Conservazione del palazzo del sec. XV a Firenze a cura di Lorenzo Pagnini
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Palazzi

Palazzo dei fratelli Busini poi Bardi

Palazzo Busini-Bardi in via de' Benci, costruito intorno al 1415- 1430, rappresenta un importante premessa architettonica del rinascimento dell'arch. civile fiorentina. Il suo stato di conservazione rientra nella statistica del resto del repertorio dell'architettura civile: degrado dei materiali sul fronte, negazione dello spazio antistante la facciata, l'edifico non è mai stato aperto al pubblico.

Palazzo da Uzzano Capponi

Il Palazzo di Niccolò da Uzzano in via de' Bardi, terminato intorno al 1426, capolavoro dell'architettura civile d'Oltrarno, edificio rivoluzionario del primo Quattrocento fiorentino. Proprietà privata della famiglia Capponi insieme all'intero palazzo Bardi Larioni Canigiani sull'omonima via. Parte del cortile è stato tamponato per ricavare nuovi vani ad uso abitativo. Attualmente ospita uffici e appartamenti nei tre piani. Ex dimora di Niccolò da Uzzano, uno degli uomini di stato più importanti della 'fazione albizzesca' del Quattrocento.

Palazzo di Alberto di Zanobi

Verso i primi del Quattrocento Alberto di Zanobi intraprese la costruzione del suo palazzo da solo, in via de' Neri. Il palazzo ad otto assi finestre che ospitava una strada al centro della facciata è stato studiato e documentato esaustivamente da Brenda Preyer negli anni '80. In questo asse urbano, che collegava la IV con la V cerchia muraria, regna sovrano un degrado diffuso delle architetture, delle facciate e del lastricato stradale: nessun edificio è più visitabile nel suo organismo originario.

Palazzo Lenzi Quaratesi

Palazzo Lenzi Quaratesi in piazza di Ognissanti. Il suo stato di conservazione è visibile a partire dall'esterno: un pessima manutenzione dei graffiti di (Andrea Feltrini dei primi del '500) sull'esterno coperti per gran parte da croste carboniose dovute al traffico veicolare. Della prima versione quattrocentesca ben poco è rimasto all'interno: colonne e capitelli a sostegno di un soffitto voltato facevano parte del primitivo cortile michelozziano. Rimane il forte degrado di tutto lo spazio antistante al volume del palazzo adibito a parcheggio e traffico veicolare.

sec. XV
Il nuovo palazzo del '400

Fig. 1 - Palazzo Busini-Bardi, pianta del piano terra, via de' Benci angolo via dei Vegellai. Il palazzo presentava già nei primi anni del '400 tutti gli elementi della nuova architettura e sembra porsi proprio come elemento primo, manifesto programmatico delle forme rinascimentali. La storiografia concorda nell' affermare che l'ideazione del primo palazzo di chiara impronta rinascimentale a Firenze prese forma dopo l'episodio di palazzo Busini (1420-27 ca.) e il modello proposto a Cosimo il Vecchio da Filippo Brunelleschi (intorno al 1440) per il nuovo palazzo di Via Larga.
 
Palazzi "tardogotici"

Fig. 2 - Interno del palazzo di A. Lapi. I progettisti hanno integrato un arredamento funzionale alle esigenze commerciali dello store Coin con uno spazio storicamente rilevante, con l’antica chiesa di San Bartolomeo, eretta nell’Xl secolo e ridotta ad uso secolare nel 1768, e il Palazzo di Apollonio Lapi in via del Corso, del quale sono ancora visibili due colonne ottagonali con capitello a foglie d’acqua, databili tra il 1415 e il 1450.

Fig. 3 - Dettaglio del peduccio angolare del palazzo di Dietisalvi Neroni, proprietà prospicente il palazzo di Cosimo de'Medici. La presenza della Famiglia Neroni a Firenze è quasi completamente concentrata in quella che oggi è Via Ginori.

