Limen beni culturali - Tutela del patrimonio a cura di Lorenzo Pagnini
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l casi del mese

Si allarga il progetto delle Oblate

Novembre 2009 Firenze; si allarga il progetto della biblioteca delle Oblate, complesso polifunzionale sotto la Cupola del Brunelleschi tra via dell'Oriuolo e via S. Egidio. Il progetto si espande: i 3200 metri a destinazione pubblica si allargano all'adiacente Museo di «Firenze com' era» che traslocherà, probabilmente in Palazzo Vecchio. Ad annunciarlo è il sindaco Matteo Renzi. Il secondo chiostro dell'ex convento delle Pie Suore Oblate, inaugurato nel 1908 e aperto al pubblico solo nel 1956, lascerà spazio alle nuove sale della biblioteca guadagnando un'altro grande volume porticato aperto su via S. Egidio.

Neues Museum interpretazioni sulla Carta di Venezia

Settembre 2009 Berlino (De): il progetto di recupero del Museo Etnologico - costruito da August Stuler nel 1841 - è una declinazione contemporanea delle stratificazioni un edificio storico. Parti del museo furono distrutte durante i bombardamenti del 1943-45, successivamente l'incuria e il degrado hanno intaccato parti importanti come la Sala Egizia e lo Scalone centrale. David Chipperfield, progettista dell'intervento, dichiara di aver seguito i principi della Carta di Venezia del 1964 parafrasando l'estensione del monumento isolato all'ambiente urbano.

Nuove aggressioni al patrimonio di S.Maria a Vico

Giugno 2008 S. M. a Vico (CE). Nuove aggressioni del territorio di S. Maria a Vico in provincia di Caserta. Dopo il caso della interpretazione delle fattezze architettoniche della Congrega del Loreto, sono stati, infatti, approvati e finanziati nuovi lavori di recupero per la casa dei Missionari Oblati di S. Maria a Vico al fine di garantire e sistemare i nuovi alloggi. I lavori saranno estesi anche al "rifacimento" della facciata del Complesso e sono previste opere dei demolizione e ricostruzione dell'intonaco Settecentesco

Lo smontaggio del portico della Cattedrale di Nicosia

Gennaio 2005 Nicosia: la demolizione dello splendido portico quattrocentesco della cattedrale è stata definitivamente completata. Sono molte tuttavia le perplessità per la decisione di un intervento così distruttivo e irreversibile. Che il pericolo di crollo del Portico sia stato solo un pretesto per giustificarne la demolizione lo dimostra in modo incontrovertibile una approfondita relazione tecnica finanziata con fondi dell'Assessorato ai BB.CC.AA ed in possesso della Soprintendenza per i beni culturali di Enna, redatta dai proff. ingegneri e architetti Forlani - Gurrieri - Sposito

Palazzo Pitti - Firenze

Fig. 1 - Palazzo Pitti -Tav. Elio Cigna - Giorgio Vasari attribuisce il progetto del nuovo palazzo a Filippo Brunelleschi, indicando il nome di Luca Fancelli quale esecutore dell'opera; non è mai stata rintracciata nessuna conferma documentaria di questa attribuzione, che resta comunque finora la più accreditata fra la maggior parte degli studiosi. L'edificio originario consisteva in un blocco a tre piani, di dimensioni assai minori di quanto appaia oggi; sulla facciata si alternavano tre portoni e quattro finestre, per un totale di sette aperture, invece delle ventitré attuali, come testimoniano la Pianta della Catena (1470) e la Veduta di Pietro del Massaio (1472). Il nuovo palazzo fu costruito in aderenza all'antica abitazione dei Pitti, ancora visibile nell'affresco vasariano dell'Assedio di Firenze.
 
Il restauro conservativo
 

A'interno del programma di rilancio del patrimonio culturale delle città Limen propone una lettura che può essere fatta con vari livelli d'approfondimento ma che vuole essere una premessa di prima grandezza per una reale valorizzazione delle città storiche. L'analisi, può essere svolta anche solo attraverso una ricognizione ragionata e organizzata per temi, tipologie e periodi storici seguendo come filo conduttore una precisa idea di restauro e conservazione del patrimonio architettonico. Secondo i criteri del restauro architettonico il fine vuole essere il restauro preventivo e conservativo inteso nell'accezione di Cesare Brandi . Anche nella scala urbana il lavoro deve essere preceduto da un "Attento studio dell'opera e del suo contesto ambientale". L'obiettivo principale è quello di valorizzare il patrimonio storico artistico delle città attraverso una nuova lettura:

I "monumenti" restituiti alla loro identità e visibilità ; un rilancio delle forme architettoniche nello spazio con tutte le loro caratteristiche tridimensionali. Il risultato del restauro annoverato come atto del "ritrovare" uno spazio e più specificamente di un architettura ci sembra un interessante esempio di riuso e restituzione architettonica di uno spazio a scala urbana.

