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Limen
beni culturali - Tutela del patrimonio
a cura
di Lorenzo
Pagnini
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Cappella Rucellai |
S. Orsola Firenze | Cascine di Tavola |
Canto
de' Medici
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Palazzo Medici |
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La Cappella Rucellai, tesoro emerso dei bb.cc. Firenze La riapertura della Cappella Rucellai in San Pancrazio rappresenta non solo un evento mediatico ma anche la scoperta di un nuovo virtuoso tassello per il patrimonio culturale fiorentino. Il Sacello non era visibile da tempo se non su appuntamento per pochi tecnici. La visita della Cappella privata di Giovanni Rucellai avveniva attraverso vecchie fotografie anni '80 con il colore ingiallito dei marmi. GeCo, del Dipartimento di Restauro dell'Università di Firenze, ci ha consegnato, a latere del progetto di recupero, anche una restituzione tridimensionale del tempietto, dei suoi interni.
Il recupero degli spazi di S. Orsola Firenze L'idea progettuale di recupero del Complesso di Sant'Orsola presentata dalla Provincia di Firenze prevede la valorizzazione degli spazi attraverso il recupero delle strutture e dei volumi esistenti, garantendo continuità alla storia dell'edificio. In programma la realizzazione di una piscina pubblica, di spazi espositivi, di luoghi adibiti all'insegnamento artistico e a laboratori di arti e mestieri, di aree per servizi socio-culturali, per attività sportive e ricreative, per servizi pubblici. In cantiere anche luoghi di ritrovo e incontro per i residenti di San Lorenzo. Cascine di Tavola: una "destinazione d'uso compatibile" Prato Un complesso unitario del Quattrocento dedicato ai codici ermetici restituito a una destinazione d'uso compatibile. Il progetto di restauro sarà curato dal Dip. di Restauro dell'Università di Firenze per un costo di 6 milioni e 450mila euro. Cinque le funzioni che sono state individuate per altrettanti luoghi storici delle Cascine: la “casa delle guardie” diventerà un centro di ricreazione e ristoro, la “casa del caciaio” sarà luogo di sperimentazione e ricerca per l’agricoltura biologica, mentre il "podere delle colline" sarà un centro di ricerca post universitaria di restauro. Torneranno anche le barche nella storica “rimessa delle barche”. L'isola pedonale al Canto de' Medici Firenze; Una "rivoluzione culturale" nella città dei fiori che vede dopo 50 anni di traffico la decisione definitiva di costituire un isola pedonale in piazza Duomo e via Cavour. Nessuna amministrazione dal dopoguerra è stata in grado di completare la pedonalizzazione del centro contrastata dai commercianti fiorentini. Una scelta strategica che valorizza il patrimonio della città: Via Larga, l'attuale via Cavour, ritrova il Canto de' Medici, centro del rinascimento fiorentino, senza veicoli da tangenziale, con semafori, polveri sottili e rumori nevrotizzanti |
Fig. 2 - La Nuova Data del palazzo ducale di Urbino. La parte del Palazzo dei Montefeltro, edificata da Francesco di Giorgio Martini tra il 1487 e il 1492 per ospitare le scuderie ducali, poi Orto dell'Abbondanza. Sono stati inaugurati i nuovi spazi delle Data ducale secondo il progetto dell'Arch. Giancarlo De Carlo denominato 'Osservatorio della città'. Laurana lasciò Urbino nel 1472, lo sostituì Francesco di Giorgio Martini che portò l’opera quasi a compimento, provvedendo anche alla definizione della parte decorativa della facciata ad ali che guarda verso l’interno della città.
Fig. 3 - S. Giorgio al Velabro, Roma. I monumenti rovinati dal tempo sono da conservare come preziose testimonianze storiche o da rifare come, presumibilmente, erano all'inizio. Se ne discute da metà Ottocento, con il critico inglese John Ruskin a sostenere la prima tesi e il restauratore francese Viollet Le Duc la seconda. La nostra cultura, ha da tempo fatta propria la prima posizione, maturata con Boito, Giovannoni numerose «Carte del restauro» e sostenuta a spada tratta dalla scuola di «Restauro» di Milano. Ma sull'ultimo numero del «Bollettino d'arte» alcuni restauratori legati alla scuola romana, esaltando l'intervento ricostruttivo di San Giorgio al Velabro hanno sostenuto che è ora di abbandonare la strada della conservazione e rivalutare il ripristino dei monumenti. |
Il Delubro bizantino di Lizzano in Belvedere. Bologna: Lizzano in Belvedere, piccolo comune dell'appennino bolognese, ospita i resti di un antico tempietto preromanico, costruito durante il dominio bizantino, tra VII e VIII secolo, di cui abbiamo lanciato una campagna di recupero su iniziativa di studio GioVe. Il "Delubro" è una costruzione ellittica riconducibile alla struttura dei tempietti rotondi di tradizione orientale. Lizzano faceva parte infatti dell'Esarcato bizantino di Ravenna L'edificio ricorda le note rotonde della capitale Ravenna. Accanto al Delubro, probabilmente l'edilicio più antico della provincia di Bologna, sorgeva l'antica pieve dedicata a S. Mamante..
Neues Museum, interpretazioni sulla Carta di Venezia. Berlino (De): il progetto di recupero del Museo Etnologico - costruito da August Stuler nel 1841 - è una declinazione contemporanea delle stratificazioni un edificio storico. Parti del museo furono distrutte durante i bombardamenti del 1943-45, successivamente l'incuria e il degrado hanno intaccato parti importanti come la Sala Egizia e lo Scalone centrale. David Chipperfield, progettista dell'intervento, ha impresso a questa deriva una sterzata significativa, decidendo di trattare i resti aulici del tempio-museo come un palinsesto della storia tedesca, piuttosto una trama su cui ritessere fili spezzati ma ancora autentic. L'architetto dichiara di aver seguito i principi della Carta di Venezia del 1964 parafrasando l'estensione del monumento isolato all'ambiente urbano. Il futuro del Castello dei Carraresi di Padova. Passata la legge che assegna il monumento al ministero dei Beni culturali. il Castello Carrarese sarà restituito alla città. La macchina legislativa è partita, una leggina collegata parzialmente alla finanziaria contiene il passaggio alla competenza del ministero dei Beni Culturali. Il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato il Soprintendente, Guglielmo Monti, per una prima consultazione. E' il quarto comma del primo articolo voluto dal deputato della Margherita che sancisce il trasferimento del bene dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello del Beni Culturali. Pavia , la città dei Visconti si racconta attraverso il suo centro storico: il castello, la fondazione dell'università, la Certosa. Verso la fine del'400 Signori della città sono gli Sforza. Nel 1535 la città cadrà sotto il dominio spagnolo e nel 1714, subentrerà quello austriaco fino al 1859 quando Pavia entra nel Regno di Sardegna.Oggi, della "Ticinum", "Papia" longobardica, della città viscontea e delle età piu' tarde rinascimentali e settecentesche, ha conservato i monumenti piu' insigni, le Chiese mirabili, alcune Torri Medievali, il Castello e moltissimi documenti storico-artistici. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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