Conservazione del palazzo del sec. XV a Firenze a cura di Lorenzo Pagnini
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Palazzo Busini Bardi

Settembre 2003 I Il palazzo Busini-Bardi (in via de' Benci, costruito intorno al 1415- 1430 ca.) rappresenta un importante premessa architettonica del rinascimento dell'arch. civile fiorentina. Il suo stato di conservazione rientra nella statistica del resto del repertorio dell'architettura civile: degrado dei materiali sul fronte, negazione dello spazio antistante la facciata, l'edifico non è mai stato aperto al pubblico.

Palazzo da Uzzano Capponi

Il Palazzo di Niccolò da Uzzano in via de' Bardi, terminato intorno al 1426, perla dell'architettura civile d'Oltrarno. Le condizioni di conservazione mediocri ci raccontano l'attuale destinazione d'uso dell'abitazione di Niccolò da Uzzano, uno degli uomini di stato più importanti della fazione albizzesca. Il suo ruolo e peso politico si fondevano e raccontavano limpidamente nel nuovo palazzo da lui voluto e commissionato a Lorenzo di Bicci.

Palazzo di Alberto di Zanobi

Verso il 1400 Alberto di Zanobi intraprese la costruzione del suo palazzo da solo, in via de' Neri. In questo asse urbano, che collegava la IV con la V cerchia muraria, regna sovrano un degrado diffuso delle architetture, delle facciate e del lastricato stradale: nessun edificio è più visitabile nel suo organismo originario.

Palazzo Lenzi Quaratesi

Palazzo Lenzi Quaratesi in piazza di Ognissanti. Il suo stato di conservazione è visibile a partire dall'esterno: un pessima manutenzione dei graffiti di (Andrea Feltrini dei primi del '500) sull'esterno coperti per gran parte da croste carboniose dovute al traffico veicolare. Della prima versione quattrocentesca ben poco è rimasto all'interno: colonne e capitelli a sostegno di un soffitto voltato facevano parte del primitivo cortile michelozziano. Rimane il forte degrado di tutto lo spazio antistante al volume del palazzo adibito a parcheggio e traffico veicolare.

sec. XV
Il nuovo palazzo del '400

Fig. 1 - Palazzo Busini Bardi, Pianta del piano terra di palazzo Busini-Bardi, via de' Benci angolo via dei Vegellai. Il palazzo presentava già nei primi anni del '400 tutti gli elementi della nuova architettura e sembra porsi proprio come elemento primo, manifesto programmatico delle forme rinascimentali. La storiografia concorda nell' affermare che l'ideazione del primo palazzo di chiara impronta rinascimentale a Firenze prese forma dopo l'episodio di palazzo Busini ( 1420-27 ca.) e il modello proposto a Cosimo il Vecchio da Filippo Brunelleschi (intorno al 1440) per il nuovo palazzo di Via Larga.
 
Stato di Conservazione
 

Stato di conservazione dei palazzi del primo '400 fiorentino.

L'unico Palazzo visitabile e conservato in forma accessibile in tutta la città, se si eccettua Palazzo dei Sassetti che è stato oggetto di una accettabile intervento di ristrutturazione per fare spazio agli edifici di una banca, è Palazzo Davizzi-Davanzati in via Porta Rossa.

E' l'unica dimora privata del trecento fiorentino, l'unica proprietà delle borghesia mercantile del priorato organizzata in maniera soddisfacente come "museo di un palazzo" con una ricostruzione degli arredi, delle pareti affrescate, con una pianta ed una organizzazione degli spazi tali da restituirne un buono stato di conservazione.

Questo è dovuto non tanto ad un particolare piano di recupero che lo stato e la Soprintendenza hanno inseguito con metodo negli anni ma semplicemente perchè faceva parte delle proprietà di un antiquario, Elia Volpi, che lo acquistò nel 1906 e ne ha curato il restauro, l'allestimento degli interni e lo salvò da un inesorabile degrado, fino all'acquisito da parte dello stato nel 1950. A tutt'oggi questa singolare scuola museologica non ci sembra abbia fatto molta strada nella cultura delle conservazione nella città di Firenze. Nei programmi delle varie amministrazioni delle soprintendenza per i beni architettonici non sono mai stati messi in cantiere altri recuperi di palazzi civili del periodo ne tantomeno ci è sembrato di poter registrare a partire dagli anni settanta ( periodo in cui nasce in Italia il ministero per i benu culturali ) l'intenzione di investire seriamente con un programma di ricerca in questa direzione. Al momento non ci rimane altro che constatare che il resto dei Palazzi delle famiglie dunque, degli Spini, Acciaioli, Altoviti, Catellini, Da Cintoia, Peruzzi, Fagni. Talani, Alberti, Bezzoli-Martelli, Salviati, solo per citarne le più importanti, sono andati letteralmente scomparendo tra frazionamenti, ristrutturazioni, ampliamenti e varie forme di degrado, che ne hanno determinato lo stato attuale che si manifesta visibilmente come una progressiva scomparsa dal patrimonio dell'architettura civile della Firenze. del XIV sec.

