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Limen
beni culturali - Tutela del patrimonio
a cura
di Lorenzo
Pagnini
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S. Maria a Vico
| Basilica Palladiana
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Certosa Ferrrara |
Cattedrale Nicosia
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Cappella
degli Scrovegni
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Nuove aggressioni al patrimonio di S.Maria a Vico Giugno 2008 S. M. a Vico (CE). Nuove aggressioni del territorio di S. Maria a Vico in provincia di Caserta. Dopo il caso della interpretazione delle fattezze architettoniche della Congrega del Loreto, sono stati, infatti, approvati e finanziati nuovi lavori di recupero per la casa dei Missionari Oblati di S. Maria a Vico al fine di garantire e sistemare i nuovi alloggi. I lavori saranno estesi anche al "rifacimento" della facciata del Complesso e sono previste opere dei demolizione e ricostruzione dell'intonaco Settecentesco
Il "restauro" della basilica palladiana Maggio 2007 Vicenza: i lavori di restauro della Basilica Palladiana proseguono rispettando la tabella di marcia fissata. Lo stato di avanzamento dell’intervento è stato illustrato al Forum Center di piazza dei Signori dal direttore dei lavori Eugenio Vassallo. Erano presenti anche il sindaco Enrico Hüllweck e l’assessore ai lavori pubblici. I fronti attivi del cantiere in questo momento sono due: il primo è interno al salone, il secondo riguarda il loggiato
Il lungo restauro della Certosa di Ferrara Gennaio 2007 Ferrara: l'antico complesso monastico di San Cristoforo è stato riaperto al pubblico lo scorso 3 dicembre dopo un lungo e complesso cantiere di restauro. Ultimato il recupero della struttura architettonica prende l'avvio la seconda fase dei lavori con la ricollocazione delle opere e degli arredi storici. La riconsegna alla città del Tempio, progettato da Biagio Rossetti alla fine del Quattrocento, raggiunge l'obiettivo di riconsegnare al pubblico l'elegante architettura di San Cristoforo e una parte dell'immenso patrimonio di opere d'arte che la pietà popolare vi aveva accumulato nel corso dei secoli. Lo smontaggio del portico della Cattedrale di Nicosia Gennaio 2005 Nicosia: la demolizione dello splendido portico quattrocentesco della cattedrale è stata definitivamente completata. Sono molte tuttavia le perplessità per la decisione di un intervento così distruttivo e irreversibile. Che il pericolo di crollo del Portico sia stato solo un pretesto per giustificarne la demolizione lo dimostra in modo incontrovertibile una approfondita relazione tecnica finanziata con fondi dell'Assessorato ai BB.CC.AA ed in possesso della Soprintendenza per i beni culturali di Enna, redatta dai proff. ingegneri e architetti Forlani - Gurrieri - Sposito |
Fig. 2- Vendita Manifattura Tabacchi, Firenze. Governo e la maggioranza di centro destra vendono l'ex Manifattura Tabacchi di Firenze che viene ceduta dall'ETI (Ente Nazionale Tabacchi) alla Finteca (Spa dell'ex gruppo IRI). Il complesso vincolato, rientra nel patrimonio dell’arch.industriale di prestigio di epoca mussoliniana. La vendita alla Finteca spa nega di fatto tutti gli impegni precedentemente assunti con Palazzo Vecchio. Si era arrivati alla stesura di un progetto integrato per l'utilizzo della manifattura per ospitare spazi per l'archivio di Stato di Firenze, per la Biblioteca Nazionale, il Gabinetto Viesseux, la Mediateca Regionale, la Soprintendenza archeologica e l'opificio delle Pietre dure di Firenze.
Fig. 3- S. Giorgio al Velabro, Roma. I monumenti rovinati dal tempo sono da conservare come preziose testimonianze storiche o da rifare come, presumibilmente, erano all'inizio. Se ne discute da metà Ottocento, con il critico inglese John Ruskin a sostenere la prima tesi e il restauratore francese Viollet Le Duc la seconda. La nostra cultura, ha da tempo fatta propria la prima posizione, maturata con Boito, Giovannoni numerose «Carte del restauro» e sostenuta a spada tratta dalla scuola di «restauro» di Milano. Ma sull'ultimo numero del «Bollettino d'arte» alcuni restauratori legati alla scuola romana, esaltando l'intervento ricostruttivo di San Giorgio al Velabro hanno sostenuto che è ora di abbandonare la strada della conservazione e rivalutare il ripristino dei monumenti. |
Il Delubro bizantino di Lizzano in Belvedere. Bologna: Lizzano in Belvedere, piccolo comune dell'appennino bolognese, ospita i resti di un antico tempietto preromanico, costruito durante il dominio bizantino, tra VII e VIII secolo, di cui abbiamo lanciato una campagna di recupero su iniziativa di studio GioVe. Il "Delubro" è una costruzione ellittica riconducibile alla struttura dei tempietti rotondi di tradizione orientale. Lizzano faceva parte infatti dell'Esarcato bizantino di Ravenna L'edificio ricorda le note rotonde della capitale Ravenna. Accanto al Delubro, probabilmente l'edilicio più antico della provincia di Bologna, sorgeva l'antica pieve dedicata a S. Mamante.. Il futuro del Castello dei Carraresi di Padova. Passata la legge che assegna il monumento al ministero dei Beni culturali. il Castello Carrarese sarà restituito alla città. La macchina legislativa è partita, una leggina collegata parzialmente alla finanziaria contiene il passaggio alla competenza del ministero dei Beni Culturali. Il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato il Soprintendente, Guglielmo Monti, per una prima consultazione. E' il quarto comma del primo articolo voluto dal deputato della Margherita che sancisce il trasferimento del bene dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello del Beni Culturali. Pavia , la città dei Visconti si racconta attraverso il suo centro storico: il castello, la fondazione dell'università, la Certosa. Verso la fine del'400 Signori della città sono gli Sforza. Nel 1535 la città cadrà sotto il dominio spagnolo e nel 1714, subentrerà quello austriaco fino al 1859 quando Pavia entra nel Regno di Sardegna.Oggi, della "Ticinum", "Papia" longobardica, della città viscontea e delle età piu' tarde rinascimentali e settecentesche, ha conservato i monumenti piu' insigni, le Chiese mirabili, alcune Torri Medievali, il Castello e moltissimi documenti storico-artistici. Palazzo Altoviti in via Borgo SS. Apostoli - Firenze. Il palazzo degli Altoviti è a due passi da Piazza del Limbo, immerso all'interno delle storiche consorterie delle torri; Buondelmonti, Acciaiuoli e gli Spini. Via delle Bombarde all'altezza di questo palazzo si incurva per sbucare in Piazza S. Trinita. La IV cerchia muraria ricalcava lo stesso andamento dell'asse stradale che collega Por S. Maria con via Tornabuoni. Gli Altoviti Guelfi e convinti repubblicani. Li contraddistingue una inesauribile partecipazione sia alla vita degli affari che a quella politica della città. Gli Altoviti, hanno ricoperto nomerosi incarichi di priori e di gonfalonieri della repubblica. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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