Conservazione della città di Firenze - C. di S. P. a cura di Lorenzo Pagnini
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l casi del mese

Palazzo di Matteo Scolari: una delicata trasformazione

Luglio 2009 Palazzo Tornaquinci della Stufa, attribuito da Brenda Preyer a Matteo Scolari finanziatore della rotonda di S. Maria degli Angeli, è in ristrutturazione con il cambio di destinazione d'uso da cinema( Ex Corso) a nuovi appartamenti. Il "palazzo fortezza" a tre porte in via de' Giraldi, angolo Borgo degli Albizi, conserva al piano terra parte del prezioso cortile con colonne ottagonali in pietra forte e capitelli pseudocorinzi. Un'architettura di prima grandezza del proto rinascimento fiorentino, databile dal 1380 ai primi del Quattrocento, risulta insieme al palazzo degli Alessandri uno dei primi edifici privati a tre porte del sec. XIV.

Palazzo di Giovanni Tornabuoni ancora la super DIA

Ottobre 2009 Terminati i 36 appartamenti extra lusso nel cuore della città rinascimentale. Sono stati realizzati in un monumentale e imponente palazzo quattrocentesco realizzato da Michelozzo di Bartolomeo per Giovanni Tornabuoni capo del Banco mediceo e tesoriere del papa a Roma. L'intervento riguarda il blocco edilizio trasformato nel '700 e ristrutturato durante i lavori di allargamento della strada del 1864. L'edificio ospita ancora il cortile michelozziano e gli annessi spazi del nucleo originario.

Riaperta la loggia pubblica di palazzo Davizzi Davanzati

Luglio 2008 Riaperto il grande palazzo mercantile commissionato dai Davizzi in via Porta Rossa. Si è concluso il restauro della grande fabbrica fiorentina che compendia il vocabolario architettonico della borghesia mercantile del XV sec. Un cantiere aperto da 8 anni che ha interessato l'impianto strutturale con il consolidamento e parziale rifacimento di tutti i solai di legno del secondo e terzo piano e del sottotetto e la predisposizione di catene di ferro di collegamento alle strutture verticali. Inoltre restauro completo delle pitture murali della sala dei Pappagalli, al primo piano del Museo, e il consolidamento dell’intero palazzo. Un restauro architettonico quasi completo, con la sostituzione del grande lucernario, l’adeguamento degli impianti, il rifacimento degli intonaci esterni e varie finiture interne. Per l’apertura del museo occorre ancora provvedere all’allestimento museale.

Il restauro non conservativo di palazzo Busini Bardi

Aprile 2005 Si profila un intervento molto discutibile il risultato del restauro del palazzo di attribuzione brunelleschiana che affaccia su via de' Benci. Il palazzo di proprietà della Bardi Srl è oggetto di una radicale ristrutturazione finalizzata a ricavare ben ventuno appartamenti privati attorno allo splendido cortile rinascimentale. All'edificio storico, di valore riconosciuto da generazioni di studiosi, viene riservata la sorte di una palazzina residenziale con una prassi di riuso dettata prevalentemente, se non esclusivamente, dalle intenzioni del privato...

Il "taccuino romano" di Giuliano da Sangallo diventa un albergo a cinque stelle

Marzo 2004 La recente vendita di palazzo Scala della Gherardesca in Borgo Pinti da parte della Società di Metallurgia Italiana (SMI) ha avviato di fatto un delicato processo di ristrutturazione dell'edificio. Questo autentico capolavoro dell'architettura rinascimentale fiorentina rimasto sempre chiuso al pubblico con il passaggio di proprietà si avvia a trasformarsi in un albergo a cinque stelle. La catena alberghiera internazionale Four Seasons ha in gestione l'edificio ed ha avviato da un paio di anni un complesso progetto di riuso.