Osservatorio

Fig. 4 - Cappella Brancacci Masaccio. I Palazzi raffigurati all'interno della Cappella nella Chiesa del Carmine a Firenze costituiscono degli straordinari testi descrittivi, preziose fonti del vedutismo rinascimentale. Come si può notare dalla raffigurazione dell'affresco, molti edifici sin dal sec. XIV erano in gran parte intonacati e costituivano il tipo di abitazione della media borghesia. L'uso della pietra a vista era legata a particolari esigenze di rappresentazione del commitente. Il Bugnato a piano terra o l'uso della pietra da taglio erano lavorazioni particolarmente costose e impegnative anche per la messa in opera ed erano appannaggio quasi esculsivo delle famiglie dell'alta borghesia fiorentina.

Fig. 5 - Palazzo Tornaquinci della Stufa, attribuito da Brenda Preyer alla commitenza di Matteo Scolari finanziatore della Rotonda di S. Maria degli Angeli, è in ristrutturazione con il cambio di destinazione d'uso da cinema( Ex Corso) a nuovi appartamenti. Il "palazzo fortezza" a tre porte in via de' Giraldi, angolo Borgo degli Albizi, conserva al piano terra parte del prezioso cortile con colonne ottagonali in pietra forte e capitelli pseudocorinzi. Un'architettura di prima grandezza del proto rinascimento fiorentino, databile dal 1380 ai primi del Quattrocento, risulta insieme al palazzo degli Alessandri uno dei primi edifici privati a tre porte del sec. XIV.

Excerpta

"Dopo il Duecento e il Trecento che avevano visto il primato di grandiose imprese costruttive per edifici religiosi (Cattedrale, grandi chiese e conventi degli Ordini) e civili (palazzi delle magistrature, delle corporazioni artigianali), nel Quattrocento le architetture monumentali fiorentine sono costituite piuttosto da qualche grande ricostruzione di complessi religiosi e da inusitatamente grandi palazzi delle maggiori famiglie della 'borghesia' mercantile. Nelle mappe e nelle vedute dell'epoca i grandi palazzi privati compaiono al pari degli edifici religiosi e pubblici più rappresentativi."

Palazzo Da Uzzano, Prospetto su Via de' Bardi. "I Medici, i Rucellai, i Pitti, i Tornabuoni, i Pazzi, i Boni e più tardi gli Strozzi, gli Scala o i Gondi e altri, intendono la loro residenza come un monumento, capace, per la sua dimensione eccezionale e per la qualità del disegno affidata anche alla ripresa di elementi del lessico classico, di imporre l'affermazione del ruolo e della potenza della famiglia cui appartiene. Il palazzo non si costituisce più per un clan di famiglie (consorteria), ma per una sola famiglia e l'isolato urbano, che nel periodo medievale era il risultato di un processo di aggregazione, tende ad essere sostituito da questa entità unica: il palazzo, spesso attraverso radicali lacerazioni del tessuto edilizio medievale." Giovanni Fanelli, Firenze

Palazzo Da Uzzano, P.P. Lungarno Torrigiani. "La facciata del palazzo mostra i segni di una nuova sensibilità che è sintomo anche di una società di tipo diverso; non è più il prospetto verticale di palazzo Davanzati ne la facciata ad andamento orizzontale del poco distante palazzo Canigiani (Bardi-Larioni). Il portone centrale si apre su una parete soda ed impenetrabile quasi da fortezza nel suo robusto bozzato (il piano Terreno di palazzo davanzati era invece aperto da negozi e magazzini). Si torna in un certo senso ad un tipo di architettura che mantiene a terreno un carattere quasi difensivo, con piccole aperture che non intaccano la diamantina interezza del bugnato rustico, quasi a sottolineare l'importanza e la dignità, da nobiltà antica certo non mercantile, del casato." Bucci, Bencini, Palazzi di Firenze.

Palazzo dei Catellini da Castiglione. "L'altra facciata sulla via dei Cavalieri...... è in muratura ordinaria ma fortunatamente nessuna l'ha intonacata. Ciò che resta del palagio dei Cavalieri dello Speron D'Oro costituisce uno degli edifici più antichi e più solenni di Firenze, ma nessuno pensa di abolire la baracca del vinaio che l'affianca e che anticipa lo sbarramento della via dei Cavalieri..nessuno si preoccupa di togliere sulla facciata laterale del palazzo l'invereconda decorazione di sei condotte di scarico che da terra arrivano al tetto." G. Lensi Orlandi

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