Vendita ex carceri con vincolo storico-architettonico a cura di Alessandra Meyer
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Il caso

Il Castello dei Carraresi venduto ai privati ? Aldo Comello il mattino di Padova, 21/07/2003

"Qui o si forma un movimento forte, un'alleanza tra Università, Città e Regione - dice Franca Taddeo, presidente del Comitato "Sos Castello" -oppure il Castello dei Carraresi sarà venduto ai privati e risulta infatti iscritto nel secondo elenco della patrimoniale di Tremonti. Questo monumento che incarna la storia della città, che ne fa testimonianza, in cui le pietre sono pagine che racchiudono la memoria di fatti lontani che comunque danno le coordinate per capire l'oggi, pur nella competenza del Ministero di Grazia e Giustizia, appartiene ai padovani. Non è giusto quindi che la sua sorte sia decisa altrove. E poi quale uso ne faranno i privati che non investono senza una speranza di profitto? Castello con annesso centro commerciale?»

Futuro ristorante ?

«O sarà un ristorante medievale con distribuzione di castellini-omaggio dentro una boccia di vetro?» Viene da chiedersi allora se tutto il lavoro svolto in questi anni sia stato inutile: l'impegno delle associazioni, le interrogazioni dei parlamentari, le promesse di Sgarbi che, sottosegretario alla Cultura, aveva assicurato che il passaggio del grande complesso sotto la giurisdizione del Ministero dei Beni Culturali era cosa fatta. Sarà inutile e inutilizzabile anche lo stanziamento di due miliardi di vecchie lire da parte della Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo. «No, una conquista importante l'abbiamo fatta - dice Franca Taddeo - c'è stata una vasta opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, si sono stati convegni e assemblee. Anni fa i padovani non sapevano nemmeno che cosa fosse il Castello, per i più anziani era il vecchio carcere della città, i giovani, invece, manco sapevano che esistesse."

S. Domenico

"Non si comprende perché l'amministrazione comunale avrebbe dovuto avallare la scelta del demanio di vendere l'ex convento di San Domenico ai privati per farne un mega albergo a cinque stelle con parcheggi auto sottoterra. Il via vai di pullman e gli sciami dei turisti lasciano già il segno nel pieno centro storico di San Gimignano. Il loro continuo viaggio in quella che parrebbe essere una sorta di macchina del tempo, non conosce sosta. Infatti, appena superi una delle porte d'ingresso delle mura di cinta, ti trovi subito indietro di centinaia di anni. Qui i Templari sembrano ancora di casa. E allora la domanda che molti cittadini si pongono è una sola: vale la pena sbancare una collina per fare un parcheggio sotterraneo, cancellare dalla memoria collettiva uno dei luoghi simbolo di San Gimignano, come è appunto l'ex convento ed ex carcere di san Domenico?" (Osvaldo Sabato l'Unità, 4/6/2003)

Proprietà del ministero

Il ministero degli Interni proprietario della struttura, che occupa quasi 7,5 mila quadrati in pieno centro, attraverso il demanio pensa che sia il caso. Ritiene che solo vendendolo ai privati si possano raggranellare diversi milioni di euro per le casse pubbliche. Se questo significherà stravolgere il delicato sistema urbanistico e vaporizzare parte della storia di questa cittadina, non è che gliene freghi granché. Gli affari, sono affari. E chi meglio di questo governo sa come vanno le cose in questo settore? "Privato è diventata la parola magica. Io sono abbastanza allarmato da come vanno le cose. Sembra che l'erosione dall'interno dello Stato non risparmi più nessuno - commenta lo storico Franco Cardini - e sembra una moda diffusa: in Inghilterra il laburista Tony Blair si comporta come il liberale, a parole, Silvio Berlusconi. E non si salvano nemmeno gli Stati Uniti, con il governo Bush, che è un vero e proprio comitato di affari". Nonostante tutto la battaglia del sindaco di San Gimignano, Marco Lisi, e del comitato di cittadini che si oppongono alla vendita del convento, va avanti.

Scempi d'autore
Ex carceri in vendita

Fig. 1 - Castello dei Carraresi Padova. Veduta della torre della Specola situata sul lato nord del edificio. L' impianto originario del 1200 è tuttora perfettamente visibile, si sviluppa lungo le mura medioevali con l'ingresso da Piazza Castello e comprende la torre della Specola. Il grande intervento di trasformazione del complesso fu eseguito dal Danieletti nel 1807 quando la struttura fu adeguata a casa di pena e passo di competenza nel dopo guerra del ministero di Grazie e Giustizia. L'ala Sud risulta completamente rimaneggiata dall'intervento del Danieletti nel 1807 con la sua trasformazione in celle di reclusione.

Fig. 2 - Castello dei Carraresi Padova, raffigurazione della fortificazione in un dipinto di fine '800. Il forte degrado a cui è abbandonato il Castello può portare ad una grave perdita di elementi che segnano la storia delle citta' di Padova e non solo, ma anche del patrimonio storico-artistico italiano. (Archivio fotografico museo civico di Padova)

Fig. 3 - Castello dei Carraresi Padova, planimetria della fortificazione con la torre della specola sull'ala nord.Il Castello, già utilizzato come carcere, versa in uno stato di semiabbandono. Grazie alle pressioni dei parlamentari, sembra vicino il passaggio della proprietà dal demanio del ministero di Giustizia a quello dei Beni culturali. Il dicastero guidato da Castelli, infatti, è il proprietario di quei 20.000 metri quadrati e sembrava poco intenzionato a cederli gratuitamente. Con il passaggio ai Beni culturali, sarà possibile dare vita ad Fondazione culturale ad hoc con la quale avviare il restauro dell'edificio. (Tavola Arch. F.Gramegna, Arch. F. Maramponi. www.castellodipadova.it)

Fig. 4 - Convento di S. Domenico S. Gimignano veduta aerea: il complesso religioso risalente al XIII sec. ex carcere di sicurezza versava da tempo in condizioni di degrado senza che nessun piano di recupero fosse stato in grado di avviare il riuso della struttura. Nell'anno 2003 il programma del ministero degli Interni, proprietario della struttura, prevede la vendita a privati e la costruzione di un albergo a cinque stelle con parcheggi auto sottoterra.

