Conservazione Palazzo degli Altoviti - Firenze sec XIV, via Borgo SS Apostoli n. 18 angolo via delle Bombarde
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Il caso

Un palazzo storico che sopravvive tra traffico veicolare della ZTL cassonetti e motorini parcheggiati all'interno delle IV cerchia di mura.

"Nulla poteva far pensare che una città definibile come la "Capitale dell'occidente cristiano" potesse alla fine del XX secolo versare in condizioni di conservazione cosi scadenti da rassomigliare ad una rumorosa, nevrotizzante e sporca periferia metropolitana. Eppure è sufficiente armarsi di un buon paio di occhiali e semplicemente passeggiare all'interno della VI cerchia muraria della città per rendersi conto della povertà e dell'incuria che Firenze ha riservato al suo patrimonio architettonico. Basta percorrere le strade della città di Dante partendo da via dei Cerchi, dietro la gettonatissima Piazza della Signoria, incrociare via della Condotta e successivamente via dei Cimatori, proseguire per via Dante Alighieri per rendersi conto dello stato di fatto di gran parte del patrimonio storico fiorentino. Tutto il vocabolario architettonico partendo dai secoli XII e XIII sembra diventato per Firenze lingua morta e non è mai stato oggetto di interventi con fini di recupero"

Borgo SS. Apostoli

"Gli Altoviti erano un ramo della nobile famiglia dei Corbizzi" Nicola Ottokar, Il comune di Firenze alla fine del Dugento, Einaudi

Il palazzo degli Altoviti è a due passi da Piazza del Limbo, immerso all'interno delle storiche consorterie delle torri; Buondelmonti, Acciaiuoli e gli Spini. Via delle Bombarde all'altezza di questo palazzo si incurva per sbucare in Piazza S. Trinita. La IV cerchia muraria ricalcava lo stesso andamento dell'asse stradale che collega Por S. Maria con via Tornabuoni.

Un superstite

Non è esagerato parlare ancora di architetture dimenticate senza correre il rischio di cadere in atteggiamenti oscurantisti. Questo edificio insieme ad altri casi citati reppresenta forse un caso tanto paradigmatico quanto fascinoso di incuria da parte delle amministrazioni. Principi delle legge Bottai l'art. 11, capo II della 1089 del 1\6\39 che prevede testualmente " ..le cose medesime non possono essere adibite ad usi non compatibili con il carattere storico od artistico, oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione, " ed ancora " il Ministro ha facoltà di provvedere direttamente alle opere necessarie per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento delle cose indicate negli articoli " ed anche " ..ha facoltà di imporre, per le cose di cui all'art.14, le provvidenze necessarie per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento "

Appunti di lettura
Palazzo degli Altoviti

Fig. 1 - Palazzo Altoviti, veduta di spigolo del palazzo all'altezza di via delle Bombarde. L'Edificio fu costruito nel XIV sec. come risultato dall'accorpamento di più case torri. Lo spazio che separa via delle Bombarde dal Chiasso di Cornino era sede della Consorteria degli Altiviti.

Fig. 2 - Palazzo Altoviti, veduta del piano terra con i due portali ogivali che ospitano attualmente dei negozi. Sono visibili le grosse mensole sopra gli archi che ospitavano le impalcature in legno che coprivano l'intero fronte delle torri.

Fig. 3 - Palazzo Altoviti, Ricostruzione della struttura in pietra e dell'elevazione di torri del sec. XIII. Esempi di torre Guelfa (sinistra) e di torre Ghibellina. Tav. Histoire genealogique del la Maison de Gondi - Corbinelli.

Fig. 4 - Palazzo Altoviti, planimetria di Borgo SS. Apostoli. L'area riguarda le vecchie consorterie delle torri dei Buondelmonti, Altoviti e Acciaiuoli. L'edificio era inserito a latere della Consorteria dei Buondelmonti che avevo uno sbocco sull'attuale Piazza S. Trinita. Tavola tratta da Roberto Berardi, Della città dei Fiorentini, Firenze 1992.

Excerpta

Il Governo delle Arti e il Priorato: una nuova stagione che vede la nascita dei primi palazzi

"Nel sesto di Borgo (Sesto di S. Trinita) gli Spini, gli Acciaiuoli e gli Altoviti compongono già più del terzo del numero totale dei Priori degli anni 1282-92. E se a queste tre famiglie aggiungiamo ancora i Corsi, i Monaldi, i Baldovinetti e gli Ardinghelli avremo già oltrepassato la metà dei priori del nostro sesto. Questi fatti potrebbero già dispensarci dall'esame particolareggiato della condizione sociale degli altri Priori."

Nicola Ottokar, Il comune di Firenze alla fine del Dugento,pagg. 62-63

Gli Altoviti

"Sono gli Altoviti Guelfi e convinti repubblicani; certi episodi degli avvenimenti che seguiranno ne sono testimoni. Molti di numero in casa e quindi un aggiungersi di nomi, che - riferiti - niente otterrebbero di più che apparire un elenco che a niente serve. Quello che conta invece è poter documentare una loro inesauribile partecipazione sia alla vita degli affari che a quella politica della città. Gli Altoviti, coi soliti incarichi di priori o di gonfalonieri, assolvono compiti delicati; nella veste anche di ambasciatori "stabili" presso una corte. Spesso saranno incaricati da parte della Signoria fiorentina di rappresentarla in trattative delicate come quando si affida a Vinta Altoviti di firmare nel nome della Signoria - è il 1280 - la pace che prende nome dal cardinale Latino Malabranca - e già il suo nome doveva servire di ammonimento ai fiorentini ! - che , per ordine di Niccolò III, ha finto di venire come paciere a Firenze per mettere fine allo scontro tra guelfi e ghibellini. Col risultato di convincere le due parti a dirsi a voce d'accordo, e anche a firmare quel patto che di pace parlava mentre gli animi ancora erano pieni d'odio e la voglia dello scontro ancora dominava a tutto campo."

Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze

Degrado

''Lo stato di conservazione delle apparecchiature murarie palazzo è pessimo e non ha mai subito alcun intervento di manutenzione sulla facciata. Interventi di ristrutturazione hanno modificato le originali aperture ogivali della facciata con tamponamenti e superfetazioni che non sono mai stati rimossi in un interventi di restauro. La pietra Forte dell'apparecchio murario esterno è in uno stato avanzato di degrado, presenta una diffusa presenza di croste nere e uno stadio avanzato di erosione. L'altro prospetto su via delle Bombarde presente le stesse forme di degrado. Alcuni passi delle legge Bottai:...le cose medesime non possono essere adibite ad usi non compatibili con il carattere storico od artistico, oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione..

 

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