Conservazione delle città a cura di Lorenzo Pagnini
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l casi del mese

Tesoro Italia edifici e terreni dello stato

Febbraio 2008 Roma Completato il censimento del patrimonio immobiliare dello Stato che è stato presentato a Roma dal direttore dell'Agenzia del demanio Elisabetta Spitz del vicepremier Francesco Rutelli. Trentamila i beni censiti, di cui 20mila edifici e 10mila terreni. Il viceministro ha ricordato che «finora il patrimonio dello Stato é stato gestito in perdita ». Disponibile nel sito dell'Agenzia del Demanio solo un breve abstract del voluminoso censimento. Grave ritardo nella consultazione delle schede ufficiali e mancanza di trasparenza per gli operatori del settore.

La Val D'Orcia apre alle lottizzazioni

Ottobre 2006 Monticchiello (Si): ll bellissimo borgo medievale nei pressi di Pienza, una delle porte d'ingresso più prestigiose della Val d'Orcia, «Patrimonio mondiale dell'Unesco», sarà teatro di una lottizzazione a non più di duecento metri in linea d'aria dalla storica cinta muraria. Sono previsti 95 (novantacinque!) unità immobiliari, distribuite a raggiera in ben 11 (undici) lotti. Si profila un totale stravolgimento del profilo collinare che, dalla strada provinciale sottostante, sale appunto fino alla porta del Borgo. Intanto i sindaci dell'Armata e della Val D'Orcia definiscono «offensive» le accuse mosse dagli ambientalisti. E dalla Regione l'assessore Conti annuncia una legge che tuteli le colline dalle speculazioni. .

Il palazzo di Bartolomeo Scala diventa un albergo a cinque stelle

Aprile 2004 Firenze: la recente vendita di palazzo Scala della Gherardesca da parte della Società di Metallurgia Italiana (SMI) ha avviato di fatto un delicato processo di ristrutturazione dell'edificio. Questo autentico capolavoro dell'architettura rinascimentale fiorentina rimasto sempre chiuso al pubblico si avvia, con il passaggio di proprietà, a trasformarsi in un albergo a cinque stelle. La catena alberghiera internazionale Four Seasons ha in gestione l'edificio iniziato da Giuliano da Sangallo intorno al 1490, ed ha avviato da un paio di anni un complesso progetto di riuso.

Palazzo Ducale Urbino: la "débâcle" di De Carlo

Il progetto per "La manica della data" come nuovo spazio museale ed espositivo è stato affidato all'architetto Giancalro De Carlo. La Manica della Data, antica sede delle stalle ducali, denominata anche Orto dell'abbondanza, verrà riusato e trasformato in nuovissimo spazio espositivo con una nuova copertura che consentirà di ricavare tre livelli espositivi. L'intervento si è rivelato particolarmente invasivo; riportiamo l'appello lanciato dal comitato spontaneo per la difesa della Data di Urbino. Si sta attuando un restauro in cui la firma dell'architetto rimarrà indelebile nella facciata di uno dei monumenti più belli del mondo.

Palazzo Busini Bardi

Fig. 1 - Palazzo Busini Bardi, Firenze, pianta piano terra. Molto discutibile il risultato del restauro del palazzo di attribuzione brunelleschiana che affaccia su via de' Benci, commissionato dai Busini ai primi del '400. Il palazzo di proprietà della Bardi Srl è oggetto di una radicale ristrutturazione finalizzata a ricavare ben ventuno appartamenti privati attorno allo splendido cortile rinascimentale. All'edificio storico, di valore riconosciuto da generazioni di studiosi, viene riservata la sorte di una palazzina residenziale con una prassi di riuso dettata prevalentemente, se non esclusivamente, dalle intenzioni del privato Il restauro dell'edificio rinascimentale è stato affidato sin dal 2002 all'Arch. Rossano Morandini sotto la "supervisione" della Soprintendenza ai beni architettonici di Firenze.
 
