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Conservazione
Cascine di Tavola -
Poggio
a Caiano (PO)
a
cura di
Alessandra Meyer
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Allarme di Italia Nostra | Le Cascine| Giuliano da Sangallo | Lorenzo
Il Magnifico |
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Sequestrato il cantiere delle Cascine di Tavola, indagata per abuso d'ufficio una funzionaria della Soprintendenza "Magnifiche ruspe in agguato alle Cascine di Poggio a Caiano (Cascine di Tavola), fatte costruire da Lorenzo il Magnifico come fattoria a complemento della famosissima Villa disegnata dal Sangallo. Al centro del cortile dell'edificio campeggia ancora un grande vivaio d'acqua limpida che ospitava i pesci e serviva ad abbeverare il bestiame. Italia Nostra denuncia all’opinione pubblica la gravissima situazione che dimostra totale disprezzo per un “pezzo” di così alto valore del patrimonio storico e culturale. Si prevede infatti che la commissione edilizia del comune di Prato voti in questi giorni l’approvazione al piano di “recupero” che trasformerà la Cascine – di proprietà dell’immobiliare Agrifina - in una sessantina di appartamenti, stravolgendo completamente il complesso mediceo. Il consiglio comunale aveva votato il piano di recupero nel 1988, ma la soprintendenza territoriale lo aveva bloccato fino al ’97, quando poi – non si riesce a immaginare perché all’improvviso dovrebbe essere cambiato l’interesse della collettività verso un bene di così palese interesse storico e artistico– ha dato il via libera. Pochissime voci si sono levate finora per protestare contro questo scempio."
“Stiamo studiando la situazione dal punto di vista legale - ha dichiarato la segretaria generale di Italia Nostra Gaia Pallottino - cercheremo in ogni modo di contrastare questo progetto”. La costruzione presenta un pianta quadrangolare e si svolge attorno una vasta corte interna. E' circondata da un profondo fossato pieno d'acqua e da alti muri, che ai quattro vertici, in pianta, prendono la forma di altrettanti bastioni e in alzato formano quattro torrette angolari. Sui tre lati della costruzione trovano posto le stalle, sul lato dov'è il portale d'accesso si trovano le stanze per fabbricare burro e cacio e gli appartamenti del cascinaio, degli stallieri e dei lavoranti. Il complesso è vicino alla famosa Villa Medicea di Poggio a Caiano fu fatta edificare da Lorenzo dè Medici e dai suoi eredi su disegno di Giuliano da Sangallo tra il 1445 e il 1520 circa, con una probabile pausa tra il 1495 e il 1513 dovuta all'esilio dei Medici. Essa rimase sempre la residenza estiva dei Medici e, oltre ad ospitare numerose personalità, fu teatro di importanti avvenimenti della loro storia dinastica, come i festeggiamenti per i matrimoni delle dinastia medicea." |
Fig. 1- Cascine di Tavola, pianta del XVI sec. attribuita a G. Dosio. Questa tavola riporta la configurazione del complesso circa un secolo dopo la sua costruzione. Al centro si trova la pescina ; attorno a questa sul retro e sui lati, vi sono le stalle; di fronte a sinistra le stanze per la preparazione del formaggio e sulla destra le unità di abitazione. L' edificio è situato nell'area compresa tra Tavola e Castelnuovo. Una lettera di Antonio marchetti indica che le fondamenta della Cascina furono scavate nell'aprile del 1477.
Fig. 2- Cascine di Tavola, veduta esterna del complesso. Il progetto laurenziano prese presto forma nelle vaste terre per lo piu' incolte tra Tavola e Castelnuovo. A somiglianza delle tradizionali cascine di Lombardia, la fattoria ha pianta quadrangolare e si svolge attorno una vasta corte interna.E' circondata da un profondo fossato pieno d'acqua e da alti muri, che ai quattro vertici, in pianta, prendono la forma di altrettanti bastioni e in alzato formano quattro torrette angolari che ne ribadiscono l'aspetto di castelletto di pianura.
