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Palazzo e Case - Ansaldi
S. Miniato (FI) | sec. XVI
2011
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Palazzo e case Ansaldi, in via Paolo Maioli

"Un palazzo sempre di scuola fiorentina, di media grandezza con la facciata spoglia dai "nudi campi d'intonaco" e pietra serena. La strada che si imbocca subito dopo S. Rocco verso l'Ospedale (come dicono i sanminiatesi), ospita svariati palazzi, facies conosciute del Cinquecento fiorentino, tutti con la vista di scorcio rinserrati l'un l'altro sulla pubblica via. Se non fosse per il differente colore sarebbe difficile distinguerlo dagli altri palazzi, tutti generati dallo stesso 'schema' e bicromia di facciata. Fabbrica del sec. XVI che si affaccia su via Paolo Maioli, dov'erano le altre case e torri degli Ansaldi. All'interno, dopo un androne a crocere parzialmente conservato, un piccolo e contratto cortile rinascimentale a due arcate con "sbalzo" e colonne doriche munite di piedistallo in pietra serena. Certo molto rimaneggiato dalle proprietà degli ultimi due secoli e dai frazionamenti che ne hanno portato la suddivisione in cinque appartamenti. In ogni caso una piccola dimora magnatizia ancora leggibile nel suo complesso. La facciata ha un impaginato canonicamente suddiviso da cornicioni marcapiano ma con un solo piano nobile scandito da quattro magnifiche monofore alla 'Baccio d'Agnolo' e un mezzanino di servizio all'ultimo piano. Il prospetto è caratterizzato da una bicromia tipica del dialetto della Bottega dei fratelli Baglioni architetti e legnaioli fiorentini."

(Lbc)

"Palazzo Ansaldi - l'origine franco teutonica della famiglia è ricostruita da A.M. Vannucchi, 1768, "Ne' inferiori Glorie a questefurono quelle che già godè la famiglia Ansaldi della quale leggesi nell'ORATIONE stampata dal Gualtierotti avesse didici dottori nel Med.o tempo; e questa famiglia Ansaldi S.e Germano e Gran Consogliero di Carlo Magno fu dal Med.o l'anno 803 condotto e lasciato in Fiorenza, dove si accasò con la nobile Donzella Teresia Cavalcanti, e da questi ne venne la famiglia de SS. i Ansaldi delle città di S. Miniato e della med.a ne scrive sino l'anno 400 Pancratiom istorico". Gli Ansaldi, con i Germondini ed i loro consorti, avevano una torre, che la Cristiani Testi M.L. colloca nel complesso fortificato di Poggighisi; per una logica di determinazioni spaziali detto caposaldo è da porsi in corrispondenza con la casa-torre Stefani, più a valle, incorporata oggi nella casa Alessi, in chiusura e difesa del Vicolo del Bellorino. La torre ansaldi il 3 settembre 1237, fu il luogo deputato dove il Notaio Guidone, alla presenza del podestà di san Miniato, Ugone, autenticò in un atto quelle deposizioni che accertavano lo stato attuale, il passaggio dell'autorità spirituale e temporale dalla pieve di San Genesio, alla chiesa madre della diocesi di San Miniato, la Pieve di Santa Maria."

D. Lotti.L., San Miniato, vita di un antica città, Genova, 1980

"Le fortune della famiglia nel corso del secc. XV e XVI dovettero attingere ad un notevole prestigio e consistenza, vedi la notizia riportata dei 12 dottori, e la constatazione della totale manzanza di reperti trecenteschi, o più antichi, nell'area gestita dagli Ansaldi. Leonardo Benedetto Ansaldi, "priore", lo troviamo coinvolto con i Roffia, gli Stefani, i Buonaparte, nelle drammatiche decisioni del settembre1528. Prelati di curia a Roma, mons. Ansaldo è "auditore di rota", ed in precedenza auditore di camera del sommo Pontefice Innocenzo XII; Francesco Ansaldi: ancor esso eccellentissimo Dottore, con le sue sapientissime opere onorò la patria, ed onorò i torchi. Gioacchino Ansaldi, sul finire del primo decennio del sec. XVII, dona il terreno ai "Cappuccini", sul quale poi strutturerà il convento dell'Ordine. Del canonicato in Cattedrale si avvalgono membri della famiglia investiti frequentemente dal titolo di "proposto": vedi Tommaso Ansaldi morto il 20 ottobre 1727, ed ivi seppellito. Di effettiva incidenza , e riflesso delle fortune economiche delle "casata" l'impegno del suo canonicato, dal "Libro di ricordi", tenuto da Flaminio Buonaparte, e noto in un copia forse dovuta al proposto Conti si legge: "Ricordo come il 24 di Xbre dell'anno 1727 fu terminata la cappella del Sig.re Proposto Tommaso Ansaldi di, che di due mesi in circa avanti passò all'altra vita, e la d. a Cappella li costò sopra mille degento scudi computatevi le pitture, che scesero al prezzo di trecento scudi; d.e pitture furono fatte dal Sagrestani pittore illustre fiorentino."

D. Lotti.L., San Miniato, vita di un antica città, Genova, 1980

"Ancora nel 1865, vedi la piante del Turri, la famiglia contava su di un cospiquo patrimonio immobiliare, intatto l'avito Palagio, le residenze della servitù, degli addetti alla fattoria, le trasformate abitazioni degli antichi consorti. Nel sottostrada efficenti contenitori degli splendidi servizi: cantone, magazzini, stalle, ambienti per macellare le bestie, ancora oggi è possibile ricostruire un tutto bloccato e indipendente , in comunicazione con l'arteria principale di scorrimento, e servito dal tronco, in parte ammattonato, delle "via carbonaia" che partendo da Gargozzi, per la porta difuori del ponte in Poggighisi, faceva capo con questa diramazione al Bellorino. Il ramo sanminiatese si estingueva con la N:D: Antonietta Ansaldi; il decadere dei beni, e della spinta vitale delle famiglia Ansaldi, si verificava negli ultimi decenni del sec. XIX."

D. Lotti.L., San Miniato, vita di un antica città, Genova, 1980

 
     
     
     
     
     
 
     
   

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