Canto de' Ricci

Fig. 1 - Firenze - Schema planimetrico della chasa di Apollonio Lapi - "I suoi capitelli a "foglie d'acqua" sono eseguiti nello stile della cerchia di Michelozzo e possono datarsi tra il 1415 agli anni '50." - H. Saalman. "Nel 1834, in un’epoca di forte espansione e trasformazione di Firenze, veniva inaugurato nella centralissima via Calzaiuoli il “Bazar Bonajuti”, edificio interamente destinato al commercio, realizzato sull’esempio degli allora nascenti grandi magazzini europei, progettato e costruito dall’architetto Telemaco Bonajuti, figlio di Carlo, mercante fiorentino. Il Bazar fu realizzato destinando ad un unico uso l’intero isolato compreso fra via Calzaiuoli (allora via dei Pittori), sulla quale si affacciava l’ingresso principale, via del Corso, via dei Cerchi, via dei Tavolini. progetto consisteva nel valorizzare l’intero isolato, creando diversi percorsi possibili tra le botteghe che occupavano l’edificio e offrendo un punto di raccolta e di attrazione al flusso dei visitatori."
 
Il degrado diffuso
 

Elementi di conservazione sul centro storico

Nulla poteva far pensare che una città definibile come la "Capitale dell'occidente cristiano" potesse alla fine del XX secolo versare in condizioni di conservazione cosi scadenti da rassomigliare ad una rumorosa, nevrotizzante e sporca periferia metropolitana. Eppure è sufficiente armarsi di un buon paio di occhiali e semplicemente passeggiare all'interno della VI cerchia muraria della città per rendersi conto della povertà e dell'incuria che Firenze ha riservato al suo patrimonio. Tutto il vocabolario architettonico delle case torri e dei palazzi del sec. XIV è diventato per Firenze lingua morta e non è mai stato oggetto di interventi con fini di recupero. Possiamo apprezzare ad occhio nudo una preoccupante situazione di degrado e di incuria del centro. Gli edifici del Trecento, di straordinario valore storico per il costituirsi del nuovo tipo di palazzo a Firenze e per il grande capitolo della borghesia mercantile in Europa, sono per gran parte in mano a privati, frazionati in numerose proprietà e non accessibili al pubblico. Molte di questa fabbriche sono state ristrutturate senza adeguate garanzie per la conservazione e senza l'applicazione dei criteri delle Carte del Restauro. Soprattuto hanno subito importanti trasformazioni in assenza di documentazioni stratigrafiche e di adeguate ricerche storiche capaci di raccogliere ogni possibile dato storico sull'edificio.. (testo completo)

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Genius loci

Fig. 2 - Chianti Shire - Pieve S. Giovanni Battista a Castello. "Pieve a Castello con Abbadia a Isola formava uno dei due poli religiosi intorno a Monteriggioni (SI) appartenenti alla diocesi di Volterra. La specifica posizione geografica del sito della Pieve ha origine all'interno del percorso della via francigena. La pieve è composta da una chiesa con pianta basilicale a tre navate, successivamente trasformate e profondamente modificate per esigenze legate al riuso -, tre absidi a tutto sesto ( di cui una è scomparsa ) -, un battistero a pianta ottagonale attaccato alla ex navata sinistra, alla quale si accedeva tramite un arco ogivale ancora esistente ed in buono stato di conservazione...(.)"

Osservatorio

Fig. 3 - Convento di S. M. degli Angeli planimetria dell'intero isolato - Un complesso di enorme valore storico-artistico situato in pieno centro, che si appresta a passare nelle mani dei privati. "La notizia degli sfratti e della vendita" è arrivata dalla sede nazionale dei mutilati e invalidi di Guerra di Roma. Si apre il caso università, che ha in concessione la Rotonda e altri edifici in affitto dall´85. Tutto in vendita, ma chi acquisterà gli edifici vincolati? (Tav. Giovanni Fanelli)

Fig. 4- Rotonda della SS. Annunziata veduta planimetrica dell'isolato tra via Gino Capponi e via G.La Pira. Il 18 ottobre 1444 fu posta la prima pietra della tribuna. Progettista e direttore dei lavori fu Michelozzo di Bartolommeo. I lavori durarono fino al 1453 e ripresero nel [[1460] sotto la direzione di Antonio Manetti. A seguito di problemi finanziari, i frati offrirono il patronato della fabbrica a Lodovico III Gonzaga, duca di Mantova. Nel 1477 la tribuna fu inaugurata.

Fig. 5- Palazzo Medici pianta. Il fronte esterno è in un fatiscente stato di conservazione; la pietra Forte è coperta di croste nere per i residui carboniosi del traffico urbano . La situazione dell'edificio e di tutta l'area intorno ad esso, di inestimabile valore storico ed artistico, è da 40 anni ormai tristemente nota. L'alto valore monumentale della zona non è mai stato preso in considerazione dalla pubblica amministrazione e continua ad essere in condizioni di forte degrado.

