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Città
di
S.Miniato Alto (PI)
a cura del Circolo
di Studio su S.Miniato 2010 (pag. in allestimento)
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Repertorio
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Palazzo
Piccolo
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Annunziata | Rocca
di Federico |
S. Domenico |
S. Chiara |
O. Loretino |
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Palazzo Piccolo, un tesoro nascosto nel cuore del centro Giugno 2010 Un importante palazzo del Cinquecento nascosto e mimetizzato nella via centrale IV novembre che conduce alla ex porta di Ser Ridolfo e palazzo Grifoni. Modesta dimora magnatizia con la facciata e cinque assi finestre e un lotto che si sviluppa in profondità rispetto all'asse stradale. La fronte interamente in mattoni riprende, come per il palazzo di Ugolino Grifoni, la scuola del cotto del Valdarno Inferiore. Ospita all'interno un bel cortile rinascimentale con colonne doriche, mai visitato dai Sanminiatesi. SS. Annunziata, la 'pianta centrale' nel Valdarno Giugno 2010 Detta la Nunziatina, ricostruita nel 1522 in sopraelevazione del vecchio oratorio ottagonale del sec XIV che apparteneva alla vecchia compagnia della SS. Annunziata. Il complesso comprende un ampio cortile interno. Dell'edificio preesistente sono state ritrovate le paraste ottagonali con capitelli a foglie d'acqua in pietra serena. Il complesso è tutto in laterizio secondo il repertorio dei materiali del Valdarno Inferiore. L'interno è stato ampiamente ristrutturato e decorato nel seicento e settecento a cura della famiglia Roffia.. Palazzo Grifoni: le facciate in mattoni Marzo 2010 Il magnifico palazzo costruito da Ugolino Grifoni a metà del '500 a S. Miniato Alto fu distrutto per metà da mine nella seconda guerra mondiale e ricostruito nel 1996-99. Si tratta di un caso importante e discusso di anastilosi di un edificio storico. A seguito di ricerche del CdS risulta che la grande fronte in mattoni è stata intonacata durante i lavori e la nuova facciata tinteggiata di giallo. Il palazzo che aveva esportato a Firenze, in piazza SS. Annunziata, (palazzo Budini-Gattai) la scuola del laterizio del Valdarno Inferiore ha perso in maniera irreversibile l'aspetto originario costituendo un caso sui generis di restauro in Stile del '900. L'Oratorio del Loretino e la sala del palazzo pubblico Aprile 2010 L'oratorio costruito tra il 1285 e il 1295 nel palazzo civico, ad uso dei governanti. nel 1399 vi fu riposta l'immagine del Santissimo Crocifisso, fino alla sua traslazione nell'omonima chiesa avvenuta nel 1718. Al suo posto fu collocata l'immagine della Madonna di Loreto. All'interno un pregevole altare di legno intagliato, dorato e ornato di pitture e sculture, attribuito a Noferi di Antonio di Noferi, commissionato dall'opera del Santissimo Crocifisso dopo la peste del 1525. Il palazzo pubblico fu eretto intorno al 1300 per residenza dei 12 Difensori del popolo. Notevolmente ristrutturato nel corso dei secoli, presenta le note di maggiore interesse nella sala del consiglio che conserva alcuni stemmi dei giusdicenti databili dal 1390 a tutto il 1500.