Il degrado diffuso
 

I criteri di conservazione e lettura del degrado

I criteri museografici e museologici per la progettazione e la conservazione delle "opere d'arte" all'interno dei musei sono riconosciuti da tutti. La visione di un'opera d'arte in un museo consente di disporre di silenzio, aria pulita, di luce ottimale, di un corretto posizionamento dell'oggetto rispetto al punto di vista dell'osservatore, di uno spazio adeguato senza ingombri o intralci scomodi che consenta di muoversi liberamente senza difficoltà, una eventuale e talvolta doverosa contestualizzazione dell'opera per consentirne una più completa lettura; tutte condizioni insomma che si possono riassumere in una parola sola : visibilità dell'opera d'arte.

Caratteristiche queste certamente indispensabili per l'esistenza stessa dei musei e, senza alcun dubbio, a ragione riconosciute con fermezza da chiunque disponga di una discreta sensibilità verso l'arte. I criteri di conservazione e riuso degli spazi e delle architetture della città storica invece non godono di un pari trattamento e della stessa attenzione che viene da sempre impiegata invece per le sculture e le pitture delle esposizioni. Vi è forse una diametrale differenza tra l'opera d'arte esposta in un museo e un' opera architettonica ? Quale differenza può esistere dal punto di vista "culturale" tale da giustificare un così diverso trattamento ? Si tratta certamente di due scale diverse, di un contesto diverso, una committenza non sempre diversa e risultati anch'essi non molto differenti almeno sul piano del godimento e della bellezza. Verrebbe da chiedersi come sia possibile che proprio l'Italia che accoglie la maggior percentuale del patrimonio dei Beni Culturali del mondo, non abbia sviluppato ancora un rispetto ed una cultura della conservazione per i beni artistici ed architettonici nella loro completezza senza queste macroscopiche contraddizioni. Per il patrimonio architettonico e urbano dunque, ricchissimo e di inestimabile valore artistico, le condizioni di fruibilità dell'opera d'arte sono a tutt'oggi, anno 1999, nella gran parte dei casi quantomeno molto discutibili. Proviamo dunque ad entrare in quel "museo" chiamato Italia che espone una delle più splendide collezioni del repertorio architettonico di tutto il mondo attraverso un serbatoio che legga e aggiorni il reale stato di conservazione e degrado del repertorio architettonico delle città.

Limen vuole proporre in questo spazio, tramite lo strumento del Circolo di Studio, un archivio aperto. Un ampio panorama sulle condizioni dei centri storici delle città italiane con l'intenzione di avviare un nuova forma di Cittadinanza Attiva capace rappresentare un interlocutore critico su scala territoriale.

Partiremo da un analisi macroscopica rilevando:

  • Lo stato di conservazione e degrado degli edifici e delle pavimentazioni stradali

  • Visibilità sul fronte urbano e relazioni con gli altri edifici

  • Accessibilità e fruibilità del bene

  • Funzionalità del servizio di visita al pubblico e vari ed eventuali criteri museografici e museologici adottati.

  • Materiale divulgativo prodotto per i vari edifici aperti al pubblico

Osservatorio

Fig. 2 - Scempio ambientale alla Fortezza da Basso Firenze. Il progetto di ampliamento del polo espositivo della Fortezza da Basso prevede la realizzazione di un parcheggio sotterraneo ed esercizi commerciali a ridosso del fronte bastionato di Antonio da Sangallo del sec. XVI. La posizione dei fabbricati risulta troppo vicina alle mura della fortezza: la sopraelevazione prevista di almeno 3 mt andrebbe a coprire la visuale originaria dei bastioni. La Nazione» ha denunciato l'offesa di cemento al monumento voluto dai Medici nel 1534 e il procuratore Ubaldo Nannucci ha aperto un'inchiesta ipotizzando il danneggiamento al patrimonio.

