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Recupero
S. Michele in Borgo Pisa. Arch. Massimo Carmassi
a
cura di
L.P.
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Assonometria 1| Spaccato
assonometrico ! Planimetria | Tavole di analisi | Ricostruzioni
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Veduta della piazza prima dell'intervento: l'area antistante l'abside delle chiesa era adibita a parcheggio, il tutto si configurava come un "grande slargo" all'interno del tessuto medievale di Pisa.
Vista dopo l'intervento di "ricostruzione": i volumi del progetto vanno a ritrovare il perimetro che delineava il vecchio spazio di fronte all'abside di S. Michele.
S. Michele scorcio: la ricostruzione del vecchio perimetro degli isolati consente di ritrovare le vedute di scorcio della facciata absidale della chiesa attraverso dei passaggi trasversali.
Veduta del portico sud: facilmente visibili l'apparecchio murario in cotto, il vano scala circolare e i nuovi volumi organizzati dal portico.
Fronte su via S. Orsola: in primo piano la traccia delle vecchie arcate in pietra del chiostro calcarea sulle quali è stato sovrapposto l'intervento.
Angolo nord e via S. Orsola: l'angolo nord consente di leggere bene le caratteristiche dell'apparecchio murario in cotto e la nuova veduta di scorcio della via e i due nuovi accessi alla piazza. |
Veduta assonometrica della piazza prima dell'intervento di recupero con il perimetro del vecchio chiostro medievale |
Cronologia:1979 - 1985 progetto. 1985-2002 realizzazione primo lotto "Le case torri e il chiostro cinquecentesco raccolti intorno al'abside della chiesa di S. Michele in Borgo, risalente al XIII secolo, avevano subito notevoli distruzioni durante la seconda guerra mondiale. La soprintendenza ai monumenti, in attuazione del piano di ricostruzione, decise poi di demolire gran parte delle strutture pericolanti superstiti allo scopo di mettere in evidenza la suggestiva abside, rimasta occultata per secoli dai corpi edilizi prospicienti. Dopo una approfondita ricerca storico-archivistica sono state ottenute dai vari enti interessati le approvazioni necessarie per l'intervento. la soluzione adottata propone il completamento dei ruderi esistenti sul lato nord e sud dell'area e la costruzione ex- novo di un edifico lungo il lato est, in modo da ricucire la maglia urbana lacerata ed ottenere una nuova piazza di forma regolare, caratterizzata dal segno evidante dell'abside in pietra di S. Michele in Borgo che si contrappone alle omogenee cortine murarie dei nuovi inserti architettonici. Il progetto di ricostruzione appare cosi portatore di un architettura fortemente contestualizzata, che nelle discontinuità del "tessuto dei ruderi" trova occasioni di riammagliatura e di innesto volumetrico. E' il luogo con le tracce fisiche della stratificazione storica a guidare il progetto: sulle due fondazioni parallele a forte spessore, emerse durante lo scavo archeologico, è impostata la nuova architettura pensata come fondale dell'assetto della piazza e contemporaneamente come quinta di chiusura che ripristina il tessuto viario di matrice medievale."
L'atmosfera avvolgente del chiostro distrutto è riscattata nella nuova proposta da uno spazio a destinazione pubblica, solo parzialmente dilatato e fortemente plasmato dalla presenza di nuove forme architettoniche robuste e severe. Le grandi aperture verticali entro la massa muraria consentono inoltre di ottenere ulteriore permeabilità e trasparenza fra il lato sud della chiesa, la piazza e la angusta via Vernagalli, che vede cosi rafforzata la propria natura di percorso urbano. Un opera per molti aspetti contestuale in quanto fondata, secondo il costume di carmassi, su una lunga e paziente indegine conoscitiva di natura archeologica e sulla rigorosa adozione, laddov4e richiesto dall'intervento, di pratiche costruttive tradizionali. |
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