Osservatorio

Fig. 2 - Cappella Brancacci Masaccio. I Palazzi raffigurati all'interno della Cappella nella Chiesa del Carmine a Firenze costituiscono degli straordinari testi descrittivi, preziose fonti del vedutismo rinascimentale. Come si può notare dalla raffigurazione dell'affresco, molti edifici sin dal sec. XIV erano in gran parte intonacati e costituivano il tipo di abitazione della media borghesia. L'uso della pietra a vista era legata a particolari esigenze di rappresentazione del commitente. Il Bugnato a piano terra o l'uso della pietra da taglio erano lavorazioni particolarmente costose e impegnative anche per la messa in opera ed erano appannaggio quasi esculsivo delle famiglie dell'alta borghesia fiorentina.

Fig. 3 - Palazzo dei Cerchi, planimetria dell'intero isolato, in rosso il perimetro del palazzo. L'edificio affaccia in via dei Cimatori e via della Condotta dietro piazza Signoria a poche decine di metri dalla casa di Dante. Il palazzo, costruito nelle Firenze del XIV sec., è il risultato dall'accorpamento di più case torri della famiglia. Lo spazio che separa via dei Cimatori da via della Condotta era sede della consorteria dei Cerchi dove la celebre casata ebbe case, logge e torri in tutta la zona. I Cerchi Come Guelfi Bianchi, legati all'imperatore, si scontrarono con i Donati, Guelfi neri di ubbidienza papale, dando origine a sanguinose lotte tra le due fazioni a partire dal 1300.

Excerpta

"Dopo il Duecento e il Trecento che avevano visto il primato di grandiose imprese costruttive per edifici religiosi (Cattedrale, grandi chiese e conventi degli Ordini) e civili (palazzi delle magistrature, delle corporazioni artigianali), nel Quattrocento le architetture monumentali fiorentine sono costituite piuttosto da qualche grande ricostruzione di complessi religiosi e da inusitatamente grandi palazzi delle maggiori famiglie della 'borghesia' mercantile. Nelle mappe e nelle vedute dell'epoca i grandi palazzi privati compaiono al pari degli edifici religiosi e pubblici più rappresentativi."

Palazzo Da Uzzano, Prospetto su Via de' Bardi. "I Medici, i Rucellai, i Pitti, i Tornabuoni, i Pazzi, i Boni e più tardi gli Strozzi, gli Scala o i Gondi e altri, intendono la loro residenza come un monumento, capace, per la sua dimensione eccezionale e per la qualità del disegno affidata anche alla ripresa di elementi del lessico classico, di imporre l'affermazione del ruolo e della potenza della famiglia cui appartiene. Il palazzo non si costituisce più per un clan di famiglie (consorteria), ma per una sola famiglia e l'isolato urbano, che nel periodo medievale era il risultato di un processo di aggregazione, tende ad essere sostituito da questa entità unica: il palazzo, spesso attraverso radicali lacerazioni del tessuto edilizio medievale. " Giovanni Fanelli, Firenze

Palazzo Da Uzzano, pianta del piano terra. "La facciata del palazzo mostra i segni di una nuova sensibilità che è sintomo anche di una società di tipo diverso; non è più il prospetto verticale di palazzo Davanzati ne la facciata ad andamento orizzontale del poco distante palazzo Canigiani (Bardi-Larioni). Il portone centrale si apre su una parete soda ed impenetrabile quasi da fortezza nel suo robusto bozzato ( il piano Terreno di palazzo davanzati era invece aperto da negozi e magazzini). Si torna in un certo senso ad un tipo di architettura che mantiene a terreno un carattere quasi difensivo, con piccole aperture che non intaccano la diamantina interezza del bugnato rustico, quasi a sottolineare l'importanza e la dignità, da nobiltà antica certo non mercantile, del casato." Bucci, Bencini, Palazzo di Firenze

Palazzo dei Catellini da Castiglione. "L'altra facciata sulla via dei Cavalieri...... è in muratura ordinaria ma fortunatamente nessuna l'ha intonacata. Ciò che resta del palagio dei Cavalieri dello Speron D'Oro costituisce uno degli edifici più antichi e più solenni di Firenze, ma nessuno pensa di abolire la baracca del vinaio che l'affianca e che anticipa lo sbarramento della via dei Cavalieri..nessuno si preoccupa di togliere sulla facciata laterale del palazzo l'invereconda decorazione di sei condotte di scarico che da terra arrivano al tetto. Quel palagio nascosto è un'accusa permanente, non si è fatto mai nulla per restituirgli un pò di dignità" G. Lensi Orlandi

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