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Conservazione Fi - zibaldone |
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Palazzo
Medici |
| Gennaio
2009 |
.Fig.
1 -
Firenze - Particolari della trabeazione di Palazzo Medici
- da Carl Von Stegmann - "La
dimensione della Loggia al Canto de' Medici era davvero imponente
se si riferisce all'altezza delle arcate e al volume d'angolo generato
da queste aperture. Non si era mia visto niente di simile prima del
palazzo di Cosimo. La chiave degli archi arriva sino all'altezza di
6 mt ed era una delle più ardite e monumentali che fossero mai state
realizzate fino alla metà del Quattrocento. Uno degli assi prospettici
privilegiati era rappresentato da via de Pucci. Lo spazio antistante
il Canto de' Medici era in tutto simile ad una piccola piazza cha
abbracciava il Sagrato della Chiesa di S. Giovanni agli Scolopi. Anche
la geometria disegnava uno spazio rettangolare, questo prima che l'allargamento
di via Martelli di metà Ottocento alterasse i rapporti volumetrici
delle strade.." L.P. I palazzi
fiorentini con le Tre Porte, 2007 |
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Danteum
fiorentino |
| Settembre
2008 |
.Fig.
1 -
Firenze - Progetto per un Danteum fiorentino. Tavola
compositiva - Arch. C. Remorini - "Il
Danteum individua un percorso che è quello dell'uomo smarrito,
mosso da speranza d'altezza. La sequenza è limpida : un labirinto
di pietra, impronta del male, della parete afflitta dell'umanità,
; un doppio muro, scatola dei libri rari, laboratorio della parola,
suo rifugio, un verde costruito, a significare che la via della conoscenza
passa attraverso lo studio della natura. Tra le dua città
( Inferno e Paradiso) sta il monte del purgatorio: è luogo
di penitenza ma anche luogo di esercizio di vita in comune e d'educazione
alla vera libertà. All'interno di questo emblematico limen
sta il S. Gerolamo di Antonello, imprigionato nell'aurea beatitudine
della "ricerca paziente": uomo taciturno, bibliotecario
d'eccezzione, governa lo spazio della lettura e ne pervade la caduta." |
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S.
Miniato |
| Ottobre
2007 |
.Fig.
1 -
Basilica di S. Miniato al Monte - Tav. Arch. Laura Bergonzoni
- "La
basilica romanica di S. Miniato al Monte afu
iniziata a Firenze nel 1018 per volontà del Vescovo Ildebrando, fu
continuata fino al 1207. La leggenda narra che la chiesa si erge sul
preesistente Oratorio fatto costruire da San Minato, primo evangelizzatore
e martire cristiano fiorentino. Si racconta che Miniato, dopo essere
stato decapitato, raccolse la testa, la rimise sul colle e andò a
morire nella grotta sul monte alla Croci, sua dimora eremitica. La
facciata, in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è decorata
con arcate sulla cui sommità c’è un mosaico su fondo dorato che rappresenta
Cristo in trono benedicente fra la Madonna e San Miniato.La grande
aquila in rame presente sul frontone fa riferimento all’arte dei Calimala
che amministrò i beni del convento annesso alla Chiesa dal 1288" |
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S.Maria
del Fiore |
| Settembre
2007 |
.Fig.
1-Coro
di S.M. del Fiore - Tav. Arch. D. Fabbo - "Ma poi
che io dal lungo essilio in quale siamo noi Alberti invecchiati, qui
fui in questa nostra sopra l'altre ornatissima patria ridutto, compresi
in molti ma prima in te, Filippo, e in quel nostro amicissimo Donato
scultore e in quegli altri Nencio e Luca e Masaccio, essere a ogni
lodata cosa ingegno da non posporli a qual si sia stato antiquo e
famoso in queste arti. Pertanto m'avidi in nostra industria e diligenza
non meno che in benificio della natura e de' tempi stare il potere
acquistarsi ogni laude di qual si sia virtù. Confessoti sì a quegli
antiqui, avendo quale aveano copia da chi imparare e imitarli...Chi
mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura
sì grande, erta sopra e' cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti
e' popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia
di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi
tempi era incredibile potersi, così forse appresso gli antichi fu
non saputo né conosciuto? " Prologo De Pictura L.B.A. |
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Palazzo
Antinori |
| Maggio
2007 |
Fig.
1-Palazzo Antinori -pianta piano terra. La cronologia del palazzo
è compresa tra il 1461 ed il 1469. Si affaccia sulla piazzetta degli
Antinori di fronte alla Chiesa di S. Gaetano che sostituisce l'antica
Chesa di S. Michele Barteldi che nel XV secolo dava il nome allo slargo.