Fig. 3- Cascine di Tavola, veduta delle corte interna. La costruzione che sopravvive a Poggio a caiano sulla riva nord dell'Ombrone, corrisponde da vicino a quella descritta nelle fonti del XV secolo e nella pianta del Dosio. E' composta da quattro torri visibili a distanza; la struttura principale è circondata da un fossato ed al centro, attorno al cortile, sorgono le stalle, le stanze da abitazione e quella per la fabbricazione del formaggio.
Fig. 4- Cascine di Tavola, un altra veduta della corte interna. La costruzione ha una pianta quadrangolare e si svolge attorno una vasta corte interna. E' circondata da un profondo fossato pieno d'acqua e da alti muri, che ai quattro vertici, in pianta, prendono la forma di altrettanti bastioni e in alzato formano quattro torrette angolari. Sui tre lati della costruzione trovano posto le stalle, sul lato dov'è il portale d'accesso si trovano le stanze per fabbricare burro e cacio e gli appartamenti del cascinaio, degli stallieri e dei lavoranti. Al centro del cortile, un grande vivaio d'acqua limpida ospitava i pesci e serviva ad abbeverare il bestiame. |
La costruzione dell'edificio delle Cascine parte di un complesso unitario dedicato ai codici ermetici "Nella seconda metà del Quattrocento, il giovane Lorenzo de' Medici intraprese al Poggio a Caiano e nelle zone limitrofe un'intensa campagna di acquisti e di investimenti terrieri. Lo scopo era quello di creare, accanto alla villa appena comprata e che avrebbe di lì a poco ricostruito ex novo, un vasto complesso unitario, formato da un'estesa tenuta agricola, le Cascine, e da luoghi di svago e di delizia all'interno e all'esterno di essa. Il progetto laurenziano prese presto forma nelle vaste terre per lo piu' incolte tra Tavola e Castelnuovo. A somiglianza delle tradizionali cascine di Lombardia, la fattoria ha pianta quadrangolare e si svolge attorno una vasta corte interna. E' circondata da un profondo fossato pieno d'acqua e da alti muri, che ai quattro vertici, in pianta, prendono la forma di altrettanti bastioni e in alzato formano quattro torrette angolari che ne ribadiscono l'aspetto di castelletto di pianura Al centro del cortile, un grande vivaio d'acqua limpida ospitava i pesci e serviva ad abbeverare il bestiame. Il consiglio comunale aveva votato il piano di recupero nel 1988, ma la soprintendenza territoriale lo aveva bloccato fino al ’97, quando poi – non si riesce a immaginare perché all’improvviso dovrebbe essere cambiato l’interesse della collettività verso un bene di così palese interesse storico e artistico– ha dato il via libera. Pochissime voci si sono levate finora per protestare contro questo scempio (tra le poche, quella del presidente di Legambiente Prato, Franco Di Martino).
"L'edificio è situato nell'area compresa tra Tavola e Castelnuovo. Una lettera di Antonio marchetti indica che le fondamenta della Cascina furono scavate nell'aprile del 1477. la prima descrizione si ritrova nella lettera di Michele Verino, scritta prima delo maggio 1487: "in medio loco paulo editori, stabula multa & longissima facta, lapide area strata, ne fimo & luto Vaccae sordescant, moenibus & fossa, latissima cinca instar Castelli; quatorum turribus." La Cascina compare nell'inventario laurenziano del 1492 dove viene descritta come "uno casamento con più abituri drento a più stalle attorno posto nel popolo di S. Maria a Bonistallo, luogho detto la Chascina, co più messerizie e bestiame chome apresso, e prima una casa". La costruzione che sopravvive a Poggio a caiano sulla riva nord dell'Ombrone, corrisponde in molti aspetti morfologici a quella descritta nelle fonti del XV secolo e della pianta del Dosio. E' composta da quattro torri visibili a distanza; la struttura principale è circindata da un fossato ed al centro, attorno al cortile, sorgono le stalle, le stanze da abitazione e quella per la fabbricazione del formaggio. |
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