitale dell'occidente cristiano" potesse alla fine del XX secolo versare in condizioni di conservazione cosi scadenti da rassomigliare ad una rumorosa, nevrotizzante e sporca periferia metropolitana. Eppure è sufficiente armarsi di un buon paio di occhiali e semplicemente passeggiare all'interno della VI cerchia muraria della città per rendersi conto della povertà e dell'incuria che Firenze ha riservato al suo patrimonio. Tutto il vocabolario architettonico delle case torri e dei palazzi del sec. XIV è diventato per Firenze lingua morta e non è mai stato oggetto di interventi con fini di recupero. Possiamo apprezzare ad occhio nudo una preoccupante situazione di degrado e di incuria del centro. Gli edifici del Trecento, di straordinario valore storico per il costituirsi del nuovo tipo di palazzo a Firenze e per il grande capitolo della borghesia mercantile in Europa, sono per gran parte in mano a privati, frazionati in numerose proprietà e non accessibili al pubblico. Molte di questa fabbriche sono state ristrutturate senza adeguate garanzie per la conservazione e senza l'applicazione dei criteri delle Carte del Restauro. Soprattuto hanno subito importanti trasformazioni in assenza di documentazioni stratigrafiche e di adeguate ricerche storiche capaci di raccogliere ogni possibile dato storico sull'edificio.." (testo completo)

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'Genius loci'

Fig. 2 - Chianti Shire - Pieve S. Giovanni Battista a Castello. "Pieve a Castello con Abbadia a Isola formava uno dei due poli religiosi intorno a Monteriggioni (SI) appartenenti alla diocesi di Volterra. La specifica posizione geografica del sito della Pieve ha origine all'interno del percorso della via francigena. La pieve è composta da una chiesa con pianta basilicale a tre navate, successivamente trasformate e profondamente modificate per esigenze legate al riuso -, tre absidi a tutto sesto ( di cui una è scomparsa ) -, un battistero a pianta ottagonale attaccato alla ex navata sinistra, alla quale si accedeva tramite un arco ogivale ancora esistente ed in buono stato di conservazione...(.)"

Osservatorio

Palazzo Busini-Bardi

Fig. 3 - Palazzo dei fratelli Busini poi Bardi. La famiglia Busini di chiara fama nella Firenze repubblicana aveva dato due suoi discendenti al Gonfalonierato di Giustizia e aveva ricoperto per ben 28 volta carica all'interno del Priorato. Di grandi ricchezze e proprietà immobiliari, i Busini disegnavano attraverso le loro cariche nello scorcio del sec. XV una delle influenti famiglie mercantili al pari dei Da Uzzano e degli stessi Bardi, e partecipavano alla rappresentazione del proprio arme con tutte le forme della cultura rinascimentale e mercantile.

Fig. 4 - Rotonda della SS. Annunziata veduta planimetrica dell'isolato tra via Gino Capponi e via G.La Pira. Il 18 ottobre 1444 fu posta la prima pietra della tribuna. Progettista e direttore dei lavori fu Michelozzo di Bartolommeo. I lavori durarono fino al 1453 e ripresero nel [[1460] sotto la direzione di Antonio Manetti. A seguito di problemi finanziari, i frati offrirono il patronato della fabbrica a Lodovico III Gonzaga, duca di Mantova. Nel 1477 la tribuna fu inaugurata.

Fig. 5 - Palazzo Medici pianta. Il fronte esterno è in un cattivo stato di conservazione; la pietra forte è coperta di croste nere per i residui carboniosi del traffico urbano. La situazione dell'edificio e di tutta l'area intorno ad esso, di inestimabile valore storico ed artistico, è da 40 anni ormai tristemente nota. L'alto valore monumentale della zona non è mai stato preso in considerazione dalla pubblica amministrazione e continua ad essere in condizioni di forte degrado.

