| Conservazione
del palazzo del sec. XIV a Firenze
a
cura di
Lorenzo
Pagnini | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Palazzo Cerchi | Palazzo Catellini | Palazzo Bezzoli | Palazzo Fagni | Criteri
di conservazione| | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Riapre la loggia di palazzo dei Cerchi: l'esempio di una privatizzazione Settembre 2003 I lavori iniziati nel 1988 sullo storico palazzo dei Cerchi a Firenze hanno consegnato finalmente al pubblico la parte del piano terreno. Un discutibile restauro in stile a partire dai criteri di recupero e trattamento dei materiali. Di particolare rilevanza la modalità di ripristino degli affreschi delle logge. I locali aperti al pubblico sono in gestione ad una banca del Gruppo Intesa che ha provveduto a organizzare con i suoi uffici gli ambienti che affacciano su strada. Palazzo dei Catellini dimenticato Il Palazzo dei Catellini da Castiglione, un importante palazzo della borghesia mercantile del trecento superstite delle demolizioni di fine '800. L'edificio ospita ai piano terra parte di un ristorante e ai piani superiori uffici; nel suo complesso è in condizioni di conservazione fatiscenti.
Palazzo Bezzoli Martelli Palazzo Bezzoli Martelli in via de Cerretani, davanti all'attuale libreria Feltrinelli è un'altro superstite del riordinamento del centro della città di fine '800 e rappresenta un architettura di inestimabile valore storico architettonico. Avremo modo di raccontare meglio questo straordianario testo architettonico, per il momento ci limitiamo e segnalarne la sua annosa presenza nel dimenticatoio della Soprintendenza. Oggi ospita al piano terra dei negozi che hanno potuto disinvoltamente adattare gli spazi del palazzo per esigenze commerciali. Palazzo Fagni in via dei Neri Palazzo Fagni in via dei Neri, la vecchia strada denominata Borgo S. Remigio, è un'altro palazzo del XIV sec. rimasto ancora visibile è identificabile dall'esterno. Il suo stato di conservazione è pessimo: trasformato al suo interno i appartamenti privati ha perso le caratteristiche della sua pianta e all'esterno è fortemente degradato. |
Fig. 2- Cappella Brancacci Masaccio. I Palazzi raffigurati all'interno della Cappella nella Chiesa del Carmine a Firenze costituiscono degli straordinari testi descrittivi, preziose fonti del vedutismo rinascimentale. Come si può notare dalla raffigurazione dell'affresco, molti edifici sin dal sec. XIV erano in gran parte intonacati e costituivano il tipo di abitazione della media borghesia. L'uso della pietra a vista era legata a particolari esigenze di rappresentazione del commitente. Il Bugnato a piano terra o l'uso della pietra da taglio erano lavorazioni particolarmente costose e impegnative anche per la messa in opera ed erano appannaggio quasi esculsivo delle famiglie dell'alta borghesia fiorentina. Fig. 3-Palazzo dei Cerchi, planimetria dell'intero isolato, in rosso il perimetro del palazzo. L'edificio affaccia in via dei Cimatori e via della Condotta dietro piazza Signoria a poche decine di metri dalla casa di Dante. Il palazzo, costruito nelle Firenze del XIV sec., è il risultato dall'accorpamento di più case torri della famiglia. Lo spazio che separa via dei Cimatori da via della Condotta era sede della consorteria dei Cerchi dove la celebre casata ebbe case, logge e torri in tutta la zona. I Cerchi Come Guelfi Bianchi, legati all'imperatore, si scontrarono con i Donati, Guelfi neri di ubbidienza papale, dando origine a sanguinose lotte tra le due fazioni a partire dal 1300. |
"Nell'ultimo terzo del sec XIII mentre emerge una nuova elite sociale, costituita da quelle famiglie che uniscono alla potenza economica ottenuta con i commerci a livello internazionale e a livello interno la potenza politica grazie agli Ordinamenti di Giustizia, si diffinde nel tessuto urbano, accanto alle antiche torri, la tipologia nuova del Palazzo. Gli esempi più notevoli di palazzi di questo periodo sono il formidabile e vasto palazzo Mozzi, dove nel 1273 Gregorio X viene alloggiato come nella costruzione più nobile della città; il Palazzo Ferscobaldi e il Palazzo Spini...., poi Gianfigliazzi tra piazza s. Trinita e il ponte S. Trinita, il palazzo dei Peruzzi edificato verso il 1283 sulle rovine dell'anfiteatro romano presso la porta S. Simone della penultima cerchia; palazzo Del Bembo, poi Bezzoli Martelli in via Cerretami, angolo piazza dell'Olio" Giovanni Fanelli, Firenze, Firenze, 1980. Palazzo Fagni, Prospetto su Via de' Neri. Situato all’interno della V cerchia muraria ( 1173-75) lungo il Borgo di S. Remigio - attuale via dei Neri - che collegava la Porta dei Buoi ( sull’attuale via dei Benci) con la Posterula Teuzi Fabri sulla IV cerchia muraria, dietro l’attuale Piazza della Signoria. Il palazzo è organizzato all’interno della veduta di scorcio e presenta un ampio fronte su cui si aprono le aperture. Su questo asse sorsero molti altri palazzi del periodo progettati con le stesse caratteristiche architettoniche di Palazzo Fagni. Tutti palazzi riconducibili allo stesso tema di progetto che si stava diffondendo nel periodo del piano di Arnolfo. Pressochè tutti edifici privati di Firenze costruiti nel XIV sec. presentano le stesse caratteristiche di progetto e di impaginazione della facciata. Palazzo Da Cintoia, pianta del piano terra. La facciata del palazzo è organizzata con 4 aperture simmetriche con conci di pietra forte. La disposizione delle finestre è regolare e presenta uno schema di facciata simile agli altri palazzi del periodo: palazzo con botteghe al piano terreno e cornice marcapiano; vedi Palazzo Catellini, Pal Davizzi-Davanzati, Pal. Castellani, Pal. Acciaioli. In questo edificio sono presenti degli sporti al piano terreno, tecnica legata alla vecchia tradizione costruttiva e caduta in disuso a partire dal zec XIV. Tutta la fascia al piano terreno è caratterizzata da una pregevole lavorazione a bugnato che colloca questa facciata tra le architetture di prestigio delle famiglie patrizie fiorentine. Palazzo dei Catellini da Castiglione. "L'altra facciata sulla via dei Cavalieri...... è in muratura ordinaria ma fortunatamente nessuna l'ha intonacata. Ciò che resta del palagio dei Cavalieri dello Speron D'Oro costituisce uno degli edifici più antichi e più solenni di Firenze, ma nessuno pensa di abolire la baracca del vinaio che l'affianca e che anticipa lo sbarramento della via dei Cavalieri..nessuno si preoccupa di togliere sulla facciata laterale del palazzo l'invereconda decorazione di sei condotte di scarico che da terra arrivano al tetto." G. Lensi Orlandi | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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