La nuova Chiesa di S.Stefano e Martino Settembre 2010 La nuova Chiesa parrocchiale a S. Miniato Basso è stata consegnata nel 2008 e realizzata dai progettisti Arch. Silvia Lensi e Ing, Sergio Gronchi. Il progetto rappresenta la nuova forma liturgica di un edificio sacro con una pianta che ripropone il tema umanistico della centralità. L 'edificio è di modeste dimensioni, situato lungo la direttrice statale, tosco romagnola dove si è sviluppato l’insediamento urbano originario, ed è rimasta fino ad oggi l’unica chiesa di tutta la frazione di San Miniato Basso e del suo territorio. L’area d’intervento di proprietà della parrocchia, individuata nel P.R.G. come zona F1, si trova nei pressi della chiesa attuale e si sviluppa dalla strada Tosco Romagnola Est verso la collina di San Miniato in direzione Sud.. |
Fig. 2 - Oratorio di S, Rocco, facciata in laterizio su piazza Buonaparte. Particolare del portale architravato, di scuola fiorentina realizzato in pietra serena, elemento alchemico dell'ossatura brunelleschiana. Il materiale caratteristico di S. Miniato è il laterizio come in tutto il Valdarno Inferiore. Interessa già le strutture protoromaniche dell'anno Mille con l'importante episodio della pieve di Corazzano e il palazzo dei Vicari Imperiali, sino ad arrivare alla monumentale Cattedrale delle città di S. Maria e S. Genesio. Tutte le strutture erano costituite da strutture portanti in mattoni.
Fig. 3 - Planimetria di S. Miniato Alto, (G.Fanelli). Primo nucleo della città attorno alla rocca di Federico II, con il cassero e il nucelo di crinale. Accanto, sulla destra, il convento di S. Francesco e sotto la piazza Bonaparte, sede per secoli del mercato settimanale. Circondata da palazzi di alcune famiglie nobili sanminiatesi costruiti tra il XVI e il XVIII secolo, che hanno conservato solo la facciata originaria: i palazzi Alli-Maccarani e Franchini sul lato Nord e il palazzo Buonaparte su quello Sud. Tav. Giovanni Fanelli - Fi Architettura. e città., Firenze 1973).
Fig. 4 - SS. Annunziata, scarsella. Dettaglio del timpano del portale in pietra serena di accesso su via Roma. Un complesso di enorme valore storico-artistico situato in pieno centro, sulla via principale. L'edificio è risultato del prolungamento del precedente oratorio ottagonale con paraste angolare in mattoni e capitelli a fogli d'acqua in pietra serena. Fig. 5 - Palazzo vescovile e del Seminario, pianta alla quota della piazza. "Tra il '400 e il '500 nel luogo dove oggi sorge il Palazzo del Seminario si trovavano case e botteghe addossate alle mura castellane. Nel 1650 sull'area di queste case il Vescovo Angiolo Pichi eresse un piccolo edificio per le lezioni giornaliere di 12 chierici. Il Vescovo Cortigiani, nel 1682 acquistò altre case prospicienti la piazza, lato Ovest, ingrandendo il seminario e istituendovi un convitto. All'inizio del '700 si dette il via al processo di unificazione della costruzione inglobando anche altre case al lato Est planimetrica dell'isolato. Tav. "San Miniato al Tedesco : saggio di storia urbanistica e architettonica" M. L. C. Testi. Fig. 6 - Palazzo Grifoni, facciata, capolavoro dell'architettura rinascimentale. Ripercorrere il tema di questa splendida dimora magnatizia, poco recensita nel rinascimento toscano, è stata la premessa per capire l'importanza delle sue caratteristiche architettoniche: il laterizio, la griglia tridimensionale e le relazioni che la facciata stabiliva con le vecchie cortine murarie anch'esse in mattoni. Con l'intonacatura dell'originale facciata in laterizio, di questa facciata abbiamo perso definitivamente la monumentale tessitura originaria(..). Fig. 7 - Nunziatina, particolare dell'interno della cupola. L'aspetto attuale della chiesa con la ricca decorazione degli interni risale alle ristrutturazioni tardoseicentesche. Ha la forma di un prisma ottagonale chiuso da una cupola emisferica. La parte inferiore della facciata è avanzata rispetto all'asse stradale. Sul lato destro della porta rifinita con modanature in pietra un'iscrizione testimonia la data della costruzione (1522). |
