Limen beni culturali - Tutela del patrimonio a cura di Lorenzo Pagnini
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Osservatorio

Fucecchio, la via romea e piazza Montanelli

Fucecchio Nuovi studi per la città dei conti Cadolingi e della Via Francigena. Interessano le tracce del vecchio circuito murario e parte della rocca alta. I rilievi verranno realizzati da un corso della facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. Verrà proposto anche lo studio della tipologia del palazzo del XIV e XV. Un grande magazzino dell'edilizia civile e militare in cui la proprietà privata e l'evoluzione della scuola fiorentina saranno parte centrale del percorso con una raccolta dei dati di rilievo, tavole, multimedia e nuovi quaderni sulla città.

Cascine di Tavola: una "destinazione d'uso compatibile"

Prato Un complesso unitario del Quattrocento dedicato ai codici ermetici restituito a una destinazione d'uso compatibile. Il progetto di restauro sarà curato dal Dip. di Restauro dell'Università di Firenze per un costo di 6 milioni e 450mila euro. Cinque le funzioni che sono state individuate per altrettanti luoghi storici delle Cascine: la “casa delle guardie” diventerà un centro di ricreazione e ristoro, la “casa del caciaio” sarà luogo di sperimentazione e ricerca per l’agricoltura biologica, mentre il "podere delle colline" sarà un centro di ricerca post universitaria di restauro. Torneranno anche le barche nella storica “rimessa delle barche”.

L'isola pedonale al Canto de' Medici

Firenze; Una "rivoluzione culturale" nella città dei fiori che vede dopo 50 anni di traffico la decisione definitiva di costituire un isola pedonale in piazza Duomo e via Cavour. Nessuna amministrazione dal dopoguerra è stata in grado di completare la pedonalizzazione del centro contrastata dai commercianti fiorentini. Una scelta strategica che valorizza il patrimonio della città: Via Larga, l'attuale via Cavour, ritrova il Canto de' Medici, centro del rinascimento fiorentino, senza veicoli da tangenziale, con semafori, polveri sottili e rumori nevrotizzanti.

Si allarga il progetto delle Oblate

Firenze; si allarga il progetto della biblioteca delle Oblate, complesso polifunzionale sotto la Cupola del Brunelleschi tra via dell'Oriuolo e via S. Egidio. Il progetto si espande: i 3200 metri a destinazione pubblica si allargano all'adiacente Museo di «Firenze com' era» che traslocherà, probabilmente in Palazzo Vecchio. Ad annunciarlo è il sindaco Matteo Renzi. Il secondo chiostro dell'ex convento delle Pie Suore Oblate, inaugurato nel 1908 e aperto al pubblico solo nel 1956, lascerà spazio alle nuove sale della biblioteca guadagnando un'altro grande volume porticato aperto su via S. Egidio.

Palazzo Pitti - Firenze

Fig. 1 - Palazzo Pitti -Tav. Elio Cigna - Giorgio Vasari attribuisce il progetto del nuovo palazzo a Filippo Brunelleschi, indicando il nome di Luca Fancelli quale esecutore dell'opera; non è mai stata rintracciata nessuna conferma documentaria di questa attribuzione, che resta comunque finora la più accreditata fra la maggior parte degli studiosi. L'edificio originario consisteva in un blocco a tre piani, di dimensioni assai minori di quanto appaia oggi; sulla facciata si alternavano tre portoni e quattro finestre, per un totale di sette aperture, invece delle ventitré attuali, come testimoniano la Pianta della Catena (1470) e la Veduta di Pietro del Massaio (1472). Il nuovo palazzo fu costruito in aderenza all'antica abitazione dei Pitti, ancora visibile nell'affresco vasariano dell'Assedio di Firenze.
 
Il Restauro e recupero
 

A'interno del programma di valorizzazione del patrimonio culturale delle città Limen propone una lettura che può essere fatta con vari livelli d'approfondimento ma che vuole essere una premessa di prima grandezza per una reale valorizzazione delle città storiche. L'analisi, può essere svolta anche solo attraverso una ricognizione ragionata e organizzata per temi, tipologie e periodi storici seguendo come filo conduttore una precisa idea di restauro e conservazione del patrimonio architettonico. Secondo i criteri del restauro architettonico il fine vuole essere il restauro preventivo e conservativo inteso nell'accezione di Cesare Brandi . Anche nella scala urbana il lavoro deve essere preceduto da un "Attento studio dell'opera e del suo contesto ambientale". L'obiettivo principale è quello di valorizzare il patrimonio storico artistico delle città attraverso una nuova lettura:

I "monumenti" restituiti alla loro identità e visibilità ; un rilancio delle forme architettoniche nello spazio con tutte le loro caratteristiche tridimensionali. Il risultato del restauro annoverato come atto del "ritrovare" uno spazio e più specificamente di un architettura ci sembra un interessante esempio di riuso e restituzione architettonica di uno spazio a scala urbana.