Fig. 3 -Lo smontaggio del portico della cattedrale di Nicosia. Una dettagliata documentazione fotografica realizzata poco prima dei lavori consente di porre dei verosimili dubbi sull'ipotesi del cedimento strutturale. Sono molte le perplessità per la decisione di un intervento così distruttivo e irreversibile. Che il pericolo di crollo del Portico sia stato solo un pretesto per giustificarne la demolizione lo dimostra in modo incontrovertibile una dettagliata ed approfondita relazione tecnica, finanziata con fondi dell'Assessorato ai BB.CC.AA. I risultati della perizia sono stati esposti al pubblico in una conferenza del 1998. I tecnici hanno affermato che la Cattedrale versa in non drammatiche, e non hanno proposto né smontaggi né demolizioni.

Castelfalfi - Montaione, (PI). Piccolo borgo altomedievale nel Comune di Montaione in Val d'Elsa, a poca distanza da Siena, Firenze e Pisa. Il suo passaggio di proprietà per una cifra sconosciuta al gruppo tedesco Tui, uno dei più importanti touroperator mondiali, suscita in Italia poche reazioni guadagnando solo qualche recensione sulla stampa locale e in un articolo sul Venerdì di Repubblica. Una grande attenzione viene riservata invece dal resto d'Europa. Della vendita di Castelfalfi hanno parlato: The Guardian, Le Monde, Die Welt, Rheinische Post, Irish Times, dimostrando una cogente preoccupazione per il futuro del sito.

SS. Trinità di Saccargia. Sassari. Fra il 1903 e il 1906, i lavori di riadattamento e di restauro al complesso della Basilica della Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianos, compromisero la piena leggibilita del monumento, specialmente nel prospetto principale (demolito e ricostruito per intero) nella parte alta del campanile, dov'e difficile riconoscere gli elementi risarciti e quelli originali. L a chiesa della SS, Trinita e nella conca campestre di Saccargia, di estremo interesse monumentale.

Pavia, la città dei Visconti si racconta attraverso il suo centro storico: il castello, la fondazione dell'università, la Certosa. Verso la fine del'400 Signori della città sono gli Sforza. Nel 1535 la città cadrà sotto il dominio spagnolo e nel 1714, subentrerà quello austriaco fino al 1859 quando Pavia entra nel Regno di Sardegna.Oggi, della "Ticinum", "Papia" longobardica, della città viscontea e delle età piu' tarde rinascimentali e settecentesche, ha conservato i monumenti piu' insigni, le Chiese mirabili, alcune Torri Medievali, il Castello e moltissimi documenti storico-artistici. Il Duomo, opera tipica del Rinascimento lombardo.

Vendita Manifattura tabacchi di Firenze. Il Governo e la maggioranza di centro destra vendono l'ex Manifattura Tabacchi che viene ceduta dall'ETI (Ente Nazionale Tabacchi) alla Finteca (Spa dell'ex gruppo IRI). Il complesso costruito nelle Firenze fascista dal 1932-1940 con un monumentale stile novecento alternato da citazioni razionaliste come il Cinema Puccini sull'angolo con via Giuseppe Tartini. L'area è costituita da 6 ettari, 15 fabbricati di cui alcuni di 6 piani per un totale di oltre mezzo milione di metri cubi.

Palazzo a S. Giuliano Terme, residenza termale dei Granduchi di Toscana veduta del 1700. Dopo il 1935 gli edifici del complesso subirono un processo di trasformazione strutturale che, di fatto, devastò la meravigliosa architettura degli Arch. Ruggeri e Pellegrini salvaguardando dallo scempio solo le facciate esterne, progettate nel 1744. Sulla destra della stampa si vedono i padiglioni termali situati nel sito dell'attuale edificio fascista in vendita che ne ha inglobato alcune tracce superstiti con importanti affreschi ricoperti, trabeazioni e un teatro. A marzo 2004 sarà istituito a breve a S. Giuliano, l'Osservatorio nazionale

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