L'edificio è circondato per due lati da piccole vie: Via degli Antinori
e Via del Trebbio; nella parte posteriore esiste ancora il giardino
circondato dal muro di cinta prospicente sul terzo lato Via delle
Belle Donne. Un'esempio di architettura civile quattrocentesca, nel
cuore della Firenze rinascimentale, vicino alla cattedrale di Santa
Maria del Fiore. Il palazzo, destinato a Giovanni Boni, fu costruito
da Giuliano da Maiano con un piccolo cortile interno porticato, nel
rispetto dei canoni geometrici e dell'equilibrata armonia dell'architettura
del tempo. Il palazzo, oggi di proprietà privata, passò alla famiglia
Antinori nel 1506, mantenendo questo nome. |
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S.M.
Angeli |
| Febbraio
2007 |
Fig.
1- Rotonda
di S. Maria degli Angeli - "Nel 1433 Brunelleschi è a Roma
per un ulteriore studio dell'antichità classica, in special modo i
suoi interessi si diressero verso lo studio degli edifici a pianta
centrale. Tornato a Firenze tra il 1434 e il 1436 lavorò alla rotonda
di Santa Maria degli Angeli su commissione dell'Arte di Calimala,
il progetto brunelleschiano, che si rifa ai modelli classici a pianta
centrale, prevedeva una pinta ottagonale all’interno, circondata da
una corona di cappelle comunicanti tra loro che moltiplicavano a sedici
il numero dei lati all'esterno, i lavori vennero bloccati dopo tre
anni di lavori e non proseguito oltre la parte inferiore delle murature.
Il resto dell'edificio è stato realizzato tra il 1934 e il 1940, secondo
un progetto attribuito al Brunelleschi. In architettura alla fine
del Quattrocento, venne riproposto il modello della chiesa a pianta
centrale, sperimentato nella rotonda degli Angeli da Brunelleschi.
Esempi celebri di questa tipologia sono S. Maria delle Carceri a Prato
e S. Biagio a Montepulciano."
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Palazzo
Busini Bardi |
| Marzo
2006 |
Fig.
1- Palazzo
Busini Bardi via de' Benci, Firenze. "Prima di raggiungere
i costrutti formali vitruviani che saranno protagonisti del secolo
XVI con Raffaello e Baccio D'Agnolo la nascita del palazzo rinascimentale
fiorentino muove da una progressiva metamorfosi che vede i suoi prodromi
nella conquista della misura razionale e delle caratteristiche proporzionali
degli edifici. Insieme a questo metodo brunelleschiano dalle valenze
universali e metafisiche e all'interno dell'humus delle cultura umanistica
saranno ritrovati progressivamente, lo spirito del testo di Vitruviano
e gli elementi lessicali dell'autorità degli Antichi dai quali fiorisce
per prima la fondazione della pianta centrale del palazzo privato.
Su questa figura si eserciteranno solo archi su colonne che fecero
scuola come maniera fiorentina fino alla rielaborazione dell'eredità
brunelleschiana che vedrà la luce con Giuliano da Sangallo che per
primo seppe ritrovare con rigore filologico le sonorità romane. Prima
di allora il testo della nuova architettura degli edifici privati
sarà imbrigliata all'interno del muro bugnato, sia esso medio, grosso
a disegno o a graffito, dalla grandi connotazione espressive e materiche
ma lontano dalla morfologia della Roma classica." |
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Palazzo
Busini Bardi |
| Novembre
2002 |
I
palazzi del primo '400 a Firenze: Pianta
del piano terra di palazzo Busini-Bardi, via de' Benci angolo via
dei Vegellai.
I grandi palazzi privati
nel
rinascimento fiorentino compaiono al pari degli edifici religiosi
e pubblici più rappresentativi.
Palazzo Busini-Bardi ( in via de' Benci, costruito intorno
al 1415- 1430 ca. ) rappresenta un importante premessa architettonica
del rinascimento dell'arch. civile fiorentina. Il suo stato di conservazione
rientra nella statistica del resto del repertorio dell'architettura
civile: degrado dei materiali sul fronte, negazione dello spazio antistante
la facciata, l'edifico risulta non aperto al pubblico. |
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| Chiesa
di S. Lorenzo |
| Aprile
2002 |
Mecenati
americani per tre restauri a Firenze
Ottobre 2001.Un
intervento complessivo su Palazzo Vecchio, il rifacimento dell' abside
della basilica di Santa Maria Novella, il Meccanotessile. La richiesta
e' dell' assessore allo sviluppo economico Francesco Colonna che ha
presentato i programmi dell' amministrazione comunale a Washington,
nel corso dell' annuale assemblea del NIAF (National Italian American
Fondation). Colonna fa parte di una delegazione organizzata dalla
Fondazione Rcs che comprende anche rappresentanti della soprintendenza
di Pompei e della Federazione italiana dell' ambiente, rappresentata
da Bona Frescobaldi. L' assessore ha illustrato i dettagli dei progetti
sia con materiale cartaceo che attravers |
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