"La contestualizzazione dell'opera d'arte è tanto decisiva che un corretto atteggiamento museografico equivale ad un vero e proprio restauro preventivo nel predisporre le condizioni più felici per la conservazione, la visibilità, la trasmissione dell'opera al futuro; ma anche come salvaguardia delle esigenze figurative che la spazialità dell'opera produce nei riguardi delle sua ambientazione." Cesare Brandi, teoria del restauro.

'Taccuino romano'

Fig. 2 - La Nuova Data del palazzo ducale di Urbino. La parte del Palazzo dei Montefeltro, edificata da Francesco di Giorgio Martini tra il 1487 e il 1492 per ospitare le scuderie ducali, poi Orto dell'Abbondanza. Sono stati inaugurati i nuovi spazi delle Data ducale secondo il progetto dell'Arch. Giancarlo De Carlo denominato 'Osservatorio della città'. Laurana lasciò Urbino nel 1472, lo sostituì Francesco di Giorgio Martini che portò l’opera quasi a compimento, provvedendo anche alla definizione della parte decorativa della facciata ad ali che guarda verso l’interno della città.

Fig. 3 - S. Giorgio al Velabro, Roma. I monumenti rovinati dal tempo sono da conservare come preziose testimonianze storiche o da rifare come, presumibilmente, erano all'inizio. Se ne discute da metà Ottocento, con il critico inglese John Ruskin a sostenere la prima tesi e il restauratore francese Viollet Le Duc la seconda. La nostra cultura, ha da tempo fatta propria la prima posizione, maturata con Boito, Giovannoni numerose «Carte del restauro» e sostenuta a spada tratta dalla scuola di «Restauro» di Milano. Ma sull'ultimo numero del «Bollettino d'arte» alcuni restauratori legati alla scuola romana, esaltando l'intervento ricostruttivo di San Giorgio al Velabro hanno sostenuto che è ora di abbandonare la strada della conservazione e rivalutare il ripristino dei monumenti.

Il Delubro bizantino di Lizzano in Belvedere. Bologna: Lizzano in Belvedere, piccolo comune dell'appennino bolognese, ospita i resti di un antico tempietto preromanico, costruito durante il dominio bizantino, tra VII e VIII secolo, di cui abbiamo lanciato una campagna di recupero su iniziativa di studio GioVe. Il "Delubro" è una costruzione ellittica riconducibile alla struttura dei tempietti rotondi di tradizione orientale. Lizzano faceva parte infatti dell'Esarcato bizantino di Ravenna L'edificio ricorda le note rotonde della capitale Ravenna. Accanto al Delubro, probabilmente l'edilicio più antico della provincia di Bologna, sorgeva l'antica pieve dedicata a S. Mamante..

Neues Museum, interpretazioni sulla Carta di Venezia. Berlino (De): il progetto di recupero del Museo Etnologico - costruito da August Stuler nel 1841 - è una declinazione contemporanea delle stratificazioni un edificio storico. Parti del museo furono distrutte durante i bombardamenti del 1943-45, successivamente l'incuria e il degrado hanno intaccato parti importanti come la Sala Egizia e lo Scalone centrale. David Chipperfield, progettista dell'intervento, ha impresso a questa deriva una sterzata significativa, decidendo di trattare i resti aulici del tempio-museo come un palinsesto della storia tedesca, piuttosto una trama su cui ritessere fili spezzati ma ancora autentic. L'architetto dichiara di aver seguito i principi della Carta di Venezia del 1964 parafrasando l'estensione del monumento isolato all'ambiente urbano.

Il futuro del Castello dei Carraresi di Padova. Passata la legge che assegna il monumento al ministero dei Beni culturali. il Castello Carrarese sarà restituito alla città. La macchina legislativa è partita, una leggina collegata parzialmente alla finanziaria contiene il passaggio alla competenza del ministero dei Beni Culturali. Il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato il Soprintendente, Guglielmo Monti, per una prima consultazione. E' il quarto comma del primo articolo voluto dal deputato della Margherita che sancisce il trasferimento del bene dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello del Beni Culturali.

Pavia , la città dei Visconti si racconta attraverso il suo centro storico: il castello, la fondazione dell'università, la Certosa. Verso la fine del'400 Signori della città sono gli Sforza. Nel 1535 la città cadrà sotto il dominio spagnolo e nel 1714, subentrerà quello austriaco fino al 1859 quando Pavia entra nel Regno di Sardegna.Oggi, della "Ticinum", "Papia" longobardica, della città viscontea e delle età piu' tarde rinascimentali e settecentesche, ha conservato i monumenti piu' insigni, le Chiese mirabili, alcune Torri Medievali, il Castello e moltissimi documenti storico-artistici.

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