Luglio 2011 - Una facciata per S. Lorenzo, idee di recupero. Completare la basilica di San Lorenzo di Firenze, costruendo la facciata in marmo, mai realizzata e progettata da Michelangelo nel 1515. Questa l'idea 'provocatoria' lanciata dal sindaco Matteo Renzi durante il consiglio comunale del 25 luglio in cui stava presentando il masterplan per la riqualificazione di tutta l'area di San Lorenzo, storico quartiere fiorentino, sede tra l'altro del tradizionale mercato. La realizzazione della facciata secondo il progetto mediceo, un'idea bocciata dalla Soprintendenza, dai critici d'arte, e che ha diviso i fiorentini e la cultura della Conservazione. E' corretto realizzare un incompiuta del XVI sec. ?

Il palazzo di Matteo Scolari, il cambio di destinazione d'uso. Borgo degli Albizi, Palazzo Tornaquinci della Stufa, attribuito da Brenda Preyer a Matteo Scolari finanziatore della Rotonda di S. Maria degli Angeli, è in ristrutturazione con il cambio di destinazione d'uso da cinema (Ex Corso) a nuovi appartamenti. Il "palazzo fortezza" a tre porte in via de' Giraldi, angolo Borgo degli Albizi, conserva al piano terra parte del prezioso cortile con colonne ottagonali in pietra forte e capitelli pseudocorinzi. Un'architettura di prima grandezza del proto rinascimento fiorentino, databile dal 1380 ai primi del Quattrocento, risulta insieme al palazzo degli Alessandri uno dei primi edifici privati a tre porte del sec. XIV.

Gennaio 2008 - Palazzo Tornabuoni - Residence extra lusso. La sede storica della Banca Commerciale Italiana avrà una nuova destinazione d'uso: 36 lussuosi appartamenti nel cuore del centro storico secondo il progetto di Fingen e Kitebrok. Al piano terra è prevista una galleria con con boutique di Bulgari e Bottega Veneta. L'edificio progettato da Michelozzo alla metà del XV per i Tornabuoni ai primi del Seicento pervenne alla famiglia Corsi. Il marchese Jacopo Corsi, che amava la musica, vi riunì la prima "Accademia di Musica" di Firenze. Successivamente, durante l'allargamento di via Tornabuoni, (1857-67) l'architetto Telemaco Buonaiuti tagliò via una considerevole fetta del palazzo michelozziano progettando un nuovissimo fronte in stile Neoquattrocento. La Loggetta Tornaquinci fu quindi spostata sul lato opposto del palazzo dove si trova tuttora.

Marzo 2008: dossier sul palazzo di Apollonio Lapi, tra il Canto de' Ricci e via del Corso. La scelta dei progettisti è stata quella di integrare con un arredamento funzionale alle esigenze commerciali uno spazio storicamente rilevante, creato sulle basi dell’antica chiesa di San Bartolomeo, eretta nell’Xl secolo e ridotta ad uso secolare nel 1768, o il Palazzo di Apollonio Lapi in via del Corso, del quale sono ancora visibili due colonne ottagonali con capitello a foglie d’acqua, databili tra il 1415 e il 1450.

Il restauro non conservativo di palazzo Busini-Bardi. Un intervento molto discutibile il risultato del restauro del palazzo di attribuzione brunelleschiana che affaccia su via de' Benci. Il palazzo di proprietà della Bardi Srl è oggetto di una radicale ristrutturazione finalizzata a ricavare ben ventuno appartamenti privati attorno allo splendido cortile rinascimentale. All'edificio storico, di valore riconosciuto da generazioni di studiosi, viene riservata la sorte di una palazzina residenziale con una prassi di riuso dettata dalle esigente del privato.

Novembre 2007 - la rivincita di Isozaki. la loggia sarà così come la vediamo nelle foto. Stesse proporzioni, illuminazione, altezza e disegno del progetto originario del 1998. Il progetto esecutivo è stato consegnato alla soprintendenza ai monumenti di Palazzo Pitti. 90 giorni di tempo per la Soprintendente Paola Grifoni, poi partiranno i lavori. Restano identici anche i materiali: la loggia sarà in acciaio rivestito di pietra serena extradura. Stessi materiali per le travi che conterranno lunghe liste di vetro per assicurare leggerezza e trasparenza alla parte superiore.

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