Gennaio 2008 - Palazzo Tornabuoni - Residence extra lusso. La sede storica della Banca Commerciale Italiana avrà una nuova destinazione d'uso: 36 lussuosi appartamenti nel cuore del centro storico secondo il progetto di Fingen e Kitebrok. Al piano terra è prevista una galleria con con boutique di Bulgari e Bottega Veneta. L'edificio progettato da Michelozzo alla metà del XV per i Tornabuoni ai primi del Seicento pervenne alla famiglia Corsi. Il marchese Jacopo Corsi, che amava la musica, vi riunì la prima "Accademia di Musica" di Firenze. Successivamente, durante l'allargamento di via Tornabuoni, (1857-67) l'architetto Telemaco Buonaiuti tagliò via una considerevole fetta del palazzo michelozziano progettando un nuovissimo fronte in stile Neoquattrocento. La Loggetta Tornaquinci fu quindi spostata sul lato opposto del palazzo dove si trova tuttora.

Marzo 2008: dossier sul palazzo di Apollonio Lapi, tra il Canto de' Ricci e via del Corso. La scelta dei progettisti è stata quella di integrare con un arredamento funzionale alle esigenze commerciali uno spazio storicamente rilevante, creato sulle basi dell’antica chiesa di San Bartolomeo, eretta nell’Xl secolo e ridotta ad uso secolare nel 1768, o il Palazzo di Apollonio Lapi in via del Corso, del quale sono ancora visibili due colonne ottagonali con capitello a foglie d’acqua, databili tra il 1415 e il 1450.

Investimenti immobilari a Firenze - Londra e' la citta' dove gli immobili costano di piu' nel mondo, seguita dal Principato di Monaco, appena decima Firenze con Roma. Lo rivela il rapporto 'Wealth Report 2007, realizzato dall'agenzia immobiliare Knight Frank. Gli investimenti immobiliari di pregio nel capoluogo toscano sono decollati negli ultimi 7anni partendo dal gioiello Palazzo Busini-Bardi, palazzo Scala Gherardesca, palazzo dei Cerchi, Casa Zuccari e in fase di ristrutturazione palazzo Tornabuoni Corsi con il nucleo quattrocentesco di attribuzione michelozziana.

Novembre 2007 - Palazzo Gondi: lavori di ristrutturazione. La perla architettonica di Giuliano da Sangallo è oggetto di una ristrutturazione per il cambio di destinazione d'uso. Verranno ricavati ai piani superiori dei mini appartamenti privati ad uso bad and brekfast. Il Marchese Gondi ha dato il via alla trasformazione dell'edificio con una D.I.A. del settembre 2007. La gemma del rinascimento "laurenziano" cambia definitivamente la vecchia destinazione per un uso palesemente non compatibile con il carettere storico del palazzo. Manca l'esercizio di tutela della Soprintendenza ai beni architettonici.

Novembre 2007 - la rivincita di Isozaki. la loggia sarà così come la vediamo nelle foto. Stesse proporzioni, illuminazione, altezza e disegno del progetto originario del 1998. Il progetto esecutivo è stato consegnato alla soprintendenza ai monumenti di Palazzo Pitti. 90 giorni di tempo per la Soprintendente Paola Grifoni, poi partiranno i lavori. Restano identici anche i materiali: la loggia sarà in acciaio rivestito di pietra serena extradura. Stessi materiali per le travi che conterranno lunghe liste di vetro per assicurare leggerezza e trasparenza alla parte superiore.

Palazzo Pazzi: servizi e proprietà privata. Fu Jacopo de' Pazzi a volere il palazzo dopo il 1458 sul luogo di alcune case appartenenti alla famiglia, e la costruzione di un così grande edificio fu probabilmente uno degli elemnti di rivalità e scontro tra le ricchissime famiglie dei Medici e dei Pazzi. La fabbrica attribuita a Giuliano da Maiano è attualmente proprietà privata e ha subito dal dopoguerra un frazionamento per ricavare appartamenti e uffici. Il cortile e il palazzo sono visitabili su prenotazione.

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