|

Palazzo
Busini-Bardi non è un condominio" "Si
può fare ancora qualcosa per il Palazzo Bardi di Vernio in via de' Benci? La Città
di Firenze davvero vuol lasciare alla speculazione immobiliare un gioiello della
cultura rinascimentale, unico per le sue caratteristiche architettoniche e storico-culturali?
Davvero il salone che ospitò le riunioni della celebre Camerata dei Bardi e nel
quale ebbe origine il teatro musicale italiano e che fu sede delle prime riunioni
dell'Accademia della Crusca deve trasformarsi in un salotto-cucina? In qualsiasi
altra parte del mondo un simile "bene", monumento nazionale, sarebbe stato valorizzato
come centro di cultura, museo, centro espositivo sul teatro d'opera. Ciò che sta
accadendo al Palazzo Bardi è un vero scandalo. Chi si assume la responsabilità
di tale scempio? " Prof.
Alessandro Magini - Direttore Centro Bardi Segnalazione
sul progetto di ristrutturazione e riuso in corso di Palazzo Busini-Bardi in Via
de' Benci Firenze - Nulla
Osta della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Firenze. "I
beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non
compatibili con il carattere storico od artistico, oppure tali da recare pregiudizio
alla loro conservazione"
Art.
11, capo II della n.1089 del 1\6\39 recepito dal Testo Unico n.490/1999,
art. 21 e art.20 Nuovo Codice dei BB.CC.
"S'intende
per Restauro qualsiasi intervento volto a mantenere in efficienza,
a facilitare la lettura e a trasmettere integralmente al futuro
le opere."
"Sono
proibiti: 2) remozioni
o demolizione che cancellino l'opera attraverso il tempo.
4)
alterazioni delle condizioni accessorie e ambientali nelle quali
è arrivata sino al nostro tempo l'opera d'arte"
"Si
ricorda la necessità di considerare tutte le operazioni di
restauro sotto il sostanziale profilo conservativo, rispettando
gli elementi aggiunti ed evitando comunque interventi innovativi
o di ripristino. Sempre allo scopo di assicurare la sopravvivenza
dei monumenti, va inoltre attentamente vagliata la possibilità
di nuove utilizzazioni degli antichi edifici monumentali, quando
queste non risultino incompatibili con gli interessi storico-artistici.
I lavori di adattamento dovranno essere limitati al minimo, conservando
scrupolosamente le forme esterne ed evitando sensibili alterazioni
all'individualità tipologica, all'organismo costruttivo ed alla
sequenza dei percorsi interni."
Carta
del Restauro 1972 - Circolare n° 117 del 6 aprile 1972 MINISTERO
DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
"Restauro:
sono quegli inteventi tendenti alla conservazione integrale dell'edificio,
al ripristino dei suoi valori storici e delle caratteristiche
tipologiche ed architettoniche. L'intevento di restauro deve
tendere al mantenimento di una destinazione d'uso uguale od analoga
nelle sue conseguenze spaziali, distributive e tipologiche a quella
originale."
Norme
tecniche di attuazione del Piano Particolareggiato esecutivo
del Centro Storico di Vicenza. Definizione interpretativa della
teminologia usata nella normativa del P.P.
Noto
lo stato di progetto, vista la situazione del cantiere e le informazioni arrivateci
da professionisti, riteniamo doveroso segnalarVi una discutibile ristrutturazione
che riguarda un edificio di eccezionale valore storico-architettonico del quale
non si sono interessati gli organi d'informazione:
si tratta del restauro non conservativo di palazzo Busini-Bardi in
via de' Benci a Firenze; edificio di attribuzione brunelleschiana di inestimabile
valore storico. Costruito intorno al 1420-27, rappresenta una tappa fondamentale
del rinascimento architettonico fiorentino ed è riconosciuto come tale da generazioni
di studiosi. Insieme al coevo palazzo di Niccolò da Uzzano-Capponi delle Rovinate
(Via de'Bardi) rappresenta il primo esempio di "Cortile d'Onore" di un architettura
civile del '400. Il palazzo, in disuso da decenni, meritava di essere acquistato
da un ente pubblico e destinato ad un riuso compatibile al sua carattere storico,
non ultima la destinazione a museo come accadde nel dopoguerra per palazzo Davizzi-Davanzati.
L'edificio è stato oggetto invece di un'ordinaria ristrutturazione alla stregua
di una comune condominio di civile abitazione. I lavori sono stati iniziati
con una DIA (Denuncia d'Inizio Attività secondo il dpr n.380/2001 Art. 22 (L)comma
3) unitamente al nulla Osta della Soprintendenza ai Beni Architettonici di Firenze
e finalizzati ad una mera speculazione immobiliare: ricavare 21 appartamenti
privati attorno al Cortile rinascimentale per il turismo d'elite fiorentino,
vedi pubblicità dell'iniziativa da qualche tempo online:
brochure
e web http://www.palazzobardi.com
Professionisti
in contatto con il cantiere ci hanno segnalato che si tratta di un restauro verosimilmente
distruttivo e che gran parte dei materiali storici a partire dalle pavimentazioni
stanno finendo in discarica. Purtroppo non stupisce che i lavori possano consentire
il frazionamento in appartamenti di un edificio di attribuzione brunelleschiana,
rimane tuttavia sconcertante che la prassi del riuso dell'edificio sia dettata
esclusivamente dalle intenzioni del privato piuttosto che da una necessaria supervisione
della Soprintendenza e delle Carte del restauro. Di questo costume abbiamo
da tempo un corposo archivio tutto italiano di cui stiamo cercando di dare documentazione
e pubblicazione. Tuttavia la cosa che ancora non ci è del tutto chiara è come
sia possibile che tutto il patrimonio di conoscenza dell'università italiana con
importanti professionisti del restauro, storia e progettazione finisca per rimanere
inerte se non addirittura indifferente di fronte ad un cosi massiccio e generalizzato
"assalto al patrimonio" che gli anni della patrimonio spa e del nuovo codice sui
bb.cc hanno rilanciato in forme cosi proterve e monumentali ? Vi
chiediamo pertanto di dare seguito a questa segnalazione perché questo "buco nero
"possa trovare luce e rappresentare un caso ripetibile di trasparenza ed informazione
per altre amministrazioni ufficialmente "sensibili alla tutela del patrimonio".
Lorenzo Pagnini responsabile beni culturali Limen Sottoscrivono
il presente appello: Prof.
Alessandro Magini - Direttore Centro Bardi Paolo
Cecconi - Sindaco di Vernio, (PO) Prof.
Roberto Gargiani - École Polytechnique Fédérale de Lausanne Prof.
Giovanni Fanelli - Università di Firenze Prof.
Francesco Paolo Fiore - Università La Sapienza Roma Prof.
Donatella Calabi, Università IUAV di Venezia Prof.
Jens Niebaum - Bibliotheca Hertziana Roma Prof.
C. L. Frommel - Bibliotheca Hertziana Roma Studio
Gio.Ve. - Bologna SIPBC
- Società Italiana Protezione Beni Culturali |