Fig. 5- Convento di S. Domenico S. Gimignano, planimetria della città con la posizione del convento del XIII sec. a ridosso delle mura a pochi metri da porta Pisana. Un albergo a cinque stelle con parcheggi auto sottoterra; è questo il programma del ministero degli Interni proprietario della struttura. La battaglia del sindaco di San Gimignano, Marco Lisi e del comitato di cittadini che si oppongono alla vendita del convento, va avanti. L'appello a salvaguardia dell'ex carcere è sottoscritto da famose personalità del mondo della cultura come, lo storico Franco Cardini e il sovrintendente regionale ai poli museali ed ex ministro, Antonio Paolucci. (Tavola Giovanni Fanelli, Vol. Cultura delle citta, Toscana )

Il Castello dei Carraresi è passato al ministero dei Beni Culturali: un articolo sancisce il trasferimento del bene dal Ministero di Grazia e Giustizia al dicastero di Urbani 27/7/2004

"Passata la legge che assegna il monumento al ministero dei Beni culturali. Tra la fine del mese e l'inizio di agosto il Castello Carrarese sarà restituito alla città. La macchina legislativa è partita, una leggina collegata parzialmente alla finanziaria contiene il passepartout, il "machiavello" che mette in carico questo splendido monumento d'arte, di storia, d'archeologia, alla competenza del ministero dei Beni Culturali. E, infatti, ieri, alla luce di queste novità, il sindaco Flavio Zanonato ha incontrato il Soprintendente, Guglielmo Monti, per una prima consultazione. E' il quarto comma del primo articolo voluto dal deputato della Margherita che sancisce il trasferimento del bene dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello del Beni Culturali.

Siamo all'inizio

Vendita all'incanto perfezionata in breve tempo, secondo la consueta filosofia del ministero dell'Economia di vendere immobili di proprietà dello Stato per "fare cassa" e a pochi mesi di distanza dall' altra mega-vendita di grandi alberghi e interi edifici in pieno Centro storico, in cui, si disse, il gruppo Caltagirone fu l'asso pigliatutto. Anche questa ultima tornata di aste è stata gestita dalla società Scip. società cartolarizzazione immobili pubblici e dal Consorzio privato G6 per conto del ministero e attuata, su Roma, lo scorso 25 febbraio, dal gruppo Romeo, che si occupa, tra l'altro, delle vendite all'incanto degli immobili di proprietà dello Stato nell'area Centro sud Italia.Dunque, cosa hanno comprato gli americani? Sui 14 diversi immobili all 'incanto nel lotto 2, i potenti acquisitori se ne sono comprati ben 11. Il pezzo più pregiato, è la favolosa, anche se fatiscente da anni, e vincolatissima, Villa Manzoni che era di proprietà dell'Inpdai, ma che fu commissionata nel '25 ad Armando Brasini, l'architetto maledetto, dai Conti Manzoni, eredi dell'autore dei Promessi Sposi. Edificio di tremila metri quadri e parco attiguo di 90 mila metri quadri sulla via Cassia, al civico 471, altezza Tomba di Nerone, che per anni ogni diverso sindaco romano e ministro dei Beni culturali si era impegnato ad acquisire come parco pubblico..

Facilità di vendita

Le leggi 351 del 25 settembre 2001 e 410 del 23 novembre 2001 prevedono che il passaggio dei beni al patrimonio vendibile si effettua mediante la sola formulazione degli elenchi ridimensionando i poteri di tutela delle Soprintendenze. La legge 351, art. 3 comma 17 dispone, infatti: "I trasferimenti di cui al comma 1 [e cioè il trasferimento delle proprietà immobiliari nelle liste Scip] e le successive rivendite non sono soggetti alle autorizzazioni previste dal decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 490 (la legge sulla tutela dei beni culturali)". Quindi non solo le proprietà, anche se vincolate, possono essere vendute senza alcun controllo, ma anche le successive rivendite non sono più sottoposte all'esercizio della tutela da parte del Ministero dei Beni culturali.

Venezia

Vendesi Palazzo Correr Canareggio 2214

Sull’ansa del Rio de la Maddalena, è ben visibile dal rio terà, Ca’ Correr, un edificio con un prospetto di disegno Cinquecentesco. Si presenta con un’elegante ed elaborata facciata rivestita di lastre di pietra d’Istria composta da due piani nobili più mezzanino, con grandi trifore centrali e coppie di monofore ai lati. La composizione è arricchita dalle raffinate sagomature delle colonnine, delle chiavi, delle cornici degli archi e di tutti i dettagli decorativi. di imposta degli archi; fra le monofore sono ben evidenziati i camini che caratterizzano la facciata. Sono proprio le monofore e il portale che testimoniano l’origine gotica dell’edificio.

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