"La contestualizzazione dell'opera d'arte è tanto decisiva che un corretto atteggiamento museografico equivale ad un vero e proprio restauro preventivo nel predisporre le condizioni più felici per la conservazione, la visibilità, la trasmissione dell'opera al futuro; ma anche come salvaguardia delle esigenze figurative che la spazialità dell'opera produce nei riguardi delle sua ambientazione." Cesare Brandi, teoria del restauro.

Osservatorio

Fig. 2- Vendita Manifattura Tabacchi, Firenze. Governo e la maggioranza di centro destra vendono l'ex Manifattura Tabacchi di Firenze che viene ceduta dall'ETI (Ente Nazionale Tabacchi) alla Finteca (Spa dell'ex gruppo IRI). Il complesso vincolato, rientra nel patrimonio dell’arch.industriale di prestigio di epoca mussoliniana. La vendita alla Finteca spa nega di fatto tutti gli impegni precedentemente assunti con Palazzo Vecchio. Si era arrivati alla stesura di un progetto integrato per l'utilizzo della manifattura per ospitare spazi per l'archivio di Stato di Firenze, per la Biblioteca Nazionale, il Gabinetto Viesseux, la Mediateca Regionale, la Soprintendenza archeologica e l'opificio delle Pietre dure di Firenze.

Fig. 3- S. Giorgio al Velabro, Roma. I monumenti rovinati dal tempo sono da conservare come preziose testimonianze storiche o da rifare come, presumibilmente, erano all'inizio. Se ne discute da metà Ottocento, con il critico inglese John Ruskin a sostenere la prima tesi e il restauratore francese Viollet Le Duc la seconda. La nostra cultura, ha da tempo fatta propria la prima posizione, maturata con Boito, Giovannoni numerose «Carte del restauro» e sostenuta a spada tratta dalla scuola di «restauro» di Milano. Ma sull'ultimo numero del «Bollettino d'arte» alcuni restauratori legati alla scuola romana, esaltando l'intervento ricostruttivo di San Giorgio al Velabro hanno sostenuto che è ora di abbandonare la strada della conservazione e rivalutare il ripristino dei monumenti.

Il Delubro bizantino di Lizzano in Belvedere. Bologna: Lizzano in Belvedere, piccolo comune dell'appennino bolognese, ospita i resti di un antico tempietto preromanico, costruito durante il dominio bizantino, tra VII e VIII secolo, di cui abbiamo lanciato una campagna di recupero su iniziativa di studio GioVe. Il "Delubro" è una costruzione ellittica riconducibile alla struttura dei tempietti rotondi di tradizione orientale. Lizzano faceva parte infatti dell'Esarcato bizantino di Ravenna L'edificio ricorda le note rotonde della capitale Ravenna. Accanto al Delubro, probabilmente l'edilicio più antico della provincia di Bologna, sorgeva l'antica pieve dedicata a S. Mamante..

Il futuro del Castello dei Carraresi di Padova. Passata la legge che assegna il monumento al ministero dei Beni culturali. il Castello Carrarese sarà restituito alla città. La macchina legislativa è partita, una leggina collegata parzialmente alla finanziaria contiene il passaggio alla competenza del ministero dei Beni Culturali. Il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato il Soprintendente, Guglielmo Monti, per una prima consultazione. E' il quarto comma del primo articolo voluto dal deputato della Margherita che sancisce il trasferimento del bene dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello del Beni Culturali.

Pavia , la città dei Visconti si racconta attraverso il suo centro storico: il castello, la fondazione dell'università, la Certosa. Verso la fine del'400 Signori della città sono gli Sforza. Nel 1535 la città cadrà sotto il dominio spagnolo e nel 1714, subentrerà quello austriaco fino al 1859 quando Pavia entra nel Regno di Sardegna.Oggi, della "Ticinum", "Papia" longobardica, della città viscontea e delle età piu' tarde rinascimentali e settecentesche, ha conservato i monumenti piu' insigni, le Chiese mirabili, alcune Torri Medievali, il Castello e moltissimi documenti storico-artistici.

Palazzo Altoviti in via Borgo SS. Apostoli - Firenze. Il palazzo degli Altoviti è a due passi da Piazza del Limbo, immerso all'interno delle storiche consorterie delle torri; Buondelmonti, Acciaiuoli e gli Spini. Via delle Bombarde all'altezza di questo palazzo si incurva per sbucare in Piazza S. Trinita. La IV cerchia muraria ricalcava lo stesso andamento dell'asse stradale che collega Por S. Maria con via Tornabuoni. Gli Altoviti Guelfi e convinti repubblicani. Li contraddistingue una inesauribile partecipazione sia alla vita degli affari che a quella politica della città. Gli Altoviti, hanno ricoperto nomerosi incarichi di priori e di gonfalonieri della repubblica.

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