Ex Monastero e Conservatorio di S. Chiara: il muro di mattoni e pietra serena. Fondato nel sec. XIII su un precedente insediamento benedettino L'attuale conservatorio fu costituito nel Settecento per volere del duca Leopoldo. Completato nel 1785 per le suore francescane. Nel 1861 divenne la scuola municipale femminile che fu laicizzata nel 1904. Il progetto complessivo del percorso museale comprende: la chiesa esteriore del convento , la cappella dedicata a S. Maria Maddalena e alcune stanze del convento tra cui l'antico coro delle monache. La chiesa si presenta nella sua ristrutturazione seicentesca e conserva notevoli opere d'arte. L'edificio è stato costruito interamente in cotto e listature di pietra serena con una grande facciata su via Roma. E' lo stesso registro di facciata della nunziatina e del monumentale palazzo Grifoni. Palazzo del seminario: la facciata, prontuario di frasi dei padri della chiesa. L'edificio del Seminario è sorto in un'area dove si trovavano case e botteghe addossate alle mura castellane; infatti l'andamento sinuoso della cinta muraria ha condizionato la facciata poliedrica della costruzione. Le figure allegoriche entro i medaglioni e le iscrizioni con le sentenze dei Padri della chiesa furono affrescate dal pittore fucecchiese Francesco di Pietro Chimenti nel 1705. Al piano terreno alcuni sporti a "T" testimoniano la destinazione a bottega artigiana medievale delle primitive costruzioni. Piazza del Duomo.
Convento di S. Francesco, un convento arroccato nella collina. Fondato nel 1211 poco dopo il riconoscimento delle regola francescana, probabilmente nel luogo dove sorgeva un oratorio dedicato a S. Miniato. Si tratta di un grandioso complesso frutto di numerosi ampliamenti e ristrutturazioni le cui stratificazioni sono visibili anche in facciata. Costruito interamente in mattoni secondo la scuola del Valdarno Inferiore. All'interno del convento du eleganti chiostri. "Palazzo Formichini, costruito nella prima metà del Cinquecento da Filippo di Baccio d'Agnolo, su commissione di Messer Vittorio di Battista Buonaparte e di e di sua moglie antonia di Bindo Portigiani. In quel periodo alcune famiglie nobili famiglie sanminiatesi rinnovarono le loro dimore volendole più comode, eleganti e fastose, in linea con il gusto e le caratteristiche dell'imperante rinascimento fiorentino. E' da ritenere che dopo la conquista fiorentina di San Miniato (1369) e la conseguente integrazione, compreso il riconoscimento di "nobili" fiorentini" ai nobili sanminiatesti." Pietra serena, elemento alchemico brunelleschiano. Lo spazio dell'Oratorio della SS. Annunziata si evidenzia per una monumentale intelaiatura di lesene in pietra serena che spiccano sull'intonaco bianco. L'interno è il risultato dei lavori curati dalla famiglia Roffia tra XVII e XVIII sec. Ampliata l'area absidale, nel 1657, fu costruito il maestoso altare in pietra della Gonfolina che fa da cornice ad una Annunciazione tardo trecentesca ad affresco, oggetto di grande venerazione.
Il romanico in laterizio: i bacini ceramici. "Si deve alla Cristiani Testi l'aver esaminato per prima - e ormai trentanni fa - i caratteri dell'architettura e urbanistica del capoluogo, con un analisi attenta anche delle costruzioni religiose a suo avviso riconducibili al duomo di S. Genesio, comunque relate al panorama complessivo dell'edilizia sanminiatese: tesi peraltro già delineata con esempi pertinenti da Mario Salmi. Com'è noto la studiosa giungeva ad individuare il radicale lombardo per quel filone costituito in laterizi, e a rapportarlo cosi al gruppo di edifici disseminati lungo la via Francigena nel suo tratto meridionale propriamente valdelsano ...la nuova corrente locale dell'architettura in cotto stabilisce, in tutta la sua specificità (che prima era tutta cromatica), una cesura con la tradizione architettonica precedente, che faceva riferimento alle tradizioni degli antichissimi, prestigiosi edifici realizzati in pietra nelle città di Lucca e di Pisa e nei loro contadi. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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